giovedì 30 aprile 2020
domenica 26 aprile 2020
Campagna di Sicilia. La battaglia del ponte di Primosole. Bibliografia
BIBLIOGRAFIA
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Office, Kew, Londra, Diario di guerra
della 1^ Divisione Aviotrasportata, “Draft Outline Plano of Ist (Br) Aiborne
Division”, 12 maggio 1943 PRO (WO 169/8666)
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Mondadori Editore, 1990
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America’s Master Spy, Chicago 1982
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big L: American Logistics in World war II, Washington, National Defense
University Press, 1997
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Editore, 1981
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Francesco Rossi, Come arrivammo all’armistizio, Garzanti,
1946
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Guerra e catastrofe d’Italia, Corso,
1945
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Storico, Roma 1983
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Co ltd 1955
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L’Aniene editrice 1956
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S. Goodenough, Great land sea and air battles of world war II,
Peerage books 1982
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R. Roggero, Oneri e onori: le verità militari e
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2006
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S. W. Mitcham Jr., F. Von Stauffenberg ,The Battle of
Sicily : How
the Allies Lost Their Chance for Total Victory, Stackpole Books, 2007
SITI WEB
domenica 19 aprile 2020
Campagna di Sicilia. La battaglia del ponte di Primosole. Ammaestramenti
a. Ammaestramenti di valore
attuale
Sicuramente gli ammaestramenti
tratti dall’ operazione Husky costituirono un base essenziale per la
pianificazione dell’operazione Overlord che avrebbe costituito l’azione
militare più importante della II Guerra Mondiale nel teatro europeo. Tali
indicazioni rappresentano tutt’ora dei corner
stone sui quali sviluppare qualsiasi intervento militare joint e combined. In particolare si
possono elencare:
- importanza
di una solida base informativa; la difficoltà degli Alleati di sviluppare
attività di human intelligence sul
territorio siciliano, chiuso, patriarcale e di connotazione contadina causò
l’approssimativa definizione del quadro operativo inerente le forze tedesche
nell’area orientale dell’isola e di conseguenza una limitata concentrazione di combat power nella seconda fase
dell’operazione;
- sincronizzazione e coordinamento delle
operazioni joint e combined; la
mancanza di coordinazione e controllo delle attività interforze causò delle
gravi perdite alla componente aviotrasportata sin dall’immissione sul terreno
di operazioni a causa di fuoco amico; inoltre capacità di comunicazione inadeguata impedì spesso il
coordinato intervento delle diverse capacità e quindi un attrito maggiore delle
operazioni offensive;
- dettagliata pianificazione e preparazione di
operazioni aviotrasportate; tali azioni belliche, a causa della loro
dinamicità, sfruttamento dell’effetto sorpresa, utilizzo della terza dimensione
e sviluppo in un ambiente altamente variabile e incerto, richiedono un’attenta
e maniacale cura dei dettagli di ogni fase dell’operazione;
- pianificazione di contingenza; le
operazioni interforze, a causa della loro intrinseca complessità, comportano
una elevata possibilità di evoluzioni impreviste e improvvise; tali situazioni
richiedono la disponibilità di piani redatti in precedenza e di pronta
attuazione per perseguire il principi della guerra del mantenimento
dell’iniziativa e del “tempo delle operazioni”.
venerdì 10 aprile 2020
10 Aprile 1944. Monte Marrone
Il 10 aprile 1944 gli alpini del
Battaglione Piemonte
dopo averlo scalato e presidiato,
lo difendevano dall'attacco tedesco
Fu una tappa fondamentale nel recupero della credibilità agli occhi degli Alleati
Con Monte Marrone inizia un nuovo percorso per l'Esercito Italiano
dal 1° Raggruppamento Motorizzato
si passò al Corpo Italiano di Liberazione
da 5000 combattenti si passò a 25.000 combattenti
Il gen. Utili che gestì questa difficile transizione sotto la guida del generale Messe e del gen. Berardi
riusc' ad amalgamare le unità in un contesto veramente difficile
Sergio Pivetta
Medaglia d'Argento al Valor MIlitare
fu uno dei partecipanti a Monte Marrone
con il Battaglione Piemonte
Uno di quelli che combatterono fino al maggio del 1945 in prima linea
Per noi delle generazioni successive
oltre che un amico, un Gigante rispetto
a tanti nanerottoli che frequentava
mercoledì 8 aprile 2020
Campagna di Sicilia. La battaglia del ponte di Primosole. Considerazioni finali Truppe anglo-americane
a. Considerazioni
finali inerenti le truppe anglo-americane
L’Operazione HUSKY fu concepita dagli alleati in un
clima di totale controversia. Durante la Seconda Conferenza di Washington
nell’estate del 1942, si sviluppò un acceso dibattito tra gli inglesi e gli
americani in merito a quale dovesse essere la linea strategica da adottare
nella guerra contro le potenze dell’Asse. Il piano inglese prevedeva
l’applicazione di una pressione continua sull’Asse con tutti i mezzi disponibili.
