martedì 12 marzo 2013
sabato 23 febbraio 2013
Omaggio della Comunità Ebraica di Roma a Luigi Poli
Su iniziativa della Sezione di Roma, la Comunità Ebraica dell capitale ha deciso di piantare cinque alberi in onore di Luigi Poli per onorarne la memoria
venerdì 15 febbraio 2013
Di Paola esprime il suo cordoglio per la morte del presidente
''La scomparsa del Generale Poli - afferma una nota - rappresenta una grande perdita per la Difesa e per tutte le Forze Armate. Le sue opere di combattente, Capo di Stato Maggiore dell'Esercito, Senatore della nostra Repubblica e Presidente dell'Associazione Nazionale Combattenti delle Forze Armate Regolari nella Guerra di Liberazione, hanno lasciato un segno profondo nella storia delle istituzioni del nostro Paese e, in tutti noi, il ricordo indelebile di un uomo che ha servito le Forze Armate ed il suo Paese con totale dedizione ed incondizionato attaccamento ai valori della Patria''.
Il Cordoglio del Sindaco di Roma per la morte del gen Luigi Poli
Roma, 13 feb. (Adnkronos) -
"Desidero esprimere a nome mio
e dell'intera citta' di Roma il profondo cordoglio per la scomparsa del
generale Luigi Poli, presidente dell'Associazione Nazionale Combattenti Forze
Armate Regolari Guerra di Liberazione". E' quanto dichiara Gianni
Alemanno, sindaco di Roma.
"Luigi Poli ha rappresentato un punto di riferimento
fondamentale per tramandare la memoria dell'attivita' dei combattenti delle
Forze Armate regolari nei drammatici anni della guerra di liberazione tra il
1943 e il 1945 - prosegue - Fu proprio grazie al sacrificio dei militari, e
primo tra questi il vice brigadiere dei Carabinieri Salvo D'Acquisto, che le
istituzioni italiane, opponendosi al nazifascismo, decisero di voltare pagina,
gettarono le basi della futura Italia libera e democratica".
"Il lavoro e l'instancabile impegno del generale Poli -
conclude - sono stati veramente contagiosi soprattutto per i giovani i quali,
grazie all'Associazione da lui presieduta, hanno potuto, scoprire e conoscere
pagine memorabili scritte dalle nostre Forze Armate in uno dei momenti piu' bui
e drammatici della storia nazionale".
giovedì 14 febbraio 2013
Mignano Montelungo Ricorda Luigi Poli
MIGNANO
MONTELUNGO – Il generale di Corpo d’Armata e Senatore della Repubblica, Luigi
Poli, presidente dell’Associazione Nazionale Combattenti Forze
Armate Regolari Guerra di Liberazione (ANCFARGL), si è spento a Firenze all’età
di 90 anni. La sua presenza l’8 dicembre di ogni anno presso il Sacrario
Militare di Mignano Monte Lungo era una presenza costante anche quando l’età e
gli acciacchi lo sconsigliavano di partecipare alla annuale commemorazione
della battaglia di Monte Lungo, dalle cui balze i soldati italiani, al fianco
degli alleati, iniziarono la riconquista del territorio nazionale inquadrati
nel 1° Raggruppamento Motorizzato, prima unità regolare costituita dopo
l’Armistizio dell’8 settembre
1943.
Era presente anche lo scorso 8 dicembre 2012 insieme al
Ministro della Difesa, Ammiraglio Gianpaolo Di Paola.
Il Capo
dello Stato, Giorgio Napolitano, il Capo di Stato Maggiore della Difesa,
Ammiraglio Luigi Binelli Mantelli, il Capo
di Stato Maggiore dell’Esercito, Generale Claudio Graziano, unitamente a
tutte le forze politiche, hanno espresso profondo cordoglio e vicinanza alla
famiglia per la scomparsa del Generale Luigi Poli, già Capo di Stato Maggiore
dell’Esercito ed esemplare figura di fedele servitore delle Istituzioni e di
guida illuminata. Luigi Poli ha rappresentato un punto di riferimento
fondamentale per tramandare la memoria dell’attività dei combattenti delle
Forze Armate regolari nei drammatici anni della guerra di liberazione tra l’8
settembre 1943 ed il 1945.
Fu proprio grazie al sacrificio dei militari, e
primo tra questi il vice brigadiere dei Carabinieri Salvo D’Acquisto, che le
istituzioni italiane, opponendosi al nazifascismo, decisero di voltare pagina,
gettarono le basi della futura Italia libera e democratica.
Il lavoro e l’instancabile impegno del generale Poli sono stati
veramente contagiosi soprattutto per i giovani i quali, grazie all’Associazione
da lui presieduta, hanno potuto, scoprire e conoscere pagine memorabili scritte
dalle nostre Forze Armate in uno dei momenti più bui e drammatici della storia
nazionale.
Capo
di Stato Maggiore dell’Esercito dal 1985 al 1987, il Generale Poli entrò in
Accademia nel 1942, dove, dopo aver frequentato il 1° anno dell’86° Corso
dell’allora Accademia di Fanteria e Cavalleria di Modena, all’indomani degli
avvenimenti dell’8 settembre del 1943, fu protagonista della Guerra di Liberazione.
Nato a Torino il 24 agosto del 1923, il Generale Poli, nella sua lunga e
prestigiosa carriera, ricoprì numerosi incarichi presso lo Stato Maggiore
dell’Esercito e della Difesa. Dall’ottobre del 1969 all’ottobre del 1971
comandò il (ora disciolto) 6° reggimento artiglieria da montagna; dal 1973 al
1975, a Torino, fu a capo della Brigata Alpina Taurinense. Sottocapo di Stato
Maggiore dell’Esercito dal 1979 al 1980 e Sottocapo di Stato Maggiore della
Difesa dal 1980 al 1981. È stato Comandante del 4° Corpo d’Armata Alpino fino
al 1984 prima di assumere l’incarico di Capo di Stato Maggiore dell’Esercito
che ricoprì da giugno 1985 a maggio 1987. Il Generale Poli improntò tutta la
sua vita, professionale e privata, ai valori militari e allo spirito di servizio
per il Paese. È stato Senatore della Repubblica nella X legislatura, Cavaliere
di Gran Croce dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana e Presidente
dell’Associazione Nazionale Combattenti delle Forze Armate regolari nella
Guerra di Liberazione. Nunzio De Pinto
Messaggio
di cordoglio del Presidente Napolitano per la scomparsa del gen. Luigi Poli
C o
m u n i c a t o
Il
Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, appresa la triste notizia
della
scomparsa
del Generale Luigi Poli, ha inviato alla moglie il seguente messaggio:
"Ho
appena appreso la triste notizia della scomparsa di suo marito,
il Generale di
Corpo d'Armata
Luigi Poli,
Senatore della Repubblica e Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine al
Merito della Repubblica italiana.
