Master di 1° Livello in Storia Militare Contemporanea 1796 -1960

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Il Corpo Italiano di Liberazione ed Ancona. Il tempo delle oche verdi e del lardo rosso. 1944

Il Corpo Italiano di Liberazione ed Ancona. Il tempo delle oche verdi e del lardo rosso. 1944
Società Editrice Nuova Cultura, Roma 2014, 350 pagine euro 25. Per ordini: ordini@nuovacultora.it. Per informazioni:cervinocause@libero.it oppure cliccare sulla foto

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sabato 23 novembre 2019

Campagna di Sicilia Battaglia del Ponte di Primo Sole. I Belligeranti 1 Territorio e Società umana



2.   I BELLIGERANTI - LE ORIGINI DEL CONFLITTO
a.   I belligeranti
Nel luglio del 1943, la Sicilia fu il teatro di eventi bellici che crearono le premesse per la caduta del fascismo e la fine dell’alleanza tra Italia e Germania: le sue coste furono interessate da un imponente sbarco di truppe anglo-americane che in poco più di un mese ebbero la meglio sulle truppe dell’asse italo-tedesco. L’operazione, che vide la partecipazione di un’intera divisione canadese e unità coloniali del libero governo francese, costituì la prova generale dello sbarco in Normandia. 
Per comprendere la portata di tali eventi, è necessario analizzare lo scenario nel cui ambito essi si svilupparono.
(1)    Il territorio
La Sicilia è la più grande isola del Mediterraneo: è separata dal continente europeo attraverso lo Stretto di Messina che, nel tratto più breve, misura circa 2 miglia e dista dalla Tunisia circa 80 miglia[i].
L’Isola, per la sua particolare posizione geografica, rappresenta pertanto un ponte “naturale” tra il Nord Africa e la penisola italica. Su di essa, infatti, cadde la scelta dell’alleanza anglo-americana di sferrare il primo attacco alla “fortezza europa”, non appena conclusa la campagna d’Africa[ii].
Le coste tirreniche e ioniche sono quasi tutte ripide, ma con grandi rade, mentre la costa sud-occidentale è in gran parte piatta e poco frastagliata.
Da un punto di vista orografico, l’isola presenta una catena montuosa costiera settentrionale ed un massiccio interno (che si appoggia al vulcano Etna, tutt’oggi in attività). La zona meridionale della Sicilia è costituita invece da altipiani degradanti verso il mare e da estese pianure.
I numerosi corsi d’acqua che solcano la Sicilia hanno prevalentemente carattere torrentizio: più brevi e ripidi quelli che sboccano nel Tirreno e più lunghi ed abbondanti quelli che invece sfociano nello Ionio.
Il clima della Sicilia[iii] è mediterraneo, con estati calde e inverni miti. Sulle coste, soprattutto quella sud-occidentale, il clima risente maggiormente delle correnti africane ed è caratterizzato da estati torride. Generalmente l'estate siciliana è calda e scarsamente piovosa, ma secca e ventilata, soprattutto nelle zone interne, dove gli indici di umidità sono bassissimi. Le piogge sono più scarse nelle zone interne e lungo le coste meridionali, mentre si presentano più abbondanti sulle coste tirreniche e soprattutto sul messinese e l'etneo.
Infine, è importante sottolineare che fu scelta proprio la data del 10 luglio per beneficiare di condizioni di luce lunare tali da favorire lo sbarco dal mare e proteggere con l’oscurità l’atterraggio degli alianti.
(2)    La società umana
Secondo un censimento del 1936 la popolazione isolana era di circa 4 milioni di unità, addensata principalmente in 352 comuni, dei quali 69 con oltre 20.000 abitanti. L’estrema povertà dei contadini della Sicilia centrale, ha favorito il volgere verso le zone costiere dei flussi migratori interni, secondo un processo già iniziato ai tempi del Settecento. Per quanto invece concerne la migrazione esterna all’Isola, nel ventennio fascista si registrò un altissimo numero di spostamenti verso il Nord della penisola e, dopo la guerra, il nuovo orientamento fu confermato dalle partenze verso il triangolo industriale italiano e il mercato del lavoro europeo (prima la Francia, poi la Germania e la Svizzera)[iv].
Le difficili condizioni di vita erano accompagnate da un livello morale generalmente basso.
Le informazioni che giungevano dal territorio siciliano (oggetto di un memorandum predisposto in data 15 febbraio 1953 dall’Ufficio di collegamento dell’Esercito americano a Londra e conservato presso l’Archivio Nazionale di Washington)[v] evidenziavano come il popolo italiano fosse stanco della guerra, e soffrisse di scarsa alimentazione, quanto fossero detestate le truppe tedesche e il regime fascista fosse divenuto inviso soprattutto in Sicilia e quanto, infine, la maggior parte dei cittadini dell’isola desiderasse la pace al di sopra di ogni cosa.
In realtà, il morale della popolazione non era mai stato molto elevato neanche in passato, perché la guerra non solo era “poco sentita”, ma era divenuta, anzi, impopolare per la netta consapevolezza della insufficienza delle difese, la generale disistima nei capi militari e l’intensificazione della indisturbata offensiva aerea nemica[vi].
Tuttavia, appariva, nel contempo, evidente come i siciliani, malgrado le privazioni e l’ostilità alla guerra, non fossero pronti alla rivolta e mantenessero fermi i propositi di lealtà alla Nazione e di patriottismo popolare[vii].
Pertanto, sebbene nell’immediato futuro non vi fossero le premesse per l’emergere di gruppi sufficientemente forti ed organizzati tali da scatenare in Italia una rivoluzione, sussistevano le condizioni necessarie e sufficienti per un attacco che, secondo le ipotesi degli anglo-americani, non avrebbe trovato la coriacea opposizione della popolazione locale in Sicilia.

