Master di 1° Livello in Storia Militare Contemporanea 1796 -1960

Master di 1° Livello  in Storia Militare Contemporanea 1796 -1960
Iscrizioni aperte. Info www.unicusano.it/master

Il Corpo Italiano di Liberazione ed Ancona. Il tempo delle oche verdi e del lardo rosso. 1944

Il Corpo Italiano di Liberazione ed Ancona. Il tempo delle oche verdi e del lardo rosso. 1944
Società Editrice Nuova Cultura, Roma 2014, 350 pagine euro 25. Per ordini: ordini@nuovacultora.it. Per informazioni:cervinocause@libero.it oppure cliccare sulla foto

Cerca nel blog

domenica 22 dicembre 2013

Auguri

A tutti gli amici e lettori di questo blog

Piazza San Pietro. Presepe 2012-2013. Matera Costumi tradizionali


i più sinceri auguri di un sereno Natale e un Felice Anno Nuovo

domenica 8 dicembre 2013

Montelungo: Combattere l'Oblio

In occasione della data anniversaria della battaglia di Montelungo, nel riprendere materiali per un progetto voluto dal gen Luigi Poli volto a pubblicare le testimonianze dei superstiti (2010) della Guerra di Liberazione (Progetto Storia in laboratorio. Titolo "Combattere l'Oblio"), progetto non potutosi realizzare, riportiamo l'intervista che Stefano Valente a fatto a Lapo Mazzei.

Nel ricordo del gen Luigi Poli e della tradizione che si era instaurata l'8 dicembre in cui si presentava e il calendario Associativo e le attività di ricerca volta a divulgare i valori della Guerra di Liberazione, l'intervista a Lapo Mazzei vuole rappresentare un contributo alla conoscenza delle gesta di chi fu partecipe della Guerra di Liberazione ed un Omaggio a chi per questi valori diede la vita, nel solco di una attività.

(Il Gruppo Studenti e Cultori. www.studentiecultori.blogspot.com) 



INTERVISTA A LAPO MAZZEI

Ufficiale  I.L.L.O.

Stefano Valente:
Vorrei approfondire alcuni aspetti della sua formazione: quali sono i suoi ricordi d’infanzia?


Il mio percorso di vita nasce in una famiglia da sempre formata da uomini dedicati agli studi giuridici ed economici e molti con una vena artistica, Jacopo Mazzei, mio bisnonno, era Ministro di Giustizia del Granduca e si dimise quando questi si rifiutò di ristabilire lo Statuto. Suo fratello fu architetto e a lui si devono tante opere in Firenze e in Toscana, fra cui la più famosa il restauro del Bargello. Mio padre era professore di politica economica che mi insegnava ad osservare con critica quanto succedeva in quegli anni ma con un sempre preciso insegnamento, capire e servire sempre gli interessi del Paese.
Ho studiato al Liceo Michelangelo di Firenze ed ebbi dei professori con un approccio molto vivace e critico alla realtà in cui vivevamo. Era vivo e presente un forte patriottismo ma con un approccio critico della storia e della filosofia, senza indulgenze ideologiche. Ricordo inoltre una grande disciplina nella mia educazione e la scuola, disciplina anche nello sport in cui emerse la mia passione per l’equitazione e per le attività sportive.


Cosa ricorda dell’entrata in guerra contro l’Etiopia?

Francamente é più forte in me il ricordo della conclusione con la conquista di Addis Abeba in una eccitazione generalizzata, un vero trionfo: evidentemente grandi erano le speranze suscitate dall’evento.

Lei come visse quella fase cruciale?

Ricordo nella prima fase l’attacco alla Francia, un rapporto contraddittorio di amore e contrapposizione. D’altro canto ero molto giovane e seguii la guerra con molto interesse, apprensione e speranze. Ricordo il primo anno del conflitto, l’attesa e l’immobilità della campagna di Libia, la prudenza difensiva di Graziani.  Oggi possiamo  dire con certezza che entrammo in guerra coscienti della nostra inadeguata preparazione, ma nella quasi certezza che tutto si sarebbe concluso in pochi mesi. Certamente non avevamo idea di cosa fosse una guerra meccanizzata, una guerra industriale, alla quale non solo non eravamo preparati ma che avrebbe richiesto anni, anni ed anni di lavoro per potersi adeguare. Il soldato tedesco era un meccanico, il soldato italiano un contadino. Non parliamo poi delle differenze col mondo super organizzato degli alleati che rispecchiava la straordinaria potenza industriale di quei paesi e la collaudata volontà patriottica.



E sulla campagna di Grecia cosa ricorda?

La campagna di Grecia fece emergere con evidenza l’impreparazione operativa in una concezione della guerra che non era molto cambiata rispetto al primo conflitto mondiale e in più la carenza organizzativa.    


Ci furono successive evoluzioni?

La disfatta in Africa che colpì non solo noi ma anche l’alleato tedesco che aveva il comando delle operazioni determinò la svolta integrale della guerra.



L’invasione della Sicilia è sempre stata dipinta come una fuga.

Non è vero che fu una fuga per molti reparti e la documentazione oggi disponibile lo attesta. Noi spettatori sentivamo il progressivo aumento di un clima generale di disorganizzazione e di sfiducia che partiva da Roma.


Qual è il suo parere su Badoglio?

Non lo reputo un uomo adatto a fronteggiare la fase storica che si stava attraversando. Non era un De Gaulle, non era un trascinatore, soprattutto non aveva una visione chiara e una politica di ampio respiro e il coraggio. Penso che sperasse in una resa dell’esercito tedesco in Italia che seguisse la nostra resa, in questa speranza lasciò che l’Italia fosse integralmente occupata dalle forze tedesche piombate dalla Germania, aggressive, ben organizzate e preparate al momento decisivo.



Che cosa può dirci della società italiana?