Giovane sottotenente, è
stato testimone dei tragici eventi
dell'ultimo
conflitto mondiale, partecipando con coraggio alla Guerra di Liberazione.
Straordinario esempio di generosa dedizione e di brillante
professionalità, ha servito con
onore le Forze Armate ed il Paese,
fino all'alta
responsabilità della carica di Capo di Stato
Maggiore dell'Esercito. Il suo impegno nelle istituzioni è
proseguito con incessante
passione
quale membro del Senato della Repubblica e quindi quale Presidente
dell'Associazione
Nazionale Combattenti delle Forze Armate regolari nella Guerra di
Liberazione.
In questo momento di dolore, desidero esprimerLe la mia affettuosa
vicinanza".
Roma,
13 febbraio 2013
martedì 12 febbraio 2013
Il talismano non ha funzionato. Il Sen Gen. Luigi Poli è morto
Ieri avevamo messo uno spot in cui volevamo esorcizzare quello che temevamo. Purtroppo il talismano, questa volta, non ha funzionato
Oggi, nel pomeriggio, è arrivata la notizia che il Sen Gen. Luigi Poli non è più con noi.
Eravamo in costante contatto con Firenze per sapere Sue notizie.
Sono stati mesi molto difficili, nel vedere il suo lento decadimento, che ci ha reso sempre più tristi.
A nome
della Direzione della Rivista "Il Secondo Risorgimento", del Direttore Responsabile, Sergio Pivetta, del Vice Direttore, di tutti i collaboratori, e mio personale
esprimo
le più sentite condoglianze alla Signora Poli, a cui stiamo veramente ancora più vicino, e a tutta la famiglia Poli
Massimo Coltrinari,
Direttore
lunedì 11 febbraio 2013
Un talismano per il Presidente
Le notizie da Firenze sulle condizioni di salute del gen. Luigi Poli non sono buone. Intervallando momenti di serenità e di lucidità a periodi di crisi, si è arrivati fino ad oggi. Ogni volta che si apprende del ricovero in pronto soccorso si fanno voti affinchè anche questa crisi possa essere superata senza danni ulteriori. L'ultima volta, tre settimane fa, ci siamo veramente allarmati temendo il peggio. Nel conversare qui a Roma con Alberto, Luigi, Agostina, Federico, Rolando, Osvaldo, Matteo, Stefano, chi più chi meno nell'orbita della Rivista, abbiamo esorcizzato il peggio o con i ricordi o con qualche iniziativa scaramantica. L'ultima è risulta efficace. Abbiamo avuto una idea. In breve si tratta di dedicare al gen. Luigi Poli un numero speciale di "II Risorgmento" in cui si sottolinei la sua grande attività di diffusione e creatore di cultura, sostenendo sempre ogni iniziativa che mostrava spessore culturale. Inoltre, nelle tristi e squallide vicende di questi giorni, il grande apporto e sostegno dato a quella unica e specifica tradizione che i Militari hanno: il Calendario di Corpo. Era un grande piacere impostare l'anno prima i lineamenti dell'anno successivo, che poi si traduceva in ricerche iconografiche, testi e sintesi veramente degne di rilievo, che poi davano anche il via a ricerche anche di interesse specifico, come quella sul Corpo Ausiliario Femminile (CAF) che ebbe vita dal 1944 al 1947 nell'Esercito Italiano, vero "unicum" della Guerra di Liberazione
L'idea di pubblicare le copertine ed i sommari di II Risorgimento ( sono oltre 40 numeri dal 2001, )ed i Calendari, dal 2001 al 2012, che sono altre 20 con gli indirizzi ai soci con la prestigiosa firma del "Presidente", e quella data " Montelungo, 8 Dicembre..........", significativa. Le altre 20 pagine le copertine dei Convegni Roma e di Firenze. Un quadro che crediamo degno di nota. Rimangono tre o quattro pagine, che lasciamo lì, pronte ad essere riempite per seguire direttive di chi è lontano da questo spirito, da questo vivere "Militare", da questa meravigliosa avventura culturale mille miglia. Per poi portare il tutto a Firenze e riuscire a strappare un sorriso al "Presidente"
Questo progetto, varie volte accennato negli scorsi anni di riunire in un unico volume o rivista tutto il lavoro di oltre dieci anni, ed anche quello di pubblicare gli indici della rivista dalla sua nascita nel 1964, ha sempre trovato entusiasta il Presidente. Nel 1999 iniziammo, poi non si ebbe la capacità e le energie per continuare.
Ebbene lo prospettammo come talismano, come si diceva, questa idea nell'ultima crisi e questa fu superata. Ora che viviamo ore di apprensione, quasi appesi ad un filo, la riformuliamo, nella speranza che tutto si rinnovi nella realtà come tre settimane fa.
Un talismano, per augurarci a tutti un pò di fortuna: al nostro Presidente che superi la crisi a noi, che allontani quella cupa aria da medioevo prossimo venturo in cui da vari mesi a questa parte, senza di Lui, siamo ammorbati ed avvolti.
Forza, Presidente!
sabato 9 febbraio 2013
Lo sbarco ad Anzio. 69° Anniversario. Un convegno dedicato agli Italiani
Sabato 26 gennaio, nel quadro delle manifestazioni che il Comune di Anzio ha organizzato per ricordare il 69° anniversario dello sbarco, avvenuto all'alba del 22 gennaio 1944, si è tenuto un Convegno dedicato alla partecipazione degli Italiani a quelle operazioni.
