mercoledì 30 marzo 2016
giovedì 24 marzo 2016
Valore MIlitare al Femminile
Proseguono con estremo interesse le ricerche relative al personale femminile decorato di Medaglia al Valor Militare
informazioni su www.valore militare cesvam.blogspot.com
o scrive a
direttore.cesvam@istitutonastroazzurro.org
mercoledì 9 marzo 2016
Corso di Alta formazione. Dal peacekeeping al peacebuilding . gestire i conflitti per costruire la pace. Bando e Scheda di Iscrizione. Scadenza 25 aprile 2016
per informazioni e per l'ottenimento d borse di studio scrive a massimo coltrinari all'indirzzo
coltrinari2011@libero.it
SCUOLA DI AGGIORNAMENTO E ALTA FORMAZIONE
“Giuseppe Arcaroli ”
Anno Accademico 2015-2016
Enti promotori
La Scuola di aggiornamento e alta formazione “Giuseppe Arcaroli”, istituita dall’ANVCG - Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra Ente Morale (D.C.P.S. 19 gennaio 1947) e dall’ANRP - Associazione Nazionale Reduci dalla Prigionia, dall’Internamento, dalla Guerra di Liberazione e loro familiari (Ente Morale D.P.R. 30 maggio 1949), è rivolta in particolare alla trattazione dei temi relativi ai diritti umani e ai conflitti, al fine di esaminare le conseguenze di questi ultimi nei confronti degli stessi belligeranti, dei prigionieri o feriti e della popolazione civile, nonché allo scopo di sottolineare che la violazione dei diritti umani, sempre di più, accende la responsabilità penale dei singoli di fronte alla Comunità internazionale in quanto tale.
Il tratto distintivo della Scuola è la multidisciplinarietà, caratteristica che permette di approfondire la tematica dei diritti umani nelle sue varie sfaccettature e di promuovere, inoltre, l'insieme delle attività formative in linea con le attuali dinamiche, volte ad assicurare un pieno rispetto dei diritti e dei bisogni delle vittime dei conflitti armati, a ridurre mali superflui e sofferenze inutili, nonché a facilitare il processo di riconciliazione e pace.
Corso di alta formazione anno accademico 2015-2016
Dal Peacekeeping al Peacebuilding:
gestire i conflitti per costruire la pace
gestire i conflitti per costruire la pace
Documentazione scaricabile:
gress
domenica 28 febbraio 2016
Coinvolti i ragazzi delle scuole superiori: Ricordati i dispersi della Battaglia
APRILIA - COMMEMORAZIONE
18 FEBBRAIO
L'OMAGGIO FLOREALE DELL'ASSOCIAZIONE “UN RICORDO PER LA PACE” E
DELLA
“ITALY STAR ASSOCIATION 1943-1945”
“RICORDIAMO LE
SOFFERENZE DELLA POPOLAZIONE NEL 1944 !”
Giuseppina Fiorini il cui corpo fu disperso è il simbolo della
crudeltà della guerra ad Aprilia
di Elisa Bonacini
unricordoperlapace.blogspot.it
Si è tenuta nella mattinata
di giovedì 18 febbraio nel piazzale del Liceo “A. Meucci” ad Aprilia la cerimonia organizzata dalla
Città di Aprilia presso l'obelisco in memoria del SottoTenente dei Fucilieri
Britannici Eric Fletcher Waters e dei Caduti dispersi della Battaglia di
Aprilia nel 1944.
La commemorazione, nel
72esimo anniversario della morte del soldato britannico, ha visto la
partecipazione delle Autorità Militari, civili e religiose, delle Associazioni
d'Arma e combattentistiche di Aprilia, della Croce Rossa Italiana e di
rappresentanti delle Associazioni di volontariato. In rappresentanza
dell'Amministrazione Comunale di Aprilia il Vice Sindaco Franco Gabriele. Hanno
presenziato studenti e Docenti del Liceo “A. Meucci” e dell' I.I.S. “C. e N.
Rosselli” con i Dirigenti Prof. Ferrone, Prof.ssa Bombonati.
Dopo la deposizione della
corona d'alloro Elisa Bonacini presidente dell'Associazione “Un ricordo per la
pace” ha deposto alla base dell'obelisco un omaggio floreale anche a nome di
Harry Shindler, rappresentante in Italia della “ITALY STAR ASSOCIATION
1943-1945”. Harry Shindler ed Elisa Bonacini sono stati i promotori
dell'iniziativa dei memoriali ai caduti dispersi inaugurati nel febbraio 2014
alla presenza della rock star Roger Waters. Il veterano britannico ha fatto
pervenire attraverso la Bonacini un breve messaggio che è stato letto durante
la cerimonia rivolto alle giovani generazioni apriliane “affinché - si
legge nella nota - non dimentichino quanto sangue è stato versato per
combattere uno dei più mostruosi regimi della nostra storia e dare all'Europa
la libertà e la democrazia”.
La
giornata commemorativa è proseguita all'interno dell'auditorium del Liceo “Meucci”
che accoglie l'esposizione dei reperti storici Bonacini “Un ricordo per la
pace” sul tema “Aprilia in guerra : La Battaglia di Aprilia”. A fare gli onori
di casa il Prof. Pietro Bernardo Del Buono. E' intervenuto il Vice Sindaco
Gabriele cui sono seguiti gli interventi del Prof Bruno Morabito e del Prof.
Giuseppe Fallea, che hanno illustrato ai ragazzi il periodo della guerra nel
nostro territorio, dopo lo Sbarco Alleato del 22 gennaio sul litorale di Anzio
e Nettuno. Gli studenti Giulia Moscatelli, Alice Nalesso
(voci), Valerio Ciccotti e Davide Zingaretti (chitarre) hanno eseguito alcuni
pezzi dei Pink Floyd che sono stati molto graditi dalla platea. La studentessa
Martina Acerbo ha letto un brano di Seneca.
L'Associazione “Un ricordo per la pace” a
cerimonia avvenuta rilascia il seguente comunicato : “In questo periodo
particolare che vede nel mondo sempre più violenza e guerra è doveroso per noi
evidenziare con amarezza le sofferenze della popolazione civile nelle guerre di
ogni tempo.
