sabato 31 dicembre 2016
venerdì 23 dicembre 2016
mercoledì 21 dicembre 2016
Resistenza dei MIlitari Italiani all'Estero. Convegno all'Istituto Gramsci Preannuncio
Con data provvisoria il 3 febbraio 2017,
si terrà all'Istituto A. Gramsci di Roma,
promosso dall'Istituto del Nastro Azzurro
attraverso il Centro Studi sul Valor Militare
un convegno dedicato al settembre 19143 in Albania
dal titolo
“Il
soldati Italiani in Albania: da occupatori a combattenti per la
libertà”
dalla
crisi armistiziale alla costituzione del
Comando Italiano Truppe alla
Montagna,
Oltre ai tre Istituti nominati sarà presente con suoi rappresentati anche l'Ambasciata d'Albania in Italia.
note ed informazioni
www.valoremilitare cesvam.blogspot.com
direttore.cesvam.blogspot.com
domenica 18 dicembre 2016
La Resistenza dei MIlitari Italiani in Albania. Traccia
Traccia della Bozza del Documento di
Impianto del Convegno
“I Soldati italiani in Albania: da occupatori
a combattenti per la libertà””
Dalla crisi armistiziale alla costituzione del Comando Italiano Truppe alla Montagna
Febbraio 2017
Massimo Coltrinari.
All’indomani della crisi armistiziale
del settembre 1943 le forze militari italiane in Albania presenti
erano inquadrate nella 9a Armata al comando del gen. Dalmazzo.,
ordinata su due Corpi d’Armata ( il XXV nel Centro Nord e il IV nel
meridione nel del paese; con sei divisioni operative). La consistenza
di queste forze assommava a 130.000 uomini, di cui 20.000 componenti
la Milizia Fascista Albanese, diventata dopo il 25 luglio, Milizia
Volontaria Albanese.
Questi militari, dopo gli eventi del
mese di settembre ed ottobre si sono così suddivisi e raggruppati:
78.mila circa rastrellati dai Tedeschi ed inviati nei campi di
concentramento in Polonia o in Germania; 6/8 mila rimasero fedeli
alla vecchia alleanza o entrando nelle organizzazioni del lavoro
tedesche (TODT ed altre) oppure servendo nelle forze armate tedesche
in reparti ausiliari, oppre entrando nella Wermacht prestando
giuramento al Furher. 8/10 mila uomini riuscirono a rientare in
Italia con i trasporti partenti dai porti albanesi per quelli
pugliesi in essere fino al 25 settembre 1943, caduta di Cefalonia. 20
mila rimasero in Albania nascosti accolti dalle famiglie italiane ed
albanesi, sempre sotto pericolo di essere arrestati dai tedeschi e
dai nazionalisti albanesi. Di coloro che salirono in montagna per
entrare nella fila della Resistenza circa 3 mia furono inquadrati
nelle fila dell’ENLA (Esercito di Liberazione Nazionale Albanese).
Costoro potevano essere molti di più, ma sia la volontà albanese,
sia la incapacità della logistica di alimentazione del combattente
partigiano, lo impedirono .
I militari italiani, seppur privi di
ordini, per iniziativa di Ufficiali in comando si raggrupparono nel
Comando Italiani truppe alla Montagna (C.I.T.a.M) che fu costituito
il 14 settembre 1943 per iniziativa del Ten. Col. Barbicinti,
aeronautica militare, comanda te dell’Aeroporto di Schjiack
(Tirana). Salito in montagna, zona di Peza, sopra Tirana, con tutti i
suoi uomini, Barbicinti stipulò con il Comando dell’ELNA una
convenzione militare in cui si sottolinea che qualora fosse giunto in
montagna un ufficiale italiano di grado superiore, gli avrebbe ceduto
il comando; in detta convenzione furono regolati i rapporti tra
italiani ed albanesi di ordine operativo, logistico ed
amministrativo. La convenzione rimase in vigore fino alla fine della
guerra.
Il 28 settembre giunse a Peza il gen.
Azzi e gli uomini della divisione “Firenze” reduci dalla
battaglia di Kruja del 22/23 settembre 1943. Il generale Azzi
assunse il Comando del C.I.T.a.M, ceduto da Barbi Cinti secondo la
convenzione militare. Detto Comando ebbe come vice Comandante il
gen., Piccini, che sarà l’ufficiale generale che, armato e in
uniforme, rimarrà a combattere i Tedeschi ed i collaborazionisti per
tutta la guerra e cederà le sue funzioni il 15 agosto 1945
all’arrivo in Albania della Missione Diplomatica Italiana. Il
C.I.T.a.M si ordinerà su tre battaglioni operativi e 10 zone
militari ed avrà a meta di ottobre una consistenza
organico-operativa come da allegato a, allegato in corso di
preparazione.