(Il programma è stato pubblicato in www.corpoitalianodiliberazione.blogspot.com)
Il Convegno proposto da Patrizio Colantuono, direttore del Museo dello Sbarco, che ha svolto la relazione introduttiva ha visto la partecipazione del Direttore della Rivista "Il II Risorgimento d'Italia", gen. Massimo Coltrinari, che ha parlato degli aspetti generali delle origini dello sbarco con un ampia sintesi delle ricerche in corso sui motivi che hanno indotto il Governo d'allora ad entrare in guerra e le correlazioni inerenti, formulando una nuova ipotesi dei motivi che hanno indotto gli Alleati a impegnare compagnia di carabinieri reali nella testa di ponte
Il Sindaco di Anzio, la dott. Bonacini, il gen. Marsibilio ed il gen. Spagnoli
Il gen. Marsibilio, vice presidente della Costituenda Sezione Studenti e Cultori della materia della ANC, ha svolto la sua relazione incentrata sulla presenza dei soldati italiani sulla testa di ponte e il loro signicato (in un prossimo post sarà pubblicata), mentre il gen. Goffredo Mancinelli, socio della predetta Costituenda Sezione Studenti e Cultori, ha inviato lo scritto della sua relazione che trattava il ruolo dell'Agente Tompkins dell'OSS a Roma e le sue informazioni, passate al G2 del VI Corpo USA, che hanno salvato la testa di Ponte. Tompkins era forsennatamente cercato da Klapper e Priebke a Roma, e per salvare l'agente americano si sono sacrificati i partigiani italiani di Bandiera Rossa
Il Direttore del Musoe dello Sbarco, Patrizio Colantuono, con intervenuti al convegno
La discussione che è seguita è stata molto interessante, e nelle sue conclusioni il Sindaco di Anzio, nell'apprezzare la collaborazione che va avanti dal 1996 tra Anzio e la Rivista "Il Secondo Risorgimento", ha auspicato un ulteriore impegno in vista del prossimo anniversario, formulando auguri per la salute del Sen. Luigi Poli, a cui si sono uniti gli astanti.
Presente anche il Generale Comandante la Brigata RISTA, che ha il suo Comando ad Anzio e rappresentanti dei Comandi della Guardia di Finanza di Anzio.
(segue)
Nei prossimi post, si pubblicheranno le foto dell'evento, sottolinea la riuscita del Convegno, il 9° della serie.
martedì 5 febbraio 2013
Marika Venezia testimone dell'Olocausto alla "Colomba Antonietti"
Marika Venezia mentre parla ai ragazzi
Il Giorno 29 Gennaio La Scuola "Colomba Antonietti" ha celebrato la Giornata della memoria, dedicando una mattinata alla presentazione e alla illustrazione della figura di Scholm Venezia, un italiano ebreo di Salonicco, arrestato dai tedeschi nel 1944 ad Atene e poi deportato ad Auswichz
E' stata chiama ad illustrae questa figura estremamente significativa la Moglie Marika, che con parole pacate e serene a descritto la sua odissea di sopravissuto al campo di sterminio
I Ragazzi della "Colombo Antonietti" riserbano un grato ricordo a Scholmo Venezia in quanto nel 2003 ha organizzato per loro un viaggio della Memoria ad Auschwitz, con il patrocinio del Comune di Roma e dell'allora sindaco Veltroni. Il film di quel viaggio è stato proiettato,
I brani letti dal volume della testimonianza di Venezia rappresentano la più viva testimonianza di che cosa fosse l'aberrazione nazista della eliminazione di esseri umani. Infatti venezia era addetto al triste lavoro di operare nei forni crematori ed aprire le camere a gas, dopo che le persone erano state uccise.
La Giornata della memoria non deve essere solo un momento celebrativo, ma anche un momento educativo e didattico. I Ragazzi, grazie al Progetto Storia in Laboratorio, ora sono impegnati alla rielaborazione personale di quella giornata con le loro impressioni e commenti. I loro scritti, come da tradizione che dura dal 2006, saranno pubblicati nella Rivista "Secondo Risorgimento" nella rubrica "Storia in Laboratorio a cura delle proff. Daniela Bravi e Maria Teresa Laudenzi.
(chi non desidera ricevere questo spot è pregato di comunicarlo alla e-mail risorgimento23@libero.it)
mercoledì 30 gennaio 2013
E' uscito il n. 3/2012 della Rivista "Il Secondo Risorgimento d'Italia"
SOMMARIO
Anno XXII, III, 2012, n. 38,
(www.secondorisorgimento.it)
EDITORIALE
Che fare, affinchè la Memoria della
Guerra di Liberazione sia mantenuta?
Consiglio
Nazionale. Chianciano 14-15 aprile 2012
Verbale. Elenco
degli Eletti
Alessandro
Cortese de Bosis, Presidente facente funzione
Porta San
Paolo, 8 settembre 2012
Alessandro
Cortese de Bosis, Discorso commemorativo
SAGGI E STUDI
(www.secondorisorgimento.blogspot.com)
Federico de Renzi, La 162a Divisione di Fanteria “Turkoman” in
Italia (1943-1945)
FONTI, TESTI E DOCUMENTI
(Biblioteca R.
Radoni. www. Fondocoltrinari.blogspot.com
- )
Redazionale, Reale Questura di Ancona. Decennale Marcia
su Roma
NOTE E DISCUSSIONI
Errico de Gaetano, Licio Salvagno. Un eroe della Guerra di
Liberazione
CULTURA
(www.57sessione.blogspot.com)
Federico
Levy , Il ruolo della comunicazione nel confronto strategico asimmetrico:
il caso al-Qā‘idah
MISCELLANEA
Giovanni
Cecini, Il Polo Nord 1928-1997: da Nobile
a Camporini,
Luigi
Marsibilio, La Campagna di Tunisia. (1942-1943). Saggio di Pierivo Facchini
CONVEGNI
Redazionale. Secondo Risorgimento e la Questione Meridionale
12 Febbraio 2011. Costa Brada
Luxury Resort à Gallipoli, Lecce
CRONACHE
(www.secondorisorgimento.it)
Redazionale.
Un Ricordo. Marina ci ha lasciato A
margine della presentazione del volume
“Sono entrati a Roma”. Teatro Comunale. Porto San Giorgio, 13 maggio
2011.
Redazionale. Mediterraneo.Dallo scontro di civiltà al
dialogo tra culture
Osvaldo Biribicchi. Spoleto nella Nuova Italia. Presentato il volume che compendia le
iniziative per
il 150° anniversario.
STORIA IN LABORATORIO
Progetto “Storia in
Laboratorio”
Laura Specialistica.