Immense furono le tribolazioni della
popolazione apriliana nel 1944, costretta a subire la prima aspra fase dei
combattimenti dopo lo sbarco alleato, ad abbandonare le loro case, i propri
sogni, e quanto avevano costruito con tanta fatica negli anni che precedettero
la guerra. Giuseppina Fiorini può essere considerata il simbolo della crudeltà
della guerra ad Aprilia . A soli 18 anni, il 2 febbraio 1944, fu colpita
mortalmente; anche il genero e la nipotina di due anni feriti gravemente
morirono pochi giorni dopo tra atroci sofferenze. La famiglia fu costretta a
fuggire abbandonando il corpo esanime della ragazza senza averne più notizie.
La Cerimonia del 18 febbraio presso il monumento
ai caduti dispersi della Battaglia di Aprilia speriamo rappresenti sempre più
negli anni a venire un' occasione per ricordare e rendere omaggio a tutte le
vittime tra la popolazione civile. Il nostro piccolo omaggio del 18 scorso lo
dedichiamo anche a quelle vittime innocenti ed al dolore delle loro famiglie ”.
Ad oggi pare non sia pervenuto alcun comunicato
di Roger Waters, che sembra aver dimenticato il legame con Aprilia. Ciò
nonostante attendiamo con trepidazione un suo saluto/gesto a sorpresa, a gratificazione
di quanto si sta facendo ad Aprilia per mantenere il ricordo delle vittime
della Guerra nel nostro territorio.
venerdì 12 febbraio 2016
15 febbraio 2013. Luigi Poli ci ha lasciato
Un ricordo ed una preghiera tra le sue montagne e i suoi alpini
Massimo Coltrinari
Ad un Maestro ed ad un Comandante, ad un Amico indimenticabile
martedì 2 febbraio 2016
Storia In Laboratorio. Scuola Media Toscanini Aprilia
ISTITUTO COMPRENSIVO TOSCANINI – APRILIA
CONTINUA NELLE SCUOLE IL PROGETTO DIVULGATIVO DELL'ASSOCIAZIONE
“UN RICORDO PER LA PACE” :
“CAPIRE L'ORRORE DELLA
DEPORTAZIONE NAZISTA ATTRAVERSO LE TESTIMONIANZE DEGLI ULTIMI SOPRAVVISSUTI”
EMOZIONANTE INCONTRO DEI RAGAZZI DELLA SCUOLA MEDIA TOSCANINI CON
ENNIO BORGIA SOPRAVVISSUTO A DACHAU
L'ACCORATO APPELLO DI ENNIO: “NEI VIAGGI DELLA MEMORIA NON
VISITATE SOLO AUSCHWITZ!”
Elisa Bonacini
Lunedì 1 febbraio
presso l'Istituto Comprensivo “A. Toscanini” in via Amburgo ad Aprilia
nell'ambito delle iniziative legate alla Giornata della Memoria si è tenuto
l’incontro tra Ennio Borgia, sopravvissuto alla prigionia per motivi politici nel
lager di Dachau ed i ragazzi di alcune classi della Scuola Media.
L'incontro proposto
dall'Associazione apriliana “Un ricordo per la Pace” ha avuto l'approvazione
del Dirigente Scolastico Enrico Raponi ed è è stato organizzato dalla Vice
Preside Enza Luisi, dalla Prof.ssa Maria Maggiore e dalla Prof.ssa Maria
Regnicoli con la collaborazione dei Prof. Laura Adamo, Giordana Cenedese, Marco
Giuratti, Gaetana Murgia, Maria Luisa Natale, Viviana Pagnoni, Claudia
Paravavvi, Loris Parisella, Anna Persico.
Anche in questa
occasione Ennio Borgia era accompagnato dalla moglie Speranza Botticelli e da
Elisa Bonacini presidente di “Un ricordo per la pace”. Presente anche Franco
Tantari di Campoloeone che lo scorso anno ha seguito i ragazzi delle Scuole di
Aprilia nel Viaggio della Memoria ad Auschwitz.
I ragazzi che sono stati preparati dai docenti in maniera veramente
encomiabile, hanno accolto Ennio con un caloroso applauso e hanno assistito con
attenzione alla proiezione del video “Ennio
Borgia
n°69791 - Un
sopravvissuto
a
Dachau” realizzato dall'Associazione
“Un ricordo per la pace”; il video nel 2015
ha ottenuto la concessione del logo ufficiale del 70° Anniversario della
Resistenza e della Guerra di Liberazione rientrando nel Programma di iniziative curato dalla Presidenza del Consiglio dei
Ministri - Struttura di Missione per gli Anniversari di interesse nazionale.
A fine proiezione i ragazzi hanno rivolto a Ennio
numerosissime domande; è intervenuta anche la Bonacini raccontando alcuni
particolari sulla prigionia a Dachau nella Baracca 25 che accoglieva in maggior
numero prigionieri italiani, tra cui molti ex militari. Commovente il ricordo
di Osvaldo Fiata, un compagno di prigionia originario di Roma che morì solo
pochi giorni prima della liberazione del campo, avvenuta il 29 aprile 1945 per
l'intervento della 45a divisione americana.
Un'esperienza indimenticabile e dall'alto valore educativo
questa vissuta dalle classi medie dell'I.C. “Toscanini” perché è solo il
contatto diretto con gli ormai rarissimi ex deportati ancora viventi che può
rendere veramente tangibile l'immane tragedia dell'Olocausto.
Durante l'incontro Ennio ha rivolto un appello alle
Istituzioni affinché il Giorno della Memoria si ricordino sempre anche i
deportati non ebrei e affinché i ragazzi delle Scuole non visitino solo
Auschwitz, ma anche gli altri campi meno noti dove sono morti migliaia e
migliaia di prigionieri “per tante motivazioni”. “E'
bene – sostiene Ennio - che i giovani
ascoltino anche la mia testimonianza perché questi tragici avvenimenti non
accadano mai più, in una società dove ognuno dovrebbe avere la possibilità di
esprimere in un pacifico confronto la propria opinione, senza per questo essere
considerato un nemico e sterminato come tale”.
venerdì 29 gennaio 2016
Giorno della Memoria. Prefettura di Latina
LATINA : CERIMONIA
GIORNO DELLA MEMORIA
CONSEGNATE LE MEDAGLIE
D'ONORE A 6 INTERNATI MILITARI NEI CAMPI NAZISTI
HA PORTATO LA SUA
TESTIMONIANZA ANTONIO VOLPE DI GAETA CHE HA RICEVUTO L'ONORIFICENZA IL 27
GENNAIO AL QUIRINALE
Giovedì
28 gennaio presso l’Auditorium del Liceo Scientifico G.B. Grassi di Latina alla
presenza del Prefetto Pierluigi Faloni e delle Autorità Militari e Civili della
Provincia di Latina si è svolta la Cerimonia del Giorno della Memoria promossa
dalla Prefettura di Latina.