Il fascismo non è decaduto in maniera repentina, dalla campagna di Grecia in poi serpeggiava fra gli italiani e nel partito fascista la coscienza del disastro che si avvicinava e l’idea di come riuscire a salvarsi. Il voto contrario a Mussolini al Gran Consiglio, e il conferimento di tutti i poteri al Re, non fu un fatto repentino ma preparato e studiato in tutte le forme. Fu un atto coraggioso che determinò la caduta del regime, molti dei protagonisti del Gran Consiglio, catturati, furono fucilati, nel famoso processo di Verona un anno dopo. 
Bisogna dire che il fascismo non era simile al nazismo e al comunismo, questi ultimi due  identificavano il partito con lo Stato, il fascismo non si identificò con lo Stato ma lasciò in vita la vecchia struttura dello Stato monarchico. I prefetti, i Ministeri  e via discorrendo. Moltissimi degli uomini che poi hanno formato la spina dorsale dell’Italia dopo la guerra erano nati e vissuti  durante quell’epoca in cui certo si era insegnato il rispetto della Patria e il servizio dello Stato.
 Nel 1942 si tenne a Roma all’Istituto Nazionale di Cultura fascista un grande convegno sul tema dell’unità dell’Europa a cui parteciparono studiosi di storia, di economia, di giurisprudenza, più di cento, provenienti da tutte le parti d’Italia.  Nel leggere il rapporto stenografico di questo incontro promosso certamente per dare un’arma a Mussolini per svincolarsi dai tedeschi, fu posto il problema dell’unità d’Europa, con la forza o con la libera adesione: prevalse la seconda tesi e fu esplicitamente detto che di questo dovevano essere messi al corrente i tedeschi. Sull’argomento ci fu una votazione unanime, tranne un astenuto, che se non vado errato fu il Prof. Spirito. Presiedeva il convegno come Presidente dell’Istituto di Cultura fascista il prof. Pellizzi che fu poi Preside della Facoltà di Scienza Politiche Cesare Alfieri a Firenze. Uomo di grandissima preparazione che era stato addetto culturale a Berlino e poi a Londra. Dai rapporti stenografici dell’incontro si evince con chiarezza gli orientamenti culturali dei partecipanti : cattolici, socialisti, liberali, ecc.  


Quale fu la posizione del popolo italiano?

Il periodo tra il 25 luglio e l’8 settembre fu un momento di riflessione, il popolo italiano mostrò la grandissima dote di riuscire a contenersi e a salvarsi: le forze politiche certo cercavano di organizzarsi per la svolta e non bisogna mai dimenticare il quadro dei fanatismi che hanno imperato nel XX secolo. Il vero problema nacque dopo l’8 settembre, dichiarare l’armistizio in un paese stanco e con un esercito sfiduciato e conscio della propria debolezza non poteva portare altro che a uno sfascio generale e a una fuga. Ho un ricordo vivissimo dei giorni dopo l’8 settembre con una marea di soldati disordinati, a piccoli gruppi, che con ogni mezzo cercavano  di raggiungere i loro luoghi di residenza. Io ero in campagna e questo spettacolo agghiacciante mi rimarrà sempre inciso nella mente. Questa disgregazione naturalmente non colpì tutti i reparti, alcuni di loro si comportarono con dignità pur sapendo di soccombere.  


Qual’é il suo parere sulla Repubblica di Salò?

Nacque la Repubblica di Salò, che partì con due filoni culturali:  il rifiuto del presunto tradimento, la perdita dell’onore e il problema se fosse possibile conciliare un regime autoritario con una maggiore libertà. Le risposte furono inequivocabilmente diverse ed anche chi aveva iniziato a guardare con simpatia la Repubblica dovette ricredersi, in pochissimi giorni nacque un forte dissenso, di rivolta per il fanatismo che la Repubblica sociale portava con se come strumento della pesante mano tedesca.


Personalmente come passò quei momenti così difficili?

Mio padre mi indusse a ragionare su un elemento fondamentale:  la legittimità del governo che senza dubbio era con il Re e con Badoglio e la fedeltà dunque al supremo interesse del nostro Paese che certo non era quello di farsi massacrare per servire i tedeschi. Essendo del 1925 fui richiamato e grazie ad un grande amico di mio padre prof. Valdoni, fui ricoverato d’urgenza in ospedale dove rimasi per tre mesi finché fui inviato all’Ospedale Militare in via San Gallo dove mi rinnovarono tutti i controlli per accertare una malformazione al mio rene sinistro diagnosticata dal Prof. Valdoni e, malgrado le incertezze sulla diagnosi, mi furono dati sei mesi di licenza. In quei giorni commisi una grande leggerezza: una domenica pomeriggio uscii dall’ospedale e fui catturato in una retata in piazza della Repubblica e solo il decisivo intervento dell’ufficiale di picchetto dell’Ospedale,  che neanche sapeva che ero lì ricoverato, e privo di informazioni poiché era domenica, mi permise di ritornare all’ospedale; gli ufficiali medici erano tutti chiaramente schierati contro la repubblica sociale.


Quale fu il suo primo contatto con gli alleati?

Eravamo in campagna in quel momento, in Chianti, in Provincia di Siena. I primi arrivati furono i francesi, con le truppe marocchine che rimasero per qualche giorno e non fu una convivenza tanto tranquilla, per fortuna furono presto ritirati per lo sbarco nel sud della Francia, a loro subentrarono i neozelandesi, i canadesi, ed infine la divisione italiana Legnano che stava preparandosi proprio in Chianti.  Ebbi modo di osservare il comportamento dei due contendenti, l’impressionante abbondanza di mezzi di ogni genere degli alleati e la straordinaria capacità dei tedeschi di resistere con pochi uomini, poco armati, con poca artiglieria, e senza  aviazione  a rallentare l’avanzata alleata.


Quale fu il suo ruolo in questa fase così delicata?


