Master di 1° Livello in Storia Militare Contemporanea 1796 -1960

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Il Corpo Italiano di Liberazione ed Ancona. Il tempo delle oche verdi e del lardo rosso. 1944

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martedì 18 gennaio 2011

Ricerca d'Archivio Russia 1941-1943

IV Parte
Fonti di Archivio
Ministero della Difesa, Stato Maggiore dell’Esercito.Ufficio Storico

Elenco Armate

8 a ARMATA - ARMIR
XXXV° Corpo d’Armata – CSIR
3 a Divisione Celere – PRINCIPE AMEDEO DUCA D’AOSTA – PADA

1. Quadri
2. Relazione gen. Marazzani agosto 1941/ottobre 1942 USSME 1556/9
3. Relazione gen. De Blasio 17/21 dicembre 1942 USSME 1556/10-11
4. Relazione ciclo operativo 7/21 dicembre 1942. Gen. De Blasio USSME L.14 – 87/1
5. Memoria sintetica magg. Romolo Guercio 2 a battaglia difensiva del Don USSME 1556
6. D.S. 3° rgt bers agosto/settembre 1942 a firma col. E. Felici USSME 1556
7. Relazione col. Longo (su richiesta gen. De Blasio)
    dicembre 42/febbraio 43. 3° rgt bers. USSME 1556
8. D.S. 6° rgt bers agosto/settembre 1942. Col. Salvatores USSME 1083
9. Resoconto col. Carloni ciclo operativo 22-1-43/22-2-43 USSME
10. D.S. 120° rgt art a firma col. De Simone USSME 1086
11. XLVII° btg Motociclisti 2 agosto/18 agosto1942(operazioni VI a Arm.
      tedesca) USSME1086
12. LXVII° btg Carri L. 6 a firma magg. Ottaviani USSME 1086
13. IC btg Mortai – D.S. agosto/settembre 1942 a firma ten.col. Rosati USSME 1086
14. XIII° grp sq semoventi “Alessandria” USSME 1086
15. Elogi tedeschi a PADA USSME L.14 – 87
16. “Colonna Carloni” USSME L.14 – 85/1

8 a ARMATA - ARMIR

XXXV° Corpo d’Armata - CSIR

2 a Div. Fanteria SFORZESCA

1. Relazione gen. Pellegrini (per gen. Nosse) 25-6-42 – 31-8-43 USSME 1027
2. D.S. a firma ten. Col. Fiore luglio/agosto 1942 USSME 1027
3. Relazione gen. Pellegrini 16-8-42 – 31-8-42 USSME 1027
4. Relazione gen. Pellegrini 1-9-42 – 10-10-42 USSME 1027
4.1. D.S. (non firmato) 1-9-42 – 31-10-42 USSME 1027
4.2. Relazione gen. Pellegrini 13-10-42/15-11-42 USSME 1027
4.3. Relazione gen. Pellegrini 16-10-42/31-12-42 USSME 1027
5. Quadri e D.S. a firma ten.col. Fiore novembre/dicembre 1942 USSME 1027
6. Relazione gen. Pellegrini 16/31 dicembre 1942 USSME 1143/bis
7. Relazione gen. Pellegrini 16/31 dicembre 1942 USSME
8. Relazione fatti d’arme 16-12-42/31-12-42 (non firmata) USSME 1027
9. Relazione particolareggiata fatti d’arme 16-12-42/31-12-42 più allegati USSME L.14 – 87/3
10. Quadri. Relazione ten. Otto joos con commenti Luoni e Resta
      e rel. Luoni USSME
11. 53° rgt ftr “Umbria”. Relazione col. M. Contini 16-8-42 – 31-8-42 e
20-12-42/24-12-42 USSME 1552/15
12. Relazione cap. V. Luoni. Relazione reduce Temporelli Marco con
commenti Luoni e Resta. Relazione cp volontari Millenovo a firma cap. V. Luoni USSME
13. 17° rgt art mot quadri e D.S. luglio/dicembre 1942 USSME 1027


