venerdì 11 novembre 2016
mercoledì 26 ottobre 2016
Un centenario della grande guerra ad Osmosi 2016
Osmosi 2016, ieri la conferenza “Centenario Grande Guerra: un ricordo per la pace”
Al via Osmosi 2016 con un centenario sulla grande guerra. Si è svolta ieri la Conferenza “Centenario Grande Guerra: un ricordo per la pace”. La conferenza, organizzata dall’Associazione apriliana “Un ricordo per la pace”, si è svolta presso il polo CulturAprilia (ex Claudia) , durante il festival della cultura “Osmosi 2016” organizzato dal Comitato Grandi Eventi di Aprilia, in collaborazione con l’assessorato alla Pubblica Istruzione e Cultura del Comune di Aprilia.
L’associazione “Un ricordo per la pace” ha ottenuto la concessione del logo ufficiale del centenario della prima guerra mondiale che accredita l’iniziativa quale progetto rientrante nel Programma ufficiale delle commemorazioni del Centenario della prima Guerra mondiale, a cura della Presidenza del Consiglio dei Ministri – Struttura di Missione per gli Anniversari di interesse nazionale.
Finalità dell’iniziativa: il ricordo della Grande Guerra e del sacrificio dei soldati italiani al fronte. Durante la conferenza è stato proiettato il video “4 novembre: la grande vittoria italiana”, realizzato da “Un ricordo per la pace”, con alcune foto tratte dall’album “Impressioni di guerra” di Giuseppe Bonacini.
Come relatore è intervenuto il Generale Dott. Prof. Massimo Coltrinari, che è stato straordinario sul tema “1915-1916: dalla passione patriottica all’angoscia”. Elisa Bonacini, presidente dell’Associazione “Un ricordo per la pace”, ha presentato al pubblico l’attività dell’Associazione costituitasi nel 2011, con riferimento all’ultimo progetto in corso di mostra itinerante sulla Grande Guerra.
Ha assistito all’evento l’Assessore alla Cultura di Aprilia, Francesca Barbaliscia.
Festival della Cultura Aprilia
SI
È TENUTA GIOVEDÌ 13 OTTOBRE LA CONFERENZA “CENTENARIO GRANDE GUERRA : UN RICORDO PER LA
PACE”
Evento inserito nell'Osmosi2016 – Festival
della Cultura - Aprilia
Si è tenuta
giovedì 13 ottobre presso polo CulturAprilia (ex Claudia) ad Aprilia la conferenza “CENTENARIO GRANDE GUERRA: UN
RICORDO PER LA PACE”, organizzata dall'Associazione apriliana “Un ricordo per
la pace”.
La conferenza
rientra nel festival della cultura “OSMOSI2016”
organizzato dal Comitato Grandi Eventi di Aprilia in collaborazione con l’assessorato alla
Pubblica Istruzione e Cultura del Comune di Aprilia , ed ha ottenuto la
concessione del logo ufficiale del
centenario della prima guerra mondiale che accredita l’iniziativa quale
progetto rientrante nel Programma ufficiale delle commemorazioni del Centenario
della prima Guerra mondiale a cura della Presidenza del Consiglio dei Ministri
- Struttura di Missione per gli Anniversari di interesse nazionale.
Finalità
dell'iniziativa il ricordo della Grande Guerra e del sacrificio dei soldati
italiani al fronte.
È stato
proiettato il video “4 novembre : la grande vittoria italiana” realizzato da
“Un ricordo per la pace” con alcune foto
tratte dall'album “Impressioni di guerra” di Giuseppe Bonacini, tra i Volontari Ciclisti Automobilisti del 1915, agli esordi della Guerra.
Prestigioso
relatore il Generale Dott. Prof. Massimo Coltrinari è intervenuto sul tema “1915-1916 : dalla passione patriottica all'angoscia”.
Elisa Bonacini,
presidente dell'Associazione “Un ricordo per la pace”, ha presentato al
pubblico l'attività dell'Associazione costituitasi nel 2011 con riferimento
all'ultimo progetto in corso di mostra itinerante sulla Grande Guerra.
Ha assistito
all'evento l'Assessore alla Cultura di Aprilia
Francesca Barbaliscia.