Seppi che a Firenze, non appena liberata, si arruolavano giovani nel regio esercito per un reparto speciale di ufficiali, rapidamente divenuti tali, che conoscevano l’inglese e il francese e che era organizzato dal SIM, Servizio Informazioni Militari, mi presentai al capitano Capponi, che dipendeva dal comandante del gruppo: Italian Intelligence Liaison Officers, colonnello Esclapon  e fui destinato, dopo un breve corso, alle dipendenze di un Capitano dei Granatieri a Perugia, al comando della XIX Brigata dell’ottava divisione indiana, a questa divisione furono assegnati altri colleghi, ricordo Alessandro Cortese de Bosis, Rufo Ruffo e Ugo Contini Bonacossi. Eravamo in tutti circa cento, oggi ahimé siamo rimasti molto pochi. Essendo molto giovane e senza esperienza l’approccio in un comando di brigata che aveva fatto la guerra contro di noi fino dall’Etiopia,  fu psicologicamente difficile, ma dopo poco i rapporti diventarono cordialissimi, amichevoli, e in particolare il generale comandante la brigata si dimostrò particolarmente attento e, vorrei dire, protettivo. Con lui mantenni contatti anche dopo la fine della guerra.
La mia prima esperienza al fronte fu a Camaiore, nel momento in cui la nostra divisione fu mandata in quel settore tirrenico, a tamponare una falla di una divisione americana che non aveva resistito a un contrattacco tedesco. Io ebbi l’ordine di accompagnare un reparto scozzese sulla cima di una montagna verso l’Appennino. Dopo pochi giorni, respinto l’attacco tedesco, la nostra divisione fu mandata sul fronte adriatico a prendere posizione sul Senio. In questo trasferimento complesso e lungo, nella fermata a Cervia un Capitano addetto agli automezzi e che aveva l’incarico di portare sempre con se il gatto del Generale non riuscì a impedire la fuga del piccolo animale. Quando fummo stabiliti sul Senio, il Generale, molto seccato del fatto, mandò tutti i giorni un ufficiale a cercare il gatto a Cervia. L’ultimo giorno, prima di partire per una licenza in Inghilterra, dette a me l’ordine di andare e a Cervia dove tutti ormai ridevano di questa vicenda. Si trattava di un normale gatto soriano e proposi ai miei colleghi di trovarne uno il più simile possibile, da qualche famiglia in Romagna. Riuscii nell’intento e preparammo il nuovo ospite a stare alla mensa e a non spaventarsi a vivere con noi. Rientrato il Generale dopo cena, ci intrattenne sul suo soggiorno in Inghilterra con il gatto seduto sulle sue braccia. Noi eravamo tutti soddisfatti pensando che non avesse capito ma alla fine disse: “signori, sono le ore dieci, è tempo che vada a riposarmi, non è lo stesso “pussy” ma grazie lo stesso”. In quell’epoca mi furono affidati dei partigiani con il compito di sorvegliare alcuni ponti e strade, non era una cosa semplice, la disciplina non era il loro forte e dipendevano dal comandante Bulow che poi divenne l’onorevole Boldrini.
Accompagnai un colonnello della brigata nella terra di nessuno per osservare, ove possibile, i movimenti delle truppe tedesche, venimmo bersagliati da raffiche di mitragliatrici e poi da colpi di mortaio.
In conclusione devo dire che con gli inglesi i rapporti erano cordiali ma superficialmente l’idea di liberarsi dal dominio inglese era molto forte e con noi ne parlavano molto apertamente. Fra gli indiani vi era un maggiore Sik, un uomo tenuto in grande considerazione e rispetto dagli inglesi , che sempre sedeva alla destra del generale, era molto simpatico e molto amichevole con noi italiani ed elegantemente critico del peso inglese sul loro paese.


I tedeschi in quella fase cercavano di avanzare?

Non erano in grado di farlo, l’inverno sul Senio fu relativamente tranquillo, permise anche dei piccoli scambi di sigarette e whisky fra i due nemici con qualche incidente quando i Royals Fusiliers  furono sostituiti dai Gurkas. Ben presto con l’inizio della primavera gli alleati furono pronti all’offensiva e fui invitato ad assistere all’illustrazione del piano di attacco insieme ad Alessandro Cortese de Bosis, fu un gesto di grande cortesia. Su un fronte di 11 Km furono concentrati 400 cannoni, con 1000 colpi per ogni cannone. Ogni compagnia sparava senza fine colpi di mortaio e dal cielo le fortezze volanti colpivano le difese tedesche. L’avanzata fu poi straripante, i mezzi erano così numerosi che congestionando le strade era difficile andare avanti. L’esercito tedesco era ormai in disfacimento e, superato il Po, gli alleati raggiunsero Venezia rapidamente. Sul Senio a fianco della mia brigata ci fu, per qualche tempo, la divisione Cremona con cui ebbi dei rapporti di collegamento molto cordiali,  anche loro avevano dei problemi assai complessi per i reparti partigiani aggregati alla divisione ma, di fatto, rimasti autonomi.      

Logisticamente come erano organizzate le truppe?

Vi era una grande organizzazione, grandi mezzi, tutto curato nei minimi particolari. Avevamo un problema particolare per i reparti Sik che ogni sera avevano bisogno di trovare un luogo dove ci fosse acqua sufficiente per adempiere  al loro dovere di lavarsi tutti i giorni integralmente i capelli. La disciplina militare invece era straordinaria, la forma straordinariamente severa accompagnata da un’auto ironia che si manifestava soprattutto nei loro inni militari che in occasione di marce cantavano a squarciagola.

Il ruolo dei partigiani fu senza dubbio significativo ma sarebbe improprio definirli un movimento monolitico. La maggioranza era politicamente legata al movimento che si proponeva di preparare un dopo guerra legato agli interessi e al dominio della Russia attraverso i partiti comunisti. In realtà larga parte dei partigiani combatteva per l’avvento di un regime di matrice sovietica ad essa legata, di qui la condiscendenza verso Tito sulla frontiera Est, dall’altra parte i repubblichini della Repubblica di  Salò erano strumenti e servi della politica tedesca, gli unici senza condizionamenti di questo genere che servirono solo gli interessi dell’Italia fu il ricostituito regio esercito che ebbe in Italia ed all’Estero più di ottantamila morti dopo l’8 settembre senza condizionamenti ideologici, col solo ideale della fedeltà al servizio del Paese.

Si parla sempre di fuga a Brindisi del Re e di Badoglio ma nessuno si domanda che cosa sarebbe successo se non fossero andati a Brindisi creando le premesse per la rinascita dell’esercito e dello Stato Italiano. Senza quella decisione l’Italia sarebbe stata stritolata dalla dichiarata volontà del Fuhrer di far tabula rasa del nostro paese e dalle decisioni unilaterali degli alleati. 


martedì 3 dicembre 2013

THE BATTLES FOR THE MIGNANO GAP The new Italian Army's baptism of fire

AUR and the Associazione Reduci LI° Battaglione A.U.C. Bersaglieri “Montelungo 1943” present 

