Master di 1° Livello in Storia Militare Contemporanea 1796 -1960

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Iscrizioni aperte. Info www.unicusano.it/master

Il Corpo Italiano di Liberazione ed Ancona. Il tempo delle oche verdi e del lardo rosso. 1944

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Società Editrice Nuova Cultura, Roma 2014, 350 pagine euro 25. Per ordini: ordini@nuovacultora.it. Per informazioni:cervinocause@libero.it oppure cliccare sulla foto

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sabato 31 dicembre 2016

venerdì 23 dicembre 2016

Albania "..per non dimenticare"



Il Volume sarà presentato a Tirana - Biblioteca Nazionale
il prossimo 19 gennaio 2017

indicazioni, notizie ed informazioni su
www.internamentoereticolati.blogspot.com
con post in data 23 dicembre 2017 e precedent

mercoledì 21 dicembre 2016

Resistenza dei MIlitari Italiani all'Estero. Convegno all'Istituto Gramsci Preannuncio

Con data provvisoria il 3 febbraio 2017,
 si terrà all'Istituto A. Gramsci di Roma, 
promosso dall'Istituto del Nastro Azzurro 
attraverso il Centro Studi sul Valor Militare 
un convegno dedicato al settembre 19143 in Albania
 dal titolo


Il soldati Italiani in Albania: da occupatori a combattenti per la libertà”
dalla crisi armistiziale alla costituzione del 
Comando Italiano Truppe alla Montagna, 

Oltre ai tre Istituti nominati sarà presente con suoi rappresentati anche l'Ambasciata d'Albania in Italia.

note ed informazioni
www.valoremilitare cesvam.blogspot.com
direttore.cesvam.blogspot.com 


domenica 18 dicembre 2016

La Resistenza dei MIlitari Italiani in Albania. Traccia

Traccia della Bozza del Documento di Impianto del Convegno

 “I Soldati italiani in Albania: da occupatori a combattenti per la libertà””
Dalla crisi armistiziale alla costituzione del Comando Italiano Truppe alla Montagna
 Febbraio 2017

Massimo Coltrinari.

All’indomani della crisi armistiziale del settembre 1943 le forze militari italiane in Albania presenti erano inquadrate nella 9a Armata al comando del gen. Dalmazzo., ordinata su due Corpi d’Armata ( il XXV nel Centro Nord e il IV nel meridione nel del paese; con sei divisioni operative). La consistenza di queste forze assommava a 130.000 uomini, di cui 20.000 componenti la Milizia Fascista Albanese, diventata dopo il 25 luglio, Milizia Volontaria Albanese.

Questi militari, dopo gli eventi del mese di settembre ed ottobre si sono così suddivisi e raggruppati: 78.mila circa rastrellati dai Tedeschi ed inviati nei campi di concentramento in Polonia o in Germania; 6/8 mila rimasero fedeli alla vecchia alleanza o entrando nelle organizzazioni del lavoro tedesche (TODT ed altre) oppure servendo nelle forze armate tedesche in reparti ausiliari, oppre entrando nella Wermacht prestando giuramento al Furher. 8/10 mila uomini riuscirono a rientare in Italia con i trasporti partenti dai porti albanesi per quelli pugliesi in essere fino al 25 settembre 1943, caduta di Cefalonia. 20 mila rimasero in Albania nascosti accolti dalle famiglie italiane ed albanesi, sempre sotto pericolo di essere arrestati dai tedeschi e dai nazionalisti albanesi. Di coloro che salirono in montagna per entrare nella fila della Resistenza circa 3 mia furono inquadrati nelle fila dell’ENLA (Esercito di Liberazione Nazionale Albanese). Costoro potevano essere molti di più, ma sia la volontà albanese, sia la incapacità della logistica di alimentazione del combattente partigiano, lo impedirono .

I militari italiani, seppur privi di ordini, per iniziativa di Ufficiali in comando si raggrupparono nel Comando Italiani truppe alla Montagna (C.I.T.a.M) che fu costituito il 14 settembre 1943 per iniziativa del Ten. Col. Barbicinti, aeronautica militare, comanda te dell’Aeroporto di Schjiack (Tirana). Salito in montagna, zona di Peza, sopra Tirana, con tutti i suoi uomini, Barbicinti stipulò con il Comando dell’ELNA una convenzione militare in cui si sottolinea che qualora fosse giunto in montagna un ufficiale italiano di grado superiore, gli avrebbe ceduto il comando; in detta convenzione furono regolati i rapporti tra italiani ed albanesi di ordine operativo, logistico ed amministrativo. La convenzione rimase in vigore fino alla fine della guerra.

Il 28 settembre giunse a Peza il gen. Azzi e gli uomini della divisione “Firenze” reduci dalla battaglia di Kruja del 22/23 settembre 1943. Il generale Azzi assunse il Comando del C.I.T.a.M, ceduto da Barbi Cinti secondo la convenzione militare. Detto Comando ebbe come vice Comandante il gen., Piccini, che sarà l’ufficiale generale che, armato e in uniforme, rimarrà a combattere i Tedeschi ed i collaborazionisti per tutta la guerra e cederà le sue funzioni il 15 agosto 1945 all’arrivo in Albania della Missione Diplomatica Italiana. Il C.I.T.a.M si ordinerà su tre battaglioni operativi e 10 zone militari ed avrà a meta di ottobre una consistenza organico-operativa come da allegato a, allegato in corso di preparazione.
Il C.I.T.a.M. era alleato all E.L.N.A che, nell’ottobre 1943 contava sulla I brigata Proletaria composta da quattro battaglioni. Di questi., il IV Battaglione era il “Battaglione Gramsci”, composto integralmente da Italiani
Il fronte antitedesco albanese, prima della rottura che avverrà a fine ottobre, poteva contare su una forza combattente ( E.L.N.A., C.I.T.a.M:., forze nazionalisti, del “balli kombetar”, monarchiche ed altre) di oltre 5/600 uomini.

