Master di 1° Livello in Storia Militare Contemporanea 1796 -1960

Master di 1° Livello  in Storia Militare Contemporanea 1796 -1960
Iscrizioni aperte. Info www.unicusano.it/master

Il Corpo Italiano di Liberazione ed Ancona. Il tempo delle oche verdi e del lardo rosso. 1944

Il Corpo Italiano di Liberazione ed Ancona. Il tempo delle oche verdi e del lardo rosso. 1944
Società Editrice Nuova Cultura, Roma 2014, 350 pagine euro 25. Per ordini: ordini@nuovacultora.it. Per informazioni:cervinocause@libero.it oppure cliccare sulla foto

Cerca nel blog

sabato 10 gennaio 2026

Giovanni Riccardo Baldelli . La Polizia Africa Italiana

 

.   


La Polizia dell’Africa Italiana (d’ora in poi P.A.I.) era un organo di polizia coloniale, costituito nel 1937, dipendente-dal Ministero per l'Africa Italiana, ma che era a tutti gli effetti, come indicato all’articolo 2 del Decreto Legge[1] istitutivo, “organizzato militarmente, forma il nucleo essenziale e principale della forza pubblica nell'Africa Italiana, fa parte delle Forze armate dello Stato e concorre alle operazioni militari di polizia e di guerra.

Per meglio comprendere la struttura ordinativa dei Reparti della P.A.I. dislocati in A.O.I. è opportuno fare riferimento all’articolo 15 del Decreto, che stabiliva la costituzione e i compiti, nel quale era indicato: “I Comandi del Corpo della polizia coloniale si distinguono in fissi e mobili. I Comandi fissi sono i seguenti:

a) il Comando generale che costituisce uno degli uffici centrali nei quali è ripartito il Ministero dell'Africa Italiana;

b) gli Ispettorati generali alle dipendenze rispettivamente del governatore generale dell'A.O.I. e del governatore generale della Libia;

c) le Questure alle dipendenze rispettivamente dei governatori dell'A.O.I., del governatore di Addis Abeba e dei commissari provinciali della Libia;

d) gli Uffici commissariali di polizia alle dipendenze dei commissari di governo;

e) le Sezioni di polizia alle dipendenze dei residenti;

f) le Stazioni ed i Posti di polizia alle dipendenze dei Viceresidenti o, in mancanza, dei residenti.

Il successivo articolo 16 dettagliava la tipologia dei Comandi e degli organi alle loro dipendenze: I Comandi mobili, permanenti o temporanei, sono costituiti da:  

a) Distaccamenti di polizia coloniale

b) Bande di polizia coloniale e altre formazioni similari composte di indigeni e inquadrate da ufficiali e sottufficiali della polizia coloniale.

Per far fronte a eventuali gravi esigenze di ordine pubblico, a calamità o ad avvenimenti eccezionali, possono essere costituiti reparti di maggiore entità denominati colonne di polizia coloniale.

I Comandi mobili permanenti sono istituiti con provvedimento del Ministro per l'Africa Italiana e quelli temporanei con provvedimento del governatore.

Dal 1938 erano stati inviati in A.O.I. sei Battaglioni di Polizia Coloniale che per effetto di un decreto emanato l’11 aprile del 1938 vennero denominati:

-      Battaglione “Luigi Amedeo di Savoia” assegnato al Governo di Addis Abeba (poi divenuto Governo dello Scioa);

-      Battaglione “Giuseppe Giulietti” assegnato al Governo dell’Eritrea;

-      Battaglione “Antonio Cecchi” assegnato al Governo della Somalia;

-      Battaglione “Gaetano Casati” assegnato al Governo dell’Amara;

-      Battaglione “Eugenio Ruspoli” assegnato al Governo dell’Harar;

-      Battaglione “Vittorio Bottego” assegnato al Governo del Galla Sidama.[2]

A queste unità si aggiungevano le Questure, ubicate nelle sedi dei rispettivi Governi, i Commissariati e le Stazioni dislocate nei centri più piccoli dell’A.O.I. [3] Art. 18.