Contributi
Eva Saeva, Nel cuore del Caucaso (Ева Саева В
сърцето на Кавказ)
VITA ASSOCIATIVA
Vita
Associativa
Sezione di Avellino, Sezione di Firenze, Sezione di Milano, Sezione di Terni
RECENSIONI
(rinviate al prossimo
numero per mancanza di spazio)
A cura di Alberto
Marenga
In Copertina:.Chianciano. Consiglio Nazionale
IV di Copertina: Roma, Porta San Paolo, 8 settembre 2012
venerdì 25 gennaio 2013
Giornata della Memoria. Questionario
Liceo Colomba Antonietti.
Questionario per le Prime e Seconde Classi
E' stato somministrato ai ragazzi ed alle ragazze il seguente questionario, come attività preparatoria alla "Giornata della Memoria" che verrà commemorata Martedi 29 Gennaio 2013.
Le Domane sono le seguenti:
1.Sai perchè è stata istituita la Giornata della memoria?
2.Quali attività hai svolto in passato?
3.Ti piacerebbe partecipare a qualche attività sul tema oppure no?
4. Hai qualche esperienza particolare da raccontare?
In contemporanea al questionario è stato illustrato il volume di Sholmo Venezia, Sonderkommando Auschwitz. La Verità sulle camere a gas. Una testimonianza Unica., Roma, 2011.
Sholmo Venezia, che negli anni passati era stato protagonista presso la Scuola di una Giornata della memoria, nato nel 1922 e morto nel 2012, era un ebreo di Salonicco; arrestato con tutta la famiglia ad Atene nel 1944, deportato ad Auschewitz Birkenau. Sopravissuto, è diventato uno dei testimoni dell'Olocausto, è protagonista dei viaggi della Memoria organizzati dal Comune di Roma per gli studenti. Il volume è stato commentato nelle sue pagine più significative e commentato in classe.
martedì 22 gennaio 2013
Giornata della Memoria. Materiali
Liceo "Colomba Antonietti" - Roma. Giornata della Memoria
Progetto. Storia In Laboratorio. Materiali
Alle classi superiori (3a, 4a, 5a), al fine di presentarsi all'incontro con il testimone che il 29 gennaio sarà al centro dell'incontro per ricordare l'Olocausto, la Signora Venezia, è stato distribuito il seguente materiale: Breve glossario minimodei termini dell'Olocausto; Elenco dei Siti web a cui accedere. Alle classi 1a. e 2a. è stato somministrato dai rispettivi insegnanti un questionario su cinque domande.
Breve Glossario Minimo
Aktionen: i
rastrellamenti di ebrei per le strade del ghetto per poi deportarli nei campi
di concentramento e nei campi di sterminio
Auschluss:
l’annessione della Austra alla germania operata da Hitler nel marzo del 1938
Arbeit macht frei:
letteralmente “Il lavoro rende liberi” . Iscrizione sul cancello d’ingresso di
moltissimi campi di concentramento e di sterminio. La più nota è quella di
Auschwitz. Parata a dimostrazione della perfidia nazista
Aussweis: Passaporto,
lasciapassare. Senza, significava perdere la propria identità
Bibelforscher:
Letteralmente “Studiosi della Bibbia”. Antico nome che veniva dato ai testimoni
di Geova in Germania
Einsatzgruppen: Unità
indipendenti mobili create alla vigilia dell’invasione della Unione Sovietica
nel 1941 aventi il compito di sterminare i popoli inferiori (ebrei, gitani,
rom,) ed al tre categorie ritenute inferiori o pericolose (omosessuali) e i Commissari Politici del Partito Comunista
della URSS.
Hitlerjugend.
Letteralmente “Gioventù Hitleriana” .Organizzazione del Partito
Nazionalsocialista Tedesco. Vi era inquadrata tutta la gioventù tedesca sotto
il regime nazista.
Judenrat. (plurale
Judenrate). Consiglio ebraico nei Ghetti, nominato e tollerato dai Nazisti
Notte dei Cristalli: Nome
nazista ( in tedesco Kristallnacht) pe ri pogrom del 9 e 10 novembre 1938.
Disordini violenti antiebraici provocati dalle SA, che si attuarono, nella
ricorennza della cerimonia del colpo di stato del 9 novembre 1923 a Monaco non riuscito,
che si verificò come rappresaglia dopo che un giovane ebreo tedesco assassinò a
Parigi un diplomatico tedesco. Il progromsi attuò in tutta la Germania nello
spazio di una sola notte.
Kapò: Deportato
alla guida di un Commandos (vds) operante nei campi. Il nome ha assunto un significato
quanto mai negativo per la crudeltà e l’efferatezza con cui questi deportati
inferivano sui loro compagni
Kommandos: Squadre
di lavoro forzato nei campi di concentramento
NSDAP: National-Sozialistiche
Deutsche Arbeiter Partei, Partito NazionaSocialista dei lavoratori tedeschi
Shtadlanut: atto
delle comunità ebraiche quando, prive di rappresentanza politica, scelgono un
portavoce, lo shtadlan, capace di farsi sentire o negoziare con le autorità
Naziste
Mischling:
termine usato per definire chiunque fosse per metà ebreo.
Shtetl: quartieri
ebraici nei villaggi dell’Europa del nord est
Yishuv o Yishouv: comunità
ebraica che vive in Palestina
Titolo del sito “Cronologie du système concentrationnaire
nazi 1933 -1945”
http://www./multimania.com/yhwh/chrono.htm
Siti istituzionali
Titolo del
sito “The Rhodes Jewis Museum”
La deportazione sull’isola di Rod, con effetti sonori e
preghiere in Ladino in diverse sezioni del sito
Titolo del
sito “Memorial Museums for the victims of national socialism in Germany ”
Tutti i luoghi tedeschi di memoria accessibili attraverso
una mappa
Titolo del sito “The Simon Wiesenthal Center”
Tutte le risorse del Centro Simon Wiesenthal
Titolo del sito “US Holocaust Memorial Museum”
Il Waschington Memorial Museum. Contiene 50.000 fotografie
Titolo del
sito “Yad Vashem, the Holocaust Martyrs and Herpes Authority”
http://www.yad-vaschem.org.il/
Lo Yad Vashem Memorial in Israele. Le ricerche si effettuano
“ciccando” sui nomi delle vittime dell’Olocausto, in inglese
Titolo del sito “CDJC”
http://perso.wanadoo.fr/memorial-cdjc
Sito del Centre de docuetation juive contemporaine di Parigi
Titolo del sito “La maison d’Izieu”
Sito della Maison d’enfants di Izieu In francese e in
inglese
Titolo del sito “Drancy
”
http://www.chez.com/campdrancy/
Sito del Museo storico dei campi di transito francesi
Titolo del sito “Holocaust memorial Center”
http://www.Holocasustcenter.com/index.htlm
Il Detrioit Memorial
Titolo del
sito “The Ameerican Firends of the Ghetto Fighter’s House”
http://www.firendsofh.or
Gli amici americani della casa del Combattente del Ghetto di
Varsavia. Schizzi dei combattimenti della rivolta di Varsavia
Titolo del
sito “The Nechelem Museum of Deportation and Resistence ”
http://www.cicb.be/shoa/
Sito belga in lingua inglese
Titolo del sito “Museum of Tollerance, Los Angeles”
http://www.wiesenthal.com/mot
Con un sito educativo. In Inglese
Titolo del
sito “Frances &Jacob Collection of Holocaust Materials ”
http://www.holycross.edu/department/library/Website/hiatt/kholbib.htm
Fotografie impressionanti della liberazione di Bucenwald.