La
manifestazione è stata realizzata con la collaborazione dell’Ambito
Territoriale di Latina, dell’Ufficio Scolastico Regionale, del Liceo
Scientifico G.B.Grassi, delle Società Mixintime e 2010 di Latina e della
Direzione del Teatro Fellini di Pontinia .
Di
grande intensità in apertura della Cerimonia l'intervento del Prefetto Faloni
che ha rimarcato l'importanza di trasferire alle nuove generazioni la memoria
della tragedia dell'Olocausto.
Durante
la Cerimonia sono state consegnate le Medaglie d’Onore alla memoria di 6
cittadini pontini deportati ed internati nei lager nazisti dopo l'armistizio
dell'Italia l'8 settembre 1943, destinati al lavoro coatto per l’economia di
guerra della Germania. Tra i nuovi insigniti pontini dell'onorificenza ha
portato la sua testimonianza l'ex internato militare Antonio Volpe di Gaeta,
che ha ricevuto la Medaglia il 27 gennaio dal Presidente della Repubblica
Mattarella, nel corso della tradizionale manifestazione del Giorno della
Memoria al Quirinale.
Conferita
la Medaglia d'Onore alla memoria di Aldemiro Casoni originario della provincia
di Reggio Emilia, ma cittadino di Aprilia praticamente dalla sua fondazione
poichè nel 1937 venne assegnato alla sua famiglia un podere O.N.C. . Ha
ritirato la medaglia la nipote Elisabetta Casoni che con grande commozione ha
raccontato del nonno internato militare nel lager di Buchenwald in Germania.
Grande
soddisfazione nell'Associazione apriliana “Un ricordo per la pace” che dal 2011
sta portando avanti il proprio progetto
“Memoria agli IMI (Internati Militari italiani)”: Aprilia si piazza ai primi
posti nel territorio pontino per avere ottenuto finora 12 Medaglie d'Onore ai
suoi cittadini internati militari nei campi di concentramento nazisti, di cui
viventi Aldo Boccabella, Gino Forconi, Domenico Fusco. Gli insigniti apriliani in ordine di consegna
della medaglia sono: Ernesto Bonacini, Alfio Fiorini (entrambi deceduti), Aldo
Boccabella, Gino Forconi, Amedeo Luciani (deceduto), Giuseppe Raggi (deceduto),
Alfredo Federici (deceduto), Giuseppe Romani (deceduto), Domenico Fusco, Sante
Tantari (deceduto), Guido Vitali (deceduto).
Alla
cerimonia hanno partecipato attivamente studenti del Liceo che hanno rivolto
alcune domande ad Antonio Volpe ed ai familiari degli internati deceduti. Sono
stati letti alcuni passi tratti dal volume "Ricordami di essere
felice" dello scrittore pontino Claudio Volpe e dal libro autobiografico
“Guerra, racconto e memoria” dell'insignito Innocenzo Pennacchia.
Sono
stati riprodotti brani musicali sul tema della deportazione eseguiti dal
soprano Ming Ji Kang e dal cantante Elia.
lunedì 25 gennaio 2016
lunedì 11 gennaio 2016
Harry Schindler: "La Guerra non è finita"
DOPO LA MEDAGLIA MBE HARRY SHINDLER
32°
nel “BRITONS 2015”
DA ANNI SI BATTE
PER MODIFICARE LA LEGGE SUL DIRITTO AL VOTO DEGLI ESPATRIATI BRITANNICI
Ricostruì gli ultimi momenti di vita di Eric Fletcher
Waters
e con l'Associazione “Un ricordo per la Pace”
fu promotore
dell'iniziativa dei memoriali ai dispersi del 1944
LA SUA GUERRA NON È
FINITA!
di Elisa Bonacini
unricordoperlapace.blogspot.it
L'amico
veterano della seconda guerra mondiale Harry Shindler, dopo la medaglia MBE
conferitagli il 19 febbraio 2014, per il suo impegno civile e pro diritto di
voto per gli espatriati britannici si piazza ora al 32° posto tra i 50
britannici che si sono distinti nel 2015 (sondaggio pubblicato sul “the
telegraph").
La
sua tenacia porterà presto un grande cambiamento per coloro che come lo stesso
Shindler per vari motivi vivono da oltre 15 anni all'estero, ma che con il
cuore sono vicini alla loro terra e rivendicano ancora il diritto di esprimere
la propria opinione politica.
“La mia guerra non è
finita!”. Spesso mi ha ripetuto questa frase (che è anche il titolo di
una suo libro) l'instancabile Harry nato a Londra nel luglio 1921 che vive da
molti anni ad Ascoli Piceno ed è il rappresentante in Italia della “ITALY STAR
ASSOCIATION 1943-1945”, l'Associazione dei veterani britannici che
parteciparono alla Campagna d'Italia.
Nel 1944 partecipò alle aspre operazioni belliche del 1944 nel
nostro territorio aventi come finalità la liberazione di Roma. Si ricorda
ancora bene i luoghi, i fatti, le dure condizioni in cui avvennero i
combattimenti. Da anni da molti definito “il detective della memoria” si
impegna anche nel ricostruire le storie dei militari dispersi in Italia,
rispondendo alle infinite richieste dei famigliari che ancora oggi da tutto il
mondo chiedono notizie sui loro cari.
Lo incontrai per la prima volta ad Anzio nel 2012 in occasione
delle manifestazioni legate alla ricorrenza dello sbarco alleato. Armata
di macchina fotografica e videocamera gli chiesi un intervista, che Harry
gentilmente accettò di rilasciarmi il giorno seguente ad Aprilia, presso
l'Istituto Rosselli, dove era ospite per la presentazione di un libro del prof.
Samà.
L'auditorium dell'Istituto Rosselli già del 2008 ospitava parte
dei reperti storici della seconda guerra appartenuti a mio fratello Ostilio
Bonacini. La mia felicità fu grande: potevo intervistarlo proprio in quel
contesto a me così caro. Mi resi subito conto della forte personalità e della
tenacia nel voler trasmettere ai giovani la sua esperienza nella guerra di
liberazione ed i suoi ricordi, in memoria di coloro “ che hanno combattuto e
sono morti per liberare l'Europa da un
regime bestiale”.
Realizzai un articolo che venne pubblicato sul “Giornale del Lazio” che lo rese noto anche
ai cittadini apriliani.
