Latina.Giornata della memoria,Il Prefettoconsegna le medaglie d'onoreCerimonia nel palazzo del governo, riconoscimenti ai familiaridi dieci deportati.Commovente video del liceo artistico |
lunedì 27 gennaio 2014
Un bel successo per Elisa
martedì 21 gennaio 2014
Una storia infinita
| Caso marò La parola non spetta ai tribunali indiani Natalino Ronzitti 17/01/2014 |
Si confida addirittura che le autorità indiane possano consentire il ritorno in Italia dei marò, fermo restando che il processo a loro carico continua per i capi d’imputazione previsti dal Codice penale indiano. Vorremmo essere ottimisti. Purtroppo le previsioni sono state altre volte puntualmente smentite, anche perché fondate solamente su dichiarazioni di organi dell’esecutivo (ministro degli esteri e ministro della giustizia) riportate dalla stampa.
Errori e piroette
Stendiamo un velo pietoso sugli errori del passato. Chi si assume la responsabilità di aver consentito alla Enrica Lexie, con a bordo i marò italiani, che si trovava in alto mare, di ottemperare all’invito delle autorità indiane a dirigersi nel porto di Kochi?
Per ben due volte i marò sono tornati in Italia: per la licenza natalizia (2012) e in seguito per votare alle elezioni politiche. Perché non si è approfittato, già la prima volta, della loro presenza sul territorio nazionale per non riconsegnarli all’India? La seconda volta un maldestro tentativo di seguire questa via è finito in una farsa tragicomica e l’Italia ha ceduto di fronte alle minacce indiane nei confronti del nostro agente diplomatico.
Ogni tanto ci si ricorda dell’affaire marò e si rincorrono proposte più o meno strampalate. C’è chi voleva candidarli alle elezioni politiche anticipate e ora a quelle del Parlamento europeo, chi vorrebbe far intervenire le Nazioni Unite (ma quale organo?), chi invece, abituato alle piroette diplomatiche, propone mosse e contromosse e chi muscolose contromisure, senza spiegarci esattamente in cosa consistano. L’elenco potrebbe continuare.
L’ignoranza regna sovrana, anche ai più alti livelli. Si paventa l’applicazione della legge antipirateria indiana, che prevede la pena di morte. Ma le autorità indiane, almeno a livello di Nia (National Investigation Agency), hanno parlato di applicazione della legge indiana (SUA Act), che dà esecuzione alla Convenzione sulla repressione degli atti illeciti di violenza contro la navigazione marittima del 1988 che, ironia della sorte, fu negoziata a Roma nel quadro dell’Imo (Organizzazione marittima internazionale) su iniziativa italiana dopo l’incidente dell’Achille Lauro (1985), il transatlantico italiano dirottato da un commando palestinese.
La Convenzione del 1988 e di conseguenza il SUA Act sono inapplicabili al caso concreto, poiché essi riguardano il terrorismo internazionale e l’atto che viene imputato ai due marò, a parte ogni altra considerazione circa la veridicità dei fatti asseriti dall’accusa, non è ovviamente qualificabile come terrorismo.
Giurisdizione italiana
Nella strategia seguita, che fin dall’inizio è consistita nel difendersi nel processo invece di difendersi dal processo, si è perso di vista il punto fondamentale: i due marò sono organi dello stato italiano e quindi godono dell’immunità per gli atti compiuti nell’esercizio delle loro funzioni. Tanto più che il preteso omicidio è avvenuto in alto mare e non nelle acque territoriali indiane. Questo non significa che i marò siano legibus soluti, cioè svincolati da qualsiasi legge. Essi sono soggetti alla legge italiana e spetta alla magistratura italiana (ordinaria e militare) giudicarli.
La premessa dell’assenza di giurisdizione indiana, che è anche una questione di interesse nazionale, non essendo questo confinato al solo comparto economico-finanziario, impone di prendere le contromisure adeguate.
Iniziativa europea
A livello di Unione europea, occorre che l’Alto rappresentante per la politica estera e gli altri organi competenti dell’Unione prendano un’iniziativa incisiva e smettano di trincerarsi dietro la scusa che la questione dei marò è un affare bilaterale Italia-India.
Il proposito di bloccare le trattative in corso per un accordo di libero scambio tra Ue e India è una strada da percorrere. L’iniziativa deve essere presa e perseguita però al più alto livello governativo, palesando chiaramente che l’Italia si opporrà al perfezionamento dell’accordo quando questo approderà al tavolo del Consiglio dell’Unione, qualora non venga risolta la questione dei marò. Qualche passo si sta finalmente facendo in questa direzione.
L’organo che deve districare la matassa è il Segretario Generale delle Nazioni Unite. La pirateria è ormai configurata come una minaccia alla pace o quanto meno alla sicurezza dei traffici marittimi. Il Segretario Generale può far tesoro dei numerosi precedenti, in cui i suoi predecessori hanno risolto complessi problemi di rapporti giurisdizionali tra gli stati.
