mercoledì 31 luglio 2024
sabato 20 luglio 2024
mercoledì 10 luglio 2024
domenica 30 giugno 2024
giovedì 20 giugno 2024
Rivista QUADERNI n. 1 del 2024, Anno LXXXV, Supplemento XXXII, 2024, n 1, 31° della Rivista, Gennaio - Marzo 2024
lunedì 10 giugno 2024
Gli Arditi del IX Reparto d'Assalto nella LIberazione di Bologna 1945
venerdì 31 maggio 2024
Documentazione Istituto del Nastro Azzurro
lunedì 20 maggio 2024
Il Corpo Italiano di Liberazione Aprile settembre 1944
venerdì 10 maggio 2024
Le Divisioni Ausiliarie Guerra di Liberazione
mercoledì 1 maggio 2024
INFOCESVAM - BOLLETTINO NOTIZIE DEL CENTRO STUDI SUL VALORE MILITARE - Anno XI, 51/52, n. 2, Marzo Aprile 2024, 1 maggio 2024
INFOCESVAM
BOLLETTINO
NOTIZIE DEL CENTRO STUDI SUL VALORE MILITARE
centrostudicesvam@istitutonastroazzurro.org
____________________________________________________________________
ANNO XI, 51/52, N. 2, Marzo -Aprile 2024,
1 maggio 2024
XI/2/826 La
decodificazione di questi numeri è la seguente: XI anno di edizione, 2 il
bimestre di edizione di INFOCESVAM, 826 il numero della comunicazione dal
numero 1 ad oggi. Il presente Bollettino svolge anche la funzione di
informazione “erga omnes” dello stato, sviluppo e realizzazione dei Progetti
dell’Istituto del Nastro Azzurro. Inoltre dal gennaio 2023 ha assunto anche la
funzione di aggiornamento delle attività di implementazione dell’Archivio
Digitale Albo d’Oro Nazionale Dei Decorati al Valor Militare Italiani e
Stranieri dal 1703 ad oggi, con la pubblicazione di un ANNESSO. L’ultima
indicazione aggiorna o annulla la precedente riguardante lo stesso argomento. Questo
numero è principalmente dedicato alle attività connesse con il Progetto
2023/Divulgazione e Testimonianza dei Valori del nastro Azzurro nei confronti
delle Scuole, Istituto di Formazione ed Università degli Studi
XI/2/827 – Da 1 gennaio
2024 la pubblicazione dell’ANNESSO dedicato allo stato di sviluppo dell’Albo
d’Oro Nazionale dei Decorati Italiani e Stranieri dal 1793 ad oggi, da cadenza
bimestrale passa a cadenza mensile, dato il numero di comunicazioni e note da
pubblicare. Alla data del 1 maggio 2024 sono stati pubblicati i primi quattro
numero del 2024.
XI/2/828 La sessione di
Laurea invernale per i Master di 1° livello si è tenuta 14 marzo 2024 presso la
sede centrale dell’Università. Nella mattinata la sessione in presenza, dalle
14 in poi la sessione a distanza. La docenza non può che esprimere la sua
soddisfazione per il livello raggiunto da tutti i laureandi. (vds inoltre nota
XI/2/836)
XI/2/829 - QUADERNI ON
LINE, espressione in rete della rivista QUADERNI, edizione a stampa, ospitata
su www.valoremilitare,blogspot.com.
Alla data del 30 aprile 2024 i contatti totali sono stati 170.414 (al 29
febbraio 2024 erano 163955 dall’apertura del blog), quelli dell’ultimo mese,
sono 4694 (febbraio erano 2188, marzo 1844) la media dei contatti è di circa
2965 al mese.
XI/2/30 – La Giornata del
Decorato 2024 si terrà, come noto, a Trieste nei giorni 17/18/19 Maggio 2024. Venerdì
17 maggio 2024 al Circolo Ufficiali del “Piemonte Cavalleria” sarà presentato
il volume edito dal CESVAM “Il Piroscafo requisito Conte Rosso” di Marco
Montagnani. Relatori Carlo Maria Magnani, Antonio Daniele Massimo Coltrinari.
XI/2/831. Il 9 aprile
2024 presso la Biblioteca Comunale di Civitavecchia il gen. Antonio. Trogu e il
Col Osvaldo Biribicchi, entrambi Associati Cesvam, hanno presentato il Volume “Compendio
e Glossario 1943. Il Momento delle Scelte” del Dizionario minimo della Guerra
di Liberazione, espressione delle ricerche dell’omonimo progetto.
XI/2/832. Rivista
QUADERNI. Dal 28 marzo 2024 è in distribuzione il n. 1 del 2024 n.31° della
Rivista (Gennaio-Marzo 2024) con copertina di colore viola. Informazioni presso
la Segreteria Generale (email: segreteriagenerale@istitutonastroazzurro.org).
Telefono 06 4402676.
XI/2/833. CESVAM –
Progetto Esterno. Con la collaborazione della Federazione di Ancona, e con il
concorso della Regione Marche il vecchio progetto di dotare il Monumento al
C.I.L. a Casenuove di Osimo, sotto Filottrano, di Edicole illustrative ha
ripreso consistenza. Nel progetto è previsto anche la realizzazione del volume
per la Serie Università dedicato alla 51a Sezione di Sanità del C.I.L. (Progetto
2023/Divulgazione e Testimonianza dei Valori del nastro Azzurro nei confronti
delle Scuole, Istituto di Formazione ed Università degli Studi)
XI/2/834. Progetto 2023/Divulgazione.
Il 10 aprile 2024, presso l’Aula Magna del Convitto Nazionale “M. Foscarini”
Cannareggio 4942, Venezia si è svolta una conferenza a favore degli Studenti
dal tema “La Resistenza della Marina nelle vicende dei suoi Ufficiali
Commissari”. Conferenzieri: Prof. Francesco Zampieri, ed il C.C. (CM) Andrea
Tirandola. L’evento è stato organizzato dalla Ass. Naz. Commissariato Militare,
presidente Gen. Salvatore Farì. Presente il Direttore del CESVAM. (g.i.) (Progetto
2023/Divulgazione e Testimonianza dei Valori del nastro Azzurro nei confronti
delle Scuole, Istituto di Formazione ed Università degli Studi)
XI/2/835. Nel mese di
marzo 2024 la Casa Editrice “Archeoares” Roma-Viterbo, ha pubblicato, per conto
del CESVAM, il Volume di Giovanni Riccardo Baldelli, Associato CESVAM, “Un
ventennio di preparazione ed una conclusione amara”. “La prova dei Fatti. Gli
Organici del Regio Esercito dal 10 giugno 1940 al 2 giugno 1946. “Volume 2°, su
quattro Tomi. Tomo I, disponibile, Tomo II, disponibile, Tomo III, disponibile,
Tomo IV, disponibile. Info: email: segreteriagenerale@istitutonastroazzurro.org).