Nacque da allora una bella collaborazione con la mia Associazione
“Un ricordo per la pace”. Nelle lunghe telefonate lo ascoltavo con ammirazione,
facendo tesoro dei suoi consigli e suggerimenti. Insieme maturammo l'idea di
fare istituire nella Città di Aprilia la data del 28 maggio, in ricordo della
data (presunta) della liberazione di Aprilia nel 1944 in memoria degli aspri
combattimenti che causarono tante vittime anche nella popolazione civile.
Nel 2013 volle essere presente all'inaugurazione dell'esposizione
"Un ricordo per la pace" sul tema "Aprilia in guerra : la
battaglia di Aprilia" donando alcuni dei suoi cimeli di guerra e le sue
mostrine di soldato semplice nel Reggimento Royal Electrical and Mechanical
Engineers.
Nel 2012 dopo i miei contatti con il manager di Roger Waters, con
il consenso del cantante iniziò le ricerche su Eric Fletcher Waters, il padre
del cantante, fino al ritrovamento delle mappe militari britanniche che
permisero di scoprire il punto di Aprilia, presso via dei Pontoni (fosso della
Moletta) dove morì il SottoTenente dei Fucilieri Britannici il 18 febbraio
1944.
Nel novembre 2013 quale presidente dell'Associazione “Un ricordo
per la pace” protocollai presso gli uffici comunali di Aprilia il nostro
progetto condiviso di realizzare i monumenti ai caduti senza sepoltura del 1944
che vennero inaugurati il 17 e 18 febbraio 2014 alla presenza eccezionale di
Roger Waters.
Non mi resta ora che esprimere la mia soddisfazione per il nuovo
riconoscimento di Harry (che in questi giorni è a Londra) nel “Britons 2015” e
propongo a seguire parte dell'intervista che realizzai nel 2012.
Mr. Shindler, quale è l'immagine più
drammatica che i suoi occhi non avrebbero mai voluto vedere?
“ Senza dubbio per me
la scena più terribile di tutta la guerra è stata quella dei bombardamenti su
Londra nel 1939-40 : la mia Londra che bruciava...!”.
Quale è l'ordine che non avrebbe mai
voluto eseguire?
“E molto difficile rispondere. Obbedire agli ordini fa parte del
“gioco” della guerra. Potrei dire che un ordine che non avrei voluto accettare
sarebbe stato quello di partire come militare per la guerra, ma questa
logicamente è una risposta ironica, superficiale”.
Ritiene che al giorno d'oggi le guerre
siano ancora necessarie per raggiungere la pace?
“Non è vero, come dicono molti, che le guerre siano inutili. Ci
sono guerre giuste. La guerra che abbiamo combattuto noi con tanta sofferenza
era giusta. Prima che cominciasse, tutta l'Europa era coperta da dittature.
C'erano i campi di concentramento e di sterminio. Winston Churchill, capo del
governo inglese, diceva che noi combattevamo contro il più mostruoso regime
della storia, ed io sono d'accordo con lui. Dopo la guerra l'Europa è diventata
democratica, i campi di concentramento non c'erano più!”.
Ha un messaggio che vuole trasmettere
alle giovani generazioni?
“Questa libertà, conquistata al prezzo di tanta sofferenza e di
tanto sangue, deve essere difesa. Voi giovani dovete difenderla. E non appena
qualcuno vuole toccare un pezzo di questa libertà, ci si deve alzare in piedi e
dire : No, No!!! Questo No!”.
giovedì 7 gennaio 2016
Una bella Notizia
Elisa Bonacini ci scrive:
sono felice di comunicarti che oggi 30 dicembre ho ricevuto la risposta della Struttura di Missione alla mia richiesta del logo del 70esimo della Liberazione per il mio video sulla testimonianza di Ennio Borgia di Aprilia, sopravvissuto di Dachau.
Sto per apportare quindi alcune opportune modifiche nelle musiche e nelle foto a corredo (non necessarie) che renderanno il filmato liberamente proponibile in ogni circostanza.
Allego piccola relazione sul contenuto del video.
A presto,
lunedì 4 gennaio 2016
I Protagonisti della Guerra di Liberazione. Un progetto rimasto tale
Progetto Storia In Laboratorio
anno 2010
Sezione
Studenti e Cultori della Materia.
Progetto:
interviste ai Protagonisti della Guerra di Liberazione
INTERVISTA
A LAPO MAZZEI
La guerra di liberazione ha rappresentato certamente una
fase cruciale nella storia italiana: il nostro intento è quello di vedere
proprio come il singolo si è rapportato con tali vicissitudini. A volte dietro
un piccolo contributo, nelle impressioni e nelle semplici vicende personali si
celano quelle indispensabili sfumature che rendono comprensibile un evento e
tutto ciò che esso ha rappresentato.
In
questa intervista vorrei approfondire alcuni aspetti della sua esperienza
personale soffermandomi in particolare sui suoi ricordi e soprattutto sulle sue
impressioni. Innanzitutto vorrei chiederle quali sono state le direttrici della
sua formazione.
Devo dire che il mio percorso di
formazione è stato contrassegnato da una vivacità culturale che mi ha fornito
strumenti adatti per contestualizzare e interpretare la realtà che ho dovuto
affrontare durante la mia vita. In particolare ricordo con affetto gli
insegnamenti che ho ricevuto alle scuole elementari e al ginnasio. È stata
senza dubbio una fase cruciale per la mia formazione. Presso il liceo che
frequentai, il “Michelangelo “ di Firenze, riscontrai nei miei insegnamenti una
vivacità culturale e un approccio critico alla realtà piuttosto marcati. Ad
esempio ricordo bene come non ci fosse mai un costante incitamento verso i
soldati in guerra. Eppure era vivo e ben presente un forte patriottismo. L’approccio
critico della storia e della filosofia, l’occhio vigile della filosofia
idealista furono senza dubbio aspetti cruciali nella mia formazione.
Quali
sono i suoi ricordi ulteriori durante questa fase della sua vita?
Ricordo il duro addestramento, la grande
disciplina nella mia educazione: devo ammettere che proprio in quel frangente
emerse la mia passione per i cavalli e per le attività sportive.
Cosa
ricorda dell’entrata in Guerra contro l’Etiopia?
È vivo nella mia memoria il ricordo del fervore
popolare dopo la decisione di entrare in guerra, fu un trionfo a livello di
eccitazione generalizzata. Erano grandi le speranze.
