Master di 1° Livello in Storia Militare Contemporanea 1796 -1960

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Il Corpo Italiano di Liberazione ed Ancona. Il tempo delle oche verdi e del lardo rosso. 1944

Il Corpo Italiano di Liberazione ed Ancona. Il tempo delle oche verdi e del lardo rosso. 1944
Società Editrice Nuova Cultura, Roma 2014, 350 pagine euro 25. Per ordini: ordini@nuovacultora.it. Per informazioni:cervinocause@libero.it oppure cliccare sulla foto

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lunedì 19 settembre 2011

Porta Asinara

Nel 270 d.c., quando Roma non era più centro dell’Impero Marco Aurelio, Imperatore originario della Ill * la Dalmazia nella odierna Jugoslavia voleva dimostrare al Senato ed al popolo romano che si prendeva cura dei loro interessi. Da qui il progetto di costruire una nuova cinta di mura che desse sicurezza alla città, anche se a dire il vero Roma era ormai tagliata fuori dalle grandi linee di tensioni europee, e quindi era quanto mai improbabile che fosse posta in assedio.

Le mura Aureliane, nel progetto di costruzione, * ai seguenti criteri: velocità di costruzione, l’eragrafie di Roma, seguire assecondare viabilità esistenti, non lasciare fuori dalle mura palazzi ed edifici già esistenti, per non dare ad un eventuale nemico la possibilità di utilizzo di questi a fini logistici.

Da questi cancelli nacquero le mura aereliane, che inglobarono molti edifici esistenti. Le mura, erano mediamente oltre sui sei metri, e lungo il perimetro si aprivano delle porte, su corrispondenza delle maggiori vie, e dei * per l’accesso ai fondi rustici o agli orti e vigneti fuori le mura.

A brevi intervalli o nei punti ritenuti deboli le mura erano rinforzate da torri, quadrate, o inclinate “a scarpa”. Sopra le mura * il cammino di ronda.

Siamo alla fine del III d. c. e Roma ha le sue mura, che, in quanto non utilizzate, rimangono solo come opera architettonica.

Quella che poi sarà definita la Porta Asinaria immetteva su una strada di campagna, che si univa alla Via Campana di origine medievale ed alla Via Appia, di origine romana. A * a San Giovanni giungevano tutte le vie che collegavano Roma da Napoli.

Nel 1404 la Porta Asinara è chiusa e così rimane per vario tempo.

Con la rivoluzione urbanistica voluta da Sisto V dell’area di San Giovanni, si ha una riconsiderazione della Porta Asinaria. Il tratto di mura divenne l’unico di Roma, per effetto dell’avallamento esistente davanti alla porta, su tre piani. Il primo originario di 6 metri, il cammino di ronda, con i merli, che sopra sono stati chiusi.

L’attuale porta che non è una porta, uno degli archi, è opera della * di Gregorio XIII, che nell’anno III del pontificato (1574) decide di rivedere questo tratto di mura. Per chi viene dalla Campania la porta si presenta monumentalizzata, con l’idea del bugnato; sopra vi è lo stemma papale a vedetta. Secondo la tradizione anche romana e suffragata dalle memorie di M. Azelio, in questa porta, come quella latina, si esponevano in gabbie i resti di qualche brigante, ladro o manutengolo, o marito per coloro che avevano male intenzioni.

Accanto alla Porta di San Giovanni in uso, vi è la Porta Asinaria. Fu * che operò profondi restauri, con torri, con il corpo mancato, e con il raddoppio del cammino di ronda.

Attualmente la porta, rinchiusa da un cancello detto palatino, si presenta su due corpi: uno principale, con due torri e il vano centrale con la porta stessa, ed una verso San Giovanni, contro porta.

Il corpo centrale ospitava una camera di manovra per l’utilizzo della saracinesca, in cui si affacciavano le stanze del corpo di guardia. La porta era a doppio battente, rinforzato. Nella chiave di volta della porta vi è uno stemma, a croce, di origine cristiana.

Nel cortile interno si possono osservare le varie fasi architettoniche e di costruzione, in cui si evince la poco accuratezza dei lavori.