In previsione dell’entrata in guerra vennero costituite in diverse zone dell’A.O.I., per far fronte ad eventuali impieghi bellici, le seguenti unità:

-      la banda P.A.I. Uollo Jeggiù, formata dal 23 maggio 1940 nell’Amara, con una forza di: 3 Ufficiali, 3 guardie nazionali e 546 guardie coloniali;

-      la banda P.A.I. della Somalia, costituita il 25 maggio 1940 a Mogadiscio, con 1 Ufficiale, 1 guardia nazionale e 100 guardie coloniali;

-      un Reparto di polizia stradale, formato ad Addis Abeba dal 3 giugno 1940 e posto alle dirette dipendenze del Comando Superiore Forze Armate dell’Africa Orientale, con 1 Ufficiale e 56 tra Sottufficiali, appuntati e guardie motociclisti nazionali;

-      il 1° Gruppo Motorizzato P.A.I., in corso di costituzione ad Addis Abeba, articolato in:

·       Comando di Gruppo, con 1 Ufficiale, 4 tra Sottufficiali, appuntati e guardie nazionali e 10 guardie coloniali;

·       compagnia motociclisti, con 4 Ufficiali, 63 tra Sottufficiali, appuntati e guardie nazionali e 27 guardie coloniali;

·       1a banda autocarrata, con 1 Ufficiale, 1 guardia nazionale e 249 guardie coloniali;

·       2a banda autocarrata, con 1 Ufficiale, 1 guardia nazionale e 204 guardie coloniali;

·        un’autocolonna, con 1 Ufficiale, 1 guardia nazionale 13 autocarri Ceirano, 7 furgoncini 1100, 6 motocarrelli e 2 spider.[4]

All’Asmara era stato dato corso dall’8 giugno del 1940 alla costituzione del 2° Gruppo Motorizzato P.A.I. strutturato su:

-      Comando di Gruppo, con 3 Ufficiali, 4 tra Sottufficiali, appuntati e guardie nazionali e 10 guardie coloniali;

-      plotone motociclisti, con 30 tra Sottufficiali, appuntati, guardie nazionali e guardie coloniali;

-      una banda autocarrata, con 1 Ufficiale e circa 300 guardie coloniali.[5]

Nella missiva, indirizzata al Comando Scacchiere Nord, in cui si preannunciava la costituzione del 2° Gruppo Motorizzato P.A.I., si precisava che tutti i motociclisti e il personale italiano sarebbero stati armati con Moschetto Automatico Beretta e il restante con il moschetto 91. Nel concludere la lettera, con la richiesta di quattro mitragliatrici - che avrebbero dovuto equipaggiare la banda (tre armi) e il plotone motociclisti (un’arma) -, si preannunciava la costituzione a Cheren di un’altra banda con 250-300 coloniali effettivi. Il personale effettivo della Polizia Africa Italiana al 1° giugno 1940 era quantificato in: 90 Ufficiali, 349 Sottufficiali, 1.341 guardie nazionali e 4.601 guardie coloniali (totale generale 6.381 uomini).[6]

Nel corso delle operazioni in Somaliland al Vicebrigadiere della P.A.I. Luigi Orecchioni venne concessa la Medaglia d’Oro al Valor Militare, unico milite del Corpo a cui fu assegnata la massima onorificenza militare alla memoria.[7]



[1]     Regio Decreto 10 giugno 1937, n. 1211 Regolamento organico del Corpo della polizia coloniale pubblicato in GURI n.174 del 29 luglio 1937

[2]     Piero CROCIANI, La Polizia dell’Africa Italiana (1937-1945), Ufficio Storico della Polizia di Stato, Laurus Robuffo, Roma 2009, pp. 73-75

[3]     L’articolo 18 del Regio Decreto 15 novembre 1937, n. 2708 sanciva che In ogni capoluogo di Governo è istituita una Questura a capo della quale è posto un funzionario del Corpo della polizia coloniale di grado 6° o 7°. La Questura riceve direttive dalla Direzione degli affari politici e fa capo alle Direzioni di Governo secondo la natura degli affari da espletare.

