Master di 1° Livello in Storia Militare Contemporanea 1796 -1960

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Il Corpo Italiano di Liberazione ed Ancona. Il tempo delle oche verdi e del lardo rosso. 1944

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giovedì 8 agosto 2019

Battaglia di San Pietro Infine 7-21 dicembre 1943 7 Gli Avvenimenti a

Le operazioni di guerra
Come visto, nel dicembre del 1943 la 5^ Armata di Clark si trovava di fronte alla Winter Line, linea di resistenza tedesca che partiva dalla foce del Garigliano, passava per Mignano e proseguiva per Colli al Volturno e arrivava all’Adriatico. Punto di forza di questa linea era la stretta di Monte Lungo, attraverso la quale passava la strada statale n. 6 Casilina. Il piano di sfondamento era suddiviso in tre fasi: per prima cosa doveva essere forzato il fronte destro tedesco il cui punto di forza era il massiccio del Camino da parte del X corpo armata britannico e da parte del II Corpo d’Armata US, poi seguita dalla conquista e sgombero delle posizioni tedesche da parte del X corpo d’armata e infine lo sfondamento definitivo al centro lungo la Casilina da parte del II Corpo.

 La battaglia di San Pietro Infine: i combattimenti del 8-11 dicembre 1943
Dopo aver preso il massiccio del Camino con la 56a Divisione britannica, il Gen. Clark pensò fosse arrivato il momento di sfondare al centro della Winter Line con un attacco simultaneo su Monte Lungo, su Monte Sammucro e San Pietro. Il Gen. Walker, comandante della 36a Divisione Texas, sarebbe stato il principale responsabile dell’esecuzione del progetto. Il 3 dicembre il I Raggruppamento Motorizzato italiano fu posto alle dirette dipendenze del generale Walker e agli Italiani fu assegnato il compito di prendere Monte Lungo, che si riteneva fosse difeso da poche forze tedesche. In realtà, vi erano ben trincerati i 500 Tedeschi “jäger” (cacciatori, fanteria leggera) della 29° Divisione. Contemporaneamente all’attacco italiano, fu previsto che il 3° Ranger e il 1° battaglione del 143° reggimento della 36a divisione prendessero Monte Sammucro, mentre il 2° e 3° battaglione dello stesso reggimento dovevano attaccare San Pietro Infine da nord-est. Il Sammucro dominava il passaggio della sottostante Casilina ed era costituito da una serie di picchi da quota 1205 a 905, presidiate dai granatieri corazzati del 2° battaglione del 71° reggimento della 29a Divisione tedesca. A sinistra, infine, il 142° reggimento americano aveva il compito di conquistare le posizioni di Monte Maggiore e appoggiare col fuoco l'attacco del I Raggruppamento Motorizzato italiano.

L’attacco fu preceduto da un’intensa attività di pattuglie da parte del 143° reggimento che portarono all’identificazione dei reparti nemici e alla valutazione abbastanza precisa della loro consistenza. La facilità delle incursioni, insieme al convincimento di avere di fronte truppe demotivate, fu una delle principali cause del disastro che si verificò nei giorni successivi. Chi fece l’errore più grossolano fu la sezione d’intelligence del reggimento, che si basò su informazioni datate sugli effettivi dei Tedeschi.
Il 7 dicembre il 1° battaglione del 143° reggimento cominciò la scalata al Sammucro partendo dal paesino di Ceppagna. Era l’avanguardia delle forze d’attacco e aveva per obiettivo il picco più alto della montagna. La fortuna accompagnò gli uomini che, nonostante la scarsa familiarità con il terreno montagnoso, riuscirono ad avvicinarsi senza farsi avvistare alle linee tedesche.
Alle prime ore del mattino dell’8 dicembre una fitta nebbia avvolgeva Monte Lungo; queste condizioni meteo avverse impedivano l'osservazione del tiro di artiglieria per la fase di preparazione e ne pregiudicarono l'efficacia, così come notevolmente ostacolato era il tiro d’appoggio. Contestualmente però la nebbia che avvolgeva Monte Lungo nascondeva alla vista del nemico i movimenti dei reparti di fanteria destinati all'attacco.
Alle ore 5:35 l’artiglieria americana iniziava la preparazione di fuoco. Alle ore 6:20 iniziava l'attacco del I Raggruppamento motorizzato italiano. L'avanzata aveva inizialmente successo ma dopo poche ore di combattimento l’avanzata era arrestata da un potente fuoco nemico che costringeva le compagnie a ripiegare. Inoltre il 142º reggimento americano, che nel frattempo avrebbe già dovuto conquistare Monte Maggiore, non era in posizione e non riuscì, quindi, a coprire col fuoco l'attacco del Raggruppamento italiano. La manovra di sfondamento centrale del raggruppamento italiano fallì. Sulla destra dello schieramento il 143° reggimento conquistò delle posizioni che i Tedeschi provarono a riprendere con un contrattacco a testa bassa.
Nella notte tra il 9 e il 10 dicembre, il 133° battaglione artiglieria campale costrinse i Tedeschi a sgombrare la sella tra le quote 950 e 1205 del Monte Sammucro, con un concentramento di fuoco d’artiglieria insostenibile che permise ai Ranger del 3° battaglione di dirigersi lungo il crinale che conduceva a quota 950 e alle ore 7:50 di raggiungere la cresta, con un movimento aggirante della sella.
Dall’11 al 13 dicembre i Tedeschi fecero tutto il possibile per riprendere il terreno perduto che era prezioso, poiché dall’alto del Sammucro si controllavano il sottostante paese di San Pietro Infine e le retrovie tedesche fino a Cassino. Tra l’11 e il 13 dicembre i Ranger furono rilevati dal 504° reggimento paracadutisti che prese in consegna il terreno tra Monte Corno e la cresta di Monte Sammucro. A beneficiare della cosa, oltre ai Ranger, fu anche il 1° battaglione del 143° che fu alleggerito di parte delle sue responsabilità su quel settore del fronte. Dall’altra parte le posizioni tedesche rimanevano ben solide per la fitta rete di difesa preparata con filo spinato e trappole esplosive. Dal giorno 10 al 14 dicembre, mentre sul Sammucro si rafforzava l’occupazione americana, sul fronte sottostante di San Pietro si procedeva al solo invio di pattuglie per saggiare le posizioni dei granatieri corrazzati.

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