Vasta biblioteca internazionale. Sito che eleva a “santa” Edith Stein, la cui
canonizzazione è stata molto controversa
Titolo del sito “Missin identity”
http://www.jewishgen.org/missin-identity
Sito per coloro che cercano informazioni sui parenti
scomparsi nella Shoah. In Inglese
Titolo del sito “Literature of the Holocaust”
In Inglese. Disponibili numerosi Links
Titolo del sito “Cronologie du système concentrationnaire
nazi 1933 -1945”
http://www./multimania.com/yhwh/chrono.htm
domenica 20 gennaio 2013
Giornata della Memoria. Progetto Storia in Laboratorio.
La Sezione Studenti e Cultori della materia della ANC (www.studentiecultoriblogspot.com), ancorchè in fase di costituzione, nel quadro del Progetto Storia in Laboratorio (www.storiainlaboratorio.blogspot.com) ha anche quest'anno dato la sua disponibilità a quelle scuole interessate alla prblematica, secondo le indicazioni del prof. Carmelo Testa, excombattente del gruppo di Combattimento "Friuli" e responsabile per la Scuola della Associazione Combattenti della Guerra di Liberazione. L'invito è stato accolto da varie scuole. In particolare,anche per il 2013, dal Liceo "Colomba Antonietti", scuola capofila del progetto Scuola in Laboratorio dal 2005.
Come noto, il Progetto Storia in Laboratorio supera la mera commemorazione e sopratutto la lezione frontale, avendo constatato che ai ragazzi in età scolare, in particolare quelli da 13 a 18 anni, sono refrattari ad ogni sorta di "predica" tenuta in determinate circostanze. Inoltre il carattere di "cerimonia" appesantisce ulteriormente il linguaggio, con il risultato di conseguire risultati opposti a quelli sperati.
La parola "memoricidio" spesso usata trova la sua appplicazione proprio in queste caratteristiche che spesso sfociano anche nella autoreferenzialità se non addirittura nascondono arcani, ed anche palesi, progetti che che spesso non hanno nulla a che fare con l'argomento in oggetto.
Il Progetto Storia in Laboratorio pone al centro il ragazzo/ lo studente che deve essere il protagonista della giornata, e si deve prima durante e dopo sentire artefice dell'evento. Sostenuto dai propri professori, che hanno accettato di inserire nel proprio programma didattico i temi della Giornata della Memoria, e che hanno ricevuto e ricevono ogni sostegno dalla Sezione Studenti e Cultori della Memoria della ANC, il ragazzo/studente viene invitato a partecipare in prima persona, non rimanere semplice spettatore. Coinvolto nei preparativi dell'evento, protagonista della Giornata, il ragazzo/studente sarà chiamato, se vuole, a stendere una nota delle sue impressioni e delle sue osservazioni, Raccolte per fascia di età queste note e queste osservazioni, che non ricevono alcun correttivo ne da parte del Professore ne tantomeno dalla Reazione, vengono pubblicate sulla Rivista "Il Secondo Risorgimento d'Italia (www.secondorisorgimento.it). Dal 2005 questa attività ed in essere e la Rivista ha puntualmente pubblicato gli scritti dei ragazzi. Nella foto i ragazzi della "Colomba Antonietti" anno scolastico 2005-2006, i primi che hanno partecipato al Progetto e vissuto la giornata della Memoria il 27 dicembre 2006. Da quell'anno nella scuola i ragazzi ogni anno partecipano all'evento ed ogni anno, via via che crescono hanno un approfondimento della tematica. Alcuni ancora sono in contatto con noi.
Color che hanno abbracciato il progetto ed ogni anno lo attuano sono: la Professoressa Daniela Bravi, coordinatrice, e la prof. Maria Teresa Laudenzi, coadiuvate da altre loro colleghe e colleghi, con la supervisione della Preside.
Anche per il 2013 la Giornata della Memoria avrà il suo sviluppo. Saranno coinvolti come ogni anno, nei vari segmenti del programma, oltre 800 ragazzi, che hanno la possibilità di conoscere il significato e la storia di questa Giornata. Con la collaborazione di vari componenti la Sezione Studenti e Cultori della Materia, questo evento è a costo zero, nel solco della convinzione della predetta Sezione che l'Associazione Combattenti della Guerra di Liberazione deve organizzare attività a vasto raggio, le più efficaci e incisive, senza alcuna spesa.
Il programma e le altre attività verranno esplicate nei prossimi post. Questo post è anche indirizzato a quelle scuole che si avvicinano adesso al progetto Storia e Laboratorio ed alla Associazione Combattenti della Guerra di Liberazione, presieduta dal Gen. Sen. Luigi Poli. Per ogni altra informazione di carattere generale, la Rivista " Il Secondo Risorgimento d'Italia" è disponibile nella sua interessa sul citato sito "www.secondorisorgimento.it". all'indirizzo www.secondorisorgimento.it/entra/homepage/sezione rivista/indici, in cui si possono vedere e consultare tutti i contributi della Giornata della Memoria nella rubrica "Storia in Laboratorio".
