Master di 1° Livello in Storia Militare Contemporanea 1796 -1960

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Il Corpo Italiano di Liberazione ed Ancona. Il tempo delle oche verdi e del lardo rosso. 1944

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martedì 29 settembre 2015

Aprilia Elisa Bonacini: la ricerca va avanti

RICERCA STORICA 
CRASH POINT BOMBARDIERE B25 USA  (19/7/1943)

IDENTIFICATO IL PUNTO D'IMPATTO
 SUL FOSSO DELLA MURATELLA (ARDEA)

 6 AGOSTO IL PRIMO SOPRALLUOGO CON I TESTIMONI OCULARI


Dopo l'accorato appello della famiglia di uno degli aviatori americani deceduti nell'impatto domani 6 agosto 2015 avverrà il primo sopralluogo nel “crash point” del B-25 con alcuni testimoni oculari del tragico avvenimento del 19 luglio 1943.
Sono trascorsi settantadue anni fa dal giorno in cui le forze aeree alleate effettuarono il primo drammatico bombardamento di San Lorenzo- Roma.
La Regia Aeronautica, la Luftwaffe e la difesa contraerei colte di sorpresa non riuscirono ad organizzare una difesa davvero efficace.
Gli statunitensi persero comunque due aerei: un B-26 del 320th BG costretto ad ammarare al largo di Nettuno ed il B-25 del 321st BG s/n 41-13211 che si schiantò al suolo “nei pressi di un ponticello” a breve distanza da Santa Palomba.
Grazie alla lodevole collaborazione di ricercatori americani tra cui Pat Scannon e del Prof. Agostino Alberti dell' “Air Crash Po” che hanno messo a disposizione la documentazione militare ed all'impegno dell'Associazione “Un ricordo per la pace” che ha effettuato le ricerche locali nel territorio di Pomezia- Ardea è stato trovato il punto d'impatto sul fosso della Muratella (Ardea).
Sono già stati identificati nei giorni scorsi anche alcuni testimoni oculari allora tredicenn del tragico avvenimento, i che presenzieranno al sopralluogo.
Attraverso la disponibilità del Sig. Marco Ballini che utilizzerà una sofisticata strumentazione metal-detector, saranno cercati domani eventuali resti del bombardiere; è molto probabile che nel terreno possano essere presenti alcuni resti degli aviatori.
La famiglia statunitense attende con trepidazione il responso del primo sopralluogo.
Se verrà confermato il “crash point” del B-25 , sarà fatta opportuna comunicazione all'Ambasciata Statunitense che valuterà se intervenire con particolari escavatori nella ricerca dei poveri resti.


LE FASI DELLA RICERCA

Il giorno 22 giugno 2015 il Sig. Antonio Iovino Pres dell' A.A.A. di Aprilia conoscendo la mia passione per le ricerche locali sulla seconda guerra mondiale, mi inoltrava la e-mail del Prof Agostino Alberti :

Il 19 luglio 1943, nel corso delle operazioni che portarono al primo bombardamento aereo su Roma, venne abbattuto un bombardiere bimotore B-25C Mitchell appartenente al 321st BG.
Il velivolo si schiantò al suolo nei pressi di Santa Palomba, con la morte di tutto l'equipaggio.
Sono stato contattato da amici statunitensi che curano il sito del 57th Bomb Wing i quali a loro volta sono stati interpellati da Mr. Pat Scannon, membro di una associazione che si occupa di ricerche relative ai caduti americani durante la Seconda Guerra Mondiale.
Gli americani vorrebbero sapere esattamente DOVE cadde quel B-25.
Ho interpellato, un mese fa, Comune, biblioteca, CC di Albano Laziale, al momento senza esito.
Chiedo:
Potreste aiutarmi a capire DOVE si schiantò al suolo quel bombardiere?
Cordialmente, Agostino Alberti  ”