Il C.I.T.a.M. era alleato all E.L.N.A
che, nell’ottobre 1943 contava sulla I brigata Proletaria composta
da quattro battaglioni. Di questi., il IV Battaglione era il
“Battaglione Gramsci”, composto integralmente da Italiani
Il fronte antitedesco albanese, prima
della rottura che avverrà a fine ottobre, poteva contare su una
forza combattente ( E.L.N.A., C.I.T.a.M:., forze nazionalisti, del
“balli kombetar”, monarchiche ed altre) di oltre 5/600 uomini.
Il Comando tedesco, conscio di questo
pericolo, prima riuscì felicemente con trattative a dividere il
fronte della resistenza,con gli accordi con i monarchici, i
nazionalisti e il “balli bombetta”, che divennero di fatto
collaborazionisti, poi lanciando (ottobre 1943 – gennaio 1944)
cinque offensive al termine delle quali il Comando della 2a Armata
Corazzata a Belgrado potè emettere un comunicato in cui si affermava
che il Albania le forze “ribellistiche” antitesche erano state
annientate e l’Albania era libera da oppositori.
In realtà, adottando al meglio la
tecnica di guerriglia, di fronte alle offensive tedesche le forze
dell’E.L.N.A. e del C.I.T.a.M si erano sparpagliate e nascoste,
anche se si dovette registrare dolorose perdite come la distruzione
dei tre battaglioni operativi del C.I.T.a.M. e per ben due volte del
Battaglione “Gramsci”.In primavera (1944) le forze partigiane si
radunarono, il battaglione “Gramsci” fu ricostituito e messo la
comando di un soldato italiano, Terzilio Cardinali (Medaglia d’Oro
al Valor Militare), il C.I.T.a.M. non ebbe battaglioni operativi alle
dipendenze e tutti i soldati italiani combattenti andarono al
alimentare i battaglioni della costituenda II Brigata Proletaria
dell’E.N.L.A. Occorre rilevare che per tutta la durata della guerra
nel 1944, l’artiglieria, le armi di accompagnamento (mortai,
mitragliatrici ecc.), controcarri e quanto necessitava di un minimo
di conoscenza militare ed addestramento era sostenuto nelle file
dell’E.N.L.A. da soldati italiani, non essendoci tra gli albanesi
nessuno in grado di svolgere questi ruoli. Vi è quindi osmosi tra
italiani ed albanesi integrale nella lotta al tedesco.
Nel giugno 1944, dopo che numerosi
missioni, attuate con il naviglio sottile della Marina e con la
Balkan Air Force che utilizzava il campo di Berane, in Montenegro
misero in contatto il C.I.T.a.M con l’Italia, il gen. Azzi e il suo
Comando rientrò in Italia, lasciando in loco il gen.Piccini a
coordinare e dirigere l’impegno dei soldati italiani.
A Novembre la guerra si concluse con la
liberazione di Tirana e con lo sgombero di tutte le forze tedesche
dall’Albania. Ogni soldato combattente italiano fu raccolto nel
Battaglione Gramsci, lasciando i reparti ove fino ad allora aveva
combattuto. Tale battaglione, prima divenne Brigata “Gramsci” poi
divisione “Gramsci”. Con questo ordinamento, tutti i combattenti
italiani nell’aprile del 1945 furono rimpatriati, in armi, in
Italia,(Accordi Palermo-Hocha) ove furono raccolti nel campo di
Sant’Andrea, vicino Taranto con l’intendo di partecipare alla
guerra di liberazione nelle fila dell’Esercito Italiano, come
prassi per tutti i partigiani combattenti. Sopravvenuta la fine della
guerra. I partigiani d’Albania furono congedati.
Sulla base del quadro così descritto,
occorre mettere l’accento, oltre che sulla parte
ricostruttivo-ordinativa, anche sulle motivazioni che sono
all’origine delle scelte dei soldati italiani. Scelte che possono
essere già individuate nella delusione e dal fallimento del fascismo
come regime e come movimento, la fedeltà al giuramento prestato,
‘amor di patria, l’onore militare, la lotta al emico ereditario,
il desiderio di por termine a mesi ed anni di guerra, la volontà di
rientrate in Patria e in famiglia.
Il quadro così descritto è una bozza
di traccia della parte del Convegno che si vuole organizzare con le
finalità note, per la parte militare. Lo sviluppo della parte
civile, e la successiva traccia completerà il quadro di riferimento
del predetto convegno
venerdì 9 dicembre 2016
Siria. Tra passato presente e futuro
OGGETTO. DOCUMENTO DI IMPIANTO.
SEMINARIO DI STUDI
20-21 GENNAIO 2017 e 17-18 MARZO 2017.