Il Comando tedesco, conscio di questo pericolo, prima riuscì felicemente con trattative a dividere il fronte della resistenza,con gli accordi con i monarchici, i nazionalisti e il “balli bombetta”, che divennero di fatto collaborazionisti, poi lanciando (ottobre 1943 – gennaio 1944) cinque offensive al termine delle quali il Comando della 2a Armata Corazzata a Belgrado potè emettere un comunicato in cui si affermava che il Albania le forze “ribellistiche” antitesche erano state annientate e l’Albania era libera da oppositori.

In realtà, adottando al meglio la tecnica di guerriglia, di fronte alle offensive tedesche le forze dell’E.L.N.A. e del C.I.T.a.M si erano sparpagliate e nascoste, anche se si dovette registrare dolorose perdite come la distruzione dei tre battaglioni operativi del C.I.T.a.M. e per ben due volte del Battaglione “Gramsci”.In primavera (1944) le forze partigiane si radunarono, il battaglione “Gramsci” fu ricostituito e messo la comando di un soldato italiano, Terzilio Cardinali (Medaglia d’Oro al Valor Militare), il C.I.T.a.M. non ebbe battaglioni operativi alle dipendenze e tutti i soldati italiani combattenti andarono al alimentare i battaglioni della costituenda II Brigata Proletaria dell’E.N.L.A. Occorre rilevare che per tutta la durata della guerra nel 1944, l’artiglieria, le armi di accompagnamento (mortai, mitragliatrici ecc.), controcarri e quanto necessitava di un minimo di conoscenza militare ed addestramento era sostenuto nelle file dell’E.N.L.A. da soldati italiani, non essendoci tra gli albanesi nessuno in grado di svolgere questi ruoli. Vi è quindi osmosi tra italiani ed albanesi integrale nella lotta al tedesco.

Nel giugno 1944, dopo che numerosi missioni, attuate con il naviglio sottile della Marina e con la Balkan Air Force che utilizzava il campo di Berane, in Montenegro misero in contatto il C.I.T.a.M con l’Italia, il gen. Azzi e il suo Comando rientrò in Italia, lasciando in loco il gen.Piccini a coordinare e dirigere l’impegno dei soldati italiani.

A Novembre la guerra si concluse con la liberazione di Tirana e con lo sgombero di tutte le forze tedesche dall’Albania. Ogni soldato combattente italiano fu raccolto nel Battaglione Gramsci, lasciando i reparti ove fino ad allora aveva combattuto. Tale battaglione, prima divenne Brigata “Gramsci” poi divisione “Gramsci”. Con questo ordinamento, tutti i combattenti italiani nell’aprile del 1945 furono rimpatriati, in armi, in Italia,(Accordi Palermo-Hocha) ove furono raccolti nel campo di Sant’Andrea, vicino Taranto con l’intendo di partecipare alla guerra di liberazione nelle fila dell’Esercito Italiano, come prassi per tutti i partigiani combattenti. Sopravvenuta la fine della guerra. I partigiani d’Albania furono congedati.

Sulla base del quadro così descritto, occorre mettere l’accento, oltre che sulla parte ricostruttivo-ordinativa, anche sulle motivazioni che sono all’origine delle scelte dei soldati italiani. Scelte che possono essere già individuate nella delusione e dal fallimento del fascismo come regime e come movimento, la fedeltà al giuramento prestato, ‘amor di patria, l’onore militare, la lotta al emico ereditario, il desiderio di por termine a mesi ed anni di guerra, la volontà di rientrate in Patria e in famiglia.

Il quadro così descritto è una bozza di traccia della parte del Convegno che si vuole organizzare con le finalità note, per la parte militare. Lo sviluppo della parte civile, e la successiva traccia completerà il quadro di riferimento del predetto convegno


venerdì 9 dicembre 2016

Siria. Tra passato presente e futuro

OGGETTO. DOCUMENTO DI IMPIANTO. 
SEMINARIO DI STUDI 20-21 GENNAIO 2017 e 17-18 MARZO 2017.


Idea Centrale: individuare e definire i lineamenti per un seminario di studi che dia contenuto alla convenzione tra la Congregazione Internazionale Accademica Templare, d’ora in avanti Congregazione Templare e l’Istituto del Nastro Azzurro CESVAM al fine di sviluppare i contenuti del passato presente e futuro della condizione dei Siriani e dei Cattolici Siriani oggi nell’area conflittuale del Medio Oriente in una prospettiva, al termine della guerra in corso, di un ritorno a casa dei profughi ed emigrati. La attualizzazione dei principi che nel medioevo ispirarono l'impegno dei Templari ,come cavalieri e come militari in un ottica di contestualizzazione di fronte agli impegni ed alle esigenze della società contemporanea. Con particolare riguardo alle popolazioni cristiane ed alla luce del Valor Militare, inteso come strumento che i migliori possono mettere a disposizione dei più deboli

Luoghi e Date: Il seminario di studi si articola in due incontri, che si articolano in due giornate, a Roma ed in un Convegno in Calabria.. Il primo incontro a Roma sarà il 20-21 gennaio 2017 ed il secondo il 17-18 marzo 2017. IL convegno di studi in Calabria nella IV settimana adi settembre 2017
Location: Gli Incontri a Roma si terranno nella Sala Grande della Presidenza Nazionale del Nastro Azzurro, Roma Piazza Galeno 1 – Viale Regina Margherita. Quella del Convegno sarà indicata dalla Congregazione Templare.

Lineamenti del Seminario
Il Seminario si articola in due incontri ed in  Convegno. Gli Incontri si articolano in due tornate, una dedicata alla geografia politico-sociale della Siria ed una dedicata agli approfondimenti di carattere storico.