Ha destato molto
interesse l'esposizione di alcuni reperti storici della prima guerra mondiale,
tra cui alcune bandiere del Regno d'Italia. gli elmetti del fante, i berretti degli Alpini ed il
cappello storico del Bersaglieri, e le ruote delle biciclette dei Volontari
Ciclisti Automobili, materiale storico della famiglia di Elisa Bonacini.
domenica 23 ottobre 2016
Aprilia 13 ottobre. 2016 Polo Culturale
APRILIA – Centenario Grande Guerra, conferenza organizzata da ‘Un ricordo per la pace’
DI REDAZIONE · 13 OTTOBRE 2016
Oggi giovedì 13 ottobre alle ore 18 presso il Polo CulturAprilia (ex Claudia) ad Aprilia si terrà la conferenza dal titolo “CENTENARIO GRANDE GUERRA : UN RICORDO PER LA PACE”, organizzata dall’Associazione apriliana “Un ricordo per la pace”.
L’evento si inserisce nel festival della cultura “OSMOSI2016” (Officine – Specializzate: Mostre, Opere, Suoni, Idee), organizzato dal Comitato Grandi Eventi di Aprilia in collaborazione con l’assessorato alla Pubblica Istruzione e Cultura del Comune di Aprilia.
Osmosi2016 è il primo festival della cultura apriliana, si terrà nelle giornate di giovedì 13, venerdì 14 e sabato 15 ottobre nella grande struttura, rinnovata con i fondi Plus, di CulturAprilia (ex stabilimento Claudia). Nasce dall’idea di valorizzare le attività culturali e il patrimonio associativo della città di Aprilia.
La conferenza avrà come tema il ricordo della Grande Guerra e del sacrificio dei soldati italiani al fronte. In particolare verrà messo a fuoco il primo anno dei combattimenti 1915-1916.
Verrà proiettato il video “4 novembre : la grande vittoria italiana” realizzato dall’Associazione “Un ricordo per la pace” e alcune foto tratte dall’album “Impressioni di guerra” di Giuseppe Bonacini, (1892-1961) relativo alla storia dei VCA Volontari Ciclisti Automobilisti del 1915.
Il generale Generale Massimo Coltrinari con la sua relazione dal titolo : “1915-1916 : dalla passione patriottica all’angoscia”.
Saranno esposti alcuni reperti storici della prima guerra mondiale, tra cui la bandiera del Regno d’Italia e l’elmetto del soldato italiano, materiale storico della famiglia di Elisa Bonacini, presidente dell’Associazione “Un ricordo per la pace”.
L’evento si inserisce nel festival della cultura “OSMOSI2016” (Officine – Specializzate: Mostre, Opere, Suoni, Idee), organizzato dal Comitato Grandi Eventi di Aprilia in collaborazione con l’assessorato alla Pubblica Istruzione e Cultura del Comune di Aprilia.
Osmosi2016 è il primo festival della cultura apriliana, si terrà nelle giornate di giovedì 13, venerdì 14 e sabato 15 ottobre nella grande struttura, rinnovata con i fondi Plus, di CulturAprilia (ex stabilimento Claudia). Nasce dall’idea di valorizzare le attività culturali e il patrimonio associativo della città di Aprilia.
La conferenza avrà come tema il ricordo della Grande Guerra e del sacrificio dei soldati italiani al fronte. In particolare verrà messo a fuoco il primo anno dei combattimenti 1915-1916.
Verrà proiettato il video “4 novembre : la grande vittoria italiana” realizzato dall’Associazione “Un ricordo per la pace” e alcune foto tratte dall’album “Impressioni di guerra” di Giuseppe Bonacini, (1892-1961) relativo alla storia dei VCA Volontari Ciclisti Automobilisti del 1915.
Il generale Generale Massimo Coltrinari con la sua relazione dal titolo : “1915-1916 : dalla passione patriottica all’angoscia”.
Saranno esposti alcuni reperti storici della prima guerra mondiale, tra cui la bandiera del Regno d’Italia e l’elmetto del soldato italiano, materiale storico della famiglia di Elisa Bonacini, presidente dell’Associazione “Un ricordo per la pace”.
mercoledì 5 ottobre 2016
Presentazione del corso di paracadutismo intitolato all’eroe Alexandr Prokhorenko
Il 5 ottobre 2016 alle ore 18:30 al Centro russo di scienza e cultura a Roma verrà presentato il corso di paracadutismo organizzato dall’Associazione Nazionale Paracadutisti d’Italia. L’edizione 2016 rende omaggio ad Alexandr Prokhorenko, giovane ufficiale delle forze speciali russe che attaccò coraggiosamente un reggimento nemico dell’ISIS e trovò una morte eroica a Tadmor, nella provincia di Homs (Siria). Circondato dai combattenti dello Stato Islamico, il tenente ha scelto di morire pur di portare a termine la sua missione: ha diretto su di sé il fuoco degli aerei russi per non farsi catturare dall’ISIS e difendere l’onore della sua Patria. Premiando il coraggio e l’altruismo dell’ufficiale, il presidente della Federazione Russa Vladimir Putin ha firmato il decreto di conferimento postumo della Stella di Eroe della Federazione Russa.