Telefono 06 4402676.
XI/2/836. Master in: Storia Militare Contemporanea
dal.1792 Al 1960: in Politica Militare Comparata dal 1860 ad oggi; in
Terrorismo e Anti Terrorismo. Obiettivi, Piani e Mezzi. Il 14 marzo 2024 si
sono tenute le sessioni di Laurea presso la sede della Università. Tutti i
Laureati hanno espresso il desiderio di continuare la loro attività di ricerca
e studi avviando la collaborazione con l’Istituto del Nastro Azzurro CESVAM. A
tutti, un cordiale “Benvenuti a bordo”.
XI/2/837. Tutti i Blog di
carattere geografico, con capofila www.atlantegeostratetico.blogspot.com,
che svolgono la funzione aggiornamento delle sinossi dei Master, sono
aggiornati al 30 aprile 2024.
XI/2/838.
CESVAM Papers. Nel numero precedente del Bollettino si sono riportati i titoli
delle CESVAM Papers per l’anno 2019. Qui si riportano i titoli del 2020
7. CESVAM
Papers N. 7 – Gennaio - Febbraio 2020
Giovanni
Messe. La Battaglia del Schots.
Primavera 1943
8. CESVAM
Papers N. 8 – Marzo -Aprile 2020
Massimo
Coltrinari – Luigi Marsibilio-
Il Quadro di battaglia dell’Esercito
Italiano al 19 giugno 1940
9. CESVAM
Papers N. 9 – Maggio- Giugno 2020
Master di 1°
Liv. In Storia Militare Contemporanea 1796 -1960
Bando,
Programma Didattico, Sinossi, Bibliografia e Letture
10. CESVAM
Papers N. 10 – Luglio -Agosto 2020
Dino Grandi.
Relazione illustrativa all’Ordine del Giorno presentato il
24 luglio
1943 al Gran Consiglio del Fascismo.
11. CESVAM
Papers N.11 – Settembre- Ottobre 2020
Federico de Renzi. La 162ª
Divisione Fanteria “Turkman” in Italia (1943-1945)
L’apertura del Nazismo verso il mondo mussulmano
12. CESVAM
Papers N.12– Novembre- Dicembre 2020
Master di 1°
Liv. in Politica Militare Comparata dal 1960 ad oggi
Bando,
Programma Didattico, Sinossi, Bibliografia e Letture
XI/2/839. You Tube.
Giovanni Cecini. Presentazione con la Dott.ssa Maria Luisa Suprani Querzoli,
collaboratrice CESVAM, del volume “Malgrado. La verità sul generale Luigi
Capello” andata in onda sul canale You Tube (giovanni.cecini you tube) l’ 11
aprile 2024. La conversazione, che è durata circa un’ora e mezzo, ha avuto 1948
visualizzazioni e nei commenti, molti consensi e partecipazioni, con alcune considerazioni
veramente lusinghiere dati i temi trattati. Il Canale You Tube di Giovanni
Cecini, Associato CESVAM, ha attualmente 6620 iscritti.
XI/2/840. – La Tradizione
del Nastro Azzurro. Conio Medaglie commemorative. Medaglia del Centenario e
quelle dedicate alla Grande Guerra ed al Milite Ignoto sono disponibili
all’acquisto sia dei Soci che delle Federazioni presso la Segreteria Generale
dell'Istituto (segreteriagenerale@istitutonastroazzurro.org.)
XI/2/841. Pubblicazioni CESVAM Papers. Alessia
Biasiolo, ha predisposto il materiale per una pubblicazione dal titolo “la
Fabbrica”. Roberto Olevano ha predisposto la documentazione per un CESVAM
Papers dal titolo “Il Tricolore in Egeo” Il Valore Militare nel Dodecanneso
italiano.”. Davie Corana materiali per la “Storia dei 3° Reggimento Alpini”;
Paolo Sini materiali per “All’Origine della Guardia di Finanza. La Legione
Truppe Leggere contro Napoleone; Giorgio Madeddu, materiali dal tema “Eroi
Dimenticati. I Decorati al Valor Militare della Prima Guerra Mondiale nella memoria
presente della collettività iglesiense. Antonio Valerio Gadaleta, Il Gen. Luigi
Cadorna: dall’eredità del gen Pollio a Caporetto, (titolo provvisorio); Domenico
Guzzo, materiali dal titolo “La Scia Romagnola: La costruzione di una coscienza
popolare del volo nel primo dopoguerra italiano. Dal giornalismo aviatorio di
Tullio Morgagni ai Mosaici del Collegio aeronautico di Forlì”. Gli ultimi due titoli
sono di immediata pubblicazione
XI/2/842. L’incontro del
Club Ufficiali Marchigiani si terrà il 22 giugno 2024 a Corridonia (Macerata).
Nell’occasione si ricorderanno le due MOVM Corridoni e Niccolai. Inoltre si svolgerà
ulteriore divulgazione per la raccolta delle testimonianze per il volume
dedicato alle Missioni Fuori Area (contatti diretti con: federazione.ancona@istitutonastroazzurro.org)
(Progetto 2023/Divulgazione e Testimonianza dei Valori del nastro Azzurro nei
confronti delle Scuole, Istituto di Formazione ed Università degli Studi)
XI/2/843. Progetto Libano
40° Anniversario. Predisposto il manoscritto n. 3 del Volume II di detto
progetto. Delle 90 testimonianze necessarie, alla data odierna ne sono state
raccolte 9. Il manoscritto 2 è previsto per il mese di ottobre p.v. Si rinnova
la richiesta a tutti i coloro che hanno partecipato a Missioni all’estero che
vogliono dare la loro testimonianza di prendere contatto con la Federazione di
Ancona del N A. per le modalità esecutive (federazione.ancona@istitutonastroazzurro.org)
XI/2/844. Conferenza. Il
12 aprile 2024 presso la sala Grande della Presidenza Nazionale Il generale
Infussi ha tenuto una conferenza dal titolo “Le Centurie del Genio nella Prima
Guerra Mondiale”. È seguito un dibattito nel quadro delle ricerche in corso
presso il CESVAM sulla prima guerra mondiale. (Progetto 2023/Divulgazione e Testimonianza
dei Valori del nastro Azzurro nei confronti delle Scuole, Istituto di Formazione
ed Università degli Studi)
XI/2/845. Relazioni
Esterne. L’11 Aprile 2024 il Presidente della Società di Cultura e Storia Militare,
Gianpaolo Bernardini, ha scritto una graditissima lettera al Direttore del
CESVAM al fine di riavviare i rapporti esistenti, interrotti dalle vicende
della pandemia. La proposta è stata piacevolmente accolta e si spera di avviare
una sinergia degna di nota nell’immediato torno di tempo.