Veniamo
a temi certamente più complessi da trattare, cosa può dirci sulla Seconda
Guerra mondiale? Come visse quella fase cruciale?
Ricordo in particolare il rapporto
contraddittorio di odio-amore con la Francia, fu un periodo confuso, dove gli
insegnamenti di mio padre si sarebbero rivelati indispensabili per capire e
interpretare nel modo giusto quegli eventi. D’altro canto ero molto giovane. Seguii
la guerra con interesse, attenzione e speranza. Ricordo in particolare il primo
anno del conflitto, l’attesa e la prima vera delusione per l’immobilità della
campagna di Libia, l’eccessiva prudenza di Graziani. Ad essere sbagliata era
soprattutto la concezione che si aveva della guerra. Anche il Duce in realtà
non aveva capito la nostra inadeguata preparazione al conflitto. Mi spiego
meglio: era una guerra di movimento, una guerra nuova, una guerra industriale
fatta da mezzi meccanici. L’uomo aveva ancora un valore primario ma il
contadino italiano non aveva i mezzi ne gli strumenti per affrontarla da vero
protagonista. Non vi erano soldi: la società rurale italiana era povera, non
aveva mezzi adeguati a disposizione. Ad esempio i mitragliatori Breda avevano
un corto raggio d’azione e dunque un difetto molto significativo. Non vi era
stata una pianificazione e una preparazione alla guerra. Per alcuni aspetti
molto era improvvisato e tutto ciò strideva a confronto della specializzazione
industriale tedesca così razionalizzata, dove ognuno aveva un compito e poteva
raggiungere l’efficienza operativa.
E
sulla campagna di Grecia?
La campagna di Grecia fu una profonda delusione.
Emersero con evidenza l’impreparazione operativa e le carenze strutturali. I
vertici dello Stato rispecchiavano una società incapace di capire l’essenza
della guerra moderna: era piuttosto evidente la mancanza di collaborazione.
Quali
furono le successive evoluzioni?
Devo ammettere che il crollo totale ci fu
con la disfatta in Africa e gli errori strategici successivi. L’invasione della
Sicilia, a torto dipinta come una fuga. Di certo non mancò la confusione, come
a Cefalonia, ma anche le azioni di veri uomini di valore. Le carenze erano in
particolare la mancanza di ordini che provenivano da Roma che non facevano
altro che aumentare un generale clima di disorganizzazione.
Qual
è il suo parere su Badoglio?
Mi limito a dire che non lo reputai un
uomo dal carisma necessario per la fase storica che l’Italia stava
attraversando. Non era un de Gaulle, non vedevo in lui un uomo dalla visione
politica di ampio respiro.
Cosa
può dirci sulla repentina caduta di un regime come quello fascista che aveva
cercato in tutti i modi di mettere radici profonde nella società italiana?
Furono il sollievo, il senso di
liberazione dalla guerra ad essere più forti del fascismo. Il fascismo ha
formato molti uomini nel rispetto della Patria, nel servizio dello Stato. Da
Moro a Fanfani, tutti in un certo senso erano stati formati dal fascismo nella
dignità e nella lealtà. Sia chiaro per formazione non intendo dire adesione a
quel tipo di ideologia, parlo piuttosto di un “sottofondo culturale”. Riguardo
alle cause, anzi a quelle dinamiche che portarono alla repentina caduta del
fascismo i movimenti culturali furono senza dubbio elementi che vanno
necessariamente tenuti in considerazione. Mi riferisco in particolare ai
socialisti e alla loro preparazione che emerse con evidenza nel dopoguerra e
allo stesso tempo a tutti i movimenti legati alla Chiesa cattolica.
Quale
fu la reazione del popolo italiano in questa delicata fase storica?
In quei momenti così difficili, dove regnava
sovrana la totale confusione, il popolo italiano mostrò una grandissima dote:
quella di riuscire a contenersi e a salvarsi. Diverse forze politiche
riuscivano con strumenti diversi a dare uno stimolo concreto alla vita politica
del paese. Non bisogna mai dimenticare l’imperante fanatismo presente nel XX
secolo.
Quale
è il suo parere sulla Repubblica di Salò, come può contestualizzarla con ciò
che ha appena affermato?
Le adesioni alla repubblica di Salò
furono ad ogni modo significative: molti credevano che sarebbe stato possibile
conciliare un regime autoritario con una maggiore libertà. La realtà poi diede
risposte diverse e anche chi aveva iniziato a simpatizzare per la Repubblica
dovette ricredersi. Ben presto con la Repubblica Sociale nacque in tutti noi un
forte senso di rivolta per tali forme di fanatismo, si capiva la pesante mano
tedesca.
Personalmente
come passò quei momenti così delicati?
Ricordo la mia esperienza personale: per
riuscire ad uscire da una situazione così intricata trovai rifugio in un ospedale.
Grazie ad un amico di mio padre, il prof. Valdoni, riuscii ad ottenere un
certificato medico per un ricovero d’urgenza in quanto ero stato richiamato.
Passavo le mie giornate osservando le diverse attività dell’ospedale, uno sorta
di infermiere non qualificato. Nonostante i controlli dell’ospedale militare ottenni,
sempre grazie a Valdoni, sei mesi di licenza. Tuttavia ci fu un imprevisto,
dovuto ad una mia leggerezza: una domenica pomeriggio uscii scioccamente
dall’ospedale e fui catturato in una retata. Solo il decisivo intervento di mio
padre mi permise di tornare all’ospedale, mi salvai di nuovo.
Quale
fu il suo primo contatto con gli alleati?
Incontrai per primi i francesi, ricordo
bene quella scena. Tuttavia i miei pensieri vanno soprattutto alla forte
differenza tra la situazione in cui versava l’esercito italiano e la grande
efficienza alleata. Dopo l’8 settembre l’esercito italiano visse in un contesto di marcata confusione, era
lampante la superiorità militare degli alleati e l’impreparazione dei vertici
nel cercare di mantenere la situazione in ordine. Tuttavia non bisogna
dimenticare anche i tedeschi: sarebbe un errore dare un resoconto di totale
efficienza da parte della Wehrmacht. Mi spiego meglio: era molto alta
l’efficienza e il senso del dovere, eppure era palpabili anche alcune carenze
strutturali e soprattutto le voci discordanti rispetto alle volontà del fuhrer. Una voce critica interna era ben
presente, il problema era la rete di informatori così capillare da rendere
pressoché impossibile la possibilità di parlare liberamente. Ad ogni modo la loro efficienza non venne mai
meno, riuscirono a resistere a lungo e a difendersi nonostante le significative
differenze numeriche e logistiche tra i loro reparti e quelli degli alleati. Tornando
al mio primo impatto con gli alleati i le truppe francesi in particolare
ricordo i reparti marocchini, non posso scendere nei particolari ma il loro
comportamento non fu certamente privo di macchie. Molte violenze,
disorganizzazione, caos. Anche gli ufficiali francesi non avevano una buona
opinione del loro comportamento.