Come extrema ratio i due marò potrebbero trovare rifugio nella nostra ambasciata di New Delhi senza più sottostare alle intimazioni indiane. Allo stato italiano spetta ribadire con fermezza che essi non sono soggetti alla giurisdizione locale. Per confermare che i marò non godono invece di nessuna immunità dalla giurisdizione italiana, le nostre autorità giudiziarie potrebbero proseguire le indagini a loro carico anche servendosi dei mezzi che la moderna tecnologia mette loro a disposizione.
I locali della rappresentanza diplomatica sono inviolabili e non credo che l’India intenda imitare ciò che fece l’Iran con la sede diplomatica americana a Teheran, avallando l’invasione dell’ambasciata e la presa in ostaggio del personale diplomatico e consolare (1979): la violazione fu condannata dalla Corte internazionale di giustizia e da tutta la comunità internazionale.
Natalino Ronzitti è professore emerito di Diritto internazionale (LUISS Guido Carli) e Consigliere scientifico dello IAI.
venerdì 17 gennaio 2014
Servizio di Guardia. Note a margine
Un quadro generale di quello che può capitare
durante il servizio.
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cliccare sopra il link
martedì 14 gennaio 2014
Le stragi Nazifasciste del 1943-1945
Oggi 14 gennaio 2014 alle ore 17 nella Sala del cenacolo (Camera dei deputati) Vicolo Valdina Roma sarà presentato il volume
" Le stragi nazifasciste del 1943-1945 - Memoria, responsabilità, e riparazione"
, volume edito da Carocci Editore, a cura dell'ANPI. Ne discutono: Marcello Flores, Nicola Labanca e Carlo Smuraglia, presidente dell'ANPI. La discussione sarà moderata da Dino Messina del Corriere della Sera.
Nell'occasione sarà illustrato dal prof. Pezzino l'avvio dei lavori di ricerca per un "Atlante delle Stragi" a seguito di intese tra i Ministeri degli Affari esteri d'Italia e di Germania.
mercoledì 8 gennaio 2014
15o° corso Accademia Militare: video sulla figura del Gen. Duranti
Riceviamo da Pino Iacono la seguente email:
ll
video del Gen.Duranti è da oggi su Youtube al link http://youtu.be/8tKrU_gXFF8
Vi dico subito che ho dovuto apportarvi delle
modifiche : all’inizio, dove l’originale presenta una traccia audio
incongrua,sovrapposta alle clips video della presentazione del
video.
Ho ritenuto quindi di rieditare le clips della
presentazione senza alcun audio di sottofondo . E alla fine, quando ho
inserito delle clips con commenti conclusivi anche a nome del
Corso.
Il titolo su YouTube è :
“Testimonianza di vita militare, quando tutto era
diverso”
I tags (parole chiave) per
rintracciare il video da parte di terzi, sono :
Naja-Servizio Militare Obbligatorio-Obblighi di leva-Gen.Duranti-Alessandro
Duranti-150° Corso Montello-Accademia Militare di
Modena-Valori-Italia-Patria-History.
La macro categoria sotto cui il video è stata postato è “Notizie e
Politica”.
Per evitare intromissioni e commenti da parte dei soliti idioti ( di cui la
rete è piena), ho vincolato la pubblicazione di commenti altrui, quindi di
chiunque, alla mia autorizzazione.
Il commento al video : ho messo insieme delle parole. Spero le
condividiate. Diversamente sono a disposizione per modifiche.
Saluti cari a tutti
Pino
Iacono.
www.secondorisorigmento.blogspot.com.
chi non desidera ricevere gli ulteriori post di questo blog è pregato di comunicarlo a ricerca23@libero.it
domenica 5 gennaio 2014
Sommario Anno XIII, II, n.5 Semestrale
SOMMARIO
Anno XIII, II, 2003, n.5,
Semestrale
Editoriale del
Presidente
SAGGI E STUDI
Niccola Oddati, Gran Bretagna, Stati Uniti,
Italia e la politica nei Balcani
e nel Mediterraneo,
“Brennero” all’indomani
dell’armistizio,
Ciro Paoletti, Come fu salvata la bandiera del Reggimento San Marco dopo l’8
settembre.
Alessandro Melis, Luigi Accardo, La Guerra di
liberazione Nazionale 1943-1945.
Gli I.L.L.O.’s: Italian
Intelligence Liason
Officers. Ufficiali Italiani
dell’8° Armata Britannica. Spunti di
riflessione
Francesco Griccioli della Grigia , Note a margine
NOTE E DISCUSSIONI
Aldo
Laganà, L’uso politico della Storia. Storia bugiarda, Storia condivisa.
Revisionismo e Antirevisionismo
Alberto
Li Gobbi, Relazione del Capitano di Art. spe Alberto Li Gobbi
8 settembre 1943 - 27 agosto 1944
Giuseppe Malgaro, Ricordi di un ex combattente della
Seconda Guerra Mondiale
1940-1945…
CULTURA
Paolino Orlandini, La sorte dei Cosacchi in
Italia…
VITA ASSOCIATIVA
Adriano Guglielmi, Carcere di Marassi. Persone
indimenticabili ormai sconosciute.
Ricordi di un antico ragazzo
Secondo
Risorgimento d’Italia: indici degli articoli pubblicati nel 2001
RECENSIONI
A Cura di Laura Coltrinari
In Copertina 1943: Il centro
storico completamente distrutto di Mignano
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