 Venerdi 20 gennaio  ore 15-19,30 
Contenuti del Seminario I Tornata
Tema:  Il Medio Oriente dal Passato al Presente attraverso la storia del contingente Militare per             eccellenza: I Templari

Articolazione

Saluti del Presidente Nazionale del Nastro Azzurro.Gen. Carlo Maria Magnani
      
Introduzione al tema Seminario Direttore del CESVAM. Gen Massimo Coltrinari
Il perché di questo seminario: un tentativo di coniugare geografia e storia

    
I Intervento  S.E.R. Gran Maestro frà Renato Mollica
                    Storiografia Templare a presentazione dell'Ordine Internazionale Congregazionale                         ”Jacques De Molay”
                        L'impegno attuale dell'ordine per la pace in Siria

II Intervento P. Archimandrita Mtanious Hadad B.S
                    Comprendere la Siria, dal passato al presente
     
Sabato 21 Gennaio  ore 09-12,30           S
Contenuti del Seminario II Tornata

Introduzione del tema Seminario. Rappresentante del CESVAM. Da Designare

I  Intervento   S.E.R. Gran Maestro frà Renato Mollica
                        Il Valore Militare della Cavalleria nell'Evo di mezzo interpretato dall'impegno                              odierno

II Intervento   S.E. Gran Cancelliere frà Giorgio Vizzari
                        Processus contra templarios – presentazione della “Pergamena di Chinon”

III Intervento  Direttore CESVAM Gen. Massimo Coltrinari
                         La tecnologia militare dal 1000 al 1300. Aspetti terrestri

IV Intervento Conferenziere CESVAM Avv. Alfonso Licata
                        La Cartografia dl 300 e Lanzerotto Malocello

  Dibattito e conclusione II Giornata

Venerdi 17 Marzo  ore 15-19,30 
Contenuti del Seminario I Tornata
Tema: Comprendere la Siria: dal Presente al Futuro

Articolazione

Saluti del Presidente Nazionale del Nastro Azzurro.Gen. Carlo Maria Magnani
     
Introduzione al tema Seminario Direttore del CESVAM. Gen Massimo Coltrinari
Coniugare storia e geografia per comprendere il futuro
    
I Intervento Congregazione Templare S.E.R. N.H. Renato Mollica
                        La Congregazione Internazionale Accademica Templare I casi reali del suo impegno                  sul campo

II Intervento P. Archimandrita Mtanious Hadad B.S
                        Comprendere la Siria, dal presente al futuro. Emigrati ed immigrati, il ritorno in              Siria

Sabato 18 Marzo. ore 09-12,30           S
Contenuti del Seminario II Tornata
Tema: Comprendere la Siria: dal Presente al Futuro. Immigrati ed emigrati,ritorno in patria.

Introduzione del tema Seminario. Rappresentante del CESVAM.

I  Intervento   S.E,R. N.H. Renato Mollica
                        Il Valore Militare nell’evo di mezzo interpretato dall’impegno odierno. La realtà              operativa

II Intervento  Direttore CESVAM Gen. Massimo Coltrinari
                        La tecnologia militare dal 1000 al 1300. Aspetti Navali

III Intervento Conferenziere CESVAM Ten.Col. Gianluca Bonci
                        La Guerra in Siria 2012-2016.Prospettive di soluzione per la conquista della pace.

  Dibattito e conclusione II Giornata


Roma 15 dicembre 2016

mercoledì 30 novembre 2016

Comando Militare Regione Abruzzo

ESERCITO ITALIANO AL SACELLO MILITARE MADONNA DEGLI ANGELI A SULMONA (AQ)

L’AQUILA, 2 novembre 2016
Oggi 2 novembre 2016, il Gen. B. Rino DE VITO, Comandante Militare dell’Esercito per l’Abruzzo, su invito dell’Istituto Nazionale per la Guardia d’Onore alle Reali Tombe del Pantheon, ha partecipato alla solenne cerimonia commemorativa in suffragio dei caduti di tutte le guerre e su tutti i fronti presso il Sacello militare Madonna degli Angeli sito in Badia, frazione di Sulmona (AQ).

Le Autorità militari, civili e religiose intervenute hanno potuto visitare il Sacello e successivamente hanno partecipato alla cerimonia iniziata con le note dell’Inno Nazionale e con l’ alzabandiera, proseguita con la deposizione di una corona d’alloro sulle note della Leggenda del Piave e con il Silenzio per concludersi con la celebrazione della Santa Messa officiata dal Parroco Don Andrea Accivile.


venerdì 25 novembre 2016

venerdì 11 novembre 2016

Brexit. Da una frittata all'altra

Brexit
Uscita dall’Ue, Londra litiga su chi deve iniziare
Gian Luigi Tosato
08/11/2016
 più piccolopiù grande
Con sentenza del 3 novembre scorso, l’Alta Corte di Londra ha stabilito che il Governo britannico non può attivare la procedura di uscita dall’Unione europea, Ue, ai sensi dell’art. 50 Teu senza aver ottenuto il preventivo disco verde del Parlamento.

La forza del referendum sulla Brexit
Può stupire, dalla lettura di una decisione pur ampia e argomentata, che del noto referendum sulla Brexit si parli in modo del tutto marginale. Un giurista di tradizione continentale si sarebbe aspettato che la questione centrale da dibattere fosse il rapporto fra la volontà referendaria e quella parlamentare; e precisamente, quale delle due debba prevalere in via generale e nel caso di specie.

Ma questo non è avvenuto. La questione è liquidata in poche battute, con il pieno consenso di tutte le parti in causa. La Corte rileva essere “common ground” che la costituzione del Paese si basa sul principio della democrazia rappresentativa che fa capo al Parlamento. I referendum assolvono una funzione meramente consultiva. Possono assumere un valore diverso solo se viene loro conferito da una espressa disposizione di legge, non ricavabile in via interpretativa.