(continua)
mercoledì 16 gennaio 2013
Poesie di Combattenti della Guerra di Liberazione
GIORNI DI
GUERRA
di
Alfredo
Poggiali
Quanti
ricordi hanno gli anziani
Siccome
sono anziano
ne
voglio raccontare scrivendolo
Oggi
leggere è faticoso
il
mondo dell’immagine oscura tutto
io
non temo l’oscuramento
scrivo
per tenere sveglia
la
mia anziana memoria
quando
la sollecito risponde
non
essendo uno scrittore
e
tantomeno neppure poeta
insudicio
fogli su fogli
faccio
una dura fatica
perché voglio raccontare
senza
aggiungere ne lavare
l’episodio
che racconto bene o male
oggi
può sembrare un avventura
ma
in quegli anni
era
in gioco la tua pelle.
La
mia era una pelle giovane
perderla
era facile
le
bombe degli aerei non erano
intelligenti
come dicono oggi.
le
bombe eran bombe come oggi
gli
ordigni che provocano
la
morte non saranno intelligenti
come
chi ordina di lanciarle.
il
25 settembre 1943
il
primo bombardamento di Firenze
provocò
morti e macerie
fu
la mia prima esperienza.
L’odore
acre della polvere
ti rimane in gola e nel naso
il
rombo dei motori degli aerei
ti
rendeva quasi sordo.
La
tragedia di chi rimaneva vivo
In
un interrato sotto le macerie
Corpi
dilaniati lanciati
In
aria come fuscelli
In
nessun luogo eri sicuro
Gli
aerei non potevano riportar
Le
bombe alla base di partenza
Allora
giù tanto è territorio nemico.
La
mattina dell’8 febbraio 1944
Una
squadriglia di bombardieri
Alleati
in formazione stretta
L’aereo
di coda apre il portellone
Il
pilota avrà pensato è territorio nemico
e giù
quello che era rimasto
Uno
di questi ordigni
Falciò
un gruppo di bambini
Ospiti
del Collegino di Sesto Fiorentino
Il
bombardiere non riportò bombe
Ma
le bombe avean fatto una strage
Di
innocenti bambini
Il
pilota il Dio lo perdoni
Ma
non perdoni chi procurò questa
Schifosa
guerra
Allora
dico a voi cari giovani
Lottate
contro la cultura della guerra
Perché
esser pacifisti non basta
Perché
le bombe cadono ancora
Allora
vi racconto.
Non
temo per il contenuto
sono
spronato ad insudiciar fogli
da
una gentile signora
insegnante
liceale.
che
mi dice : Poggiali non disperda
i
suoi ricordi
perché
i ragazzi sono interessati
io
le ho dato ascolto.
Si
è aggiunto un altro
amico
dei ragazzi il regista Marco
Colangelo
mi ha obbligato di
andare
avanti.
Sia
chiaro l’Alfredo fa il che può
non
si monta la testa
faccio
sempre del mio meglio
mi
consolo perché non aspetto il voto.
Dopo
questo penoso e lagnoso
preambolo
passo il testimone
ai
giovani, quegli che gli fumano
gli
attributi.
Era
l’anno 1944 siccome io sono
ragazzo
del 43 ci vuol poco
a
capire che età avevo
in quel triste anno
l’Italia
tutti i giorni era bombardata
eran
formazioni di aerei alleati
tentavano
di colpire punti vitali
quando
le centravano eran rovine.
Se
centro non veniva fatto
rovinato
era il dintorno se la ferrovia era colpita
i
genieri tedeschi ci sapean fare
In
poco tempo un binario era efficiente
e
i convogli potevano di nuovo transitare
era
una lotta fra forti
detto
fatto dopo poco giù altre bombe
per
colpir di nuovo
tutta
la valle dell’Arno
dal
Falterona al mare
la
ferrovia da Arezzo a Pisa
era
obbiettivo prestabilito
i
paesi del Valdarno superiore
eran
quasi tutti semi distrutti
quello
di Incisa in particolare
era
il più colpito.
il
motivo era il ponte che
attraversava
l’Arno incuneato
fra
due colline e difficile
era
per gli aerei colpirlo.
per
gli alleati era un obbiettivo
troppo
importante ed andava distrutto
allora
giù bombe a non finire
quasi
mai il ponte era colpito.
i
piloti dei bombardieri potean volare
con
tutta calma tanto non erano
contrastati
né da aerei da caccia
e
neppure contraerea
i
comandanti lo sapevano e facevano
grandi
evoluzioni per trovar la
linea
giusta nonostante le bombe
le
finivano in Arno o sul paese.
Il
circondario era tutto distrutto
ogni
giorno dovean rifar la strada
camionabile
di grande traffico
militare
di rifornimento.
Quel
ponte per gli alleati era
stregato
era lì duro piantato
sulle
arcate duro come un piolo
come
disse il Giusti a suo tempo
in
quel periodo avevo circa
diciott’anni
ero abbastanza forte
avevo
uno zio fratello di mia madre
che
la paura no la conosceva
io
a lui ero legato mi trasmettea
fiducia
e sicurezza
per
tutti era il Mimmi era forte
come
un querciolo
fu
bersagliere nella grande guerra
in
battaglia sull’altopiano della
Bainsizza
si meritò l’argento
ma
poi fu fatto prigioniero
riuscì
ad evadere e alla guerra tornare
fu
nel diciannove lui raccontava
che
un capitano bersagliere gli fece
sapere
che avea bisogno di gente
quando
gli disse come te scattò
sugli
attenti, e disse comandi signor
Capitano
e lui gli rispose si parte
il
Vate vuol conquistare Fiume.