Quale
fu il suo ruolo in una fase così delicata?
Agli alleati servivano dei riferimenti,
persone in grado di tradurre e avere in tal modo la possibilità di un contatto
con i partigiani. Personalmente sapevo sia l’inglese che il francese, non
potevo nascondermi in una fase così importante. Fui destinato alla 19° Brigata,
8° divisione indiana. Ricordo alcuni miei colleghi come Rufo Ruffo e Ugo
Contini presenti nella mia stessa divisione.
La mia prima esperienza al fronte fu a
Camaiore, mi fu impartito l’ordine di accompagnare sulla cima della montagna un
reparto scozzese. Rimanemmo per due giorni. Con i colleghi inglesi il rapporti
erano molto cordiali, c’era una stima e un rispetto reciproco. In particolare
il generale Doply si dimostrò un uomo di grande intelligenza, con lui ho
mantenuti i contatti anche dopo la fine della guerra. Le operazioni belliche mi
portarono poi sul Senio. In questa fase ricordo un simpatico aneddoto: a Cervia
il generale scoprì di aver preso il suo gatto, così mi mobilitai per cercarlo.
Alla fine ne recuperai uno simile.. il generale si accorse della differenza, ma
mi ringraziò ugualmente. Tornando invece alle vicende belliche devo dire che
l’inverno sul Senio fu caratterizzato da una relativa calma. Mi furono affidati
venti partigiani per proteggere alcuni ponti e alcune strade, controllare i
partigiani spesso non era semplice. Inoltre spesso mi trovai ad accompagnare
alcuni reparti che avevano il compito di monitorare i movimenti delle truppe tedesche
in alcuni avamposti: venivamo periodicamente fatti bersaglio di cannonate e
raffiche di mitragliatrice.
Una
curiosità, ha detto precedentemente che era stato incluso in un reparto
indiano, che rapporto intercorreva tra britannici e indiani?
Ricordo in particolare un maggiore sikh.
Era un uomo curioso, con cui mi trovai bene, simpatico a molti perché leggeva
la mano. Ma a parte queste piccole curiosità devo dire che godeva di grande
considerazione e rispetto.
I
tedeschi in quella fase cercavano di avanzare?
Non ne erano in grado, come ho detto
precedentemente l’inverno sul Senio fu relativamente tranquillo, permise ad
esempio anche dei piccoli scambi con i nostri nemici, sigarette, whisky ecc..
Ben presto gli alleati furono pronti
all’offensiva, ricordo a riguardo di essere invitato ad assistere alle
operazioni, fu un gesto di grande cortesia. La concentrazione di cannoni era
enorme, così come il numero dei colpi sparati. I colpi di mortaio erano
praticamente costanti, come le numerose
incursioni delle fortezze volanti. L’avanzata fu grandiosa, erano così
numerosi i mezzi che si congestionarono creando perfino una certa confusione.
Il fronte era stato aperto e le difese tedesche ormai scalzate, superato il Po
fu la volta di liberare Venezia.
Logisticamente
come erano organizzate le truppe?
Vi era una grande organizzazione, grandi
mezzi, tutto era curato nei minimi particolari, certo non era semplice
garantire rifornimenti ad un numero così cospicui di uomini e mezzi. Per i sikh
e i loro lunghi capelli ad esempio l’acqua era una priorità. La disciplina
militare inglese era straordinaria.
In
precedenza ha parlato dei sui contatti con i partigiani, può approfondire
maggiormente questo aspetto?
Il ruolo dei partigiani fu senza dubbio
significativo, ma sarebbe improprio definirli un movimento monolitico, al
contrario erano molto frammentati e politicamente diversificati. Non mi mescolo
volentieri con i partigiani per una semplice ragione, è vero alcuni
combatterono per liberare l’Italia, ma numerosi gruppi inquadrati politicamente
furono protagonisti di episodi di violenza, delitti e uccisioni sommarie che
non posso condividere.
L’Intervista
è stata raccolta tre anni fa da Stefano Valente per un progetto dedicato ai
protagonisti della Guerra di Liberazione voluto dal gen. Luigi Poli, che non si
è potuto realizzare per la scomparsa del Senatore nel febbraio 2013. Come
contributo alla conoscenza riportiamo questa intervista nell’azione volta alla
pubblicazione di inediti posseduti per il non realizzarsi di progetti avviati e
mai completati per dare possibilità a coloro che vi erano impegnati di vedere
pubblicata l’opera loro.
martedì 15 dicembre 2015
Una Corona al Cippo del LI Battaglione Bersaglieri 8 dicembre 1943 - 8 dicembre 2015
Fotografie e note a cura di Marco Barletta, figlio del Bersaglieri Barletta ferito la mattina dell'8 dicembre 1943 in questi luoghi
note ed informazioni:
Massimo Coltrinari
(massimo.coltrinari@libero.it)
16 Dicembre 2016 Seconda Battaglia di Montelungo
Ricorre domani l'anniversario della Seconda Battaglia di Montelungo. Dopo una preparazione adeguata, il I Raggruppamento Motorizzato riesce a conquistare le tre quote di Montelungo e a portare a termine il suo compito.
Verrà all'indomani ritirato dalla linea di Combattimento.
Nessuna cerimonia o manifestazione è prevista. In Italia si celebrano solo sconfitte nel ricordare gli avvenimenti della Seconda Guerra Mondiale.
Si dovrà svolgere ricerche più approfondite per comprendere questo fenomeno
giovedì 3 dicembre 2015
venerdì 27 novembre 2015
Conferenza. La Grande Guerra. Rassegna Stampa
Giornale: Corriere della Città
100 anni della Grande Guerra:
l’associazione “Un ricordo per la pace” un minuto di silenzio durante la conferenza per le vittime del terrorismo a Parigi
Si è tenuta nella mattinata di sabato 21 novembre presso l’auditorium del Liceo “Antonio Meucci” in via Carroceto ad Aprilia la prima delle conferenze del progetto culturale dell’Associazione “Un ricordo per la pace” rivolto agli studenti di Aprilia nel centenario della Grande Guerra (1914-1918). Il progetto ha ottenuto la concessione del logo ufficiale delle Commemorazioni del Centenario della prima guerra mondiale e rientra nel Programma di iniziative curato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Struttura di Missione per gli Anniversari di interesse Nazionale.