Nel caso di specie è vero che il referendum sulla Brexit è stato indetto con legge parlamentare (il Referendum Act del 2015). Ma questa legge non ha attribuito forza particolare al referendum, anzi ha ribadito il suo normale valore consultivo. È rimasto così fermo il principio costituzionale della prevalenza della democrazia rappresentativa rispetto agli istituti di democrazia diretta.

Modifica di un trattato:prerogativa del governo o del Parlamento di Londra?
Escluso dunque che la questione referendum abbia un posto di rilievo, veniamo al tema ampiamente dibattuto nella decisione della High Court, quello dei rapporti fra le prerogative del Parlamento e quelle dell’Esecutivo.

Anche qui il punto di partenza costituisce un “common ground”. Non dubita la Corte, come pure le parti in causa, che il sistema costituzionale inglese preveda prerogative sia del Parlamento sia dell’Esecutivo. Al primo è riservato il potere di fare le leggi e di modificare e revocare quelle esistenti. Al secondo spetta in esclusiva il compito di gestire le relazioni internazionali, ivi comprese la conclusione e denuncia degli accordi internazionali.

È il caso di ricordare che, pur in assenza di un testo scritto, esiste anche nel Regno Unito una costituzione che si è consolidata nel tempo per via di prassi legislativa e giudiziaria.

Torniamo alla questione costituzionale di fondo. Nessun conflitto sorge tra i poteri del Parlamento e quelli dell’Esecutivo riguardo ai trattati privi di efficacia diretta negli ordinamenti statali. In questo caso la conclusione o modifica di un trattato da parte dell’Esecutivo produce effetti solo sul piano del diritto internazionale. Qualsiasi effetto nel diritto interno dipende dalla ratifica e attuazione del trattato da parte del Parlamento.

Senonché, la situazione è diversa con i Trattati europei, che prevedono norme e poteri normativi dotati di efficacia diretta all’interno degli Stati membri. Questi effetti si sono immediatamente prodotti con l’entrata in vigore dei Trattati e sono destinati altrettanto immediatamente a cessare nel caso di Brexit.

Di qui il potenziale conflitto tra le prerogative del Parlamento e dell’Esecutivo, sul quale si sono scontrate le parti in causa.

Chi deve attivare il recesso dall’Ue
Per i legali del Governo, la competenza a stipulare e modificare trattati copre anche a quelli con effetti diretti, salvo che non intervenga una deroga esplicita del Parlamento, assente nel caso di specie. I ricorrenti hanno sostenuto invece il contrario: prevale sempre la riserva parlamentare a decidere su qualsiasi modifica del diritto interno, salvo delega esplicita a favore dell’Esecutivo, che non si è avuta però nel caso in esame.

Le due ricostruzioni approdano evidentemente a soluzioni opposte:la prima tesi porta a ritenere che l’attivazione del recesso dalla Ue rientri fra le attribuzioni del Governo, senza bisogno della previa autorizzazione parlamentare; la seconda nega legittimità a un tale modo di procedere.

L’Alta Corte ha preso partito per la seconda tesi, assumendo che fare o disfare le leggi del Paese spetta solo al Parlamento. Non lo può fare invece l’Esecutivo, nemmeno nell’esercizio delle sue prerogative in tema di trattati, a meno che non intervenga un’espressa delega parlamentare. Ma poiché questa non è rintracciabile nella vicenda Brexit, resta ferma la necessità della previa autorizzazione del Parlamento.

Londra aspetta il verdetto della Corte Suprema
Lasciamo ad altri approfondire la querelle costituzionale appena delineata. Il Governo britannico ha già annunciato che intende appellarsi alla Corte Suprema, per cui la questione sarà ulteriormente dibattuta. Preme però attirare l’attenzione su un problema interpretativo dell’art. 50 Tue, non controverso davanti all’Alta Corte, ma che potrebbe diventarlo nella successiva fase del giudizio.

Nella sentenza del 3 novembre si dà per pacifico che la notifica di recesso ai sensi dell’art. 50 Tue (i) non possa essere revocata, una volta data, e (ii) non possa essere condizionata a una successiva approvazione parlamentare. Esistono indubbiamente validi motivi per ritenere fondata questa interpretazione. Ma c’è da chiedersi se non sussistano anche argomenti in contrario, specie sul punto della irrevocabilità della notifica.

La questione sembra avere indubbio rilievo ai fini del decidere sul modus procedendidella Brexit. Se la notifica ex art. 50 fosse revocabile o condizionabile, il Governo britannico potrebbe inoltrarla in prima battuta, senza definitivamente pregiudicare la successiva approvazione del Parlamento.

Sull’interpretazione dei Trattati europei, i giudici nazionali di ultima istanza devono rinviare alla Corte di giustizia dell’Unione (art. 267 Tfeu). Così dovrebbe dunque fare la Supreme Court su richiesta di una delle parti o anche di sua iniziativa. Inutile notare che in tal caso i tempi della Brexit potrebbero ulteriormente diluirsi.

Gian Luigi Tosato è Professore Emerito di Diritto dell’Unione Europea, Università “Sapienza” di Roma.

mercoledì 26 ottobre 2016

Un centenario della grande guerra ad Osmosi 2016

Osmosi 2016, ieri la conferenza “Centenario Grande Guerra: un ricordo per la pace”