[4]     Piero CROCIANI, La Polizia dell’Africa Italiana (1937-1945), op.cit., pp. 88-89

[5]     Ivi, pp. 89-90

[6]     Alberto ROVIGHI, Le operazioni in Africa Orientale (giugno 1940-novembre 1941). Volume II. Documenti, op. cit., Documento 14 p. 57

[7]     Arruolatosi come Carabiniere nel 1932 veniva inviato nel giugno 1935 per l’Eritrea con 1’88ª sezione CC.RR. da montagna mobilitata. Partecipava alla conquista dell’Etiopia distinguendosi sull’Endertà e nella marcia su Addis Abeba, rimpatriato nel febbraio del 1937 rientrava alla legione di appartenenza in Cagliari. Nel 1938 si arruolava nel neocostituito Corpo di polizia coloniale e con il grado di guardia venne destinato alla Questura di Addis Abeba. Divenuto Vicebrigadiere, dopo aver partecipato al 1° Corso Allievi Sottufficiali e trasferito alla Questura di Asmara. Allo scoppio della guerra nel giugno 1940, chiedeva ed otteneva di essere assegnato alla 1ª banda P.A.I. dell’Amara. Nel corso della campagna in Somaliland cadeva colpito a morte durante uno scontro con forze avversarie; per il suo comportamento gli veniva concessa la Medaglia d’Oro al Valor Militare con la seguente motivazione:

“Alla vigilia della campagna contro la Somalia inglese, rifiutava un urgente intervento chirurgico per seguire il suo reparto, da lui guerrescamente addestrato, al battesimo del fuoco. Vice comandante di una banda P.A.I. in aspro, lungo e violento combattimento contro forze avversarie superiori per numero e per mezzi bellici, guidava la sua mezza banda, attraverso una cortina di fuoco, con leonino coraggio e superbo sprezzo del pericolo, su successive munitissime posizioni nemiche. Ferito ad un braccio sdegnava qualsiasi assistenza. Con raddoppiato ardore, con azione personale assaltava a bombe a mano un centro di resistenza nemico dotato di due armi automatiche. Investito a bruciapelo da una raffica di mitragliatrice, cadeva per rialzarsi morente e lanciare ancora una bomba contro il nemico, quale suo estremo atto di dedizione, per aprire, alle armi della Patria, la via della vittoria. Agli ascari accorsi in suo soccorso, con gli ultimi aneliti rivolgeva parole di incitamento a perseverare nell’avanzata, di augurio e di fede per la Patria ed il Corpo, ai quali dava in olocausto la propria giovinezza. Esempio mirabile di virtù militari, di sublime sentimento di dedizione al dovere e di amor di Patria” – Lafaruc, 17 agosto 1940.

http://www.istitutodelnastroazzurro.org URL consultato il 25 gennaio 2023

mercoledì 31 dicembre 2025

Irma Bandiera, Medaglia d'Oro al Valore Militare

 

Alessia Biasiolo

 

Il ricordo delle Medaglie al Valor Militare permette di mantenere il legame con quella parte di vita vera che speriamo di non dover provare sulla nostra pelle: persone che hanno dovuto affrontare problemi e incombenze alle quale mai avrebbero pensato e che hanno stabilito il confine tra subire e voltarsi dall’altra parte, oppure reagire, anche a costo della propria vita o di quella dei propri cari.

Il caso di Irma Bandiera è uno di quelli. Bolognese, classe 1915, apparteneva ad una famiglia antifascista. Fidanzata con il militare Federico Cremonini di stanza a Creta, se lo ritrovò fatto prigioniero dopo l’8 settembre e, tragicamente, la nave che lo stava portando in un campo di prigionia verso il Pireo venne bombardata dagli Alleati. Cremonini venne dato per disperso.