Ofrii subito la mia collaborazione ad Alberti pensando potesse essere utile pubblicare, cosa che feci nei giorni successivi, un mio comunicato- appello sulla stampa locale ed un articolo sul Giornale del Lazio, di cui sono collaboratrice, nella seppur debole speranza di fare emergere eventuali testimoni oculari dell'avvenimento.
Contemporaneamente iniziai le ricerche nel territorio in oggetto di Pomezia- Santa Palomba che come la gran parte dell' Agro Pontino nel 1943 era coperto dai numerosi poderi dell'Opera Nazionale Combattenti concessi nel periodo fascista a famiglie provenienti in prevalenza dal nord Italia.
Un eventuale testimone del tragico avvenimento si sarebbe potuto trovare solo in quella cerchia di persone, la speranza era però di trovarne ancora alcune viventi o almeno un loro erede.
Feci una piccola ricerca in internet cercando notizie sui coloni di Pomezia - Santa Palomba.
Trovai il nominativo del Sig.Bisesti Pietro Guido Presidente Associazione Coloni Fondatori di Pomezia. Era la persona più adatta al nostro caso. Non fu facile contattarlo, poiché sulle pagine bianche risultava un omonimo, che dopo un paio di telefonate poco esaustive si rivelò essere il fratello del Bisesti che cercavo.
Il 7 luglio riuscii a parlare finalmente con il Sig. Bisesti: fu gentilissimo, nonostante un problema di salute che lo affliggeva in quei giorni.
Gli parlai della e-mail di Alberti, raccontandogli i dettagli dell'impatto del B-25, così come erano emersi dalla relazione americana inviatami dall'Alberti.
Mi fece il nome di due anziani, figli dei coloni dei poderi O.N.C. ed ancora residenti nei pressi del luogo dello schianto riproponendosi di contattarli personalmente per trarne le informazioni desiderate e  riproponendosi di accompagnarmi sul posto per un primo sopralluogo.
Pssarono all'incirca due settimane, ma il malessere del sig. Bisesti non consentiva il procedere delle ricerche. Gli telefonai allora chiedendogli il nome dei due testimoni oculari entrami tredicenni nel lontano1943 : Bartolo Cimadon e Mario Morellini.

A seguire sintesi delle interviste.

 La testimonianza del Sig. Cimadon e del Sig. Morellini saranno incluse in un video- documentario dell'Associazione “Un ricordo per la pace”.


 LA TESTIMONIANZA DEI TESTIMONI OCULARI

CIMADON BARTOLO

nato nel 1930 in Iugoslavia si trasferì nella zona di Pomezia nel 1940, poiché la famiglia era affidataria del podere 2868.  Fu nell'allora suo terreno, presso il fosso delle Muratella, che precipitò il Bombardiere bimotore B- 25 USA il 19 luglio 1943.
Ricorda Cimadon : “Verso le 11 vedemmo un aereo mancante di un'ala perdere quota e piroettare nel cielo sovrastante il nostro casale , per poi precipitare a circa 900 metri del casale sul lato sinistro del ponte , praticamente nel fosso.
Vedemmo un aviatore gettarsi con il paracadute, rimanendo però impigliato nella coda dell'aereo che aveva iniziato a torcersi su se stesso, poiché privo di un'ala.
La paura fu tanta per tutti....! Una donna che abitava nel casale di un altro podere comunicante al nostro attraverso un cortile comune si mise le mani alla bocca, urlando spaventata.
Mio cognato era in casa intento nel tagliare la “cappuccia” e scappò fuori impaurito con il coltello ancora in mano.
 Sul posto accorse subito personale della milizia fascista ( milizia volontaria per la sicurezza nazionale, in acronimo MVSN) che avevano una postazione sul lato destro del fosso, nel podere confinante. Sopraggiunsero anche un gruppo di Carabinieri Reali.
Il paracadutista cadde senza vita in un podere poco distante. Il proprietario che aveva tre figli in guerra si dice che venne colto da una crisi di ira, ma venne calmato e allontanato dal corpo dell'americano, prima che potesse infierire sul cadavere.
Un altro componente dell'equipaggio precipitò distante e venne ritrovato solo dopo 8 giorni.



MARIO MORELLINI

Nato a Mercato Saraceno (Forlì) nel 1930 con la sua famiglia si trasferì in territorio pontino, affidatari del podere ONC 2874 di Pomezia.
Tredicenne assistette alla caduta del Bombardiere USA, che “proveniva dai castelli Romani” ,
Verso le 11 del 19 Luglio 1943 accorreva con numerose persone dei poderi circostanti.
Sul posto trovava una rappresentanza dei Carabinieri Reali, tra cui il Maresciallo “Tommasini” di Ardea, che non consentirono di avvicinarsi troppo ai resti dell'aereo.
Nei pressi del luogo dello schianto trovò una borsa di tela e cuoio di colore giallo che dovette dividere suo malgrado con un signore anziano del posto . Il materiale venne poi utilizzato per realizzare delle ciabatte.
Vicino al relitto dell'aereo venne trovata una scarpa femminile, per cui si sparse la voce che sull'aereo si trovasse anche una donna.

Foto B25 inviata da www.aircrashpo.com ; mappa da MACR 248 - NARA, College Park; geo-referenzazione del “crash point” da Google Maps : elaborazione immagini a cura dell'Ing. Luca Congedo (Ass. “Un ricordo per la pace”)






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