[i]     Santoni A., Le operazioni in Sicilia e in Calabria, Stato Maggiore dell’esercito – Ufficio Storico, Roma, 1983, pagina 15 e segg..
[ii]     Al riguardo, l’Ammiraglio americano Ernest J. King – Comandante in Capo della Flotta degli Stati Uniti e Capo delle Operazioni Navali – nella relazione inviata al Ministro della Marina degli Stati Uniti “sulla Marina americana in tempo di pace e in tempo di guerra comprese le operazioni di guerra fino al 1 marzo 1944”, ha scritto: “Nel luglio 1942, dopo parecchi mesi di discussione e di studi da parte degli Stati Maggiori Riuniti Alleati, fu deciso di effettuare degli sbarchi nell’Africa settentrionale e di metter là le nostre truppe di fronte all’esercito tedesco. L’importanza strategica di questa mossa appare oggi più evidente che mai, giacché le truppe che sbarcarono in Nord-Africa passarono poi dalla Sicilia alla penisola italiana, dove impegnarono ingenti forze terrestri nemiche”; ed ancora: “Nel maggio 1943 le forze tedesche erano state eliminate dalla Tunisia, e la nostra potenza offensiva era tale, che potevamo fare piani strategici ben definiti, per attaccare il nemico nel suo stesso territorio. Scegliemmo la Sicilia come obiettivo immediato e cominciammo i preparativi per un’operazione anfibia su vastissima scala”.
Generale G. C. Marshall, Ammiraglio E.J. King, Generale H.H. Arnold, Relazione del Comando Supremo, dal sito internet: http://cronologia.leonardo.it/usa/usa00.htm
[iii]    http://it.wikipedia.org/wiki/Sicilia
[iv]    Sanfilippo M., L’emigrazione siciliana, dal sito internet dell’archivio storico dell’emigrazione italiana http://www.asei.eu/index.php?option=com_content&task=view&id=152&Itemid=250, Editore Sette Città, Viterbo.
[v]     Santoni A., Le operazioni in Sicilia e in Calabria, Stato Maggiore dell’esercito – Ufficio Storico, Roma, 1983, pagina 37 e segg. – op. cit. -.
[vi]    Maltese P., Lo sbarco in Sicilia, Editore Oscar Mondadori, pagina 43 e segg..
[vii]   Santoni A., Le operazioni in Sicilia e in Calabria, Stato Maggiore dell’esercito – Ufficio Storico, Roma, 1983, pagina 42. – op. cit. -.
[viii] Santoni A., Le operazioni in Sicilia e in Calabria, Stato Maggiore dell’esercito – Ufficio Storico, Roma, 1983, pagina 40 – op. cit. -.
[ix]    Stato Maggiore Esercito – Biblioteca Ufficio Storico, L’invasione della Sicilia (1943) – Avvenimenti militari e responsabilità politiche, Catania 1962, pagina 10.
[x]     Stato Maggiore Esercito – Biblioteca Ufficio Storico, L’invasione della Sicilia (1943) – Avvenimenti militari e responsabilità politiche, Catania 1962, pagina 15 – op. cit. -.