XI/2/846. Manifesto. La
Casa Editrice ha predisposto lo schema tecnico di stampa. In bozza 1. Alla data
del 30 aprile tale bozza è alla correzione. Si prevede la stampa, la
pubblicazione e la diffusione entro il mese di maggio 2024 del Manifesto. (Progetto
2023/Divulgazione e Testimonianza dei Valori del nastro Azzurro nei confronti
delle Scuole, Istituto di Formazione ed Università degli Studi)
XI/2/847. CESVAM –
Progetti Esterni. In sinergia con la Federazione di Ancona e la Associazione
Pro Castelferretti (AN) ipotesi di realizzazione di una Conferenza sul tema “Il
Passaggio del Fronte. Il tempo delle Oche verdi e del Lardo Rosso. 1944” a similitudine
di quanto realizzato nel 2014. (vds. Nota XI/2/833).
XI/2/848. Venerdì 3
maggio 2024, presso la Sala Grande della Presidenza dell’Istituto del Nastro
Azzurro, Il Direttore del Cesvam e il Col. Osvaldo Biribicchi presenteranno il
volume “Compendio e Glossario 1944. Dalla Speranza alla Delusione” del Dizionario
minimo della Guerra di Liberazione in occasione della conferenza di Vincenzo D’Antrassi “Testimonianze della Guerra di Liberazione”. (Progetto
2023/Divulgazione e Testimonianza dei Valori del nastro Azzurro nei confronti
delle Scuole, Istituto di Formazione ed Università degli Studi)
XI/2/849. Il 30 aprile
2024 si è avuto il passaggio di consegne quale direttore Generale per il Personale
Militare tra il Gen. di Corpo d’Armata Antonio Vittiglio ed il Generale di
Divisione Aerea Fabio Sardone. Per Antonio
Vittiglio, socio dell’Istituto del Nastro Azzurro, la speranza è che il maggior
tempo disponibile che avrà in futuro possa essere speso anche nell’ambito
CESVAM.
XI/2/850. - Prossimo
INFOCESVAM (maggio – giugno) sarà pubblicato il 1 luglio 2024. I precedenti
numeri di Infocesvam (dal gennaio 2020) sono pubblicati su www.cesvam.org
e sul sito dell’Istituto del Nastro Azzurro/ comparto CESVAM. E sui vari blog
sia storici e che geografici.
(a cura di Massimo Coltrinari)
giovedì 18 aprile 2024
ANNESSO. Albo d'Oro Nazionale dei Decorati Italiani e stranieri dal 1793 ad oggi. Situazione
ANNESSO
A:
BOLLETTINO
NOTIZIE DEL CENTRO STUDI SUL VALORE MILITARE
Situazione
bimestrale dello stato di sviluppo, approntamento e finalizzazione de:
ALBO
D’ORO NAZIONALE DEI DECORATI ITALIANI E STRANIERI DAL 1793 AD OGGI
Email:
albodoro@istitutonastroazzurro.org
ANNO
II, N. 3, Marzo - 2024, 1 Aprile 2024
II/3/176. La
decodificazione di questi numeri è la seguente: II, anno di edizione dell’annesso, 3 il mese di
edizione di INFOCESVAM –ANNESSO ALBO D’ORO, 176 , il numero della comunicazione
dal numero 1 ad oggi, riferita ad ogni Federazione/Provincia citata o altra
notizia. Il presente Bollettino svolge anche la funzione di informazione “erga
omnes” dello stato, sviluppo e realizzazione del ALBO D’ORO NAZIONALE DEI
DECORATI ITALIANI E STRANIERI DAL 1793 AD OGGI”. Questo ANNESSO trova come naturale
complemento la piattaforma www.cesvam.org.
1I/3/177. Provincia di Varese (78). Albo d’Oro
della Lombardia. Utente Stefano Bodini. Mandato Progetto, Lineamenti e Guida
all’Inserimento ed Home Page. Inizio inserimento dati mese di aprile 2024
II/3/178 - Alla data del
31 marzo 2024 gli inserimenti totali per Utente, le principali variazioni sono.
R. Bottoni (2868), M. Brutti (628), C.M. Magnani (4865), S. Marsili (319), C.
Mastrantonio (1508), R Quintili (1223), P. Tomasini (3563), W. Vignola (583).
II/3/179 - Provincia di Bari. L’Albo d’oro della
Federazione di Bari che riporta oltre 3000 decorati sarà preso in esame per
l’inserimento da Carlo Maria Magnani al termine degli inserimenti di Trieste.
II/3/180. Provincia di Catanzaro. Il Cap Dott.
Vincenzo Santoro ha comunicato che inizierà nel mese di Marzo corr.
L’inserimento dei dati disponibili. Segnala un Errore nella Guida (1.9 pag 77)
in cui non è riportata la Regione Calabria e la suddivisione per provincie. Si
è provveduto a correggere. Alla data del 31 marzo sono stati ineriti 209
Nominativi di Decorati
II/3/181 – Provincia di Verona (80). Albo d’Oro
del Veneto Salvo nuovi elementi acquisti questa provincia sarà presa in esame
per le fonti e l’inserimento dati nel 2026
II/3/182 Alla data del 31
marzo 2024 gli inserimenti totali per Utente, le principali variazioni sono.
Sauro Marsili (319), Laura Monteverde (2742), Roberta Olevano (456), Niccolò
Paganelli(39), Sergio Pirolozzi (245), Maria Luisa Querzoli (548) David Truscello
(838)
II/3/183 – Inserimenti
Collettivi. Prosegue l’inserimento dei Reggimenti di fanteria che hanno
partecipato alla I Guerra Mondiale e che sono stati decorati di Croce di
Cavaliere dell’Ordine militare di Savoia, oggi d’Italia.