La tragica situazione italiana e il dolore per la perdita di Federico, avvicinò Irma ai resistenti che cominciò ad aiutare, entrando nel contempo nelle fila del Partito Comunista.

Conosciuto Dino Cipollani, noto con il nome di battaglia di Marco, Irma prese sempre più parte attiva alla Resistenza diventando la sua staffetta con il nome di battaglia di Mimma, fino al suo ingresso nella VII Brigata GAP di Bologna; nella sua abitazione di Via Gorizia a Bologna allestì una base logistica partigiana.

A Funo, dove la donna aveva dei parenti che visitava di frequente, il 5 agosto 1944 venne ucciso un ufficiale tedesco e un comandante delle Brigate Nere: la rappresaglia seguente portò all’arresto di tre partigiani e il 7 agosto anche di Irma, che si era appena occupata di portare armi alla sua formazione. Venne rinchiusa nelle scuole di San Giorgio di Piano separata dagli altri partigiani arrestati, poi tradotta a Bologna e sottoposta a continue torture per sei giorni per farle tradire i suoi compagni. Delle sevizie si occuparono i fascisti della Compagnia Autonoma Speciale guidata dal capitano Renato Tartarotti. La crudeltà nei confronti di Irma arrivò ad accecarla con una baionetta e, pur in possesso di documenti cifrati, ella non rivelò i nomi dei suoi compagni oppure la sede delle basi partigiane.

Il 14 agosto, in fin di vita e cieca, Irma venne portata sotto la sua abitazione ancora nel tentativo di farla parlare. Date le inutili torture, i fascisti la uccisero al Meloncello di Bologna.

I familiari la cercarono ovunque, non avendo sue notizie: al centro di smistamento delle Caserme Rosse in Via Coticella, o nel carcere bolognese di San Giovanni in Monte; in Questura e al comando tedesco di Via Santa Chiara, inutilmente.

Il suo corpo venne ritrovato il 14 agosto sul selciato dello stabilimento di una fabbrica di materiale sanitario dove doveva restare esposto per una giornata a monito per chi sosteneva i partigiani.

Trasportato il cadavere all’Istituto di Medicina Legale di Bologna, il custode scattò ai poveri resti delle fotografie per testimoniare le torture alle quali era stata sottoposta la donna.

Quindi Irma Bandiera venne sepolta nel Cimitero Monumentale della Certosa di Bologna.

Il Partito Comunista diramò un foglio clandestino per incitare ad intensificare lotta contro gli occupanti, proprio in nome di Irma, e la formazione di partigiani attivi a Bologna prese il suo nome: Prima Brigata Garibaldi “Irma Bandiera”. Le venne intitolata una Brigata SAP e un Gruppo di Difesa della Donna.

Al termine del conflitto venne riconosciuta ad Irma Bandiera la Medaglia d’Oro al Valor Militare alla Memoria con la seguente motivazione: Prima fra le donne bolognesi a impugnare le armi per la lotta nel nome della libertà, si batté sempre con leonino coraggio. Catturata in combattimento dalle SS tedesche, sottoposta a feroci torture, non disse una parola che potesse compromettere i compagni. Dopo essere stata accecata fu barbaramente trucidata e il corpo lasciato sulla pubblica via. Eroina purissima degna delle virtù delle italiche donne, fu faro luminoso di tutti i patrioti bolognesi nella guerra di liberazione.

A Bologna la lapide in suo ricordo recita:

Irma Bandiera/ Eroina nazionale/ 1915 – 1944/ Il tuo ideale seppe vincere le torture e la morte/ La libertà e la giovinezza offristi/ Per la vita e il riscatto del popolo e dell'Italia/ Solo l'immenso orgoglio attenua il fiero dolore/ Dei compagni di lotta/ Quanti ti conobbero e amarono/ Nel luogo del tuo sacrificio/ A perenne ricordo/ Posero”.

