Master di 1° Livello in Storia Militare Contemporanea 1796 -1960

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Il Corpo Italiano di Liberazione ed Ancona. Il tempo delle oche verdi e del lardo rosso. 1944

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domenica 21 giugno 2020

Giacomo Nasatti: la biografia Chiamata alle armi e la Guerra di Spagna


di Mario Nasatti


Giacomo Nasatti nasce a Valmadrera (CO) il 21 maggio 1916,  figlio Santo e Anghileri Bambina, quintogenito di una famiglia di 4 maschi e due femmine, trascorre l’adolescenza nell’antica corte contadina “Fatebenefratelli”, sulla Rocca di Valmadrera a picco su  “Quel ramo del Lago di Como, ……….., tra due catene non interrotte di monti……..”  di manzoniana memoria. Conseguita la licenza di 5° elementare aiuta i genitori nei lavori campestri. Quattordicenne è assunto apprendista falegname presso una ditta in Lecco ed impara la lavorazione del legno.
In occasione della “Crociera Aerea del Decennale”, luglio - agosto 1933, guidata da Italo Balbo, (già eroico ufficiale degli Alpini, fondatore de L’Alpino), il giovane ebanista, fedele alla Voce del suo tempo, realizza un modellino in legno del famoso idrovolante SIAI Marchetti S 55 X. utilizzato per il volo transoceanico. La copia dell’aereo è perfetta. Sulle ali spicca il tricolore e l’opera viene esposta alla Mostra organizzata dal Fascio di Lecco, per celebrare l’evento di risonanza mondiale.
Nel tempo libero frequenta la Palestra Ghislanzoni di Lecco, pratica il pugilato (sport fra i più antichi  nobile arte della difesa”).  Come dilettante partecipa a vari incontri provinciali e regionali con successo. Oltre la box ama la Montagna e compie escursioni sulle montagne lecchesi. Di fisico robusto è un ottimo alpinista, lo sarà anche in età avanzata.
Chiamata alle armi e Spagna
La chiamata alle armi arriva il 10 maggio 1938: arruolato nel 5° Reggimento Alpini Battaglione “Morbegno” a  Merano:  il “30 giugno 1938 è nominato soldato scelto, il 10 agosto promosso al grado di caporale e il 30 novembre 1938  promosso caporal maggiore di squadra fucilieri .   Distinzioni e servizi speciali : tiratore scelto col fucile mod. 91, fucile mitragliatore.
27 febbraio 1939, è “Volontario in servizio non isolato all’estero per tempo indeterminato nel “1° Battaglione Alpini in pratica “osservatore” in Spagna , dove gli Alpini vanno in borghese, ma non rinunciano cappello alpino che nascondono sotto il pastrano (vedi foto); arrivati a Cadice, via mare, non sono  impiegati perché nel frattempo il Generale Franco entra vittorioso a Madrid. Gli Alpini rientreranno in Patria, sempre via mare, facendo la “quarantena” a  Castellamare di Stabia (vedi foto).  Finita la quarantena il “1° Battaglione Alpini” viene sciolto e gli alpini rientrano ai Battaglioni di appartenenza.
Nella Caserma del 5° Alpini a  Merano,  dopo le esercitazioni,  era possibile organizzare attività sportive come partite di calcio, incontri di boxe e altre discipline. Il Caporal magg. Nasatti Giacomo, disputò alcuni incontri di box , fra cui quello famoso col Capitano Verdi (nome di fantasia) di cui sono venuto a conoscenza nel 2011 tramite il racconto del Ten. Col. (R.O.) Enzo Curti classe 1917  che, all’epoca del fatto era Caporal magg. della 44^ “Morbegno” con mio padre.
“ Il Capitano Verdi è un bell’uomo, atletico e forte,  però sul ring si trova in  difficolta in quanto tuo padre, pur essendo più basso (alto m. 1. 64,5) è più giovane, più agile e preparato. Ad un certo punto dell’incontro l’ufficiale dice, “ma tu fai sul serio”, la risposta di Giacomo è pronta: “Signor Capitano, se vuole, mi fermo” la replica :  “no, no, vai avanti, è un ordine!” Si riprende ma il Capitano non è in grado di competere con la tecnica precisa dell’avversario che lo obbliga più volte alle corde.  Al termine dell’avvincente incontro  l’arbitro assegna la vittoria al caporale; l’ufficiale con autentico spirito sportivo abbraccia tuo padre, per la correttezza e lealtà dimostrata durante il match. Scrosciano gli applausi degli Alpini che tifavano per il caporale, perché l’ufficiale era piuttosto rigido con la truppa e non lesinava punizioni. Morale: Giacomo diventa un mito per noi alpini e il Capitano Verdi meno rigido con la truppa.”
Questo a dimostrazione che lo Sport, praticato con puro agonismo, non conosce censo e gradi ed ha capacità di unire le persone: nelle gare internazionali supera i confini e unisce le Nazioni, vedi Olimpiadi.    
9 settembre 1939, Hitler invade la Polonia, il 6 novembre 1939, mio padre ha concluso i 18 mesi di leva e, anziché essere congedato, viene “Trattenuto alle armi a senso della “Circolare 4001 in data  24 agosto 1939  del Ministero di Guerra.”  E’ il preludio che anche l’Italia si appresta ad entrare in guerra: continuano le esercitazioni e gli addestramenti delle nuove reclute. Nell’inverno 1939-40, come ebanista realizza speciali sci da adattare ai muli, vedi foto d’epoca sul Monte Rosa, Nasatti è quello con la sacca sul davanti.
 10 giugno 1940, dichiarazione di guerra alla Francia e all’Inghilterra a fianco della Germania  
Il 5° Alpini, facente parte della “Tridentina” partecipa alle operazioni di guerra sul fronte Occidentale contro la Francia, dall’ 11 al 24 giugno, nella zona del Col de la Seigne.  
(infoquaderni.cesavam@istitutonastroazzurro.org)  (segue post in data 28 giugno 2020

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