Al via Osmosi 2016 con un centenario sulla grande guerra. Si è svolta ieri la Conferenza “Centenario Grande Guerra: un ricordo per la pace”. La conferenza, organizzata dall’Associazione apriliana “Un ricordo per la pace”, si è svolta presso il polo CulturAprilia (ex Claudia) , durante il festival della cultura “Osmosi 2016” organizzato dal Comitato Grandi Eventi di Aprilia, in collaborazione con l’assessorato alla Pubblica Istruzione e Cultura del Comune di Aprilia.
L’associazione “Un ricordo per la pace” ha ottenuto la concessione del logo ufficiale del centenario della prima guerra mondiale che accredita l’iniziativa quale progetto rientrante nel Programma ufficiale delle commemorazioni del Centenario della prima Guerra mondiale, a cura della Presidenza del Consiglio dei Ministri – Struttura di Missione per gli Anniversari di interesse nazionale.
Finalità dell’iniziativa: il ricordo della Grande Guerra e del sacrificio dei soldati italiani al fronte. Durante la conferenza è stato proiettato il video “4 novembre: la grande vittoria italiana”, realizzato da “Un ricordo per la pace”, con alcune foto tratte dall’album “Impressioni di guerra” di Giuseppe Bonacini.
Come relatore è intervenuto il Generale Dott. Prof. Massimo Coltrinari, che è stato straordinario sul tema “1915-1916: dalla passione patriottica all’angoscia”. Elisa Bonacini, presidente dell’Associazione “Un ricordo per la pace”, ha presentato al pubblico l’attività dell’Associazione costituitasi nel 2011, con riferimento all’ultimo progetto in corso di mostra itinerante sulla Grande Guerra.
Ha assistito all’evento l’Assessore alla Cultura di Aprilia, Francesca Barbaliscia.
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Festival della Cultura Aprilia

SI È TENUTA GIOVEDÌ 13 OTTOBRE LA  CONFERENZA  “CENTENARIO GRANDE GUERRA : UN RICORDO PER LA PACE”

 Evento inserito nell'Osmosi2016 – Festival della Cultura - Aprilia


Si è tenuta giovedì 13 ottobre presso polo CulturAprilia (ex Claudia) ad Aprilia la  conferenza “CENTENARIO GRANDE GUERRA: UN RICORDO PER LA PACE”, organizzata dall'Associazione apriliana “Un ricordo per la pace”.
La conferenza rientra nel festival della cultura “OSMOSI2016”  organizzato dal Comitato Grandi Eventi di Aprilia  in collaborazione con l’assessorato alla Pubblica Istruzione e Cultura del Comune di Aprilia , ed ha ottenuto la concessione del  logo ufficiale del centenario della prima guerra mondiale che accredita l’iniziativa quale progetto rientrante nel Programma ufficiale delle commemorazioni del Centenario della prima Guerra mondiale a cura della Presidenza del Consiglio dei Ministri - Struttura di Missione per gli Anniversari di interesse nazionale.
Finalità dell'iniziativa il ricordo della Grande Guerra e del sacrificio dei soldati italiani al fronte.
È stato proiettato il video “4 novembre : la grande vittoria italiana” realizzato da “Un ricordo per la pace” con alcune foto  tratte dall'album “Impressioni di guerra” di Giuseppe Bonacini,  tra i Volontari Ciclisti Automobilisti  del 1915, agli esordi della Guerra.
Prestigioso relatore il Generale Dott. Prof. Massimo Coltrinari è intervenuto   sul tema “1915-1916 :  dalla passione patriottica all'angoscia”.
Elisa Bonacini, presidente dell'Associazione “Un ricordo per la pace”, ha presentato al pubblico l'attività dell'Associazione costituitasi nel 2011 con riferimento all'ultimo progetto in corso di mostra itinerante sulla Grande Guerra.
Ha assistito all'evento l'Assessore alla Cultura di Aprilia  Francesca Barbaliscia.
Ha destato molto interesse l'esposizione di alcuni reperti storici della prima guerra mondiale, tra cui  alcune  bandiere del Regno d'Italia. gli elmetti  del fante, i berretti degli Alpini ed il cappello storico del Bersaglieri, e le ruote delle biciclette dei Volontari Ciclisti Automobili, materiale storico della famiglia di Elisa Bonacini.





Nota Per Tesi


domenica 23 ottobre 2016

Aprilia 13 ottobre. 2016 Polo Culturale

APRILIA – Centenario Grande Guerra, conferenza organizzata da ‘Un ricordo per la pace’

mercoledì 5 ottobre 2016

Presentazione del corso di paracadutismo intitolato all’eroe Alexandr Prokhorenko


Il 5 ottobre 2016 alle ore 18:30 al Centro russo di scienza e cultura a Roma verrà presentato il corso di paracadutismo organizzato dall’Associazione Nazionale Paracadutisti d’Italia. L’edizione 2016 rende omaggio ad Alexandr Prokhorenko, giovane ufficiale delle forze speciali russe che attaccò coraggiosamente un reggimento nemico dell’ISIS e trovò una morte eroica a Tadmor, nella provincia di Homs (Siria). Circondato dai combattenti dello Stato Islamico, il tenente ha scelto di morire pur di portare a termine la sua missione: ha diretto su di sé il fuoco degli aerei russi per non farsi catturare dall’ISIS e difendere l’onore della sua Patria. Premiando il coraggio e l’altruismo dell’ufficiale, il presidente della Federazione Russa Vladimir Putin ha firmato il decreto di conferimento postumo della Stella di Eroe della Federazione Russa.
Alla presentazione interverranno le figure chiave dell’iniziativa, tra cui il presidente della sezione A.N.P.d’I. di Roma Adriano Tocchi e l’addetto per la Difesa della Federazione Russa in Italia Sergej Chukhrov. L’evento sarà corredato da una mostra fotografica sulla vita dei paracadutisti russi ed italiani, in linea con lo spirito eroico che ha ispirato il corso, “in onore dell’altissimo valore personale e militare dell’ufficiale Alexandr Prokhorenko, il quale ha sacrificato tutto per la Patria”, nelle parole di Adriano Tocchi.
Il corso di paracadutismo sarà gratuito per i primi cinque cittadini della Federazione Russa (la quota d’iscrizione e la copertura assicurativa saranno a carico dei partecipanti) e avrà un costo di 850 euro per gli altri iscritti.
La data d’inizio del corso è prevista per il 26 settembre. Le lezioni teoriche si svolgeranno tre volte a settimana nella Palestra Folgore (via Livorno, Roma). Dopo otto settimane di addestramento di base i partecipanti potranno effettuare tre lanci negli spazi aerei autorizzati. Tutti gli interessati potranno seguire i progressi della squadra sul portale http://www.difesaonline.it, come da accordi con il suo direttore Andrea Cucco.
E’ importante sottolineare che con questa iniziativa l’ANPd’I ha deciso di rendere omaggio ad un eroe non italiano per la prima volta nella sua storia. L’idea è partita dal presidente della sezione di Roma Adriano Tocchi, il quale ha sottolineato che, nonostante le polemiche, l’iniziativa era stata pienamente approvata e sostenuta dal Ministero della Difesa italiano. L’auspicio del presidente è stato di vedere molti paracadutisti russi al lancio finale del corso. L’Associazione ha espresso inoltre il desiderio di partecipare alla messa commemorativa prevista in una delle parrocchie della chiesa ortodossa russa a Roma.