Lasciata Bologna, Renato Tartarotti si trasferì a Trieste. All’inizio del 1945, con gli uomini della sua Compagnia, si trovò a Vobarno (Brescia) dove venne arrestato per estorsione e rapina e rinchiuso in carcere a Brescia.

Riuscito ad evadere, venne catturato il 16 maggio dai gappisti della 135esima Brigata Garibaldi in Val Trompia e riportato in carcere a Brescia.

Processato a Bologna dalla Corte d’Assise Straordinaria, venne condannato a morte per fucilazione alla schiena. La sentenza venne applicata presso il Poligono di Tiro di Bologna il 2 ottobre 1945, alle sei del mattino.

 

Alessia Biasiolo

 

mercoledì 10 dicembre 2025

domenica 30 novembre 2025

Guerra di Liberazione Approccio adottato

 

Gli avvenimenti in Italia dopo la resa del Regno d’Italia e l’annuncio della firma dell’armistizio l’8 settembre 1843 potrattasi per tutto l’arco di tempo che arriva alle date significative del 25 aprile, 2 maggio e 8 maggio 1945 necessitano di una definizione preliminare al fine di comprendere le ragioni e le scelte che li hanno determinati. Per raggiungere questo necessita andare a vedere più da vicino gli Attori che li determinarono, sia quelli principali sia quelli secondari. Questi attori, in prima approssimazione si possono raggruppare in due coalizioni, ovviamente contrapposte e protagoniste di quella che univocabilmente è stata chiama la Seconda Guerra Mondiale: la coalizione delle Nazioni Unite, a guida inizialmente della Gran Bretagna, poi degli Stati Uniti e la coalizione hitleriana, definita dalla propaganda dell’epoca, Asse prima Roma- Berlino, poi ROBERTO, Roma-Berlino-Tokyo, a guida in Europa indiscutibilmente della Germania, in Asia dal Giappone.


La situazione nel settembre 1943 vede la Germania sulla difensiva strategia sul fronte orientale, dopo la non riuscita offensiva per la eliminazione del saliente di Kursk, l’Armata Rossa prosegue la sua progressione verso ovest investendo e conquistando Kiev e l’Ucraina, minacciando le forze tedesche in Crimea. Gli alleati il 1 ottobre 1943 conquistano Napoli, mettendo il sigillo finale di vittoria allo sbarco a Salerno di tre settimane prima. Nel Pacifico gli statunitensi portano le operazioni a Tarawa nel gruppo delle isole Gilbert. Anche il Giappone è sulla difensiva strategica.


Nella coalizione delle Nazioni Unite l’idea centrale strategica è lo sbarco in Europa, invocato in modo perentorio dal Mosca e da Stalin chiesto sempre più insistentemente, per alleggerire il fronte orientale. La Russia sovietica non considera le operazioni in Italia l’apertura di un secondo fronte, essendo insignificante, a giudizio dei russi, il peso strategico di queste operazioni nel quadro generale della guerra. Gli Alleati, eliminando dalla lotta l’Italia, uno dei componenti più qualificati dell’Asse, avevano raggiunto uno degli obiettivi intermedi della guerra. Ora, come detto, ci si doveva concentrare contro la Germania, per conseguire la vittoria finale. Quello italiano doveva essere tenuto aperto, cercando di attirarvi il maggior numero possibile di forze tedesche, cercando nello stesso tempo di impiegarvi il minor numero possibile di proprie truppe. Da questo concetto discende il fatto che gli Alleati dirotteranno sul fronte italiano le forze del Commonwealth, (neozelandesi, indiani, sudafricani ecc.) e di paesi minori (polacchi, greci, francesi degaullisti, brasiliani ecc.) mentre trasferiranno in Gran Bretagna quelle nazionali sia britanniche che statunitensi.