II/3/184 – Provincia di Trieste (76). Albo d’Oro
del Friuli Venezia Giulia. Utente. Carlo Maria Magnani. Inserimento dal mese di
Gennaio 2024. Alla data del 31 marzo 2024 i Decorati inseriti su questa fonte
sono fino alla lettera N.
II/3/185 – La
Edizione della Guida è in aggiornamento. Si crede opportuno predisporre una
edizione il 30 giugno 2024 con gli aggiornamenti intercorsi. Chi non avesse
avuto la Guida per l’Inserimento sia della Anagrafica che della Decorazione lo
faccia presente ( albodoro@istitutonastroazzurro.org
II/3/186 – Provincia di Sondrio (69). Albo d’Oro
della Lombardia. Utente Alberto Vido. Inviato l’Home Page per inserimento. Fonte C. 1 11 Albo d’Oro della provincia di
Sondrio ed 1970. Inserimento in corso.
II/3/187 – Provincia di Rovigo (65) Albo d’Oro
del Veneto Salvo nuovi elementi acquisti questa provincia sarà presa in esame
per le fonti e l’inserimento dati nel 2025
II/3/188 - Alla data del
31 marzo 2024 gli inserimenti totali per Utente, le principali variazioni sono.
Monica Apostoli ((894), Giovanni Riccardo Baldelli (173), Alessia Biasiolo
(1208), Osvaldo Biribicchi (8), Massimo Coltrinari (322), Claudio Fiori (256),
Fabio Lombardelli (69), Giorgio Madeddu (254)
II/3/189 - Provincia
di Trento. (74). Albo d’Oro del Trentino Alto Adige. E’ stato individuato
un Albo d’Oro su supporto informatico. Da individuare utente. Inserimento dati
dal 2025
II/3/190 – Provincia di Bolzano. Claudio Fiori ha
inserito i decorati della Provincia di Bolzano riportati sull’Albo d’oro di
Bolzano e Merano. Il Dato che emerge che i decorati iscritti alla Federazione
nell’anno di edizione dell’Albo d’Oro erano 252, ma effettivamente nati nella
provincia di Bolzano erano in totale 8. Il dato all’esame di ulteriori
considerazioni
II/3/191 – Provincia di Sassari (67). Albo d’Oro
della Sardegna. Salvo nuovi elementi acquisti questa provincia sarà presa in
esame per le fonti e l’inserimento dati nel 2025
II/3/192 - Roberto Orioli sta predisponendo la Home
Page dell’Albo d’Oro dei Decorati con tutte le sue componenti. Si pensa che
sarà in prima versione disponibile per il mese di aprile.
II/3/193 – Provincia di Teramo (71). Albo d’Oro
degli Abruzzi Salvo nuovi elementi acquisti questa provincia sarà presa in
esame per le fonti e l’inserimento dati nel 2025
II/3/194 – Dal mese di
aprile si inizierà a preparare le schede dedicate alla Statistica, iniziando a
predisporre il rapporto tra numero mdi abitanti e numero dei decorati/ Poi tra
decorazione concessa e tipo di decorazioni
e numero di abitanti.
II/3/195 Provincia
di Taranto.(70). Albo d’Oro della Puglia. Salvo nuovi elementi acquisti
questa provincia sarà presa in esame per le fonti e l’inserimento dati nel 2025
II/3/196. Congratulazioni
vivissime a Sergio Pirolozzi al suo rientro da una missioni impegnativa all’estero.
Quanto prima, recuperare tutte le energie psicofisiche e riambientatosi, riprenderà
la collaborazione con il CESVAM e continuerà a dare il suo apporto all’Albo
d’Oro per i decorati della provincia di Salerno.
II/3/197 – Provincia di Treviso (75). Albo d’Oro
del Veneto. Salvo nuovi elementi acquisti questa provincia sarà presa in esame
per le fonti e l’inserimento dati nel 2025
II/3/198, Alla data del 1
marzo 2024 il totale delle decorazioni
inserite erano 21847 Alla data del 1 aprile 2024 il numero degli inserimenti di Decorati era
pari a 19800 per un totale di 24026
Decorazioni
II/3/199 .Il Dott.
Santoro segnala: Sono state concesse decorazioni al Valor Militare in A.O.I dal
1936 allo scoppio della seconda guerra mondiale per atti contro i ribelli
etiopi. La Guerra in Etiopia si è conclusa il 5 maggio 1936. Tutte le Medaglie
concesse vanno messe in “Tempo di Pace. Il Primo dopoguerra 1919-1939
(Attualmente è fino al 1934 sarà cambiato in 1939)
II/3/200 - – Prossimo
INFOCESVAM – ANNESSO PER ALBO D’ORO sarà pubblicato il 1 maggio 2024. precedenti numeri di Infocesvam (dal gennaio
2023) ANNESSO sono, pubblicati su www.cesvam.org e sul sito
dell’Istituto del Nastro Azzurro/ comparto CESVAM e sui blog: www.associazionismomilitare
e su www.valoremilitare.org.
Dal gennaio 2024 L’ANNESSO al Bollettino
Infocesvam ha cadenza mensile ed uscirà in modo autonomo. Prossima edizione
di INFOCEVAM – ANNESSO II/4 Aprile 2024
che uscirà il 1 maggio 2024 (a cura di massimo coltrinari)
mercoledì 10 aprile 2024
GIovanni Riccardo Baldelli. La difesa del territorio nazionale e della Sicilia II parte La Difesa Costiera
La difesa delle coste italiane con i suoi circa 8.300
km di estensione a cui si aggiungevano le coste dell’Istria, quelle albanesi e
delle isole dell’Egeo costituiva, al momento dell’ingresso nel Secondo Conflitto
Mondiale, una problematica di non facile soluzione.