THE BATTLES FOR THE MIGNANO GAP 


The new Italian Army's baptism of fire 

An introduction and visit to the battlefields 
Hotel Rocca, Cassino – Friday, December 6, 2013 
Between 8 and 17 of December 1943 American and Italian troops fought for the first time together, in a coordinated operation against the German Bernhardt Line (the Winterline for the Allies) the last resistance on the via Casilina, the road to Rome, before Cassino. The Battle of Montelungo was not only a test of the new army's mettle against the German position but it showed Gen.Clark that Italian soldiers could be trusted. 
Professor 
JAMES WALSTON, The American University of Rome; Lieutenant Colonel LIVIO CAVALLARO, Scuola di Fanteria di Cesano MATTHEW PARKER, Author of 'Monte Cassino: The Story of the Hardest-fought Battle of World War Two' (2004) 
will offer, in English, an outline of this key moment in US-Italian relations; a summary of the events from a military point of view and an overview of the battles for the Migano Gap within the wider context of the battles for Montecassino and the entire Italian campaign 
The presentations are intended, as a short introduction preceding the visit to the battlefields. The goal is to offer English speaking journalists, historians, military and cultural attachés a synthetic overview of the battles of Montelungo and of San Pietro Infine. 
The presentation will be held in the Hotel Rocca Conference Room, Via Sferracavallo, 105 03043 Cassino (FR) (0776 311212) A shuttle service will be available for transit from Cassino railway station to the Hotel Rocca, the conference and the battlefields. 
10.15 – Conference 15.00 – Visit to San Pietro Infine 12.00 – Visit to Montelungo 16.30 – Return to the Hotel 12.45 – Light buffet
Organized by Prof. Andrea Branchi
RSVP 
andrea_branchi@fastwebnet.it 333 968 3737

Si continua, ma non con loro

Nel ringraziare  chi scrive delle cortesi parole che vengono usate nei nostri confronti, cogliamo l'occasione per comunicare che ogni collaborazione con l'Associazione Nazionale Combattenti della Guerra di Liberazione è terminata l'8 aprile 2013 non per nostra volontà. Con una lettera di poche righe, l'attuale Presidente ha comunicato che può fare a meno del nostro contributo ed in una riga e mezzo ci ringrazia per dieci anni di collaborazione. Sono decisioni di cui prendiamo atto, anche se continuiamo a "fare ricerca" come si è fatto dal 1999, anche senza e con la predetta Associazione. Continuiamo a proseguire l'opera del gen. Luigi Poli, superiore, maestro ed amico, nel solco da Lui tracciato. Però non siamo in grado di rispondere, per ovvie ragioni, a lettere come questa che pubblichiamo. Per ogni altra informazione rinviamo al blog www.corpoitalianodiliberazione.blogspot.com collegato a questo per la ricerca storica specifica. 
Il gruppo "Studenti e Cultori", già Sezione della Associazione Nazionale Combattenti della Guerra di Liberazione (2009-2012)
(per info: www.studentiecultori.blogspot.com)

Pregiatissimo Signor Dottor Alberto Marenga, buona sera.
Mi chiamo Ambrogio Gatti Comini e Le scrivo da Pavia, avendo avuto il Suo indirizzo dal Generale Massimo Coltrinari.
Avevo già inviato due richieste di informazioni agli indirizzi dell' Associazione che cura la pubblicazione del periodico "Il Secondo Risorgimento d'Italia" perché dovrei recuperare il numero della rivista e la data di pubblicazione di alcuni saggi a cura del Generale Gennaro Trotta sul combattimento di Rustico del 17 luglio 1944 da citare su una pubblicazione che sta curando la Mediateca Giamagli di Polverigi, alla quale sto collaborando con il ritrovamento di notizie e di testimonianze di famigliari e parenti dei 18 soldati caduti quel tragico giorno, delle loro fotografie, delle notizie contenute nei loro fogli matricolari. Nei precedenti messaggi avevo anche specificato il numero delle pagine della pubblicazione, che è l'unico dato certo che conosco, perché ho ricevuto per posta ordinaria copia delle suddette pagine dalla sorella di un caduto, Salvatore Finelli, insieme a molto altro materiale ma senza il frontespizio della rivista.
Mi permetto di richiedere la Sua preziosa collaborazione perché dovrei consegnare il materiale che ho raccolto e che sto ordinando alla Mediateca di Polverigi entro la prossima metà di dicembre. In assenza dei dati che mi mancano su quanto scritto dal Generale Trotta, sarò costretto a non utilizzare le preziose notizie in esso contenute che mi sembrano però una testimonianza importante.
Se per semplificare la ricerca fosse necessario acquistare da parte mia i numeri del periodico che mi interessano, La prego di indicarmi quanto e come versare l'importo necessario.
Ho già inviato all'Associazione via mail una copia di un mio lavoro sul giovane pavese Luigi Maestri, fratello di mio suocero,
allegandola a uno dei precedenti messaggi.
Con la speranza che mi possa indicare i dati che mi occorrono, La ringrazio della cortese attenzione e Le porgo i più distinti saluti.
Ambrogio Gatti Comini - Corso Garibaldi n. 61 - 27100 - Pavia
telefono 0382302216

sabato 30 novembre 2013

Montelungo: Conferenza della Associazione del fante

L’Associazione Nazionale del Fante, 
Sezione di Roma Capitale

invita la S.V. alla conferenza  

 “LA BATTAGLIA DI MONTELUNGO (8-16 dicembre 1943):LA RINASCITA DELL’ESERCITO ITALIANO”

 Museo Storico dei granatieri - Piazza Santa Croce in Gerusalemme, 7 – ROMA
 Giovedì 5 dicembre 2013 - Ore 17,00

Al termine della Conferenza sarà offerto un rinfresco. 
RSVP

Il segretario ANF di Roma Capitale-MOVM Guido Alessi
Dott. Vincenzo Currò


mercoledì 27 novembre 2013

Ricerche: Geniere Pietro Garlatti Caduto il 5 ottobre 1944 a Tirana. Ricerca di Notizie

Nel solco delle ricerche in corso abbiamo ricevuto la seguente lettera, che mettiamo a disposizione di tutti affinchè si possa gestire la ricerca con più ampio spettro. Chi avesse notizie può scrivere a ricerca23@libero.it oppure direttamente all'interessato.

Mi chiamo Mauro GARLATTI e vivo in provincia di Udine.
Sto facendo delle ricerche su un mio zio paterno deceduto in Albania durante 
l'ultimo conflitto mondiale. 
Nel corso di questa mia ricerca ho letto diversi libri sull'argomento: i libri 
del Gen. Azzi e altri, tra cui il suo libro "La resistenza dei Militari 
Italiani all'estero - Albania".
Dopo aver effettuato tutte le ricerche presso il centro documentale competente 
(Udine), "L'Albo d'Oro" e "OnorCaduti" sono riuscito a raccogliere pochissimi 
dati, oltre a quei pochi che già conoscevo.