Nella coalizione hitleriana, nei confronti dell’Italia emerge il tradizionale odio di derivazione risorgimentale ed austroungarica, considerata traditrice e voltagabbana. Quindi emerge un sentimento di vendetta e punizione che caratterizzerà tutto l’atteggiamento tedesco, in parte motivante anche le innumerevoli stragi e violenze commesse contro la popolazione italiana. In Italia i tedeschi si comportano come in tutti i paesi occupati, con in più questo delta vendicativo di tradizionale odio verso le popolazioni latine. Considerando sempre il fronte orientale il front in cui si sarebbe decisa la guerra, quello italiano doveva essere tenuto, possibilmente il più possibile a sud, tenendo lontano dai confini meridionali del Reich i nemici, assorbendo il minor numero di forze. Quindi un atteggiamento difensivo, cercando di avere il massimo utile in termini di risorse agricole, industriali e finanziarie.


Considerando gli atteggiamenti e le ragioni delle due coalizioni, si può dire che gli avvenimenti in Italia dal settembre 1943 a maggio 1945, per gli Alleati prese il nome di Campagna d’Italia, una delle tante campagne condotte da Gran Bretagna e Stati Uniti e alleati minori, mentre per la Germania era la difesa del fronte meridionale, avente la funzione di tenere i nemici il più lontano possibile dal territorio del Reich, in attesa della decisione finale.


giovedì 20 novembre 2025

S.I.M. Servizio Informazioni Militari 1925 1945

 Tesi di Laurea Master Dott Leonardo Avellone Anno Accademico 2024 2025

Premessa

La storia dei servizi segreti italiani rappresenta l’evoluzione delle strutture di intelligence del nostro Paese, da prima dell’Unità d’Italia sino ai giorni nostri.

Il primo vero organismo di spionaggio dell’Italia unita fu istituito nel 1925 con la nascita del Servizio Informazioni Militari, chiamato SIM, concepito come struttura di natura prettamente militare. Questa organizzazione iniziò a coinvolgere membri dell’Arma dei Carabinieri nei propri ranghi, dando così vita a una collaborazione fra le forze armate e i servizi di intelligence. Successivamente, con il secondo dopoguerra, si passò alla creazione del SIFAR, che fu poi riorganizzato nel Servizio Informazioni Difesa (SID)1.

La riforma del 1977 segnò un passaggio essenziale, poiché istituì il SISDE come servizio di intelligence civile e il SISMI per le funzioni militari. Nel 2007 poi, una nuova revisione portò alla suddivisione in due agenzie specializzate per competenze territoriali: l'AISI per la sicurezza interna e l'AISE per quella esterna.

Tuttavia, il percorso dei servizi segreti italiani è stato costellato di scandali, sospetti di connivenza con interessi non trasparenti e accuse di deviare dai fini istituzionali. La stampa spesso ha parlato di “servizi deviati”, alimentando un’immagine di opacità e collegamenti con la criminalità organizzata. Partiamo con il vedere nel dettaglio però la storia dell’Intelligence.

1 ​Antonella Colonna Vilasi, Storia dei servizi segreti italiani. Dall'Unità d'Italia alle sfide del XXI secolo, Città del Sole Edizioni, 2013. ​

sabato 1 novembre 2025

INFOCESVAM N. 5 DEL 2025 Settembre Ottobre 2025

 

 

INFOCESVAM

BOLLETTINO NOTIZIE DEL CENTRO STUDI SUL VALORE MILITARE

centrostudicesvam@istitutonastroazzurro.org

____________________________________________________________________

ANNO XII, 69/70/, N. 5, Settembre - Ottobre 2025, 1 Novembre 2025

XII/5/1051 La decodificazione di questi numeri è la seguente: XII anno di edizione, 5 il Bimestre di edizione di INFOCESVAM, 1051 il numero della comunicazione dal numero 1 ad oggi. Il presente Bollettino svolge anche la funzione di informazione “erga omnes” dello stato, sviluppo e realizzazione dei Progetti dell’Istituto del Nastro Azzurro, in funzione del supporto scientifico alla offerta formativa dei Master. Inoltre dal gennaio 2023 ha assunto anche la funzione di aggiornamento delle attività di implementazione dell’Archivio Digitale Albo d’Oro Nazionale Dei Decorati al Valor Militare Italiani e Stranieri dal 1793 ad oggi, con la pubblicazione di un ANNESSO. L’ultima indicazione aggiorna o annulla la precedente riguardante lo stesso argomento