Per l’iscrizione al corso si prega di contattare il numero 06 4745811 o visitare il sito www.anpdiroma.it

Презентация в РЦНК парашютных курсов в честь Героя России Александра Прохоренко
5 октября в 18:30 в Российском центре науки и культуры в Риме пройдет презентация курсов по прыжкам с парашютом Национальной ассоциации парашютистов Италии. В 2016 году Ассоциация посвящает их Герою России Александру Прохоренко, который, оказавшись в окружении превосходящих сил боевиков «Исламского государства» в районе населённого пункта Тадмор(провинция ХомсСирия), вступил с ними в неравный бой и, не желая сдаваться в плен, вызвал огонь на себя. Указом Президента России за мужество и героизм, проявленные при исполнении воинского долга, старшему лейтенанту А.А.Прохоренко присвоено звание Героя Российской Федерации (посмертно).

В РЦНК выступят автор идеи посвящения курсов русскому офицеру – президент римского отделения Национальной ассоциации парашютистов Италии Адриано Токки, российский военный и военно-воздушный атташе в Италии Сергей Чухров. Будет развернута выставка, рассказывающая о российских и итальянских десантниках. Как отметил Адриано Токки, он принял решение посвятить курсы российскому офицеру для того, чтобы «преклониться перед высокими гражданскими и военными достоинствами человека, ставящего любовь к Родине превыше всего».

Для первых пяти записавшихся граждан Российской Федерации парашютные курсы, которые начнутся 26 сентября, будут бесплатные (за исключением  вступительного взноса в ассоциацию, оплаты страховки и медсправки). Тариф для всех остальных – 850 евро.

Осенью на базе итальянской бригады «Фольгоре» («Молния») в Риме три раза в неделю в течение восьми недель будет проходить теоретическая часть занятий. Затем курсанты смогут совершить три прыжка с парашютом на одной из авиабаз.

Для записи на парашютные курсы в честь Александра Прохоренко:
Тел: 06 4745811

venerdì 23 settembre 2016

Primo Risorgimento.

  L’ultima portatrice carnica: Lina Della Pietra


Lina Della Pietra, ultima portatrice carnica, era nata il 9 maggio 1905,a Zovello ( Zuviel ) - 921 m.s.l.m. 186 abitanti -, frazione del  Comune di Ravascletto. in friulano anche Monai,  della Provincia di Udine, composto  delle frazioni di Zovello e Salars , nella Valcada, una delle sette Valli della Carnia, note già nel 1200 dai cramars “, venditori ambulanti girovaghi che cercavano fortuna, muniti dalla sola “ crassigne “, mobiletto in legno con cassetti , carico di spezie, stoffe, erbe, calzature e prodotti artigianali della zona.  
La zona della Carnia, dove si trovavano appostati 31 battaglioni, era talmente vitale da essere posta alle dirette dipendenze del Comando Supremo. Il valore di tale zona consisteva nel fatto che, realizzando uno sfondamento a Passo Monte Croce Carnico, l’esercito austriaco avrebbe potuto avere zona libera nelle Valli del But e Chiarsò, considerate le parti principali per invadere l’Italia. I 10.000 -12.000 uomini che presidiavano la Carnia dovevano essere vettovagliati ogni giorno, forniti di munizioni, medicinali. Quando il Comando Logistico e quello del Genio furono costretti a chiedere aiuto alla popolazione, ma tutti gli uomini erano alle armi , rimanevano a casa solo donne e bambini; le donne del Comune di Paluzza furono le prime a presentarsi “ Anin “ dicevano “ senò chei biadaz ai murin ancje di fan “ ( andiamo, altrimenti quei poveretti muoiono anche di fame ). Le portatrici avevano una età compresa  tra i 15 e 60 anni, munite di libretto personale, dove veniva segnato presenza,viaggi compiuti, materiale trasportato con le gerle e unità militare per la quale lavoravano. Ogni viaggio veniva compensato con lire 1,50 ( circa 3,50 € ) corrisposto ogni mese. Vettovagliamento, munizioni, materiale vario venivano caricati ogni giorno all’alba nei magazzini militari nelle gerle ( zèi – pronuncia gei in carnico , cesta di vimini intrecciati a forma di tronco di cono rovesciato, aperto in alto, con due spallacci, per essere portati sulle spalle. Nelle loro case venivano usate per trasportare fieno, legna, formaggio, vino,ecc.)  Partivano a gruppi di 15-20 senza guide, imponendosi una tabella di marcia, dopo percorso il fondo valle, con la gerla carica ( poteva pesare sino a 40 kg. ) “ attaccavano “ la montagna dirigendosi a   raggiungere  il fronte, a raggiera; Pal Piccolo, Pal Grande, Freinkofer. ( Alla fine di marzo durante violentissimi combattimenti con furibondi scontri all’arma bianca, che portarono alla perdita ed alla riconquista del Pal Piccolo, l’olocausto di sangue, largo e generoso  dei battaglioni Tolmezzzo e Val Tagliamento, per il superbo valore dimostrato già all’inizio della guerra, valse a far conferire alla bandiera dell’8° Reggimento Alpini la medaglia d’argento al valor militare ). Dalle 2 alle 5 ore di salita, superando dislivelli dai 600 ai 1.200 metri. Scaricato il materiale,sostavano pochi minuti,  ( qualche volta al ritorno, portavano a valle, in barella,i militari feriti o i caduti in combattimento ) poi la lunga discesa per ritornare a casa dove stavano in attesa vecchi e bambini. Accudivano gli animali nella stalla, nel cortile, facevano da mangiare. L’indomani all’alba si ricominciava. Una identità patriottica, religiosa, laboriosa, tenace e dalle esemplari tradizioni alpine, erano le doti delle portatrici carniche .Maria Plozner Mentil, quattro figlie ed un marito al fronte, venne uccisa il 15 febbraio 1916, , da un “ cecchino “ austriaco, a quota 1619, alla Casera Malpasso. Nello stesso anno, altre tre rimasero ferite : Maria Muser Olivotto, Maria Silverio Matiz di Timau e Rosaria Primus di Cleulis. Soltanto mezzo secolo dopo, il 1° ottobre 1997, il Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro, attorniato dalle più alte cariche dello Stato e della Regione, ha consegnato ai figli della Maria Plozner Mentil, Dorina e Gildo, la Medaglia d’Oro al Valor Militare concessa alla memoria della madre e baciata la mano a Lina Della Pietra.
A tutte le portatrici carniche venne concessa la medaglia d’oro Cavalieri di Vittorio Veneto ed un assegno annuo vitalizio di L.60.000 portato poi a L. 150.000.
La signora Elisabetta Zitelli che aveva ospitato la nonna Lina Della Pietra nel 1974, mi raccontò la storia della sua famiglia consegnandomi diverse fotografie, inedite, molto interessanti.