In riferimento al Nord Africa e al Mediterraneo, si intendeva spingere l’Italia
fuori dal conflitto e costringere la Wermacht ad allungare il proprio
dispositivo sino al limite massimo. Al contrario del concetto americano, che
sosteneva una strategia di consolidamento nel Nord Africa e l’utilizzo delle
basi per effettuare attacchi aerei contro l’Italia e la Germania, lo schema
inglese richiedeva la conquista della Sicilia o della Sardegna per aumentare la
pressione sull’Italia. Alla fine Churchill riuscì a convincere gli alleati
statunitensi della bontà delle sue tesi e l’invasione della Sicilia, colpendo
il centro di gravità della nazione italiana, cioè la volontà di combattere,
raggiunse l’obiettivo strategico della resa italiana.
Al livello operativo, l’imponente figura del Gen.
Montgomery influenzò notevolmente lo schema della manovra dell’operazione
Husky. Inizialmente egli impose l’applicazione di un piano di sbarco in cui le
due armate svilupparono il proprio sforzo parallelamente dandosi supporto reciproco
e mantenendo saldi i principi della massa e della coordinazione, ma
successivamente, galvanizzato dalla relativo successo iniziale, sviluppò la
campagna di Sicilia contemporaneamente lungo due direttrici. Una principale, sulla
quale il XIII corpo d’armata avrebbe attraversato la piana di Catania e
conquistato la città, una secondaria, ove il XXX corpo d’armata avrebbe preso
Vizzini, Caltagirone, Enna e Loeonforte, chiudendo l’accerchiamento alle spalle
la Divisione Hermann Goering in collaborazione con le truppe del Gen. Patton.
In realtà il generale inglese aveva apparentemente
perso di vista il fatto che non si stava più operando nel deserto, con un
terreno ampio e libero da ostacoli. In Sicilia, si combatteva su un territorio
montuoso e compartimentato che offriva limitate e canalizzate linee di avanzata, molte posizioni difensive, poco
spazio di manovra. Inoltre la velocità non era mai stata una delle peculiarità
delle formazioni sotto il comando di Montgomery. Infine lo sviluppo
dell’operazione Husky, sbilanciato a favore dell’8^ Armata di Montgomery aveva
sicuramente trascurato il vantaggio in uomini e mezzi posseduto dalla 7^ armata
del Gen. Patton e quindi aveva relegato parte delle forze a disposizione ad un
ruolo prettamente secondario.
L’attacco su Catania avrebbe dovuto prevedere una
forte concentrazione di forze, con l’impiego di tutte le risorse dei Corpi
d’Armata disponibili, anziché dissipare la potenza delle truppe inglesi su due
fronti. Inoltre, non era stata predisposta una consistente riserva tale da
poter fronteggiare, all’occorrenza, situazioni che avrebbero potuto portare
alla sconfitta delle forze dell’Asse che contrastavano l’avanzata inglese
attraverso il ponte di Primosole.
Tali errori rallentando notevolmente l’avanzata dell’8^,
compromisero la conquista del porto della città di Messina nei tempi previsti e
consentì l’ordinato ripiegamento delle forze dell’Asse e quindi, il mancanto
conseguimento dell’obiettivo operativo della distruzione delle forze avversarie
sull’isola.
sabato 4 aprile 2020
Campagna di Sicilia. La battaglia del ponte di Primosole. Considerazioni finali. Truppe Italo Tedesche
5. CONSIDERAZIONI FINALI. AMMAESTRAMENTI
a. Considerazioni
finali inerenti le truppe italo-tedesco
L’invasione della Sicilia,
seppur attesa dalle forze dell’Asse, ebbe un profondo impatto psicologico sul
popolo italiano che, deluso dalle sconfitte subite su tutti i teatri di guerra,
si abbandonò alla convinzione che il conflitto fosse ormai militarmente perso.
Le notizie frammentarie e confuse provenienti dal fronte, riguardanti difese costiere inefficienti,
batterie autodistrutte, truppe fuggiasche delinearono, inoltre, un quadro della
situazione generale che non corrispondeva alla realtà e diedero la possibilità
alle gerarchie fasciste deluse dalla situazione bellica di sfogare il proprio
risentimento verso l’Esercito[i].
In realtà, Mussolini era
pesantemente influenzato sia dalle fonti di stampa nemica, che in verità
dipingevano una situazione tesa all’esaltazione della vittoria, sia dagli
ispettori politici fascisti, che basandosi su notizie approssimative e spesso
non verificate, tentavano di mettersi in mostra riferendo fatti eccezionalmente
gravi. Da tali premesse nacquero quelle “fantasie” di una resistenza troppo
rapidamente crollata, di viltà, di insufficienze, di errori.
A ragion del vero, la sconfitta
per quanto dolorosa, aveva cause precise che prescindevano dall’operato delle
unità schierate nell’isola siciliana:
- la
schiacciante superiorità di mezzi aerei, navali e terrestri degli Alleanti,
nonché l’adozione di nuove tecniche da sbarco che rivoluzionarono l’ambito
delle operazioni anfibie;
- la
situazione operativa della difesa di posizioni costiere che permetteva al
nemico di scegliere il settore d’attacco e quindi concentrare in esso tutte le
forze disponibili, conseguendo una schiacciante superiorità locale;
- le deteriorate
relazioni tra le unità tedesche chiamate a difendere il territorio siciliano e
le unità italiane scarsamente equipaggiate e demoralizzate.
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