8 a ARMATA - ARMIR

XXXV° Corpo d’Armata - CSIR

9 a Div. Fanteria PASUBIO


1. Quadri a cura di P. Resta
2. Relazione gen. G. Boselli dicembre 1942/gennaio 1943 USSME 1556/1
3. Relazione ten. col. G. Cangia dicembre 1942/gennaio 1943 USSME 1556
4. Relazione gen. Giovannelli 14-7-1941/15-9-42 USSME 1556
5. D.S. a firma col. Biasidi e relazione 1a battaglia difensiva del Don USSME 876
6. Relazione V. Luoni (privata per Resta) LUONI
7. 79° rgt ftr “Roma” relazione col. Mazzocchi 20-12-1942/16-1-1943 USSME 1556
8. 79° rgt ftr “Roma” relazione col. Mazzocchi 24-11-1942/31-12-43 (originale)
9. Relazioni 10-12/19-12-1942 co. G.B. Casazza e A. De Battista USSME 1556
10. 8° rgt art relazione ten. col. Zingales 1-12-1942/19-12-42 USSME 1143


8a ARMATA - ARMIR

II° Corpo d’Armata e Reparti direttamente dipendenti

1. Quadri a cura di P. Resta
2. Informative USSME 1562/4
3. Relazione gen. Zanghieri 20/24 agosto 1942 – 11/12 settembre 1942
    20/30 dicembre 1942 USSME 1552/1
4. Relazione gen. Zanghieri 11/19 dicembre 1942 USSME 87/1
5. Relazione gen. Zanghieri 11/19 dicembre 1942 USSME 1552/4
6. Relazioni uff. operazioni 16/20 dicembre 1942 e 22-1-43 USS E 1552/7_1126
7. D.S. a firma col. Almici novembre/dicembre 1942 USSME 1126
8. Relazione ufficio operazioni 16/19 dicembre 1942. Kantemirovka USSME 1126
9. Comando artiglieria - direz. Sanità – direz. Veteriniaria
    direz. Commissariato USSME 1126
10. Comando Genio D.S. a firma gen. B. Rima novembre/dicembre 1942 USSME 1126
11. Sez. CC.RR. 56-66-183-193-194-204-362 ussme 788-798-799
12. XXXII° btg controcarro 47/32 granatieri di Sardegna novembre/dicembre
     1942 a firma ten. col. A. Pinzi USSME 1126
13. II° btg Guastatori di Fanteria D.S. novembre/dicembre 1942 USSME 973
14. XV° btg artieri. Quadri ufficiali USSME 973
15. Resoconto nuclei collegamenti germanici USSME

CFR. Massimo Coltrinari, La Guerra Italiana alla URSS 1941-1943: Le operazioni, Roma, Editrice Nuova Cultura, 2010, Ero 20.
 Il volume può essere ordinanto a: ordini@nuovacultura.it o risorgimento23@libero.it

domenica 9 gennaio 2011

Ricerca d'Archivio Russia 1941-1943

V Parte

Fonti di Archivio
Ministero della Difesa, Stato Maggiore dell’Esercito.Ufficio Storico


8a ARMATA - ARMIR

3a Divisione Fanteria “RAVENNA”

1. Quadri a cura P. Resta

2. D.S. novembre/dicembre 1942 a firma ten. col. P. Ducras USSME 1330

3. Relazione gen. Dupont 11/12-1942/30-12-1942 USSME

3.1. Relazione uff. operazioni 1/24 gennaio 1943 (originale) ----------

3.2. Relazione ufficio operazioni 11/17 dicembre 1942 (originale) ----------

3.3. Relazione ufficio operazioni 17 dicembre 1942/17 gennaio 1943 USSME

4. Relazione gen. Capizzi sui colonnelli Naldoni e Bianchi USSME 1552

4.1. Relazione caporale G. Alfano del 37 rgt ftr USSME 1552

4.2. Relazione ten. col. Livio Vario 38 rgt ftr 11/17 dicembre 1942 USSME 1552

4.3. D.S. III° btg Mortai 1-11-42/31-12-42 USSME 1330

5. Reparti organici Divisione. L’arrivo in Russia e la marcia al Don USSME

6. Relazione gen. Dupont. Operazioni sul Donetz 30-12-1942/23-1-43 USSME


8a ARMATA - ARMIR

5a Divisione Fanteria COSSERIA

1. Quadri a cura di P. Resta

2. Riassunto cronologico luglio 1942/aprile 1943 a firma gen. E. Gazzale USSME 1553/3

3. Relazione gen. E. Gazzale 11-2-1942/20-12-1942 USSME 1553/4

4. D.S. 1 novembre/31 dicembre 1942 USSME 1090

5. 89° rgt ftr quadri. 90° rgt ftr relazione 12-12-42/17-12-42 a firma magg. P

Picciano USSME 1553/1

5.1. CV° btg mortai – quadri USSME 715

5.2. Bandiere USSME 1553/1

8a ARMATA - ARMIR - CSIR

52a Div. Fanteria “TORINO”

