Master di 1° Livello in Storia Militare Contemporanea 1796 -1960

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Il Corpo Italiano di Liberazione ed Ancona. Il tempo delle oche verdi e del lardo rosso. 1944

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sabato 7 novembre 2020

C.I.S.R. Rapporti con i Tedeschi. Trasporti ferroviari. Agosto 1941

Considierazioni sulla campagna di Russia



Il Maresciallo Messe nella sua Relazione finale così evidenzia i rapporti italo-tedeschi in tema di trasporti

Lettera diretta il 15 novembre 1941 dall’Intendenza del C.S.I.R. allo Stato Maggiore dell’Esercito, nel quale risulta chiaramente lumeggiata la contrastata questione:

 

“…Non conosco le cause che hanno indotto il comando tedesco a ridurre da 25 a 15 i treni che mensilmente potranno essere inviati al C.S.I.R., come pure non conosco i motivi che hanno indotto codesto S.M. all’accettazione pura e semplice di tale fatto. Il problema dei trasporti ferroviari, affrontato da mesi, non ha ancora trovato una soluzione ed anzi oggi è ricondotto all’origine, senza che i successivi insistenti interventi abbiano dato un frutto qualsiasi. Infatti l’Intendenza il 13 settembre chiese l’inoltro di un treno al giorno oltre il Dnjepr; glie ne fu garantito prima uno ogni due giorni da Q.U.2 del comando sud, poi 25 al mese dal comando Supremo tedesco, peraltro ridotti subito a 20 dal Q.U.2, infine ridotti ancora a 15 dal comando Supremo tedesco. Ad onta delle riduzioni le promesse non furono mantenute. Infatti nel periodo 15 settembre - 15 novembre sono giunti 25 treni, mentre secondo gli impegni di Uman del Q.U.2 (13 settembre) e quelli successivi del Comando Supremo tedesco, nelle stesso periodo di due mesi ne avrebbero dovuto giungere 40. Oggi, coi 15 treni al mese, si è tornati esattamente al punto di partenza di due mesi fa.

Ovvio che queste continue variazioni impediscono l’attuazione di qualsiasi piano organico di preparazione e di trasporto e tutte le previsioni sono annullate.

Il ritardo nell’arrivo dei treni ha portato poi alla conseguenza che materiali che occorreva distribuire alle truppe fin dall’ottobre, si sono accumulati a Dnjepropetrovsk e non è possibile farli proseguire causa l’arresto dei trasporti automobilistici, dovuto al mal tempo. Ed altri materiali necessari al C.S.I.R. per lo svernamento sono ancora in Italia e giungeranno, quando non ce ne sarà più bisogno....-

…In conclusione chiedo allo S.M. Esercito che interessi d’urgenza il comando supremo perché ottenga da quello tedesco l’impegno definitivo a far affluire al C.S.I.R. 25 treni al mese, con attuazione immediata, ad eccezione dei treni ospedale, trasporto truppe e di quelli previsti per lo sgombero delle basi logistiche arretrate.

…Contemporaneamente insisto presso la parte germanica in loco perché assegni al C.S.I.R., non appena riattata la ferrovia Dnjepropetrovsk-Stalino, una media di 20 vagoni al giorno, per lo spostamento in avanti dei magazzini”.

 

E’ da tener conto che sui rifornimenti ferroviari incidevano anche la necessità di trasbordo (di cui i tedeschi profittavano per realizzare furti in grande stile, facendo sparire talvolta interi vagoni) ed i continui rimaneggiamenti dei treni che per strada dovevano alterare più volte la loro composizione originaria. Cito, ad esempio, un treno munizioni, giunto a Krivoirog incompleto ed inutilizzabile perché erano stati avviati altrove i vagoni che portavano gli elementi del colpo.

 

 

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