Grazie al Dirigente del Liceo “Antonio Meucci” Prof. Antonio Ferrone ed alla collaborazione del Prof. Bernardo Del Buono, la conferenza ha coinvolto alcune quinte classi del Liceo con i docenti Prof.ssa Assunta Casalaspro, Prof. Bruno Morabito, Prof.ssa Maria Giuseppina Vena.
L’ incontro il cui tema era “1915 : L’ ITALIA IN GUERRA” (le prime fasi del conflitto) ha avuto un cambiamento di programma dovuto ai tragici atti terroristici degli ultimi giorni, tra cui quelli compiuti a Parigi. In apertura della manifestazione la Presidente dell’Associazione “Un ricordo per la pace” Elisa Bonacini ha invitato la platea a osservare un minuto di silenzio in memorie delle vittime degli ultimi vili attentati terroristici.
Il generale Massimo Coltrinari, che ha aperto i lavori, ha trattato il tema “I Volontari nella Grande Guerra” con riferimento anche ai Volontari Ciclisti Automobilisti del 1915, agli esordi della Prima Guerra Mondiale. Nelle file del Battaglione Lombardo V.C.A. a fianco dei Futuristi era anche il giovane Giuseppe Bonacini (1892-1961), nonno di Elisa Bonacini. Il tutto con la proiezione di immagini dall’Album “IMPRESSIONI DI GUERRA” pubblicate dalla nipote Elisa Bonacini nel volume “IMPRESSIONI DI GUERRA” – L’ardore patriottico dei Volontari Ciclisti Automobilisti del 1915, esposto nel maggio scorso al Salone del libro di Torino nella sezione della Presidenza del Consiglio – Struttura di Missione dedicata alla Grande Guerra.
Il Generale Luigi Marsibilio a seguito degli ultimi vili attentati terroristici ha cambiato volutamente il tema del suo intervento previsto sulle quattro battaglie dell’Isonzo confrontandosi con i ragazzi sul concetto di “paura” a partire dall’ambito militare, la sensazione che dovettero gestire i soldati nelle due guerre mondiali, arrivando alle paure della società attuale rinvigorite anche nella popolazione civile dagli ultimi tragici avvenimenti .
Commozione in sala durante la lettura della lettera-testamento del SottoTenente degli Alpini Adolfo Ferrero scritta nel 1917 poche ore prima di morire un una cruenta battaglia sul monte Ortigara ed interpretata con intensità dalla studentessa del Liceo “Meucci” Martina Acerbo. La lettera venne rinvenuta dopo oltre 40 anni sull’Ortigara ancora perfettamente conservata sui resti di un soldato al quale Adolfo aveva consegnato la lettera perché la consegnasse alla famiglia.
Sono stati proiettati alcuni frammenti del video “4 novembre 1918: la grande vittoria italiana” con le immagini della tumulazione del Milite Ignoto presso l’Altare della Patria il 4 novembre 1921.
Hanno presenziato alla manifestazione alcuni cittadini di Aprilia, nonché in rappresentanza dell’amministrazione l’assessore Barbaliscia che ha espresso parole di apprezzamento per l’iniziativa.
Partecipazione a sorpresa per un illustre cittadino di Aprilia il Generale di Brigata Rino De Vito Comandante Regionale del Comando Militare Esercito “Abruzzo” che ha rivolto un saluto ai ragazzi ed ha consegnato ai docenti il Calendario dell’Esercito 2015 “La Grande Guerra…Un Popolo in Armi” dedicato al ricordo dell’entrata in guerra dell’Italia nel 1915.
Inoltre erano presenti rappresentanti dell’Associazione Nazionale Bersaglieri d’Italia sezione di Aprilia con il Presidente Cesare Tombolillo e una rappresentanza dell’Associazione Arma Aeronautica di Aprilia con il Presidente Antonio Iovino.
Ad arricchimento della manifestazione sono stati riprodotti alcuni brani musicali della Grande Guerra eseguiti dal soprano Maria Ausilia D’Antona, accompagnata da Gabriele Falcone (chitarra) dell’Archetipo Ensemble. A chiusura dell’incontro, quale messaggio di pace, le note di “Imagine” di John Lennon interpretata dalla splendida voce della cantante apriliana.
A seguire, presso il piazzale del Liceo “Meucci, la studentessa Martina Acerbo ha deposto l’omaggio floreale dell’Associazione “Un ricordo per la pace” al monumento in memoria di Eric Fletcher Waters e dei caduti dispersi nella Battaglia di Aprilia del 1944, di cui l’Associazione apriliana è stata promotrice nel 2013 con il veterano britannico Harry Shindler della “ITALY STAR ASSOCIATION”.
Resoconto "Sfera Magazine"
La Grande Guerra al Liceo Meucci
L’associazione “Un ricordo per la pace” ha tenuto una conferenza sulla Grande Guerra e sul ruolo dei volontari italiani
I volontari italiani e la Grande Guerra: questo il fulcro della conferenza tenuta dall’Associazione “Un ricordo per la pace” presso l’Aula Magna del Liceo “Antonio Meucci” lo scorso sabato. La conferenza ha visto la partecipazione dei Generali Massimo Coltrinari e Luigi Marsibilio, oltre al supporto dei prof.ri Bernardo Del Buono, Assunta Casalaspro, Bruno Morabito e Maria Giuseppina Vena.
Toccante il minuto di silenzio dedicato alle vittime degli attacchi terroristici accaduti in questi giorni in più parti del mondo. A rappresentazione delle Istituzioni era presente l’Assessore Francesca Barbaliscia, una delegazione Associazione Nazionale Bersaglieri d’Italia sezione di Aprilia con il Presidente Cesare Tombolillo e una rappresentanza dell’Associazione Arma Aeronautica di Aprilia con il Presidente Antonio Iovino.
Inoltre sono stati eseguiti alcuni brani legati al momento storico eseguiti dal soprano Maria Ausilia D’Antona e da Gabriele Falcone (chitarra) dell’Archetipo Ensemble – Associazione Vaso di Pandora, che sono stati molto apprezzati dalla platea.