1. Quadri a cura di P. Resta

2. Relazione gen. Schreiber 10-6-1941/31-3-43 USSME

3. Relazione gen. R. Lerici 1-7-42/17-1-43 USSME 1555/9

4. Relazione gen. R. Lerici su richiesta gen. Ulesse. 2a battaglia difensiva

del Don USSME 1555

5. Copia della relazione del gen. R. Lerici donata all’83° rgt ftr da P. Resta USSME 1555/11

6. D.S. novembre/dicembre 1942 a firma magg. U. Turrini USSME 883

7. Relazione gen. C. Rossi ottobre 1942 /gennaio 1943 USSME 1882

8. Relazione magg. U. Turrini maggio 1942/febbraio 1943 USSME 1143

9. Relazione ciclo operativo 19-12-1942/17-1-43 a firma gen. R. Lerici USSME L.14 – 87/1

10. Relazione col. Santini 81 rgt ftr e varie USSME 1555/12 –

USSME 883

11. 82° rgt ftr – quadri e varie USSME

12. 52° rgt art D.F. appunti per un D.S. e quadri USSME 883

13. 81° rgt e 82° rgt ftr bandiere. XXVI° btg Mortai – LII btg Mortai

Comando Genio – Cimitero Rikovo – Reparto formazione USSME

14. D.S. gennaio/febbraio 1943 a firma magg. U. Turrini USSME 883
15. III/81° rgt ftr - Relazione 17-1-42/20-4-43 USSME L.14 - 87

Dal testo
Massimo Coltrinari, La Guerra Italiana alla URSS 1941-1943: Le operazioni, Roma, Editrice Nuova Cultura, 2010,

venerdì 7 gennaio 2011

Gli Arditi del Sud

Eugenio Moretti

Le vicende della guerra segnarono anche il X° Reggimento Arditi, che segui la sorte di tanti altri reparti italiani; alcuni si adeguarono alle clausole dell'armistizio dell'8 settembre 1943, altri continuarono invece a combattere a fianco dell'ex alleato tedesco.
Per quanto attiene a quanti operarono a fianco degli alleati, l'8 settembre sorprese il I° Battaglione Arditi in Sardegna. Il reparto non subì sbandamenti restando fermo nella sua efficienza operativa grazie soprattutto all'opera del proprio Comandante, il Ten. Col. Guido Boschetti.
Il 12 Settembre, attaccato in forze dai tedeschi che gli intimarono la resa, contrattaccò, respingendoli sanguinosamente.
Il 19 febbraio 1944 il battaglione sbarcò a Napoli e immediatamente fu schierato a fianco degli alleati sulla linea del Volturno. Questo avvenimento segna l'ingresso degli Arditi nel C.I.L.. il Corpo Italiano di Liberazione.

Il 19 marzo il reparto cambia nome per volere del Gen. Messe e diventa IX Reparto d'Assalto dall'omonima unità che nella Prima Guerra Mondiale aveva gloriosamente combattuto proprio agli ordini dell'allora Maggiore Messe sui monti Grappa e Col Moschin.

A maggio, al momento dell'avanzata, il IX Reparto d'Assalto è un'unità organica con poco più di 400 Arditi in tutto così articolata:

• plotone comando

• 4 compagnie arditi: tre d'assalto (102,110,123) e una armi d'accompagnamento (104).

Il reparto, inquadrato nel 68° Reggimento Fanteria del Gruppo di Combattimento "Legnano" resta al fronte per tutta la durata della guerra.

In pratica il contributo del IX Reparto d'assalto "Col Moschin" nella guerra di liberazione, dall'8 Settembre 1943 all'8 Maggio 1945, fu, tenuto conto dell'esiguità del suo organico, particolarmente elevato. Le perdite totali assommarono a 60 caduti e circa 200 feriti.