[xi]    Santoni A., Le operazioni in Sicilia e in Calabria, Stato Maggiore dell’esercito – Ufficio Storico, Roma, 1983, pagina 18 e segg. – op. cit. -.
[xii]   Maltese P., Lo sbarco in Sicilia, Editore Oscar Mondadori, pagina 44 – op. cit. -.
[xiii] Maltese P., Lo sbarco in Sicilia, Editore Oscar Mondadori, pagina 46 – op. cit. -.
[xiv] Maltese P., Lo sbarco in Sicilia, Editore Oscar Mondadori, pagina 53 – op. cit. -.
[xv]   Santoni A., Le operazioni in Sicilia e in Calabria, Stato Maggiore dell’esercito – Ufficio Storico, Roma, 1983, pagina 44 e segg. – op. cit. -.
[xvi] Santoni A., Le operazioni in Sicilia e in Calabria, Stato Maggiore dell’esercito – Ufficio Storico, Roma, 1983, pagina 39 – op. cit. -.
[xvii] Santoni A., Le operazioni in Sicilia e in Calabria, Stato Maggiore dell’esercito – Ufficio Storico, Roma, 1983, pagina 46 – op. cit. -.
[xviii]          Dati citati da Santoni A., Le operazioni in Sicilia e in Calabria, Ufficio Storico, Roma, 1983, pagine 100 - 103.
[xix] A titolo d’esempio, secondo i dati dello storico americano dell’invasione, ammiraglio Samuel E. Morison, il 15 luglio la Settima Armata americana contava già 204.000 uomini e l’Ottava Armata britannica, pochi giorni dopo, ne contava 250.000  (da Zingali G., L’invasione della Sicilia, Catania 1962, p. 240) mentre per il generale Emilio Faldella, capo di Stato Maggiore delle Forze Armate in Sicilia. (da Zingali G., op. cit., p. 239) furono schierati a difesa dell’isola appena 230.000 italiani e 60.000 tedeschi (tra l’altro, in queste cifre erano comprese le truppe addette ai servizi).
[xx]   D’Este C., Lo sbarco in Sicilia, Milano 1990, pag. 119  
[xxi] Santoni A., Le operazioni in Sicilia e in Calabria, Stato Maggiore dell’esercito – Ufficio Storico, Roma, 1983, pagina 437 – op. cit. -.
[xxii] Maltese P., Lo sbarco in Sicilia, Editore Oscar Mondadori, pagina 11 – op. cit. -.
[xxiii]          Santoni A., Le operazioni in Sicilia e in Calabria, Stato Maggiore dell’esercito – Ufficio Storico, Roma, 1983, pagina 89 – 90 – op. cit. -.
[xxiv] Maltese P., Lo sbarco in Sicilia, Editore Oscar Mondadori, pagina 32 - 33 – op. cit. -.
[xxv] Santoni A., Le operazioni in Sicilia e in Calabria, Stato Maggiore dell’esercito – Ufficio Storico, Roma, 1983, pagina 41 – op. cit. -.
[xxvi] Stato Maggiore Esercito – Biblioteca Ufficio Storico, L’invasione della Sicilia (1943) – Avvenimenti militari e responsabilità politiche, Catania 1962, pagina 21.

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