XII/5/1052 -  Progetto 2026/1 Gli Ordinamenti dell’Esercito Italiano nel secondo dopoguerra 1946 – 1977 nel 165° Anniversario della Costituzione dell’Esercito Italiano. Col. Riccardo Baldelli. Proposta al Gabinetto del Ministro.

XII/5/1953 Save the date. Presentazione del Calendario “La Donna e le Armi”. Ass. Amici della Scuola di Artiglieria di Bracciano. 22 novembre 2025. Caserma Cosenz Bracciano.

XII/5/1954 - Sito del Nastro Azzurro: www.istitutodelnastroazzurro.org riporta fino al 31 ottobre 2025 nel Banner “Il Valore Militare Oggi” gli atti di Valore che si sono avuto nel passato.

XII/5/1055 – Progetto 2026/2. Partecipazione e testimonianze nelle Missioni di Pace Valore Militare e contributo alla memoria Giornata del ricordo dei Caduti militari e civili nelle missioni internazionali per la Pace. Massimo Coltrinari. Proposta al Gabinetto del Ministro

XII/5/1056 - Volume Serie Università. Alessia Biasiolo. “La Fabbrica che costruisce la Storia”. Analisi della produzione industriale italiana tra Ottocento e Novecento”. Dalla Casa Editrice. Ricevuta Bozza n. 1 per la correzione. L’inserimento Indici

XII/5/1057 -  Progetto 2026/3 Il ruolo delle Nazioni Unite nel mantenimento della pace . Dalla Teoria alla pratica: l’Esperienza UNMIK (United Nations Interim Administration Mission) in Kosovo.  Gen.Antonio Vittiglio, Proposta al Gabinetto del Ministro

XII/5/1058 -  Ricerca Interna. La struttura della organizzazione germanica per la occupazione dell’Italia 8 settembre 1943 -2 maggio 1945. Analisi dei Comandi Enti ed Organizzazioni tedesche.

XII/5/1059 - La Rivista QUADERNI del NASTRO AZZURRO n. 3 del 2025 (LUGLIO-SETTEMBRE 2025) 37° della Rivista in data 10 OTTOBRE 2025 è stata invia nella forma pdf a tutti coloro che sono iscritti alla predetta Main List. (603)

XII/5/1060 – Progetto 2026/4 – “Un Bosco per resistere” La Brigata Partigiana “Ciro Menotti” tra le provincie di Pordenone, Treviso Belluno. Dott.ssa Monica Apostoli. Proposta al Gabinetto del Ministro.

XII/5/1061 – Save the Date: Modena 14-16 Novembre 2025. Convegno sulla MOVM Salvo d’Acquisto “Eroismo e Santità”. Collaborazione con la Ass. Naz. Carabinieri; Università dei Saggi Roma.

XII/5/1062 – Progetto 2025/1. Eccidi in Toscana. Cav..Stefano Mangiavacchi ha predisposto la lista degli Eccidi con 1 Vittima nelle 10 provincie toscane; controllo e revisione della data e del luogo.

XII/5/1063 – Università degli Studi “N. Cusano” Telematica Roma. A partire dal 1 novembre, sulla base degli iscritti, il ricevimento studenti per i Master di Storia Militare Contemporanea e Politica Militare Comparata è stabilito il Lunedi. Per il Master in Terrorismo ed Anti Terrorismo il venerdì. Entrambi con orario dalle 10 alle 13.  