Numerosi furono i riconoscimenti ufficiali sia da parte delle nostre Autorità militari che dei Comandi Alleati. Ricordiamo, oltre alle decorazioni al Labaro, una M.O.V.M, 48 tra M.A.V.M. e M.B.V.M, una Silver Star americana, 7 decorazioni polacche e ripetuti encomi solenni.

Al termine del conflitto, nell'Agosto 1946, il reparto fu sciolto. In seguito fu donata la Bandiera di Combattimento (anno 1976) al 9° Battaglione Paracadutisti "Col Moschin" di Livorno ora 9° Reggimento Paracadutisti "Col Moschin".

Per non dimenticare la mia diretta partecipazione mi sia consentito il seguente aneddoto:

inizio primavera 45 ci sono ordinate azioni di disturbo nella zona della linea Gotica (che sarà poi teatro finale con sfondamento linea nemica - e liberazione città Bologna).

Nelle primissime ore del mattino del 10 aprile preceduti da nutriti fuochi di artiglieria, diretti da un valido osservatore, il sottotenente Poli, (Presidente nazionale ANCFARGL) iniziano gli attacchi ai due obbiettivi prefissati: Parrocchia di Vignale e Quota 459 che sono posizioni fortificate e contornate da campi minati.

La 110ma compagnia con obiettivo Parrocchia di Viguale al comando dei S.Ten Manenti e Ten. Gagliardi, e la 123° compagniacon obiettivo Quota 459 Sot.Ten. Palma e Schiavoni. Cruenti furono i combattimenti con accesi corpo a corpo; grande abnegazione del S.Ten. Manenti che, incappato su di un campo minato nel tentativo di salvare un suo ardito dalla morsa delle mine, resta colpito mortalmente dallo scoppio di un ordigno. Nel contempo il giovane marconista Caporale Moretti avuto l'apparato radio portatile colpito da schegge sia al vano porta batteria che al laringofono, lo ripara sotto il fuoco dei mortai e riesce a trasmettere in radiotelegrafia la richiesta di annebbiare il fronte per poter ripiegare i reparti che hanno portato a termine l'azione.

L'esito glorioso delle due azioni non è stato incruento e sette morti più una quindicina di feriti di cui alcuni gravi, è stato il tributo del IX Reparto d'Assalto.

La mattina del 21 Aprile il Gen. Utili seguìto dalla bandiera del IX Rep. d'assalto entra in Bologna da Porta S.Stefano tra una fitta ala di folla festante.



Eugenio Moretti

ANCFARGL Genova



giovedì 6 gennaio 2011

Lo sbarco di Anzio 22 gennaio 2011


In occasione della ricorrenza del 22 Gennaio 1944 dello Sbarco Alleato sul Litorale Pontino ed in coincidenza del 150° Anniversario della costituzione dello Stato Italiano, il LIONS Club Anzio-Nettuno con il suo Presidente ing. Giovanni Vallone ha organizzato un Convegno dedicato alla storia recente d’Italia che possa ricordare i due fatti storici. Con il patrocinio dei Comuni di Anzio e di Nettuno e dei Comitati del Distretto LIONS 108L “150 anni dell’Unità d’Italia” e “Rapporti con le Forze Armate e Forze di Polizia”, nella Sala Consiliare di Villa Sarsina il 22 Gennaio 2011 dalle ore 17,30 si svolgerà il Convegno “Appuntamenti con la Storia: per non dimenticare il sacrificio di tanti uomini e donne di questo territorio” con illustri Relatori: On. prof. Domenico Fisichella che evidenzierà “Il Miracolo del Risorgimento. La formazione dell’Italia Unita”, prof. Alberto Sulpizi che illustrerà “Anzio e Nettuno nel periodo di fine ‘800: Amilcare Cipriani”, dott. Vincenzo Monti che spiegherà “L’assistenza sanitaria a Nettuno e Anzio prima e dopo l’Unità d’Italia”, Gen. Massimo Coltrinari che parlerà dell’evoluzione storica “Dal Primo al secondo Risorgimento”. Al termine del Convegno, chi fosse interessato potrà partecipare alla Cena presso l’Hotel Lido Garda ad Anzio. E’ impegnativa la prenotazione obbligatoria sia per assistere alla Conferenza sia per partecipare alla cena entro il prossimo 17 Gennaio telefonando ai numeri: 3477787928 oppure 3471476471.




martedì 4 gennaio 2011

domenica 02 gennaio 2011


Cronaca dall’avamposto militare italiano di Bala Murghab

di ANNA ROLLI

Venerdì 31 dicembre 2010, ultimo giorno dell’anno, in Afghanistan, alle ore 14.50, secondo la versione ufficiale, il caporal maggiore Matteo Miotto, di 24 anni, è stato colpito da un cecchino, mentre era di guardia, e alle ore 15 è stato dichiarato deceduto. Matteo, alpiere della compagnia Alfa Coi, al comando del capitano Daniele Castriota, sarebbe tornato a casa a gennaio alla fine di una missione di sei mesi.

