Master di 1° Livello in Storia Militare Contemporanea 1796 -1960

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Il Corpo Italiano di Liberazione ed Ancona. Il tempo delle oche verdi e del lardo rosso. 1944

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sabato 14 novembre 2020

C.I.S.R. La conquista del bacino del Donetz. I Risvolti logistci

 


Nella Relazione finale sulle operazioni del C.I.S R. Il Maresciallo Messe, in merito alla conquista del bacino del Donetz, nei suoi risvolti logstici

Il periodo delle operazioni per la conquista del bacino del Donetz rappresentò effettivamente la maggior punta di crisi logistica di tutta la campagna, il limite massimo tra l’osare ed il potere, il trionfo delle forze dello spirito.

Gli elementi essenziali per incidere su questo stato di fatto furono i seguenti:

- la situazione preesistente, precedentemente accennata;

- la nostra ormai nota insufficienza quantitativa e qualitativa di mezzi di trasporto;

- le inadempienze tedesche in fatto di rifornimenti e di convogli ferroviari;

- il peggioramento delle condizioni atmosferiche.

Circa i rifornimenti da parte germanica si può dire che essi si effettuarono regolarmente fino al Bug, divennero incompleti da Bug al Dnjepr, furono assolutamente insufficienti ed oltremodo intricati dal Dnjepr al bacino del Donetz. Questa schematizzazione acquista particolare valore ove si pensi che il periodo di massima crisi logistica, tra Dnjepr e Donetz, doveva coincidere con una fase di intensissima attività operativa e di irreparabile stasi dei trasporti per via ordinaria.

Mentre infatti le truppe, superando sforzi durissimi e marciando quasi sempre a piedi, riuscivano a procedere verso gli obbiettivi, le autocolonne di rifornimento restavano inesorabilmente bloccate dalla impraticabilità delle piste: di giorno per il mare di mota che le sommergeva, di notte per l’inimmaginabile sconvolgimento del terreno solidificato dal gelo, arato profondamente in ogni senso dai solchi delle ruote, tale da rendere inefficiente ogni nostro automezzo dopo appena qualche chilometro di percorso.

Unico mezzo di trasporto in grado di funzionare era quello aereo ed a questo si ricorse per i rifornimenti più urgenti di viveri e di munizioni e per lo sgombero dei feriti gravi dalla zona di Stalino a quella di Dnjepropetrovsk. Ma gli apparecchi disponibili erano pochissimi e il loro contributo non rappresentava che un palliativo.

Nonostante tutto, la truppe non si arrestarono e conquistarono in breve tempo tutti gli obiettivi fissati. Ma giunsero stanchi dalle marce e dai combattimenti, abbisognevoli di tutto, scarpe, uniformi, viveri, munizioni, carburante. E l’inverno era alle porte.

Per sopperire alle esigenze delle unità non bastava più spostare in avanti le basi, ma occorreva alimentare abbondantemente le basi stesse, per evitarne il rapido esaurimento. Era questo un problema essenzialmente ferroviario e le ferrovia erano ipotecate dai tedeschi, come al solito larghi di promesse e di convenzioni, ma terribilmente egoisti nel concedere e instabili nel mantenere.

L’Intendenza del C.S.I.R. aveva elaborato progetti sommari di rifornimenti ferroviari, richiedendo alle autorità germaniche un determinato contingente di convogli mensili ma, a causa della insufficiente potenzialità delle linee in rapporto alle numerose esigenze, il programma dovette essere notevolmente ridotto.

 

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