 Lina Della Pietra, faceva la ricamatrice da ragazzina,e dopo aver fatto parte delle portatrici carniche,come sua sorella Virginia, lavoro pericoloso quando si arrivava vicino al  fronte, perché dovevamo buttarci a terra per schivare le pallottole del nemico; dopo l’ottobre 1917, rimasta a Zovello, frequentava la parrocchia del paese,  dove aiutava il prete  a insegnare dottrina ( fatto inconsueto per i tempi di allora ); molto giovane ancora, sposò un fabbro, Giuseppe Casanova, andando a vivere in Francia  ad Arras capoluogo del Dipartimento del passo di Calais dove aprì una officina per automobili.. Ebbe due figli, Ettore nato il 4.4.1922 ed Elide nata il 30.10.1924, morta nel 1974,era mia madre aggiunse la signora Zitelli. Ritornata in Italia, per l’entrata in guerra con la Francia, dopo essersi alloggiata nelle case destinate ai rimpatriati, a Trieste, - nel 1974 trovò ospitalità a casa mia in viale Miramare, 171 Mio fratello Ettore andò negli Stati Uniti nel 1950 e ritornò in Italia per festeggiare i 100 anni della nonna Lina, rientrando nuovamente in America. Pochi mesi dopo morì anche la sorella Virginia ,portatrice carnica., . sorella di Lina . La signora Elisabetta Zitelli,  -aveva seguita sino sua alla morte la nonna Lina, avvenuta nel 2005. . Aveva 104 anni. Alle celebrazioni funebri nella Chiesa S.Bartolomeo di Barcola, solo i pochi parenti e amici, senza alcuna corona e messaggio da parte degli amministratori locali e dalle autorità politiche venisse recapitato ai familiari.. 
La signora  Zitelli  ,  concluse : La nonna Lina aveva ereditato dal suo passato la fatica abituata da secoli per l’estrema povertà di quelle zone ad indossare la “ gerla da casa “ ,- che mai come in questo caso , rappresentava il simbolo della donna carnica – ora la metteva sulle spalle al servizio della Patria.   Sono comunque fiera di quello che è stata e di quello che ha fatto “
                           Arrigo Curiel


lunedì 12 settembre 2016

Dalla Guerra alla Libertà.



DALLA GUERRA ALLA LIBERTÀ”


 LA CONFERENZA DELL'ASSOCIAZIONE “UN RICORDO PER LA PACE”
DAL SACRIFICIO DI UNA GENERAZIONE DURANTE LA SECONDA GUERRA MONDIALE AL RICORDO DEL CAPORAL MAGGIORE MASSIMO DI LEGGE CADUTO IN UNA MISSIONE DI PACE IN AFGHANISTAN