Ieri mattina ero in procinto di lasciare l'avamposto militare italiano di Bala Murghab tra l'allegria generale, un po' chiassosa e colma di aspettativa per il cenone e la festa serali, in un luogo, dove, ovviamente, le distrazioni per i soldati, a volte molto giovani, sono davvero poche. Ci siamo salutati come accade sempre, con scambi di indirizzi e-mail, di numeri di cellulari e di reciproche promesse di rimanere in contatto. L'attentato è avvenuto mentre noi, giornalisti in visita, eravamo in volo con i Black Hawk, gli elicotteri statunitensi, e dopo l'atterraggio, al rientro in base ad Herat, ci ha accolto un silenzio profondo, quasi solenne e volti chiusi, oscurati dalla mestizia e dal pudore. Abbiamo capito così, in un momento, che qualcosa di grave era accaduto.

Nel Camp Arena, sede del Regional Command West, solitamente chiamato base miliare di Herat per la sua vicinanza con la città afghana di Herat, ieri, durante la cena, il capo di Stato maggiore, generale Marcello Bellacicco, è venuto alla mensa. In piedi, con le mani dietro la schiena, ammutoliti, soldati e giornalisti, abbiamo ascoltato le sue parole colme di esasperazione e di dolore. La salma aereo-trasportata è arrivata alle 22.40, nel piccolo aeroporto di fronte ai commilitoni schierati, deposta nella camera ardente è stata vegliata per tutta la notte, mentre i pensieri di ognuno si volgevano alla famiglia di Matteo, al capodanno più triste della loro vita. Nel piazzale centrale sventolava a mezz'asta la bandiera italiana, affiancata stamane da quella spagnola, il contingente spagnolo ha deciso, infatti, di manifestare in questo modo, con umana gentilezza, la propria solidarietà.

Nel pomeriggio il generale Bellacicco ha tenuto una conferenza per i giornalisti. Noi italiani continueremo a lavorare come abbiamo sempre fatto, con razionalità e determinazione, ha affermato il generale, i nostri obiettivi sono la sicurezza e la stabilizzazione del paese, la linea quella di un progressivo disimpegno politico, amministrativo e militare, dovranno essere le forze afghane a combattere i talebani, gli afgani che stiamo addestrando.

Quando si combatte, però, episodi come quello di ieri possono accadere, anche perché un tempo gli insurgens avevano il predominio mentre ora sono in difficoltà e vogliono colpirci anche con aiuti che potrebbero venire dall'esterno. Noi costantemente controlliamo il territorio e lavoriamo per prevenire gli attacchi e per mantenere l'iniziativa e abbiamo la capacità di reagire immediatamente.

Il generale ha poi ricordato la lettera scritta a novembre da Matteo al sindaco di Thiene, suo paese d'origine, in provincia di Vicenza, nella quale il giovane soldato parlava dei suoi ideali e delle sue scelte, della vita militare intesa come servizio e degli alpini, delle loro storia, spirito e tradizioni. Una lettera nella quale il generale ha dichiarato di essersi identificato e riconosciuto. Un ragazzo che aveva capito il vero Afghanistan come i tanti commilitoni che fanno sacrifici ma hanno grandi ideali e valori.

Siamo stati tutti giovani e i giovani si entusiasmano, si appassionano, si parla di servizio, si dice che il militare nasce per servire gli altri e tutto ciò per loro può essere esaltante. Abbiamo qui una gioventù sana come i lagunari che rischiano la pelle e intanto regalano la loro colazione ai bambini afghani. Ragazzi che identificano il motivo per cui siamo qui, quanto possa essere creativo e quanto si riesca a dare in missioni coinvolgenti e rischiose ma l'importante per i militari è servire, è ritrovarsi nei propri valori. Il militare italiano è animato dai propri valori, noi siamo un'espressione dell'Italia e cerchiamo di rappresentarla al meglio, di dare prova di professionalità e di spirito etico.