Per quanto riguarda la data e le circostanze della morte non sono riuscito a 
trovare (presso gli enti sopra citati) nessun atto, testimonianza o altra fonte 
che giustifichi - confermi questi dati.
Nel fascicolo del centro documentale di Udine ho trovato solo il ruolo 
matricolare che contiene queste notizie:
• chiamato alle armi e giunto il17.10.1940 nel 7 Regg. Genio Comp. Artieri 
• partito per l'Albania imbarcato a Bari e sbarcato a Durazzo il 15.03.1941
• l'8 sett. 1943 si trovava a Tirana

• morto per fatti di guerra il 05.10.1944 a Tirana

Nel fascicolo di OnorCaduti non si trova niente .
Nel fascicolo dell'Albo d'Oro ho trovato:
• la copia di un Espresso Raccomandato del Ministero della Guerra - direzione 
generale leva sottufficiali e truppa -uff. stralcio stato civile ed Albo d'Oro, 
senza data (riporta lo stemma sabaudo), con cui si informava la famiglia della 
morte di mio Zio. Questo il testo: geniere GARLATTI Pietro è deceduto il 
5.10.1944 a Tirana per scoppio di bomba da mortaio. Comunicazione ritardata 
perché territorio ora liberato.

• Copia dell'atto di morte redatto in data 01.06.1954 dalla Commissione 
Interministeriale per la formazione o la ricostruzione di atti di morte e di 
nascita non redatti o andati smarriti o distrutti per eventi bellici nel quale 
si ribadisce quanto comunicato con l'espresso sopra citato :deceduto in data 
05.10.1944 in Albania, nei pressi di Tirana, si sconosce sepoltura. 
Interessante il fatto che nell'atto di morte si scrive "esplosione accidentale 
di bomba da mortaio". Parrebbe che chi ha redatto l'atto avesse le idee 
abbastanza chiare sulla dinamica dei fatti.
Ora, chi a mandato l'espresso raccomandato e la Commissione che ha redatto 
l'atto di morte, non credo si siano inventati tale data, ma l'avranno reperita 
da qualche fonte ritenuta attendibile.


Il sito web OnorCaduti mi dà mio Zio come sepolto presso il Sacrario Caduti 
Oltremare (settore noti ma non identificati), notizia confermatami anche 
telefonicamente dall'Ufficiale responsabile del Sacrario.
Se nell'atto di morte si affermava " si sconosce sepoltura " come si può ora 
affermare che si trova sepolto presso il Sacrario di Bari?
Evidentemente deve esistere qualche altra documentazione che non si trova nei 
fascicoli dell'Albo D'Oro e di OnorCaduti.
Sono con la presente, se avrà la cortesia e la bontà di leggermi e 
rispondermi, a chiedere a Lei un consiglio su come proseguire queste mie 
ricerche, se esistono altri enti, associazione o quant'altro a cui mi possa 
rivolgere per reperire notizie. Gli archivi della Commissione Interministeriale 
(che dovrebbe aver operato fino a pochi anni fa), nessuno ha saputo indicarmi 
dove siano custoditi e a chi rivolgermi per la loro consultazione.
Nel suo libro " La resistenza dei Militari Italiani all'estero - Albania" 
vengono richiamate parecchie altre pubblicazioni (diari) che trattano della 
guerra in Albania, pubblicazione che ora sono introvabili. Potrebbe indicarmi 
una biblioteca che disponga di questi libri e a cui rivolgermi per un prestito?
Ringraziandola di vero cuore per il tempo che vorrà dedicarmi, cordialmente la 
saluto.
garlattimauro@libero.it

giovedì 21 novembre 2013

Sommario, Anno XIV, 2004, n. 6 Semestrale

Riportiamo la copertina ed il sommario del n. 6, della Rivista Seconod Risorgimento, non seguendo l'ordine di uscita, anticipando il n, 5, in quanto questo rappresenta il primo tentativo di pubblicare un numero tematico, dedicato alla campagna nelle Marche del 1944 da parte del C.I.L., ove Filottrano rappresenta una tappa fondamentale della affermazione ed accetazione delle truppe del Regno del Sud.
(info: ricerca23@libero.it)

SOMMARIO
Anno XIV, I, 2004, n.6, Semestrale

Editoriale del Presidente……………………………………………………………….Pag. 05

DOSSIER
LA CAMPAGNA DI LIBERAZONE DELLE MARCHE 1944

Massimo Coltrinari, Giugno-Settembre 1944. Il Fronte in Italia diviene secondario
                nella Strategia Alleata. La conclusione del ciclo operativo del C.I.L. e le
                origini tattico-operative Gruppi di Combattimento………………..………..…Pag. 09
Massimo Baldoni, Il Fronte del sud e il fronte del nord nelle Marche – Giugno –
                Settembre 1944…………………………………………………………………..…….Pag. 15
Alberto Marenga, Il II Corpo Polacco nella Campagna d’Italia. I Rapporti con
               le formazioni della Resistenza. LA Battaglia per Ancona come descritta
               dal “Rapporto del II Corpo Polacco nel Settore Adriatico”………………….... Pag. 21
Salvatore Melia, Relazione sulla Missione Militare “Man”. Al Comando Supremo.
               Ufficio Informazioni “Sezione Calderoni” Stato…………………………………  Pag. 27 Arnaldo Angerilli, Relazione Missione Militare “Man” del 17 luglio 1944
                Note aggiuntive di chiarimenti ed integrazioni……………………………….. Pag. 47
Luigi Tonelli, Castelferetti: un paese ricorda il passaggio del fronte.Luglio 1944…….. Pag. 53
Francesca Bonci, Diario  1944 – Il passaggio del fronte ad Osimo …………………….. Pag. 91
Massimo Baldoni   Primo Risorgimento d’Italia. La Conquista d’Ancona
                 Conclusione della Campagna Marche. 29 settembre 1860……………….. Pag.113

VITA ASSOCIATIVA
Notizie in breve
RECENSIONI
A cura di Alberto Marenga
ATTIVITA’ EDITORIALI
Redazionale
DI PROSSIMA PUBBLICAZIONE