La difesa costiera, all’atto dell’ingresso nel Secondo
Conflitto Mondiale, era regolata infatti dall’Istruzione per la difesa delle coste edita nel 1930 e la Istruzione per la protezione in guerra delle
ferrovie, delle strade ordinarie a cui concorrevano treni e pontoni armati
della Regia Marina, le batterie costiere dislocate presso le basi marittime in
cui operava il personale della Regia Marina e della M.V.S.N. La struttura
risentiva dei canoni adottati per la difesa delle coste adottata nel Primo Conflitto
Mondiale, ma non teneva conto del rovesciamento di alleanza compiuto dal
governo italiano negli anni precedenti. Infatti, ora con una Germania alleata e
una Inghilterra avversaria, l’Italia si trovava a rivedere la difesa delle
coste, dopo che questa era stata trascurata per realizzare le gigantesche opere
del Vallo Alpino. La difesa costiera,
affidata prevalentemente alla Regia Marina che non era pronta a svolgere
compiti difensivi, venne delegato a reparti terrestri del tutto inadeguati e
con una pianificazione non aderente al nuovo scenario di riferimento con nuovi
alleati e nemici. Le pubblicazioni dello SMRE, tuttavia, con
contemplavano l’impiego di unità del Regio Esercito con compiti dedicati
esclusivamente alla difesa costiera.[1]
A differenza di quanto stabilito nel 1915 le Istruzioni non prevedevano la
costituzione di specifiche unità organiche della Regia Guardia di Finanza, ma
che queste si integrassero solamente nel dispositivo in cui avrebbero operato
le unità del Regio Esercito, a cui le Istruzioni
affidavano la difesa costiera (TC).
Il sistema di protezione delle linee di comunicazione ferroviarie e stradali (TF) era affidato invece alle unità
territoriali dei CC.RR. e dalle unità della M.V.S.N. a cui in seguito sarebbero state sostituite
da reparti territoriali del Regio Esercito a cui avrebbero concorso sempre i
CC.RR. e la Regia Guardia di Finanza. Nonostante le gravi inefficienze,
l’ordine di attuare il Piano di Radunata
venne inoltrato solo il 30 maggio 1940 con decorrenza a partire dalle ore 24
del successivo 4 giugno. In ogni caso, visto che a un giorno dall’entrata in
guerra le unità territoriali erano solo al 50%, fu dato l’ordine che, in attesa
che i reparti territoriali raggiungessero il 100% della forza organica affinché
potessero adempiere al compito assegnato, le coorti territoriali della
M.V.S.N., messe a disposizione per garantire la copertura, si affiancassero ai Battaglioni
inquadrati nelle Divisioni che avevano dovuto essere schierati nei
settori di difesa costiera.[2]
Già dal 1933, l’indice
di mobilitazione stabiliva che per la difesa delle coste italiane sarebbero
stati necessari duecento Battaglioni
Costieri da schierare a cordone lungo le coste del paese.
Il compito-affidato a queste unità era quello di:
-
respingere le
unità nemiche che fossero sbarcate;
-
proteggere le installazioni
e le linee di comunicazione da eventuali sabotaggi.
I Battaglioni sarebbero stati mobilitati con
personale richiamato, sia Ufficiali sia la truppa, reduce della Prima Guerra Mondiale.
Si trattava di unità debolmente armate, solamente mitragliatrici e fucili
mitragliatori, essenzialmente statiche in quanto la mobilità era minima, se non
nulla, visto che gli unici mezzi a disposizione di queste unità erano alcune
carrette a traino animale e delle biciclette per gli Ufficiali subalterni.
Le
unità di difesa costiera avrebbero dovuto:
-
occupare, secondo
la logica del tempo, posti di vedetta e di sbarramento per tenersi pronti a
respingere sbarchi di piccole unità avversarie;
-
approntare le
difese costiere portando a termine quanto predisposto dai comandi territoriali
del genio.[3]
Il concetto della difesa costiera espressa in quegli
anni era decisamente antiquato, in quanto prevedeva di schierare le truppe in
schiera compatta, in linea, per affrontare dalla spiaggia lo sbarco delle unità
nemiche. Non veniva contemplato, invece, l’utilizzo di unità autotrasportate che
sarebbero state fatte affluire nel settore di costa ove si fosse presentata la
minaccia. Un’ altra problematica era rappresentata dal fatto che affidare la
difesa delle coste a dei militari richiamati non era certamente delle migliori soluzioni
da adottare, visto che avrebbero dovuto affrontare lo sbarco di unità nemiche con
un elevato livello qualitativo. In ogni caso, la difesa delle coste era un
compito precipuo della Regia Marina, dalla quale dipendevano la ricognizione
aero-marittima, tutte le unità navali, i Comandi Territoriali e i Comandi
di Piazza Marittimi.[4]
Il Regio Esercito per la difesa del territorio aveva
creato un’apposita struttura di comando, con a capo uno dei Sottocapi di Stato
Maggiore dell’Esercito, da cui dipendevano i Comandi Difesa,[5]
che avevano alle dipendenze ventotto Comandi
di Zona Militare. Tali comandi erano responsabili per le attività di
mobilitazione, rapporti con le autorità civili locali, la difesa contraerei, la
protezione degli impianti, la sicurezza delle vie di comunicazione e la difesa
delle coste, ad eccezione di quei tratti di litorale che erano posti alle
dipendenze della Regia Marina. La difesa contraerei si era affidata invece alla
Milizia Artiglieria Contraerea[6]
della M.V.S.N., che con le sue ventitré Legioni disponeva di circa duecento
batterie dipendenti. La difesa degli impianti e delle vie di comunicazione era
affidata ai Battaglioni Territoriali
del Regio Esercito o della M.V.S.N.; a questi si aggiungevano i pattugliamenti
delle spiagge effettuati, durante il normale servizio d’istituto, da parte dei
reparti territoriali dei CC.RR. e della Regia Guardia di Finanza. Naturalmente,
in caso di sbarchi di una certa entità vi sarebbe stato l’allertamento dei Comandi
di Corpo d’Armata che avrebbero in ogni caso disposto l’entrata in
azione delle Divisioni dipendenti.[7]
Nella primavera del 1941 con il richiamo delle classi
più anziane, fu possibile costituire le prime unità costiere:
-
undici Settori Costieri di Brigata (I, II,
IV, V, VI, VII, VIII,
IX, X, XI e XII);
-
nove Divisioni Costiere:
202a, 204a, 205a, 206a, 207a, 208a, 211a, 212a (per trasformazione rispettivamente dei Settori Costieri di Brigata I, IV, V,
VI, VII, VIII, IX, X,
XI e XII) e 213a,
a
queste unità fecero seguito nel 1942:
-
sette Settori Costieri di Brigata, denominati in seguito Brigate Costiere di nuova costituzione,
come la IV e l’XI, a cui si aggiungevano la XII,
XIV, XV, XVI e XVII;
-
quattro Divisioni Costiere: 201a (per trasformazione della I Brigata Costiera), 220a,
221a e 222a,
mentre
nel 1943 si costituirono:
-
otto Brigate Costiere: XVIII, XIX, XXVIII e XXIX (per trasformazione rispettivamente della I e
II Brigata di Marcia), XXXI per trasformazione della LII
Brigata Speciale), XXXII, XXXIII e XXXIX;
-
dodici Divisioni Costiere:
·
sei per
trasformazione di altrettante Brigate: 203a, 209a, 210a,
215a, 216a, 227a
(derivate rispettivamente dalle Brigate XII, IX, X, XV, XVI e XI (nuova).