Idea Centrale: individuare e definire i lineamenti per un seminario
di studi che dia contenuto alla convenzione tra la Congregazione Internazionale
Accademica Templare, d’ora in avanti Congregazione Templare e l’Istituto del
Nastro Azzurro CESVAM al fine di sviluppare i contenuti del passato presente e
futuro della condizione dei Siriani e dei Cattolici Siriani oggi nell’area
conflittuale del Medio Oriente in una prospettiva, al termine della guerra in
corso, di un ritorno a casa dei profughi ed emigrati. La attualizzazione dei
principi che nel medioevo ispirarono l'impegno dei Templari ,come cavalieri e
come militari in un ottica di contestualizzazione di fronte agli impegni ed
alle esigenze della società contemporanea. Con particolare riguardo alle
popolazioni cristiane ed alla luce del Valor Militare, inteso come strumento
che i migliori possono mettere a disposizione dei più deboli
Luoghi e Date: Il seminario di studi si articola in due incontri,
che si articolano in due giornate, a Roma ed in un Convegno in Calabria.. Il
primo incontro a Roma sarà il 20-21 gennaio 2017 ed il secondo il 17-18 marzo
2017. IL convegno di studi in Calabria nella IV settimana adi settembre 2017
Location:
Gli Incontri a Roma si terranno nella Sala Grande della Presidenza Nazionale
del Nastro Azzurro, Roma Piazza Galeno 1 – Viale Regina Margherita. Quella del
Convegno sarà indicata dalla Congregazione Templare.
Lineamenti del Seminario
Il
Seminario si articola in due incontri ed in
Convegno. Gli Incontri si articolano in due tornate, una dedicata alla
geografia politico-sociale della Siria ed una dedicata agli approfondimenti di
carattere storico.
Venerdi 20
gennaio ore 15-19,30
Contenuti del Seminario I Tornata
Tema: Il Medio Oriente dal Passato al Presente attraverso la storia del contingente Militare
per eccellenza: I Templari
Articolazione
Saluti
del Presidente Nazionale del Nastro Azzurro.Gen. Carlo Maria Magnani
Introduzione
al tema Seminario Direttore del CESVAM. Gen Massimo Coltrinari
Il perché di questo seminario: un
tentativo di coniugare geografia e storia
I
Intervento S.E.R. Gran Maestro frà
Renato Mollica
Storiografia Templare a
presentazione dell'Ordine Internazionale Congregazionale ”Jacques
De Molay”
L'impegno
attuale dell'ordine per la pace in Siria
II
Intervento P. Archimandrita Mtanious Hadad B.S
Comprendere la Siria, dal passato al presente
Sabato 21 Gennaio ore 09-12,30 S
Contenuti del Seminario II Tornata
Introduzione
del tema Seminario. Rappresentante del CESVAM. Da Designare
I Intervento
S.E.R. Gran Maestro frà Renato Mollica
Il Valore Militare della Cavalleria nell'Evo di mezzo
interpretato dall'impegno odierno
II
Intervento S.E. Gran Cancelliere frà
Giorgio Vizzari
Processus contra
templarios – presentazione della “Pergamena di Chinon”
III
Intervento Direttore CESVAM Gen. Massimo
Coltrinari
La tecnologia militare dal 1000 al 1300.
Aspetti terrestri
IV
Intervento Conferenziere CESVAM Avv. Alfonso Licata
La
Cartografia dl 300 e Lanzerotto Malocello
Dibattito e
conclusione II Giornata
Venerdi 17 Marzo
ore 15-19,30
Contenuti del Seminario I Tornata
Tema:
Comprendere la Siria: dal Presente al
Futuro
Articolazione
Saluti
del Presidente Nazionale del Nastro Azzurro.Gen. Carlo Maria Magnani
Introduzione
al tema Seminario Direttore del CESVAM. Gen Massimo Coltrinari
Coniugare storia e geografia per
comprendere il futuro
I
Intervento Congregazione Templare S.E.R. N.H. Renato Mollica
La
Congregazione Internazionale Accademica Templare I casi reali del suo impegno sul campo
II
Intervento P. Archimandrita Mtanious Hadad B.S
Comprendere
la Siria, dal presente al futuro. Emigrati ed immigrati, il ritorno in Siria
Sabato 18 Marzo. ore 09-12,30 S
Contenuti del Seminario II Tornata
Tema:
Comprendere la Siria: dal Presente al Futuro. Immigrati ed emigrati,ritorno
in patria.
Introduzione
del tema Seminario. Rappresentante del CESVAM.
I Intervento
S.E,R. N.H. Renato Mollica
Il
Valore Militare nell’evo di mezzo interpretato dall’impegno odierno. La realtà operativa
II
Intervento Direttore CESVAM Gen. Massimo
Coltrinari
La tecnologia militare
dal 1000 al 1300. Aspetti Navali
III
Intervento Conferenziere CESVAM Ten.Col. Gianluca Bonci
La
Guerra in Siria 2012-2016.Prospettive di soluzione per la conquista della pace.
Dibattito e
conclusione II Giornata
Roma
15 dicembre 2016
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