A cura di Laura Coltrinari e Alberto Marenga
In Copertina: Ancona, danni causati dai bombardamenti Alleati

martedì 12 novembre 2013

Albania 1943: richiesta di notizie

Riceviamo e volentieri mettiamo questa nota a disposizione di tutti. Chi avesse ulteriori notizie da fornire è pregato di contattarci:
"mi permetto di scriverLe a questo indirizzo mail che ho trovato su internet. 
Mi chiamo Luigi Girlanda e sono il nipote del capitano Luigi Minelli, fucilato dai tedeschi a Kuc il 7 ottobre 1943.
Le scrivo in primo luogo per esprimerLe, da parte mia e dei miei familiari (in particolare mia madre, figlia del Capitano Minelli), la più sincera gratitudine per il preziosissimo lavoro di ricerca che sta svolgendo in merito alle eroiche gesta della Divisione Perugia. Leggendo i suoi prestigiosi volumi dedicati all'argomento, i familiari delle vittime non possono che provare un senso di profonda riconoscenza verso chi, doverosamente, sta facendo luce su fatti storici che da troppo tempo attendono di essere tirati fuori dall'oblio nel quale inspiegabilmente sono caduti.
Il secondo motivo per cui mi sono permesso di disturbarla è dovuto a un particolare che ho notato nel più poderoso dei suoi lavori: "La resistenza dei militari italiani all'estero" della Rivista Militare. A pag. 587 Lei riporta la notizia che la mattina del 6 ottobre il gruppo Lanza viene avviato verso Kuc dopo una notte passata all'aperto in un campo di granturco. Proprio qui ho trovato il particolare che mi ha molto colpito. Si legge nel suo testo: "All'uscita del campo di granturco stavano soldati tedeschi, con macchine fotografiche, che, con scherno, prendono foto. Molti di loro sono altoatesini. Alcune di queste appariranno sui giornali tedeschi con la didascalia: 'Traditori badogliani in Albania'. Cosicché il calvario della Perugia è segnato anche dallo scherno".
E' la prima volta che mi giunge notizia dell'esistenza di fotografie scattate a sole 24 ore dall'eccidio di Kuc. Per questo mi permetto di chiederLe se è possibile in qualche modo poter rintracciare tali fotografie. Mi potrebbe per cortesia dare qualche suggerimento in proposito? Ne esistono copie all'Archivio Storico dello Stato Maggiore dell'Esercito? E' possibile vedere i giornali sui quali sono comparse? 
Generale, mi permetta di dirLe che Le sarei grato per sempre se potesse aiutarmi in questo. 
Certo della favorevole accoglienza che vorrà riservare a questa mia lettera, Le rinnovo la mia gratitudine e stima in attesa di un suo contatto ad uno dei seguenti indirizzi:



sabato 2 novembre 2013

2003 Secondo Risorgimento: superato il traguardo dei tre numeri

Con l'uscita del n. 4 di Secondo Risorgimento si è superato, agli inizi del 2003, la soglia dei tre numeri, obiettivo fissato come traguardo per dimostrare se la Direzione e la Redazione fossero in grado di produrre una rivista di approfondimenti. Si pubblicarono oltre 500 pagine stampate nei quattro numeri. Si cominciò a vedere che le collaborazioni con saggi e note di un certo rilievo, dovevano essere ricercate fuori dalla Associazione, in quanto, a fronte di numerosi interventi verbali e di promesse, pochi se non nessuno i contributi di qualsiasi livello. Sarà una costante negli anni a venire, e questo fu oggetto di aspettative che andarono poi deluse sistematicamente. La copertina del quarto numero fu  una scelta felice. Riporta la fotografia ripresa da un ricognitore tedesco da bassa quota mentre sorvolava il "Baionetta". Qui, come noto, si era imbarcato  ad Ortona, il vertice politico-militare dopo aver abbandonato Roma il 10 settembre. Sulla coperta del Baionetta, nelle prime ore del mattino, vi erano il re, la Regina ed il Principe Ereditario, mentre tutti gli altri erano nelle loro cabine a dormire. Un fatto inspiegabile dal punto di vista sia del protocollo di corte, sia del buon senso. I tre indossano anche i cappotti, quindi faceva freddo. Si calcola che erano le ore 7,45. Un altro mistero di quella crisi armistiziale. Ma se seguiamo le ricostruzioni di Ruggeto Zangrandi e riprendiamo a ragionare andando oltre la vulgata dell'8 settembre, il tassello si colloca e si spiega nel fatto che un certo tipo di accordo era stato verbalmente fatto tra una parte del vertice italiano e Kesserling, comandate delle forze tedesche del sud in Italia. Mentre Rommel era già in ritirata verso il Brennero. Kesserling prova a resistere e con iniziative decise riesce a stabilire un accordo tra lui e gli Italiani: per 48 ore vi lascio andare dove volete, poi riprendono le ostilità. E' la tesi di Zangrandi, che non porta però le prove documentali in merito. Ma se tiene presente questa ipotesi, allora si comprende come i Reali alle prime ore del mattino stanno in coperta di una nave da guerra, mentre gli altri dormono. Danno assicurazione che sono sulla nave; inoltre il ricognitore, armato, non attacca, mentre nelle stesse ore tutti gli aerei tedeschi attaccano le navi italiane in navigazione, prima fra tutte la corazzata "Roma", affondata dai tedeschi alle bocche di Bonifacio. E la tesi dell'accordo tra Kesserling e il vertice politico-militare italiano non è poi così ipotetica.
Un numero di Secondo Risorgimento che riteniamo stimolante, e aperto ad approfondimenti su una tematica di estremo interesse. Tematica che nel 70° anniversario degli avvenimenti è stata praticamente non affrontata con iniziative degne di nota.
(chi non desidera questo post è pregato di scrivere a: ricerca23@libero.it)

Sommario, Anno XIII, I, 2003, n.4, Semestrale


SOMMARIO
Anno XIII, I, 2003, n.4, Semestrale

Editoriale del Presidente……………………………………………………………….Pag. 05

SAGGI E STUDI

Umberto Utili. La crisi armistiziale e il rapporto con l’Alleato tedesco……………….Pag.07
Leandro Giaccone, Perché il Piano Utili poteva cambiare la Storia…..……………….Pag.25
Giovanna Capece Minatolo, Giovannella, la vera storia di dieci difficili mesi nella
                 Roma del 1943-1944……………………………………………..……………….Pag.35

