Master di 1° Livello in Storia Militare Contemporanea 1796 -1960

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Il Corpo Italiano di Liberazione ed Ancona. Il tempo delle oche verdi e del lardo rosso. 1944

Il Corpo Italiano di Liberazione ed Ancona. Il tempo delle oche verdi e del lardo rosso. 1944
Società Editrice Nuova Cultura, Roma 2014, 350 pagine euro 25. Per ordini: ordini@nuovacultora.it. Per informazioni:cervinocause@libero.it oppure cliccare sulla foto

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sabato 18 aprile 2015

La Guerra di Liberazione: che cosa è?


Riportiamo un brano del volume che si sta completando a margine dei corsi in essere, come contributo al dibatti in tema di esercitazione di gruppo:


Lotta che il popolo italiano….    Quindi la dizione “Guerra di Liberazione” è una convenzione dettata dall’approccio popolare coevo che sottolinea la volontà di una gran parte del popolo italiano di riprendere la propria sovranità e la propria autonomia in presenza di una guerra combattuta sul suo territorio. Guerra combattuta da eserciti stranieri, eserciti di Stati ex nemici che perseguivano i loro interessi e i loro progetti ed eserciti di Stati ex alleati che anche loro perseguivano i loro interessi e progetti che una volta erano i nostri. In realtà gli Italiani e l’Italia non avevano amici, ma solo stranieri che perseguivano i loro obiettivi. L’unica opportunità che era offerta all’Italia ed agli Italiani era quella di inserirsi nel solco di interessi ora degli ex alleati ora degli ex nemici, sovrapponendosi, per poter sopravvivere ed avere un domani la speranza di continuare ad essere Nazione ed eventualmente ancora uno Stato.
”Di Liberazione”: termine che, sempre nella accezione popolare era inteso come appoggio alla azione dei ex nemici ritenuti ormai i vincitori, contro gli ex alleati e quella parte di Italiani che li sostenevano, ormai ritenuti sconfitti ed espressione di un passato non più accettato.
Se questo può essere accettato, ovvero l’Italia come Stato nella comunità internazionale, rappresenta il connotato esterno, internazionale, variegato, complesso e in qualche caso contradditorio, che deve essere messo in relazione al connotato interno dell’Italia, ovvero degli Italiani come Nazione che rappresenta il connotato interno della Nazione italiana stessa.
 Gli Italiani era di qua e di la, chi era schierato con una parte chi con l’altra, a cui si doveva aggiungere quella componente che non si voleva schierare (attendismo) componente che aspettava di vedere chi fosse il vero vincitore, per poi dargli una mano (cosa che poi realmente accadde). Questa degli Italiani schierati e non schierati è uno dei retaggi più pesanti della Guerra di Liberazione, ove gli attendisti si sentono i vincitori approfittando di ogni opportunità per avere possibilità ulteriori per perseguire i propri interesse, gli sconfitti conservano forti e sordi rancori, cercando di giustificarsi e di giustificare la loro sconfitta ed i loro errori, rimuginando tradimenti e traditori, sognando un futuro che riverberi il loro passato, i “bei tempi”. I vincitori, all’indomani della fine della guerra, quasi la mattina successiva, hanno visto gonfiarsi a dismisura le loro fila, lì dove prima vi era uno, in poche ore è diventato centinaia di migliaia, annacquando e diluendo oltre misura tutto il bene, tutto il valore, tutto il portato di una scelta e di un significato.
La sommatoria di questo portato tra attendisti, vincitori e vinti, di fronte alle nuove generazioni è fallimentare, con il corollario del rifiuto delle medesime di voler conoscere e sapere questo tratto di storia italiana.
In prima approssimazione la Guerra di Liberazione è come detto la guerra del popolo italiano nel contesto della campagna d’Italia (1943.45) tra gli Alleati Angloamericani e la loro coalizione e la Germania ed i componenti della coalizione hitleriana; lotta volta ad sopravvivere, ad affermare la propria identità, di cercare di sopravvivere nella speranza di avere in futuro uno Stato su nuove basi e nuove idee e un nuovo patto sociale tra le classi dominanti e le classi dominate; necessità questa dalla constatazione che il vecchio Stato compromesso da una guerra disastrosa (1940-1943) conclusasi con un armistizio condotto in modo tragico e aberrante tale da trasformare l’Italia in un campo di battaglia in cui si confrontavano e si combattevano,  dopo due secoli, eserciti stranieri. Volontà comune questa di costruire un nuovo Stato, da tutti coloro che fecero una scelta, che si schierarono da una parte o da un'altra: tutti volevano un nuovo Stato, diverso da quello che era sprofondato nelle sabbie della crisi armistiziale del settembre 1943.

Questa è la Guerra di Liberazione nella configurazione che noi proponiamo.

(massimo.coltrinari@libero.it)

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