Mimmi
disse al Capitano con lei
vengo
anche alla fine del mondo
infatti
d’Annunzio il Capitano e il
Mimmi
a Fiume arrivarono
Ne
andava fiero era stato con il
Comandante
rifiutava
l’etichetta di Legionario
e
ardito d’Italia
il
Federale del rione non gradiva
che
un Legionario rifiutasse
il
riconoscimento
sapevano
che lui non era fascista
lo
lasciavano in disparte
però
non lo provocavano perché
sapean
con chi avean da fare
era
un osso duro a digerire
avea
sempre fatto il camionista
e lo fece anche in Africa Orientale
lavorò
per un anno ad Addis Abeba
poi
stufato tornò in Italia
lavorava
con il suo camion
un
Ceirano vecchia maniera
lavorava
a mattina a sera
a
trasportar rena e sassi
lui
era del 1898 e quando nel ‘40
iniziò
la guerra era ancora valido
e
seguitò fare il camionista
trasportava
lignite
estratta
dalle miniere del Valdarno
il
camion andava a metano
e
avea regolare permesso per
circolare.
facea
la spola andata e ritorno
non
mancava il lavoro
la
lignite oltre la legna
era
l’unica risorsa di calore
facea
sosta quando il vecchio
camion
esigeva una urgente riparazione
anno
dopo anno sempre in guerra
tutto
scarseggiava
eravamo
all’inizio dell’anno 1944
il
mese non me lo ricordo
quel
giorno io non lavoravo
ero
lì vicino a lui
mentre
preparava il camion per
partire
per il Valdarno
era
quasi buio e lui mi disse
icchè
tu fai che vai a letto
io
gli dissi un ci penso nemmeno
tanto
suonerà l’allarme aereo
allora
lui mi disse vien via
salta
sopra si va in Valdarno
aspetta
avverto in casa
nemmeno
a farlo apposta
‘un
suona l’allarme
mi
affaccio sull’uscio di casa
e
dico mamma vò con lo zio
la
mia la venne in strada
rivolgendosi
a lui gli disse
con
le mani sui i fianchi
di
te ‘un ci fò caso tu sei sempre
stato
un grullo se tu voi morire mori
ma
questo ragazzo lascialo fare
e
lui chiamalo ragazzo
non
stare in pensiero si ritorna
con
un balzo ero in cabina con lui
e
mi dicea sta tranquillo fai quel
che
ti dirò
vedrai
che ‘un succede nulla
però
stai preparato a tutto
tu
vedrai che anche questa volta
si
ritorna indietro
l’allarme
‘un nera cessato
lui
partì ‘un ci pensava nemmeno
si
era già fatto buio
e
non accese i fari
sembrava
un profeta infatti
alla
vista di Pontassieve
due
militi armati di mitra
sbucano
dal buio
ci
puntarono i mitra intimando
una
verifica del camion
guardarono
in ogni posto dicendo
son
guai per chi trasporta partigiani
lui
in modo di sfida gli dice
io non gli ho trovati
fortuna
volle che non sentirono
e
ci diedero il via
con
la coda dell’occhio vidi
che
si sfilava una pistola
dalla
cintura dei pantaloni
e
la posa nel cruscotto
dentro
di me pensai e si prencipia
proprio
bene
ma
non battei ciglio volevo dimostrare
che
ero in grado
di
affrontare il tutto
della
pistola ‘un feci parola
era
un buio pesto lui avea
gli
occhi di gatto
guidando
al buio con grande perizia
ci
si avvicina verso l’Incisa
la
strada era interrotta
buche
di bombe eran da ricoprire
eravamo
fermi vicini al famoso ponte
lui
mi disse questo ‘un ci voleva
altri
camion eran fermi
per
lo più eran tedeschi
carichi
di materiale per il fronte
di
Cassino la linea “Gustav”
intanto
albeggiava
e
si era fermi in un brutto posto
a
metà mattina la strada era
transitabile
ma prima i camion
tedeschi
e dopo noi civili
addetti
al trasporto
si
viaggiava a passo d’uomo
lui
mi dice salta sul pianale
guarda
in alto da ogni parte
se
vedi aerei batti forte
dopo
pochi chilometri verso Figline
vedo
una formazione a volo basso
busso
sulla cabina forte forte
mentre
la formazione si avvicinava
lui
mentre ferma mi urla
buttati
di sotto e seguimi
ci
buttiamo a terra stesi
in
un fosso lungo la strada
lui
alza lo sguardo verso l’alto
e
mice questa la non sgancia
la
stà riprendendo quota
e
per sganciare è troppo alta
per
farmi coraggio mi dice
sei
stato bravo ad avvertirmi
e
per avergli visti
così
hai imparato come fare
aveo
visto altri bombardamenti
quelli
su Firenze
ma
quegli non rispettavano
la
quota dall’alto sganciavano
lui
si alzò e mi disse stai fermo
io
allontano il camion
perché
vedrai ne arriva una seconda
e
quella sgancia
passarono
pochi minuti
infatti
fu così eran bassi
un
rumore assordante
vedeo
le bombe cadere
una
dopo l’altra dalle fusoliere
eran
dirette al famoso ponte
si
sentivano i boati
era
un rumore di distruzione
finito
il rumore il Mimmi
venne
a rilevarmi nel fosso
dai
svelto si riparte
altre
per ora non arrivano
ritornai
sul pianale
mi
finivo gli occhi per guardare
sarei
disonesto a dire
che
non aveo paura
ne
aveo tanta ma non lo voleo dire
lui
con la calma più assoluta
guidava
evitando buche e macerie
quello
che non facean i tedeschi
dal
finestrino mi disse scendi
viene
a sedere ci vorrà del tempo
prima
che ritornino
stai
pure tranquillo
tranquillo
una sega diceo con me
San
Giovanni paese era un campo
lavorato
fumavano ancora le macerie
si
lascia la camionabile
per
la strada che porta alla miniera
appena giunti mette il mezzo
sotto
carico in attesa del turno
nostro
i
camion partivano intervallati
per
evitar colonna
questo
lo facevano anche i mezzi
guidati
dai tedeschi
perché
di giorno c’era la noia
dei
caccia bombardieri
quegli
si sapeva che ci sapean fare
anche
con la mitraglia
la
miniera agli alleati era chiaro
non
gli interessava
perché
mai era stata bombardata
e
attiva era rimasta
quando
venne il nostro turno
un
uomo assai distinto nel vestire
chiama
il Mimmi in disparte
e
si danno la mano
parlottarono
per svariato tempo
poi
insieme salirono sul camion
osservando
il pianale
sentii
dire solo va tutto bene
i
pezzi grandi di lignite
venivano
accomodati per lungo
lasciando
al centro un corridoio
tipo
loculo
mi
domandavo a che cosa servirà
intanto
dopo una lunga giornata
si
stava facendo scuro
e
poi venne la notte
ero
