Master di 1° Livello in Storia Militare Contemporanea 1796 -1960

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Il Corpo Italiano di Liberazione ed Ancona. Il tempo delle oche verdi e del lardo rosso. 1944

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venerdì 16 maggio 2014

Cassino: Cosimo Finiguerra e Pasquale de Cataldis ricordano i Polacchi

Dall'amico Stefano Esposito riceviamo e volentieri pubblichiamo:
Lecce, 14 maggio 2014.
70° ANNIVERSARIO DELLA BATTAGLIA DI MONTECASSINO. Da Lecce e dal Salento a Montecassino per le celebrazioni. Wojtek Pankiewicz, vice presidente nazionale AFCPI : “il nostro profondo ringraziamento al popolo polacco”


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In occasione delle celebrazioni per il 70° anniversario della battaglia di Montecassino, che cominceranno il giorno 16 maggio e culmineranno il giorno 18, anniversario della battaglia, presso il cimitero di guerra polacco. saranno molti i leccesi e i salentini che si porteranno nella località laziale. In particolare da Lecce partirà una delegazione di discendenti dei militari polacchi guidata dal prof. Wojtek Pankiewicz, vice presidente nazionale dell’Associazione Famiglie dei Combattenti Polacchi in Italia. Invece da Matino partirà un pullman dell’ Associazione Combattenti Guerra di Liberazione Inquadrati nei Reparti regolari delle Forze Armate “ANCFARGL” sezione di Matino. Il gruppo sarà guidato dal presidente Pasquale De Cataldis e dal noto studioso salentino del Secondo Corpo d’Armata Polacca, Stefano Esposito.
Alle celebrazioni presenzieranno il Primo Ministro Polacco, Donald Tusk e l’Ambasciatore di Polonia in Italia, Wojtek Ponikiewski. Nello scorso mese di marzo, il presidente Napolitano si è recato nel cimitero militare polacco di Montecassino, dove ha reso onore ai soldati del 2° Corpo d’Armata del generale Anders.
“Mi sia consentito ricordare – ha affermato Wojtek Pankiewicz – il grande contributo che anche i soldati polacchi diedero col loro sangue e col loro sacrificio per la Liberazione del nostro Paese dai Nazisti. Durante la Campagna d’Italia, infatti, il 2° Corpo d’Armata Polacco, al comando del mitico generale Wladyslaw Anders, si distinse in brillanti operazioni militari come la conquista di Montecassino e le battaglie di Piedimonte, Ancona, Linea Gotica, Faenza e la Liberazione di Bologna. I polacchi combatterono fianco a fianco con le truppe italiane e con diverse unità partigiane, riconfermando il fraterno spirito di amicizia che da secoli univa i nostri due Paesi. Alla fine della guerra, le perdite riportate dal 2° Corpo d’Armata Polacco nella Campagna d’Italia assommarono a migliaia e migliaia di caduti, feriti e dispersi”.
“Poi vennero nel Salento – ha proseguito Pankiewicz – e qui condivisero con le nostre genti, per quasi due anni (1945/46), l’angoscia di un esilio amaro e senza speranze, nel sogno di un impossibile ritorno nella Polonia libera. Vennero nel Salento perchè il governo polacco in esilio e Il generale Anders istituirono ad Alessano, per i “Corsi di Maturità” in lingua polacca, con insegnanti reclutati tra i militari in possesso di laurea, il liceo-ginnasio polacco, al quale fu aggiunta una succursale a Matino. Alla fine, nel Salento sorsero ben cinque scuole militari polacche e sette Centri di Addestramento Militare. Era avvenuto, infatti, che le stragi e le deportazioni che si erano susseguite (nel settembre del 1939, in base all’accordo Molotov-Ribbentrop, la Polonia fu occupata per un terzo dai Russi e per il resto dai Tedeschi) senza interruzione avevano decimato la popolazione. Feroce e sistematico era stato lo sterminio operato da Russi e Tedeschi, di ufficiali, insegnanti, dirigenti politici, studenti e professionisti. Occorreva perciò formare e forgiare una nuova classe dirigente cui affidare i destini della patria, nell’illusione di un imminente ritorno, che purtroppo l’accordo della Conferenza di Yalta, stipulato dai presidenti Roosevelt, Churcill e Stalin, con l’inserimento della Polonia nella sfera d’influenza sovietica, rese impossibile. Nacque proprio in quei due anni terribili di guerra, una sincera fraternità tra polacchi e salentini. Come quella tra lo scrittore salentino Antonio Caloro (autore de “Gli di Anders, edizioni Laborgraf, Tricase 1995) e l’eroe Wojtek Narebski, detto per la sua statura “Wojtek il piccolo”, di cui parla nel suo libro.
Mi piace ricordare anche il volume di altri due scrittori salentini :”Salento e Polonia, cinquecento anni di amicizia da Bona Sforza a Karol Wojtyla”, di Vittorio Zacchino, Edizioni del Grifo, Lecce 1994 e “I papaveri di Montecassino” di Cristina Martinelli, Besa Editrice, Nardò 2004.”
“In Italia – ha concluso Pankiewicz – ci sono ben quattro cimiteri di guerra polacchi : a Bologna, Montecassino, Loreto e Casamassima.
Nel cimitero militare polacco di Montecassino campeggia una scritta su una grande croce : “ Per la nostra e vostra libertà , Noi soldati polacchi abbiamo dato la nostra anima a Dio, la nostra vita alla terra italiana, i nostri cuori alla Polonia “.”
IL VICE PRESIDENTE NAZIONALE
Wojtek Pankiewicz
P.S. La foto allegata mi ritrae nel cimitero di guerra polacco di Montacassino insieme all’eroico componente dell 2° Corpo d’Armata Polacco, Wojtek Narebski, detto “Wojtek il piccolo”.
Nall’altra foto : l’ANCFARGL. Da sinistra : il vice presidente, avv. Cosimo Finiguerra; il presidente, Pasquale De Cataldis; le due note studiose polacche del Secondo Corpo d’Armata, Teresa Zaniewska e Marta Ciwinska.

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