C'è la commozione, la tristezza per un ragazzo ucciso in questa maniera ma non si tratta di una minaccia usuale, i frutti del buon lavoro fatto ci sono ancora, la shura del 20 dicembre a Bakwa è stata fondamentale e l'attentato potrebbe essere una risposta alla sua riuscita ma noi continueremo nella nostra politica di assistenza alla popolazione per erodere il consenso ai talebani. Il generale ha concluso, visibilmente commosso, invitando i genitori di Matteo ad essere tanto, tanto orgogliosi del proprio figlio.

Nel 2010, i nostri soldati sono stati colpiti più volte in Afghanistan dagli insurgens: i criminali fanatici talebani e i criminali comuni che si dedicano ad ogni sorta di traffici illeciti, soprattutto di oppio e di armi. Si contano nell'ultimo anno 13 caduti, l' attentato del 9 ottobre scorso, il più cruento, ha provocato la morte di quattro alpini e il ferimento del 5° in seguito all'esplosione di un ordigno nella valle del Gullistan, provincia di Farah, nel Sud Ovest del paese.

Scontri a fuoco si sono registrati a metà dicembre quando con l'operazione Bazar Arad "Libero mercato" l'8° reggimento alpini ha esteso la bolla di sicurezza di Bala Murghab di oltre un km quadrato verso Nord. A Natale si erano registrati tentativi di colpirci, tentativi fortunatamente falliti, non così a Capodanno. Hanno tentato di colpirci durante la nostra festa più cara, ci sono riusciti durante la nostra festa più allegra nella quale tradizionalmente ci si scambia i migliori auguri di felicità per il nuovo anno. Possono davvero cantar vittoria, i criminali che infestano questo sventurato paese. Ancora per poco, speriamo.

domenica 2 gennaio 2011

Storia Militare

Approccio per un approfondimento

Nota di Giuseppe Conti per Massimo Colttrinari. 2006

Per anni lo studio del singolo fatto d’armi è stato al centro della Storia militare, costituendo la parte preponderante della stessa, fino ad essere identificato, a torto o a ragione, con la stessa Storia militare. Ne è derivata così, ad opera di larga parte della storiografia, una sorta di ostracismo, sfociato talvolta in una vera e propria condanna, per la Storia militare intesa come “histoire battaille”, prodotto emblematico della storia “evenemenziale” disprezzato dalla storiografia francese, da Voltaire fino alle “Annales”, come un racconto di eventi slegati fra loro e come tale incapace di fornire al lettore alcuna conoscenza effettiva sulla società, sui costumi, sulla mentalità dell’epoca in cui si è verificato.
In risposta a queste critiche gli storici militari hanno imboccato altre strade che li hanno condotti ad approfondire gli aspetti politici , sociali, culturali connessi alla guerra e allo strumento militare deputato a combatterla. Ne è derivato uno spostamento sensibile dell’interesse degli storici dallo studio degli eserciti in guerra a quello degli eserciti in tempo di pace, alle forme di reclutamento, ai loro rapporti con la società civile.
Oggi, finalmente, messe da parte antiche polemiche, la storiografia specializzata sembra avere acquisito un punto di equilibrio procedendo al recupero della campagna, e/o della battaglia non come esercitazione tecnicistica , spesso fine a se stessa, come avveniva negli schemi dell’”histoire battaille”, bensì nella consapevolezza, per dirla con Keegan e Howard, che studiare gli eserciti in pace è lecito e necessario, ma che non è da ciò che gli eserciti sono, ma da ciò che fanno che dipende il destino delle nazioni, e che lo scopo per cui essi esistono è quello di combattere.
Dunque, oggi che siamo in possesso di strumenti che ci permettono di non isolare mai l’evento bellico dal contesto generale che l’ha generato e di non dimenticare, come diceva Delbruck, che la battaglia è un filo rosso che percorre l’intero tessuto sociale, oggi lo studio delle operazioni militari può rappresentare uno strumento utile per fornire strumenti formativi generali e specifici finalizzati alla formazione complessiva dell’ufficiale.