                                                                         DOSSIER
ROMA-BRINDISI 9-11 SETTEMBRE 1943
Franco Bandini, 1943:Dal colpo di stato all’armistizio…………………………………..…Pag. 47
Massimo De Leonardis, Origini diplomatiche della cobelligeranza……………………….Pag. 57
Massimo Mazzetti,  L’8 settembre: i piani e le forze in campo. Gli Anglo-americani
                  I tedeschi, gli italiani……………………………………………………………….. Pag. 69
Ettore Gallo, La questione della continuità delo Stato……………………………………..…Pag. 77
Aldo A. Mola, Corona, Governo, Classe Politica del settembre 1943…………………….. Pag. 83
François Fejto, Dalla falsificazione alla veridicità della Storia…………………………….. Pag. 85

                                                                  FONTI, TESTI E DOCUMENTI
 9-30 settembre. La difesa del porto di Bari. Diario. LI Battaglione “A.U.C.” Bersaglieri.Pag.47
                                                                                      
                                                                                   CULTURA
Ferruccio Botti, Brigantaggio o epico movimento di riscatto popolare? La crisi del Mezzogiorno.
                 1860-1870…………………………………………………………….………………  Pag. 99
 
VITA ASSOCIATIVA
Alessandro Cortese de Bosis, Storia e geografia della libertà europea:dai regimi dei Lager-Gulag all’Unione dei quindici Paesi……………………………………………………………………. Pag. 111


RECENSIONI
A cura di Alberto Marenga
ATTIVITA’ EDITORIALI
Redazionale
DI PROSSIMA PUBBLICAZIONE

A cura di Alberto Marenga
  
Il Copertina: 10 settembre 1943, prime ore del mattino. Vittorio Emanuele III, la Regina Elena, ed il principe Ereditario Umberto sul ponte superiore della Corvetta ”Baionetta” in navigazione da Pescara a Brindisi



giovedì 24 ottobre 2013

Albania: La Resistenza dei militari Italiani 1943-1945

In occasione del 70° anniversario degli avvenimenti del 1943, si sono risvegliati interessi e curiosità da parte della opinione pubblica circa  i reali fatti accaduti. Oltre per i fatti in Italia, anche per quelli all'estero. Nel nostro caso, quelli riguardanti i fatti succedutesi in Albania, sulla scia delle ricerche iniziate nel 1989 e proseguite fino ad oggi. 
Noi abbiamo sempre considerato la Guerra di Liberazione come una guerra su cinque fronte, di cui quello della resistenza dei Militari italiani all'estero rappresenta il 4 fronte, dopo quello del sud, resistenziale al nord dell'internamento (sia civile che militare) in Germania e quello della prigionia. Per implementare queste ricerche e dare una vetrina alle numerose richieste di documentazione e notizie, si è deciso di implementare questo blog  iniziando ad inserire post relativi alle richieste di documentazione, ricerche e materiali di interesse per l'Albania 1943-1945. Questo nella convinzione che la resistenza dei militari italiani all'estero è una componente integrale della Guerra di Liberazione. Peraltro in più di una occasione il gen. Luigi Poli aveva caldeggiato e sostenuto le ricerche e l'interesse documentario relativo all'Albania; infatti l'armistizio lo ha colto a Bari in procinto di imbarcarsi per l'Albania dove doveva raggiungere le unità alpine dislocate in Montenegro. Si armonizza quindi in questa maniera lo spirito di questo blog con l'iniziativi oro ora adottata. ( Massimo Coltrinari. ricerca23@libero.it

lunedì 21 ottobre 2013

Indici: 2001-2002. Nota di commento

Sono stati pubblicati, nei giorni scorsi, i sommari di tre numeri di Secondo Risorgimento, degli anni 2001 e 2002. I numeri pubblicati hanno una caratteristica in comune: la copertina riporta lo stesso colore, l’Azzurro, che è caratteristica della Associazione Combattenti. Sono tre numeri di prova, per vedere le possibilità che vi era di dotare la Associazione di un nuovo strumento di divulgazione storica da affiancare al Giornale. Si rinvia alla nota del Giornale, che in quegli anni, si stava modificando in modo radicale. Fu una scommessa contro tutto e contro tutti, in quanto gli apporti al Giornale, si erano dimostrati molto saltuari e in generale molto imperfetti sotto il profilo dell’editing. Soprattutto la dimensione che la nuova rivista si stava dotando. L’apertura verso altri “contributors” oltre a quelli tradizionali fu una chiave di volta del decollo della rivista. Inizialmente doveva essere semestrale, per dare spazio al giornale, soprattutto in virtù della incapacità di produrre saggi e studi di largo respiro. Oltre a questo, con il numero due, si è voluto fare l’esperimento del volume monografico, esperimento perfettamente riuscito. In quel tempo due esperti di Storia Militare, Piero Crociani e Ciro Paoletti, assidui collaboratori dell’Ufficio Storico dello Stato Maggiore dell’Esercito Italiano. Le aperture date ( i temi della Brigata Maiella e dei Granatieri sia del sud che del nord) erano al tempo quasi inediti. Fu una bella iniziativa, che dimostrava come idee nuove potevano dare buoni risultati.
(studentiecultori2009@libeor.it)
 


martedì 15 ottobre 2013

Sommario: Anno XII,II,2002, n. 3

SOMMARIO
Anno XII, II, 2002, n.3, Semestrale

Editoriale del Presidente……………………………………………………………….Pag. 05

SAGGI E STUDI

Piero Crociani. La brigata Maiella…………………………………………………………….Pag.09
NOTE E DISCUSSIONI
 Dossier Cefalonia                        
Giuseppe Valencich, I Giovani scrivono su Cefalonia. Borse di Studio per studenti delle
                 Quarte e delle Quinte Cassi delle Scuole………………………………………..…Pag. 27
Dossier Lauro de Bosis nel centenario della nascita                        
Massimo Baldoni, Lauro de Bosis nei ricordi adolescenzali……………………………….. Pag. 37
                                                           FONTI, TESTI E DOCUMENTI
 Giovanni Vivoda,  25 aprile: una data da ricordare………………………………………Pag.47
Antonio Rosati,  Il 4° Reggimento carristi dal suo sbarco in Pirenaica alla sua totale
                 Distruzione (8 luglio 1940-21 gennaio 1941)………………………………………Pag.51
Massimo Coltrinari, Una guerra su cinque fronti 1943-1945. Proposta per una
                 bibliografia ragionata II parte………………………………………………………..Pag. 61
                                                                              CULTURA
Annibale Abbazia Monarchia e mondo militare nel mezzogiorno del primo Ottocento
                (1808-1821) – Dall’Ordine delle Due Sicilie all’Ordine di san Giorgio della
                Riunione……………………………………………………………….………………  Pag. 75
VITA ASSOCIATIVA
Vandalo Mei, Discorso sull’anniversario della Battaglia di Sforzacosta e Filottrano.….. Pag. 105
Giuseppe Valencich, Una  lettera al Direttore………………..……………………………….. Pag. 109