·
una per
trasformazione dell’8a Divisione di marcia: 230a;
·
cinque
neocostituite: 214a,
223a, 224a, 225a
e 226a.[8]
Alla data dell’armistizio dell’8 settembre del 1943
alcune di queste unità sono ancora in fase di completamento.
Dal punto di vista dell’impiego le Divisioni e Brigate Costiere vennero assegnate a specifici settori, in cui
erano state suddivise le coste tirreniche, ioniche e quelle delle isole, senza
quasi soluzione di continuità. Per quanto attiene alle coste adriatiche queste
furono presidiate da Reggimenti e Battaglioni costieri; le coste della
Provenza e della Croazia, in quel momento occupata dall’Italia, furono affidate
ad altre Divisioni Costiere.
La
dislocazione delle unità era quindi:
-
in territorio
nazionale:
·
in Toscana, la 215a e la 216a Divisione Costiera;
·
nel Lazio, la 220a, la 221a Divisione Costiera e la XXXIV Brigata Costiera;
·
in Puglia, la 209a, la 210a Divisione Costiera e la XXXI Brigata Costiera;
·
in Calabria, la 211a, la 212a, la 214a
e la 227a Divisione Costiera;
·
in Campania, la 222a Divisione Costiera e la XXXII Brigata Costiera;
·
in Sardegna, la 203a, la 204a, la 205a
Divisione Costiera, la IV e la XXXIII Brigata Costiera;
·
in Sicilia la 202a, la 206a, la 207a,
la 208a, la 213a e la 230a Divisione Costiera, la XVIII, la XIX e la XXIX Brigata
Costiera;
-
al di fuori del
territorio nazionale:
·
in Francia (in
Provenza a Cannes e Nizza) con un’estensione di responsabilità anche sulla
costa della Liguria), la 201a,
la 223a e la 224a Divisione;
-
in Corsica, la 225a e la 226a Divisione Costiera;
-
in
Bosnia-Erzegovina, la XXVIII Brigata
Costiera subordinata al V Corpo
d’Armata venne impiegata in operazioni di presidio e controguerriglia sulla
costa e delle isole adiacenti alla foce della Narenta;
-
in Croazia, la XIV Brigata Costiera alle dipendenze del
V Corpo d’Armata fu impiegata in
operazioni di presidio e controguerriglia del litorale e le isole attigue alla
città di Cirquenizza;
-
in Dalmazia, la XVII Brigata Costiera agli ordini del V Corpo d’Armata impiegata in operazioni
di presidio e controguerriglia e nelle isole contigue alla cittadina di Traù.[9]
La configurazione ordinativa delle Divisioni costiere non rispecchiava
quella delle altre unità dello stesso livello in quanto gli organici furono
definiti a seconda dei settori costieri che avrebbero dovuto difendere.
Di
norma:
-
le Divisioni si componevano di 2, 3 o 4 Reggimenti Costieri in funzione
dell’ampiezza dei Settori di Copertura;
-
le Brigate erano articolate su due Reggimenti Costieri;
-
i Reggimenti si articolavano su 2, 3 o 4 Battaglioni Costieri e una compagnia
ciclisti;
-
il Battaglione Costiero era strutturato
su:
·
due compagnie fucilieri con 24 fucili mitragliatori;
·
due compagnie mitraglieri da quattro plotoni
di tre armi ciascuna, per un totale di 24 mitragliatrici;
·
un plotone celere/ciclisti/autoportato;
·
due batterie (in media) d’artiglieria dotate
di pezzi obsoleti o di preda bellica, con scarsa efficacia per gittata, potenza
e celerità di tiro. A cui si aggiungeva l’impossibilità di intervento antinave,
anche se nelle Piazze Marittime o in
alcuni porti furono schierate batterie da costa con cannoni navali e personale
della Regia Marina o della MILMART.