Scopo del corso è quello di fornire ai frequentatori :
conoscenza di eventi di storia militare italiana e mondiale che debbono costituire una componente essenziale e irrinunciabile del bagaglio culturale di un Ufficiale (di Stato Maggiore);
introduzione al dibattito storiografico sviluppatosi nel corso degli anni, in Italia e all’estero, sugli argomenti trattati, per allenare l’ufficiale ad acquisire nello studio della storia, e più in generale nel processo di acquisizione della conoscenza, una “forma mentis” elastica e dialettica ;
conoscenza delle fonti e della metodologia della ricerca storica: indicazione di repertori bibliografici, fonti a stampa, serie archivistiche; individuazione e scelta dei documenti, esegesi degli stessi ecc.
In tal modo si fornirà all’Ufficiale frequentante :
-capacità di procedere alla ricostruzione storica di un evento, o di un aspetto particolare di esso, basandosi sugli strumenti acquisti durante il corso: nelle lezioni di didattica frontale prima, nelle successive fasi di apprendimento e di approfondimento.
A tale scopo si ritiene utile proporre per l’anno 2003-2004 un corso di studio dedicato alla ricostruzione di alcune delle:

GUERRE DELL’ERA ATOMICA
Programma del Corso.
A) LEZIONI (21 periodi)
A) Introduzione al corso.
I Precedenti :
La seconda guerra mondiale .
caratteri assoluti della guerra totale;
la guerra europea : la fase occidentale ;
la guerra “europea”: attacco a est;
dalla guerra “europea” alla guerra mondiale ;
la guerra mondiale: il fronte del Pacifico;
attacco al continente europeo: la Campagna d’Italia , l’operazione “Overlord”;
la fase finale della guerra in Europa;
impiego dell’arma atomica ed epilogo della guerra in Asia;
l’impiego dell’arma atomica e sue conseguenze politiche e strategiche.

B) Le guerre dell’era atomica

La guerra di Corea;
Le guerre d’Indocina e del Vietnam
Le guerre arabo-israeliane
Le guerre jugoslave

B: ESERCITAZIONI PER GRUPPI DI LAVORO (30 periodi)

Potrebbe riguardare la fase finale della II Guerra Mondiale. (caratteri assoluti) e i quattro argomenti del Gruppo B (guerre “limitate” o regionali ecc.) .

Se si ritiene troppo pesante il carico, possiamo limitarci al solo Gruppo B .

In caso di accettazione della proposta di Corso si passerà alla definizione particolareggiata del programma.

A tale fine sono stati presi contatti con i Proff. Antonello Bigini, Luigi Goglia, Alberto Santoni

BIBLIOGRAFIA ORIENTATIVA (e provvisoria)
Opere di carattere generale, dizionari, repertori , ecc.
. Guerre in tempo di pace , De Agostini, Novara, 1983;
. Christian Zentner, La guerra del dopoguerra. Storia documentata dei conflitti militari dal 1945 ad oggi, Bietti, Milano, 1970;
. George C. Kohn, Dizionario delle guerre. Conflitti mondiali, guerre civili, spedizioni punitive, ribellioni, rivoluzioni, Armenia, Milano.
Paul, K. Davis, Le 100 battaglie che hanno cambiato la storia, Newton Compton, Roma, 2003.

Opere di carattere settoriale
II Guerra Mondiale ( bibliografia momentaneamente omessa)

.. Guerra di Corea
…Max Hastings, The Korean war, Simon &Schuster, New York, 1987, (trad. It. La guerra di

Corea: 1950-1953, Rizzoli, Milano);
… Steven Hugh Lee, La guerra di Corea, Il Mulino, 2003.
... Camille Rougeron, Les enseignements de la guerre de Corée, Berger-Levrault, Paris, 1952.

Guerra del Vietnam
… Stanley Karnow, Storia della guerra del Vietnam, Rizzoli.
… Mitchell, K. Hall, La guerra del Vietnam, Il Mulino.

..Le guerre arabo-israeliane
…A.J. Barker, Arab-Israeli Wars, Hippocrene Books, New York, 1981.
…Trevor N. Dupuy, Elusive Victory,The Arab-Israeli Wars, 1947-1974, Harper & Row, New
York, 1978.
.. Le guerre jugoslave
… Jore Pirievec, Le guerre jugoslave, 1991-1999, Einaudi, Torino, 2003