di Elisa Bonacini
unricordoperlapace.blogspot.it

Si è tenuta nel pomeriggio di sabato 28 maggio presso la Sala Manzù – Biblioteca Comunale di Aprilia la conferenza organizzata dall'Associazione “Un ricordo per la pace” dal titolo: “DALLA GUERRA ALLA LIBERTÀ” - dalla liberazione dei campi di concentramento alla scelta Istituzionale- (aprile 1945- giugno 1946) .
Per la conferenza è stata scelta la giornata del 28 maggio, data commemorativa della Battaglia di Aprilia del 1944, quest'anno nelle particolare ricorrenza dell'80esimo anniversario della Fondazione di Aprilia (25 aprile 1936) e nelle vicinanze del 2 giugno, 70esimo anniversario della nascita della Repubblica Italiana. La giornata in ricordo dei caduti della Battaglia di Aprilia è stata istituzionalizzata nel 2013 su proposta dell’Associazione “Un ricordo per la Pace” e l'adesione delle Associazioni d'Arma e Combattentistiche di Aprilia e altre Associazioni locali, tra cui la Croce Rossa Italiana.
All'iniziativa è stato concesso il logo ufficiale delle celebrazioni del 70° Anniversario della Repubblica Italiana che accredita l’iniziativa quale progetto rientrante nel Programma ufficiale delle celebrazioni del 70° Anniversario della Repubblica italiana a cura della Presidenza del Consiglio dei Ministri - Struttura di Missione per gli Anniversari di interesse nazionale.
La finalità dell'iniziativa, che ha avuto il patrocinio del Comune di Aprilia, era commemorare le vittime militari e civili della seconda guerra mondiale con particolare riferimento ai cittadini di Aprilia, e rievocare il percorso che portò l'Italia alla nascita della Repubblica il 2 giugno 1946 .
Elisa Bonacini presidente di “Un ricordo per la pace” ha aperto il convegno illustrando l'iniziativa e introducendo gli ospiti. E' intervenuta l'Assessore alla Cultura del Comune di Aprilia Francesca Barbaliscia; relatori il Generale Luigi Marsibilio e il Generale Massimo Coltrinari che da anni affiancano l'Associazione in numerosi convegni presso gli Istituti Superiori di Aprilia, affrontando diverse tematiche sulla storia dell'Italia dal primo conflitto mondiale ai giorni nostri.
L'evento ha avuto tra le sue finalità anche quella di dare rilievo al sacrificio degli IMI (Internati Militari Italiani) che dopo l'armistizio dell'Italia l'8 settembre 1943, fedeli al giuramento alla Patria, vennero deportati nei campi di concentramento nazisti. Presenti alcuni familiari degli insigniti apriliani della Medaglia d'Onore IMI (Internati Militari Italiani); dal 2012 grazie all'attività divulgativa dell'Associazione “Un ricordo per la pace” sono 12 le Medaglie d 'Onore conferite a cittadini apriliani, un numero cospicuo che vede Aprilia ai primi posti nel territorio pontino per numero di onorificenze ricevute. In ordine cronologico di consegna della medaglia, gli insigniti di Aprilia sono: Ernesto Bonacini (deceduto); Alfio Fiorini (deceduto); Aldo Boccabella (deceduto); Gino Forconi; Amedeo Luciani (deceduto); Giuseppe Raggi (deceduto); Alfredo Federici (deceduto); Giuseppe Romani (deceduto); Domenico Fusco; Sante Tantari (deceduto); Guido Vitali (deceduto); Aldemiro Casoni (deceduto)
E' stato proiettato il filmato “IL FUTURO DELLA MEMORIA - STORIA DEI MILITARI E CIVILI ITALIANI DEPORTATI NEI LAGER NAZISTI” realizzato dall’Associazione “Un ricordo per la Pace” in cui sono incluse alcune pagine significative del “diario di guerra e prigionia” di Ernesto Bonacini.
Aldo Boccabella, classe 1923, è intervenuto raccontando i suoi giorni di internato militare in Austria. In sala anche Armando Fiorini il cui fratello Alfio morì a seguito dei bombardamenti in un campo di lavoro in Germania. Assente per motivi di salute il cittadino apriliano Ennio Borgia, deportato politico a 16 anni nel lager di Dachau in Germania.
Tra i cittadini di Aprilia morti nello svolgimento del dover Patrio in guerra, Ettore Casoni ha ricordato con commozione lo zio, il soldato Antonio Toffoli morto nel 1944, cui è stata conferita la medaglia d'argento al V.M. Tra i cittadini di Aprilia scomparsi nell'adempimento del servizio militare il Caporal Maggiore Massimo Di Legge che ha perso la vita nel 2011 a soli 28 anni in una missione di pace in Afghanistan. Presenti in Sala Manzù i genitori del ragazzo e il collega dell'Esercito Italiano il Maresciallo Nicola Rizzo, presidente della scuola calcio A.S.D. Esercito Calcio, che è intervenuto con un commosso ricordo del giovane : “Massimo era un soldato che, come tutti coloro che come me indossano una divisa, condivideva dei valori che devono essere di riferimento per la rinascita del nostro Paese, che soffre maggiormente per la disgregazione di essi ancor più che per la crisi economica. Occorre educare i giovani alla pace, ma questo è un lavoro lento che necessita di un'evoluzione spirituale, di un' educazione a valori più alti, di una visione nuova della storia umana. Prima di salutare i genitori disse loro “Se un giorno dovrò morire, lo farò per la Patria!”. Massimo operatore di pace , caduto in terra straniera, e tutti gli eroi caduti per la Patria ci esortano a continuare a credere nei nostri ideali ed a trasmettere a tutti l'amore per la Patria, la fedeltà alle Istituzioni e a dire a tutti : “Noi ci siamo”.
Il Maresciallo Rizzo ha poi anticipato la 3a edizione del Memorial (torneo di calcio) a lui dedicato che si terrà ad Aprilia dal 30 maggio al 18 giugno prossimi.
E anche noi “ci siamo” e  non dimenticheremo mai Massimo e tutti gli italiani che hanno sacrificato la vita per la nostra Patria, per quei valori di onestà e di fedeltà alle Istituzioni.
Il nostro abbraccio alla mamma Antonella e al papà Franco lo rivolgiamo virtualmente a tutte le persone, a tutte le famiglie che ogni giorno faticosamente con grande coraggio scelgono la via della legalità, anche se ciò comporta gravi sacrifici. A queste persone, la parte pulita e splendente  della nostra Italia, vada il nostro rispetto, ma ricordiamo che ognuno di noi, nessuno escluso, deve dare il  proprio contributo. Perché questo mondo forse può cambiare, ma occorre l'impegno di ognuno di noi.
Un doveroso ringraziamento a Elisabetta Casoni- Ciccotti per il contributo alle spese organizzative della manifestazione.
(foto Associazione “un ricordo per la pace” e Stefano Bongarzoni)