Le Divisioni
e le Brigate costiere erano inoltre
rinforzate da Battaglioni fucilieri, compagnie mitraglieri e reparti
motociclisti.[10]
Per una panoramica sull’ordinamento delle Divisioni Costiere, di seguito, è
riportata la struttura ordinativa delle principali unità operative (escluse le
unità di fanteria) e logistiche inquadrate nella Grande Unità, riferita
alla data del 19 settembre 1941:
-
Comandante;
-
Capo di Stato Maggiore, con alle dipendenze:
·
Uffici dello Stato Maggiore:
·
1a Sezione
Operazioni, Informazioni e Servizi (con sette
Ufficiali);
· 2a Sezione Personale e Segreteria;
·
Quartier Generale, su:
· Plotone
comando (con 43 tra Ufficiali,
Sottufficiali e graduati e militari di truppa, 1 bicicletta);
· una Stazione
Radio RA 1[11]
(3 graduati e militari di truppa);
· Sezione
CC.RR. (12 tra Sottufficiali,
Appuntati e Carabinieri);
· Plotone
trasporti (con 10 tra graduati e
militari di truppa, 2 autovetture, 1 autocarro leggero, 1 autofurgoncino e 2 motociclette);
-
Compagnia mista genio, su:
·
Comandante;
·
Squadra comando
(su 21 tra Sottufficiali e graduati e militari di truppa, 1 motocicletta, 1 bicicletta e 2 autocarri
leggeri);
·
due o più plotoni misti, su:
· Comandante e Nucleo
comando (4 tra Ufficiali, Sottufficiali e graduati e militari di truppa, 1 autocarro leggero e 1 bicicletta);
· tre squadre telegrafisti (14 tra Sottufficiali e graduati
e militari di truppa);
· una squadra
telefonisti (20 tra Sottufficiali e graduati e militari di truppa);
una squadra mista collegamenti (34 tra
Sottufficiali e graduati e militari di truppa, 2 stazioni radio RF3 C e 6 apparati
segnalazione a lampi di luce[12] da
80 mm);[13]
-
Autoparco,
su:
·
Autosezione ridotta (con 28 tra Ufficiali, Sottufficiali e graduati e militari di truppa, 1
autovettura, 12 autocarri leggeri, 2
autoambulanze., 1 camion frigo, 3
camion cisterna trasporto acqua e 2 motociclette);
·
Autosezione normale (con 47 tra Ufficiali, Sottufficiali e graduati e militari di truppa, 1
autovettura, 24 autocarri leggeri, 3
autoambulanze., 1 camion frigo, 4
camion cisterna trasporto acqua e 2 motociclette);
·
Autosezione rinforzata (con 59 tra
Ufficiali, Sottufficiali e graduati e militari di truppa, 1 autovettura, 24 autocarri leggeri, 3
autoambulanze., 1 camion frigo, 4
camion cisterna trasporto acqua e 3 motociclette);
-
Sezione Sanità;
-
Sezione Sussistenza;
-
Comando Settore,
su:
·
Comando (9
Ufficiali, 5 Sottufficiali, 23 graduati e militari di truppa e 2 biciclette);
·
Reparto trasporti e Riparazioni (2 Ufficiali, 5 Sottufficiali, 21 graduati e militari
di truppa, 30 autieri, 2 autovetture,
2 motociclette, 4 trattrici, 4 autocarri leggeri, 4 autocarri
pesanti, 2 autobus, 6 autofurgoncini, 1 camion trasporto polveri, 2 carrozze
comando, 2 cavalli, 1 bicicletta);
-
Gruppo artiglieria costiera, su:
·
Comando (2
Ufficiali, 6 Sottufficiali, 20 graduati e militari di truppa, 2 biciclette e 2 mitragliatrici);
·
batteria pesante (2 Ufficiali, 5 Sottufficiali, 105 graduati e militari di truppa, 1 cannone da 305 mm o 2 cannoni da 194 mm, 1 bicicletta);
·
batteria media
(2 Ufficiali, 5 Sottufficiali, 105 graduati e militari di truppa, 2 cannoni da 120 mm o 2 cannoni da 149/35 o 2 cannoni da 152 o 4 cannoni da 105/28);
·
batteria leggera (2 Ufficiali, 5 Sottufficiali, 105 graduati e militari di truppa, 4 cannoni da 100/17 o 4 cannoni da 75/27);
·
batteria speciale (2 Ufficiali, 7 Sottufficiali, 110 graduati e militari di truppa).
Nel Documento 66
è riportata la composizione delle Divisioni
Costiere e delle Brigate Costiere
con i relativi cenni storici.
Essendo prevalentemente unità statiche sarebbe stato
opportuno l’assegnazione di numerose unità del genio per i lavori di
fortificazione, creazione degli ostacoli passivi, la posa di campi minati e la
realizzazione di collegamenti radio (in previsione della resistenza ad oltranza
dei caposaldi anche più piccoli). A causa di carenze di personale specializzato
e materiali, le Brigate e le Divisioni Costiere ebbero sempre una
limitata assegnazione di unità del genio, in media una compagnia, con dotazioni ormai superate. Nel caso specifico, come
visto in precedenza nell’organico della compagnia
mista genio inquadrata in una Divisione
Costiera, i collegamenti erano quasi tutti telefonici. La posa di campi
minati fu effettuata laddove vi fossero le disponibilità; a ciò si aggiungeva anche
la scarsità di materiali per la realizzazione di ostacoli passivi (paletti,
filo spinato, ecc.).[14]
Alla difesa delle coste il Regio Esercito affiancò
anche la Difesa Territoriale per l’impiego per contrastare
aviolanci:
-
di paracadutisti
isolati o di piccoli gruppi su zone/punti specifici;
-
di unità
paracadutiste di una certa consistenza ordinativa sugli aeroporti.
Furono pertanto schierati su tutto il territorio
nazionale, o almeno nelle parti dove si presupponeva una minaccia maggiore,
centinaia di Nuclei Anti Paracadutisti
(NAP), ciascuno ordinato su un plotone
fucilieri autoportato ed articolato in:
-
Comandante
(Tenente o Sottotenente), con: 2 Militari di Truppa (motociclista e autiere),
1 motocicletta e 1 autovettura;
-
due Squadre fucilieri (con 1 Sottufficiale o
graduato, 11 fucilieri, 1 fucile mitragliatore).[15]
In diversi casi, la rete di sorveglianza e controllo
dinamico del territorio che fu costituita con questi reparti, non dovette
affrontare situazioni operative di rilievo. Nel caso specifico, le incursioni
effettuate dai paracadutisti inglesi furono limitate a incursioni di commandos
contro le linee ferroviarie nel Meridione o come il sabotaggio condotto
contro l’acquedotto del Sele nel 1941. Dal 1942 i NAP costituirono, pertanto, un’organizzazione efficace ed economica
realizzata grazie a un’organizzazione protettiva perfettamente riuscita.
La difesa degli aeroporti da aviolanci di reparti
nemici di una certa consistenza all’atto dell’armistizio non era ancora stata
implementata su tutto il territorio nazionale, fatta eccezione di Puglia,
Sardegna e Sicilia. Ad ogni aeroporto era assegnato un Gruppo Tattico di Difesa, posto alle dipendenze del Comandante dello
stesso sedime aeroportuale, composto in media da un Battaglione fanteria e
una batteria artiglieria. Compito di questi gruppi era quello di
impedire l’atterraggio dei paracadutisti sulle piste dell’aeroporto mediante la
realizzazione di sbarramenti campali o al limite arando la superficie dello
stesso e, soprattutto, intervenire in caso di aviolanci.
Per un certo numero di aeroporti era poi assegnato un Gruppo Mobile ordinato su:
- tre o quattro compagnie motociclisti, carri
leggeri, fanteria autoportata;
- una batteria d’artiglieria a traino meccanico.
I Gruppi erano poi riuniti in Raggruppamenti il cui scopo principale
era quello di intervenire contro aviosbarchi di una certa entità e,
secondariamente, intervenire quale riserva mobile da utilizzare contro gli
sbarchi provenienti dal mare e nelle successive operazioni.[16]
La policy di
mobilitazione delle unità territoriali prevedeva la formazione di tre categorie
di reparti:
-
permanenti;
-
territoriali-mobili;
-
territoriali.