La controporta non presenta elementi di rilievo: la sua funzione era quella di fermare eventuali assalitori che si erano impossessati della porta principale.

La funzione di difesa della porta non fu mai messa a prova.

Durante la guerra che vide protagonista Belesario, il Generale bizzantino che due volte assediò Roma e due volte la difese, la porta fu oggetto di assedio.

Ma Totila, entrò in trattativa con i soldati che non erano romani ma di una popolazione dell’Impero, i Sauri, che difendevano la porta e, con l’oro ed il denaro li comprò e la porta fu aperta senza tanti problemi.

La Porta Asinaria, nel contesto di San Giovanni, tra Via Sannio e la porta stessa, è un buon esempio di fortificazione medievale * l’impiego delle azioni da fuoco, e ben conservata, anche se * dal complesso lateranenze.

sabato 17 settembre 2011

Umanesimo e Rinascimento

Rinascimento. Una parola che ha rivoluzionato la storia dell’uomo e ancora oggi oggetto di mille studi e interpretazioni. Momento di totale rottura rispetto alle epoche precedenti caratterizzate da un forte protagonismo, secondo la tesi peraltro assai contestata sostenuta dal Burckhardi.

Rinascimento inteso come una manifestazione nuova di quella tipicamente medievale, come diceva il Burdacit?

La tematica è assai complessa e per riuscire ad interpretare e gustare fino infondo il carattere straordinario dell’arte del periodo è necessario mettere bene in luce alcuni caratteri fondamentali. Dietro ad un disegno o ad una volta c’è tutta una filosofia straordinaria.

Alla fine del ‘300 l’Italia viveva una straordinaria ripresa culturale grazie a tutta l’opera del………..Vi furono riprese dagli studi platonici, Platone era conosciuto attraverso le opere degli scrittori latini e un…… alla sua riscoperta fu data dagli incontri tra la Chiesa Romana Cattolica e quella ortodossa orientale che facilitò l’arrivo in Italia di studiosi greci.

Firenze divenne il centro più importante degli studi e della cultura, nacquero centri di studi di lingua greca e della filosofia platonica che facilitarono il loro diffondersi. Nel 1463 crollò l’impero romano d’oriente ad opera dei turchi e così ci fu una vera e propria diaspora di molti intellettuali che lasciarono la Grecia per rifugiarsi in Italia.

Così nacque l’Umanesimo, un movimento culturale dedito agli Studia Humanitatis, secondo la definizione data da Leonardo Bruni.

E’ fondamentale mettere in luce il rapporto tra il 400 e il mondo classico poiché questo avrà conseguenze dirette su tutta l’arte nei suoi molteplici aspetti.

L’ispirazione e l’esempio della civiltà classica in realtà non erano mai venuti meno durante tutto il medioevo ma mentre in questa età il mondo antico si mostrava quale era stato trasmesso dalla tradizione, nel rinascimento si negò il valore di quest'ultima, che aveva determinato la deformazione del modello, la ………… della lingua come dello spirito classico e si affermò la necessità di un ritorno alle fonti originali, cioè alle opere degli scrittori latini e greci. Furono ripresi come modelli i grandi scrittori latini:

Cicerone per la prosa, Ovidio per il poemetto mitologico, Virgilio per l’elegia.

La filosofia umanistica rinascimentale rivendicava all’uomo la piena autonomia intellettuale e spirituale anche nei confronti della religione, i cui antichi valori…… non soltanto non vennero negati o ……..ma furono strettamente concessi con i valori umani, …… della natura umana, nella cui esaltazione Pico della Mirandola vedeva una tendenza ad identificarsi in Dio. Il pensiero umanistico si manifestava quindi come una negazione della concessione religiosa medievale (notificazione psico-fisico dell’uomo, dogmatismo), non della religione in se stessa poichè umanisti furono molti esponenti della Chiesa come Enea Silvio Piccolomini, futuro Papa Pio II.

La nuova coscienza con cui l’uomo veniva a porsi di fronte al mondo implicava una nuova valutazione del mondo stesso studiato ed interpretato con spirito scientifico e per mezzo della ragione, veniva meno il condizionamento dogmatico basato su un presupposto mistico e medievale e si iniziava la riconquista razionale e sentimentale della realtà.