Giornale AGEN PARL - L'informazione Indipendente
Aprilia: Un ricordo per la pace
(AGENPARL)- Aprilia 23 nov 2015 – Si è tenuta nella mattinata di sabato 21 novembre presso l’auditorium del Liceo “Antonio Meucci”
in via Carroceto ad Aprilia la prima delle conferenze del progetto culturale dell’Associazione “Un
ricordo per la pace” rivolto agli studenti di Aprilia nel centenario della Grande Guerra (1914-1918).
Il progetto ha ottenuto la concessione del logo ufficiale delle Commemorazioni del Centenario della
prima guerra mondiale e rientra nel Programma di iniziative curato dalla Presidenza del Consiglio
dei Ministri – Struttura di Missione per gli Anniversari di interesse Nazionale.
Grazie al gentile consenso del Dirigente del Liceo “Antonio Meucci” Prof. Antonio Ferrone ed alla
collaborazione del Prof. Bernardo Del Buono la conferenza ha coinvolto alcune quinte classi del
Liceo con i relativi docenti Prof.ssa Assunta Casalaspro, Prof. Bruno Morabito, Prof.ssa Maria
Giuseppina Vena.
L’ incontro il cui tema era “1915 : L’ ITALIA IN GUERRA” (le prime fasi del conflitto) ha avuto
un cambiamento di programma dovuto ai tragici atti terroristici degli ultimi giorni, tra cui quelli
compiuti a Parigi. In apertura della manifestazione la Presidente dell’Associazione “Un ricordo per
la pace” Elisa Bonacini ha invitato la platea a osservare un minuto di silenzio in memorie delle
vittime degli ultimi vili attentati terroristici.
Si è dato poi inizio alla conferenza. Il generale Massimo Coltrinari ha trattato il tema “I Volontari
nella Grande Guerra” con riferimento anche ai Volontari Ciclisti Automobilisti del 1915, agli esordi
della Prima Guerra Mondiale. Nelle file del Battaglione Lombardo V.C.A. a fianco dei Futuristi era
anche il giovane Giuseppe Bonacini (1892-1961), nonno di Elisa Bonacini.
Il gruppo dei Volontari per esigenze belliche dovette sciogliersi nel dicembre 1915 ed i più si
arruolarono nell’Esercito regolare. Nello specifico Giuseppe Bonacini si arruolò nel Corpo dei
Bersaglieri, ottenendo per le sue coraggiose azioni “ a sprezzo del pericolo” due medaglie d’argento
al Valor Militare. La sua divisa di Maggiore dei Bersaglieri è esposta nelle teche dell’esposizione
storica presso il Liceo “Meucci” .
Sono state proiettate alcune fotografie tratte dall’Album “IMPRESSIONI DI GUERRA” pubblicate
dalla nipote Elisa Bonacini nel volume “IMPRESSIONI DI GUERRA” – L’ardore patriottico dei
Volontari Ciclisti Automobilisti del 1915 che è stato esposto nel maggio scorso al Salone del libro
di Torino nella sezione della Presidenza del Consiglio – Struttura di Missione dedicata alla Grande
Guerra.
Il Generale Luigi Marsibilio a seguito degli ultimi vili attentati terroristici ha cambiato volutamente
il tema del suo intervento previsto sulle quattro battaglie dell’Isonzo confrontandosi con i ragazzi
sul concetto di “paura” a partire dall’ambito militare, la sensazione che dovettero gestire i soldati
nelle due guerre mondiali, arrivando alle paure della società attuale rinvigorite anche nella
popolazione civile dagli ultimi tragici avvenimenti .
Nelle teche dell’esposizione “Un ricordo per la pace” sul tema “Aprilia in guerra : la battaglia di
Aprilia” nel corso della conferenza sono stati esposti eccezionalmente anche alcuni cimeli della
Grande Guerra provenienti dalla raccolta storica di Ostilio Bonacini.
Commozione in sala durante la lettura della lettera-testamento del SottoTenente degli Alpini Adolfo
Ferrero scritta nel 1917 poche ore prima di morire un una cruenta battaglia sul monte Ortigara ed
interpretata con intensità dalla studentessa del Liceo “Meucci” Martina Acerbo. La lettera venne
rinvenuta dopo oltre 40 anni sull’Ortigara ancora perfettamente conservata sui resti di un
soldato al quale Adolfo aveva consegnato la lettera perché la consegnasse alla famiglia.
Sono stati proiettati alcuni frammenti del video “4 novembre 1918: la grande vittoria italiana” con
le immagini della tumulazione del Milite Ignoto presso l’Altare della Patria il 4 novembre 1921. Le
classi interessate alla visione integrale del filmato, possono richiederne una copia all’Associazione
“Un ricordo per la pace”.
Hanno presenziato alla manifestazione alcuni cittadini di Aprilia. In rappresentanza
dell’Amministrazione Comunale era presente l ‘Assessore alla Cultura Francesca Barbaliscia che ha
espresso parole di apprezzamento per l’iniziativa.
Partecipazione a sorpresa per un illustre cittadino di Aprilia il Generale di Brigata Rino De Vito
Comandante Regionale del Comando Militare Esercito “Abruzzo” che ha rivolto un saluto ai
ragazzi ed ha consegnato ai docenti il Calendario dell’Esercito 2015 “La Grande Guerra…Un
Popolo in Armi” dedicato al ricordo dell’entrata in guerra dell’Italia nel 1915.
Hanno presenziato alla conferenza una rappresentanza dell’Associazione Nazionale Bersaglieri
d’Italia sezione di Aprilia con il Presidente Cesare Tombolillo e una rappresentanza
dell’Associazione Arma Aeronautica di Aprilia con il Presidente Antonio Iovino.
Ad arricchimento della manifestazione sono stati riprodotti alcuni brani musicali della Grande
Guerra eseguiti dal soprano Maria Ausilia D’Antona e da Gabriele Falcone (chitarra) dell’Archetipo
Ensemble – Associazione Vaso di Pandora, che sono stati molto apprezzati dalla platea.
A chiusura dell’incontro, quale messaggio di pace, le note di “Imagine” di John Lennon interpretata
dalla splendida voce della cantante apriliana.
A seguire, presso il piazzale del Liceo “Meucci, la studentessa diciottenne Martina Acerbo ha
deposto l’omaggio floreale dell’Associazione “Un ricordo per la pace” al monumento in memoria di
Eric Fletcher Waters e dei caduti dispersi nella Battaglia di Aprilia del 1944, di cui l’Associazione
apriliana è stata promotrice nel 2013 con il veterano britannico Harry Shindler della “ITALY STAR
ASSOCIATION”.
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