A questi, si aggiungevano altre tre categorie di
reparti di complementi che venivano utilizzati per ripianare i primi e se nel
caso ce ne fosse stato bisogno potevano essere impiegati. I Distretti Militari, oltre a funzionare
come depositi, ripartivano il personale mobilitato ai depositi che provvedevano
alla formazione, solamente sulla carta, dei reparti da mobilitare su ordine.
L’assegnazione del personale ai reparti avveniva secondo l’età anagrafica, per
cui i più giovani erano destinati ai reparti permanenti e i più anziani erano
le riserve dei reparti territoriali. Questo causò alcuni problemi, visto che
alcuni richiamati appartenenti a classi giovani erano ancora in congedo in
quanto i reparti a cui erano destinati (ad esempio reparti complementari di
quelli permanenti) non erano ancora stati mobilitati. Per far fronte a questa
problematica o ad eventuali smobilitazioni improvvise, si fece ricorso a
perequazioni tra reparti, causando, però, la disomogeneità “spirituale” degli stessi, con notevoli
ripercussioni sulla motivazione al combattimento.[17]
[1] Massimo
ASCOLI, La difesa delle coste italiane,
Bacchilega Editore, Imola 2020, p. 33
[2] Ivi, pp. 34-35
[3] Dorello
FERRARI, La difesa delle coste italiane
nella Seconda Guerra Mondiale in Studi Storico Militari 1987, USSME, Roma
1988, p. 109
[4] Dorello
FERRARI, La difesa delle coste italiane
nella Seconda Guerra Mondiale, op. cit., p. 110-111
[5] Uno per
ciascun Corpo d’Armata di pace: Torino, Genova, Alessandria,
Milano, Bolzano, Treviso, Trieste, Udine, Bologna, Firenze, Roma, Bari, Napoli,
Palermo e Cagliari
[6] Il Regio
Decreto del 28 novembre 1927 n. 815 definiva la costituzione della Milizia Difesa Aerea Territoriale che
successivamente variava denominazione a seguito della promulgazione del Regio
Decreto-Legge del 18 febbraio 1930 n. 93 (convertito in Legge del 3
aprile 1930 n. 314) Istituzione e
ordinamento della Milizia per la difesa aerea territoriale (D.A.T.).
L’articolo del Decreto stabiliva che la D.A.T. “è una specialità della M.V.S.N. che ha il
compito di predisporre in tempo di pace e di attuare in tempo di guerra, in
concorso con le unità contraeree delle altre forze armate, la difesa del Paese
da attacchi aerei nemici.”
La difesa comprendeva:
- una rete di
avvistamento incentrata su posti
vedetta e centri raccolta notizie;
- una rete di
collegamento;
- un’organizzazione
delle località di difesa contraerea attiva (definite di 1° e 2° grado)
Nel 1934 venne creata anche la Milizia Artiglieria da costa (DA COS). Il 7 novembre 1938 le due
specialità furono denominate rispettivamente Milizia Artiglieria Contraerei (M.A.C.A.) e Milizia Artiglieria Marittima (MILMART).
A febbraio del 1940 la M.A.C.A.
aveva in forza 2.900 Ufficiali e 75.000 militi, ma ne sarebbero serviti altri
50.000 per completare gli organici delle 290 batterie previste. Oltre alle
circa duecento batterie dislocate in Madrepatria altre 6 batterie erano in
Libia e altrettante in Africa Orientale Italiana.
Virgilio ILARI e Antonio SEMA, Marte in orbace, op. cit., pp. 340-343
[7] Dorello
FERRARI, La difesa delle coste italiane
nella Seconda Guerra Mondiale in Studi Storico Militari 1987, op. cit., p.
122
[8] USSME
(AA.VV.), L’Esercito e i suoi Corpi.
Sintesi storica. – Volume Terzo. Tomo
I, op. cit., pp. 357-358
[9] USSME
(AA.VV.), L’Esercito e i suoi Corpi.
Sintesi storica. – Volume Terzo. Tomo
I, op. cit., p. 359
[10] Dorello
FERRARI, La difesa delle coste italiane
nella Seconda Guerra Mondiale in Studi Storico Militari 1987, op. cit., pp.
120-121
[11] Più che una
stazione radiotrasmittente vera e propria era in realtà un posto di radioascolto per emissioni aeronautiche. Il raggio di
ascolto, di aerei in volo, della postazione era di circa 10-15 km, purché il
velivolo fosse dotato di un determinato apparato trasmittente. L’apparato,
alimentato con 3 o 4 pile a seconda della versione, pesava circa 17 kg, era trasportato in un cofano di legno ed
aveva un’antenna chiusa a telaio con sette spire a treccia di rame.
Mario GALASSO e Mario
GATICCI, La radio in grigioverde, op.
cit., pp. 71-72
[12] Si trattava
della Stazione Faini-Triulzi da 80 mm
installato su treppiede e con una portata media di 25 km di giorno (utilizzo con eliografo) e
di 8 km di giorno e 25 di notte impiegando il sistema diottrico. Era comunque
un apparato già obsoleto, in uso già dagli anni 20 del XX secolo, in quanto
nelle opere difensive fortificate veniva utilizzata la Stazione fototelefonica da 180 mm.
Ministero della Guerra, Pubblicazione n. 1793. Manuale per le
compagnie telegrafisti e radiotelegrafisti sui mezzi di trasmissione
telegrafica morse, telefonica, ottica, radiotelegrafica e radiotelefonica. Parte quarta. Descrizione, impianto e
servizio delle stazioni ottiche, Provveditorato Generale dello Stato, Roma
1927, pp. 8-9
Mario GALASSO e Mario GATICCI, La radio in grigioverde, op. cit., p. 187
[13] W. Victor MADEJ, Italian Order Army of battle. 1939-1943, op. cit., p. 63
[14] Dorello
FERRARI, La difesa delle coste italiane
nella Seconda Guerra Mondiale in Studi Storico Militari 1987, op. cit., p.
121
[15] NARA,
Microcopy T-821, R-113, Frames 684
[16] Dorello
FERRARI, La difesa delle coste italiane
nella Seconda Guerra Mondiale in Studi Storico Militari 1987, op. cit., p.
118
[17] Ivi, p. 122

















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