L’arte assume una fondamentale funzione civile come non era mai successo prima: non nel medioevo dove era stata rifugiata tra le occupazioni normali una attività eminentemente pratica, non in età romana, quando, ritenuta causa di lusso e di corruzione fu tollerata soltanto in quanto utile alla propaganda politica; e neppure nell’età d’oro della civiltà greca, quando, esclusa dalla sfera delle attività intellettuali, era tenuta su un piano inferiore a quello della poesia o della filosofia.

Nel rinascimento l’arte fu considerata come una manifestazione spirituale come la letteratura, la musica e la matematica poiché si riconobbe che era allo stesso tempo poesia, pensiero e scienza. In quanto legata alla matematica ottenne un posto in seno alla filosofia e questo forniva la formulazione di una dottrina estetico generale e di una trattatistica specifica che vede il Ghiberti come precursore e il Vasari il fondatore.

Questo rispondeva ad una duplice esigenza da una parte quella di confermare su basi filosofiche il rapporto tra l’arte e le altre attività intellettuali; dall’altra quella di fornire un ideale estetico assoluto e medievale.

Caratteristica peculiare dell’arte rinascimentale fu la piena rivoluzione della forma, come presupposto essenziale del contenuto, e il concetto di arte come invenzione e libera creazione. E’ un elemento di totale rottura rispetto al Medioevo dove i concetti dell’arte erano dedotti dalla dottrina aristotilica per cui l’arte era di caratterizzare per la subordinazione della forma all’opera d’arte alla funzione d’insegnamento il morale e il concetto d’arte era sinonimo di imitazione.

La situazione politica dell’Italia nel ‘400 si caratterizza per la presenza delle signorie, locali centri di potere gestiti da una classe sociale di nuova formazione accanto alla nobiltà si afferma la nuova classe dirigente borghese composta da mercanti, banchieri e imprenditori. Una forma di competizione che si instaura tra le famiglie per la conquista del potere è rappresentata dal mecenatismo: gli artisti sono chiamati dai vari signori per compiere opere d’arte di carattere pubblico, per arricchire la città e dimostrare così la loro potenza.

E proprio per la grande richiesta di artisti la loro formazione era molto complessa: lungo e rigoroso rimaneva il tirocinio dell’apprendista in bottega; fondamentale era l’insegnamento diretto del maestro sull’allievo che doveva copiare e ricopiare per anni opere altrui prime di inventarne di proprie.

Doveva esercitarsi a lungo nel disegno e apprendere le varie tecniche per rispondere alle richieste dei molti committenti.

Tra il 1420 e il 1430 un gruppo di artisti fiorentini, Brunelleschi, Donatello, Mosaccio danno l’avvio ad una nuova cultura che si diffuse prima in tutta Italia e poi in Europa.

La loro nuova forma di rappresentazione si fonda su una ……….originale e moderna della realtà riflettendo la cultura umanista.

Importanza centrale assume il valore dinamico della figura, come espressione di vita e movimento. Il rapporto tra la figura umana e l’ambiente circostante tra il corpo e lo spazio viene stabilito secondo principi di una nuova creazione razionale, scientifica della realtà attraverso lo strumento della prospettiva.

Con la prospettiva si applica nelle arti, visivamente l’idea base del rinascimento ossia la………. dell’uomo. Lo spazio è racchiuso in se stesso, è autosufficiente, è un meccanismo dove l’uomo è misura di tutte le cose. Ora c’è la libertà di interpretare lo spazio a misura d’uomo poiché esso è al centro dell’Universo e questo materialmente si realizza attraverso il punto di fuga: l’osservatore è dentro il quadro, è pienamente coinvolto, la soggettività rappresentata non è di un singolo individuo bensì è universale, il punto di vista umano fa un tutt’uno con la realtà.

Nel rinascimento ci fu la riscoperta del nudo come fonte di inesorabile ispirazione ma in un’occasione assai più umana e realistica di quella classica, sebbene meno spontanea, poichè anche se si superò il senso peccaminoso medievale la figura nuda non rappresentò più, come in Grecia l’espressione di un culto naturalistico.