                                                                        RECENSIONI

A cura di Alberto Marenga

domenica 13 ottobre 2013

Sommario: Anno XII, I, 2002, n.2. Semestrale

SOMMARIO
Anno XII, I, 2002, n.2. Semestrale

Editoriale del Presidente………………………………………………………         Pag.05
SAGGI E STUDI
Felice Scotti, Il contributo delle Forze Armate alla Guerra di Liberazione            ..Pag.07
DOSSIER
LAURO DE BOSIS NEL CENTENARIO DELLA NASCITA
Lauro de Bosis, 1901-1931…………………………………………………………………..Pag.25
Alessandro Cortese de Bosis, ..e la libertà volò sulle ali di Pegaso…………………....Pag.27
Gaetano Salvemini, Lauro de Bosis…………………………………………………………Pag.09
Franco Fucci, Ali contro Mussolini. Il volo su Roma di Lauro de Bosis    ………….. .Pag.47
Lauro de Bosis, Storia della mia morte,………………………………………………Pag.55
DOSSIER
CEFALONIA. LA MORTE DELLA PATRIA
 Paolino Orlandini, “Morte della patria e Notte della Patria ……………………………Pag.63
Giorgio Rochat, “la Morte della Patria”..…………………………………………………Pag.73
Alessandro Cortese de Bosis, Il chiamarci “facchini”…………………….  ………….. .Pag.75
Carmine Fernando Venezia, 8 settembre,.……………………………………………Pag.77
                                             FONTI, TESTI E DOCUMENTI
Luigi Castigliano, Come ho conquistato, pardon!liberato Roma  ……………………….Pag.79
                                                                 CULTURA
Renato Scarfi, L’Islam …………………………………..………………………….      . Pag.95
                                                     VITA ASSOCIATIVA
Il Secondo Risorgimento d’Italia: Indice degli articoli pubblicati nel 1999 ……….….Pag.119

RECENSIONI
A cura di Alberto Marenga………………………………………………… ……..……………Pag.133
  
In Copertina: Lauro de Bosis in posa davanti al suo Klemm prima del volo su Roma







lunedì 7 ottobre 2013

Casenove di Osimo: gli Ex Combattenti. Paolino Orlandini ed altri

Il Monumento eretto in ricordo della battaglia del Musone 17-18 luglio 1944









giovedì 3 ottobre 2013

Sommario, Anno XI, I, 2001, Semestrale


SOMMARIO
Anno XI, I, 2001, n.1, Semestrale


Presentazione………….……………………………..………………………………Pag.05

 SAGGI E STUDI

Piero Crociani., La Polizia dell’Africa Italiana alla Difesa di Roma.…………………Pag.09
Ciro Paoletti,  I Granatieri di Sardegna dalla Guerra di Liberazione alla
                       repubblica…………………………………………………….………………Pag.45
Ciro Paoletti, Gli alamari col gladio e le fronde: I Granatieri di Sardegna dallo
                     8 settembre al 25 aprile…………………………………….…………………Pag.53
DOSSIER CEFALONIA
La notte della Patria……………………………………………………………………… … Pag.61
Amos Pampaloni. Cefalonia……………………………………………….…………  Pag 65
Santi Corvaja,  Gli Eroi di Cefalonia……………………………………………………… Pag.69
Goffredo Schreiber, La vedetta tedesca: Cefalonia, Corfù e le isole del
                    Mediterraneo orientale  ………………………………………………………Pag 87
Sergio Romano, Cefalonia, una pagina nera della storia militare italiana………….. Pag.97
Paolo Valentino, La strage di Cefalonia con gli occhi degli aguzzini…..……………..Pag.101
Alberto Zignani, Morte della Patria?Prefazione al volume “Albania”  …………….. Pag.103
Indro Montanelli, Gli Eroi postumi della resistenza…………………………………….. Pag.113
Ernesto Galli della Loggia, Presidente, parliamo della Patria………………………….Pag. 115
Carlo Azeglio Ciampi, Io, la Patria e i doveri di Testimone..………………………….. Pag. 119
Dario Fertilio, Ciampi e Galli della Loggia su Cefalonia: una discussione nata
                     Per amore di Patria                                               ……………………….. Pag.121
Indro Montanelli,  Il dibattito sui Caduti di Cefalonia. Amor di patria e
                     Conformismo,………………………………………………………………….. Pag.123
Massimo Baldoni,  “Captain Corelli’s mandolin”: gli scemi del villaggio… .………..Pag.125
Caludio Sommaruga, Né morti né vivi. Dopo Cefalonia e Corfù              ……………..Pag.127

FONTI, TESTI E DOCUMENTI
Luciano Montanari, “Battaglie sotto i cieli delle Marche…………………..… .………..Pag.143
Giuseppe Pierazzoli, La battaglia di Montelungo………………..              ……………..Pag.153
Massimo Coltrinari, Una guerra su cinque fronti.1943-1945. Proposta per una 
                      Bibliografia ragionata………………………………………………………...Pag.161

CULTURA
Vincenzo Cuomo,  L’epopea normanna nell’Italia meridionale…………………………Pag. 185

 VITA ASSOCIATIVA

Il Secondo Risorgimento d’Italia: Indici degli Articoli pubblicati nel 2001     ………..  Pag.195

RECENSIONI
Luigi Canapini,  La Repubblica delle Camice Nere, Milano, Garzanti, 1999
Guido Knopp, CTutti gli uomini di Hitler, Milano, Casa Editrice Corbaccio, 2001
Andrea Romano, Contadini In Uniforme- L’Armata Rossa e la collettivizzazione; Firenze, Leo S.Olschki, 1999
“Le donne nele Forze Armate Italiane. Diritto o Dovere?” Atti del Convegno Soroptimist ditali, a cura di A..Isastia, Edizioni ANRP, Roma, 1999……………………………………………Pag.203


Foto in Copertina: Un pezzo da 100/17 della 3a Batteria, comandata dall’allora capitano Renzo Apollonio, viene spostato a braccia verso il ponte di Argostoli.
(per notizie: ricerca23@llibero.it)