vicino al camion e vedo
due
ombre sgaiattolare erano
due
giovani che senza far
parola
si
sdraiano sul pianale
il
Mimmi e l’altro mettono
un
asse di legno a protezione
i
due distesi coperti di lignite
come
nulla fosse il carico fu finito
i
due erano scomparsi sotto il legno
capii
solo allora chi potessero
essere
mette
in moto e inizia il ritorno
era
buio pesto la strada bianca
a
malapena si intravedeva
lui
guidava tranquillo
con
il chiarore delle stelle
poi
mi disse son due ragazzi partigiani
che
devon con urgenza cambiar
brigata
mi
hanno chiesto di far questo
e
non mi sentivo di dir no
uno
è un comandante l’altro non
so
chi sia
mi
rivedo in loro quando alla sua età
ero
al fronte pieno di ideali
anche
loro ce l’hanno il suo ideale
lottano
per la libertà
se
succedesse qualcosa tu non sai
nulla
fai finta di niente
guardami
continuamente ti dirò io
con
sguardo quello che fare
va
bene dissi io e lentamente si
procedea per rientrare
nella statale
detto
fatto un posto di blocco
di
fascisti della Decima MAS
mitra
spianato indicano di fermare
senza
far parola due girano
intorno
al camion
e
uno chiede i documenti di rito
gli
domandano dove è diretto
il
carico se abbia nulla da
dichiarare
il Mimmi risponde
a muso duro nulla di nulla
vai
gli dicono non accendere i fari
se
trovi mezzi tedeschi dagli la
precedenza
perché loro hanno più
furia
di te
a
Mimmi a presa di culo
va
bene camerati sarà fatto
per
me è un ordine
e
gli ordini si eseguono
fra
San Giovanni e Figline buio pesto
colonne
di camions tedeschi
verso
Arezzo perché il fronte si
stava
avvicinando
dopo
poco Figline altro posto di blocco
questa
volta son tedeschi
segnalavano
con una torcia elettrica
il
tracciato da seguire
un
ufficiale in stentato italiano
chiese
o meglio ordina al Mimmi
di prendere a bordo un anziano
sergente
tedesco
a
Pontassieve era diretto
sale
in cabina io gli faccio posto
fra
le gambe tiene un fucile
poi
si toglie l’elmetto
si
prosegue verso Incisa
inizia
il bello
era
passata da poco la mezzanotte
in
cabina nessuno parlava
il
silenzio fu rotto dalla voce
del
Mimmi che disse vai ci siamo
infatti
una miriade di palloncini
luminosi
solcavano il cielo
li
lanciavano gli aerei prima
di
bombardare illuminavano la zona
e
poi giù botte da orbi
il
Mimmi ferma il camion
accosta
a un muraglione
urlando
dai seguimi io lo seguo
alla
luce dei bengala
si
scavalca un fosso
arrancando
su una ripida scarpata
i
lampioncini erano sempre di più
i
primi scoppi delle bombe
e
si vedevano le fiammate
chiarore
su chiarore il bombardamento
durò
svariati minuti
si
vedano gli incendi provocati
dalle
bombe
sempre
a pancia in terra
si
lascia passare svariato tempo
io
aspettavo la voce del Mimmi
per
uscire allo scoperto
quando
si alza mi alzo anch’io
ci
si incammina verso il camion
che
non avea subito danni
lui
batte e i ragazzi rispondono
uno
dice l’è andata bene siam vivi
fortuna
non essere saltati in aria
si
sale in cabina per ripartire
in
mezzo c’è il fucile tedesco
di
lui nessuna traccia anche lui
era
fuggito chissà dove era finito
forse
sarà stato anche colpito
si
riparte senza traccia del tedesco
a
complicar le cose c’era il fucile
levalo
mi dice buttalo sulla lignite
si
transita con grande difficoltà
il
camion arranca
le
balestre cigolano per lo sforzo
con
un po’ di fortuna
si
supera il paese dell’Incisa
macerie
buche e polvere
il
ponte è sempre lì pochi i danni
si
inizia la salita del Castello
non
appena finita ci si ferma
per
dar riposo al vecchio motore
il
Mimmi riordina le idee sul da farsi
e
mi dice speriamo che qualche caccia
un
gli venga l’idea di darci buongiorno
sarebbe
un brutto affare
si
riparte con lenta andatura
era
un continuo incrociar
convogli
di tedeschi
con
materiali per i binari
all’alba si intravede Pontassieve
anche
quel paesone era stato colpito
mi
guarda e mi dice se si passa
c’è
l’abbiamo quasi fatta
non
con poche difficoltà
si
attraversa tutto il paese
anche
qui buche e macerie
fili
elettrici che fiammeggiavano
nulla
fermava il vecchio Ceirano
lui
e il Mimmi avevano un cuore unico
si
conoscevano avean alle spalle
tante
avventure vissute assieme
lui
con il suo camion ci parlava
lo
rispettava gli diceva
vecchio
mio non mollare
io
ho bisogno di te e tu di me
si
punta verso le Sieci noto
che
rallenta gira verso il Mulino
del
Piano fatti pochi chilometri
si
entra in una viottola
che
porta alla casa di un contadino
giunti
sull’aia gira e ferma
dietro
un grande pagliaio
scende
e subito arriva gente
son
quattro ragazzi armati
di moschetto a fazzoletto
introno
al collo
lui
non fa parola
gli
indica dove sono gli altri
iniziano
subito a scaricar lignite
per
tirar fuori i due
che
da tanto erano sepolti
esce
prima uno e poi l’altro
non
sembrano affaticati
anzi
si spolverano e chiedon
subito
da bere
non
appena scesi gli stessi
riordinano
il carico
parlan
fra loro indicando un monte
forse
sarà il .loro alloggio
il
Mimmi era in cucina con la massaia
mordeva
con avidità
una
fetta di bianco pane nell’altra mano
un
bicchiere di vino
io
era ancora tutto un monte
pensavo
all’accaduto lui un ci
pensava
nemmeno pareva che si
tornasse
da una gita di piacere
i
quattro più i due si mettono
in
cammino
lui
sulla soglia dell’uscio
gli
urla
ragazzi
c’è anche un fucile
prendetelo
perché vi farà comodo
era
il fucile del tedesco
che
era sparito senza traccia
il
mauser senza colpo ferire
passava
dal tedesco ai partigiani
per
merito del Mimmi bersagliere
senza
paura
bene
o male ho tentato di raccontare
la
mia prima esperienza di guerra
poi
ne vennero altre
aveo
imparato a non aver paura
diventai
uomo un uomo vero
che
aveva capito gli orrori
della
guerra e fin da allora
son
contro la cultura della guerra.
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