XII/5/1064 - Save The date. La sessione di Laurea del Master di 1° Liv. in Storia Militare Contemporanea. Dal 1796 al 1960 si terrà il 17 novembre 2025. Dalle ore 9.00 presso l’Aula Tesi della Università degli Studi “N Cisano Telematica Roma”.

XII/5/1065 – Progetto 2026/5 Cimitero Militare Italiano dell’Asinara. Storia e Memoria 1916 – 2026. Studio funzionale finalizzato al recupero della memoria storica e fruizione del cimitero militare italiano sull’Asinara realizzato nel 1916. Dott. Giorgio Madeddu. Proposta al Gabinetto del Ministro.

XII/5/1066 - Canale You Tube dedicato all’Istituto del Nastro Azzurro. Schort Video Mese di settembre, 4 Video, mese di ottobre 4 video. Redazione ed edizione a cura del CESVAM I video (Gli Schort Video) sono trasmessi ogni lunedì, (ore 08.00).  Titolo Canale ISTITUTO NASTRO AZZURRO CESVAM. Parola chiave CESVAM. Al 31 ottobre 2025 vi sono iscritti 71 persone.

XII/5/1067 – Progetto 2026/6. Mariano Buratti. Medaglia d’Oro al Valore Militare. La Resistenza nel viterbese 1943 -1944. Col Osvaldo Biribicchi. Proposta al Gabinetto del Ministro. Proposta al Gabinetto del Ministro.

XII/5/1068 – È in corso di edizione il CESVAM Report 2021 – 2025. Tale Report sarà in distribuzione anche nella versione pdf. Nella versione a stampa, sarà in distribuzione, ad indirizzario ridotto (ovvero ad uno scelto numero di nominativi) al fine di avere le copie a stampa disponibili per un più lungo periodo di tempo. Questo è il III Report del CESVAM, dopo quello del 2014 - 2019 e 2019-2021.

XII/5/1069 – Save The date. La sessione di Laurea del Master di 1°Liv.in Politica Militare Comparata. Dal 1960 ad oggi. si terrà il 17 novembre 2025. Dalle ore  14.30.00 in poi  presso l’Aula Tesi della Università degli Studi “N. Cisano Telematica Roma”.

XII/5/1070 – Progetto 2026/7 I Padri Fondatori dell’Esercito Italiano. Il Valore Militare del Risorgimento. Dott. Manuel Vignola. Proposta al Gabinetto del Ministro.

XII/5/1071 – Progetto 2026/8 Tecnologia aeronautica: la formula trimotore. Storia dell’Aeronautica Italiana. I Bombardieri strategici. Gen Antonio Daniele. Proposta al Gabinetto del Ministro.

XII/5/1072 – Progetto 2026/ 9 Sahel 3.0. Terrorismo digitale, materie prime strategiche e nuove sfide per l’Europa e per l’Italia. Dott. Massimo Dionisi. Proposta al Gabinetto del Ministro.

XII/5/1073- Save The date. La sessione di Laurea del Master di 1°Liv.in Terrorismo ed Anti Terrorismo Internazionale. Obiettivi Piani e Mezzi si terrà il 17 novembre 2025. Dalle ore 9.00 presso l’Aula Tesi” della Università degli Studi “N Cisano Telematica Roma”.

XII/5/1074 – Progetto 2026/12. Liberi e Valorosi. Breve storia della Budeswehr. Dott. Di Santo (Monaco). Proposta al Gabinetto del Ministro.

XII/5/1075 - Prossimo INFOCESVAM (novembre -dicembre) sarà pubblicato il 1 gennaio 2026. I precedenti numeri di INFOCESVAM (dal gennaio 2020) sono pubblicati su www.cesvam.org e sul sito dell’Istituto del Nastro Azzurro/ comparto CESVAM. e sui vari blog sia storici e che geografici.

(a cura di Massimo Coltrinari) info: centrostudicesvam@istitutonastroazzurro.org