Alla presentazione interverranno le figure chiave dell’iniziativa, tra cui il presidente della sezione A.N.P.d’I. di Roma Adriano Tocchi e l’addetto per la Difesa della Federazione Russa in Italia Sergej Chukhrov. L’evento sarà corredato da una mostra fotografica sulla vita dei paracadutisti russi ed italiani, in linea con lo spirito eroico che ha ispirato il corso, “in onore dell’altissimo valore personale e militare dell’ufficiale Alexandr Prokhorenko, il quale ha sacrificato tutto per la Patria”, nelle parole di Adriano Tocchi.
Il corso di paracadutismo sarà gratuito per i primi cinque cittadini della Federazione Russa (la quota d’iscrizione e la copertura assicurativa saranno a carico dei partecipanti) e avrà un costo di 850 euro per gli altri iscritti.
La data d’inizio del corso è prevista per il 26 settembre. Le lezioni teoriche si svolgeranno tre volte a settimana nella Palestra Folgore (via Livorno, Roma). Dopo otto settimane di addestramento di base i partecipanti potranno effettuare tre lanci negli spazi aerei autorizzati. Tutti gli interessati potranno seguire i progressi della squadra sul portale http://www.difesaonline.it, come da accordi con il suo direttore Andrea Cucco.
E’ importante sottolineare che con questa iniziativa l’ANPd’I ha deciso di rendere omaggio ad un eroe non italiano per la prima volta nella sua storia. L’idea è partita dal presidente della sezione di Roma Adriano Tocchi, il quale ha sottolineato che, nonostante le polemiche, l’iniziativa era stata pienamente approvata e sostenuta dal Ministero della Difesa italiano. L’auspicio del presidente è stato di vedere molti paracadutisti russi al lancio finale del corso. L’Associazione ha espresso inoltre il desiderio di partecipare alla messa commemorativa prevista in una delle parrocchie della chiesa ortodossa russa a Roma.
Per l’iscrizione al corso si prega di contattare il numero 06 4745811 o visitare il sito www.anpdiroma.it
Per l’iscrizione al corso si prega di contattare il numero 06 4745811 o visitare il sito www.anpdiroma.it
Презентация в РЦНК парашютных курсов в честь Героя России Александра Прохоренко
5 октября в 18:30 в Российском центре науки и культуры в Риме пройдет презентация курсов по прыжкам с парашютом Национальной ассоциации парашютистов Италии. В 2016 году Ассоциация посвящает их Герою России Александру Прохоренко, который, оказавшись в окружении превосходящих сил боевиков «Исламского государства» в районе населённого пункта Тадмор(провинция Хомс, Сирия), вступил с ними в неравный бой и, не желая сдаваться в плен, вызвал огонь на себя. Указом Президента России за мужество и героизм, проявленные при исполнении воинского долга, старшему лейтенанту А.А.Прохоренко присвоено звание Героя Российской Федерации (посмертно).
В РЦНК выступят автор идеи посвящения курсов русскому офицеру – президент римского отделения Национальной ассоциации парашютистов Италии Адриано Токки, российский военный и военно-воздушный атташе в Италии Сергей Чухров. Будет развернута выставка, рассказывающая о российских и итальянских десантниках. Как отметил Адриано Токки, он принял решение посвятить курсы российскому офицеру для того, чтобы «преклониться перед высокими гражданскими и военными достоинствами человека, ставящего любовь к Родине превыше всего».
Для первых пяти записавшихся граждан Российской Федерации парашютные курсы, которые начнутся 26 сентября, будут бесплатные (за исключением вступительного взноса в ассоциацию, оплаты страховки и медсправки). Тариф для всех остальных – 850 евро.
Осенью на базе итальянской бригады «Фольгоре» («Молния») в Риме три раза в неделю в течение восьми недель будет проходить теоретическая часть занятий. Затем курсанты смогут совершить три прыжка с парашютом на одной из авиабаз.
Для записи на парашютные курсы в честь Александра Прохоренко:
Тел: 06 4745811
giovedì 29 settembre 2016
venerdì 23 settembre 2016
Primo Risorgimento.
L’ultima portatrice carnica: Lina Della
Pietra
Lina Della Pietra, ultima
portatrice carnica, era nata il 9 maggio 1905,a Zovello ( Zuviel ) - 921
m.s.l.m. 186 abitanti -, frazione del Comune di Ravascletto. in friulano anche
Monai, della Provincia di Udine,
composto delle frazioni di Zovello e
Salars , nella Valcada, una delle sette Valli della Carnia, note già nel 1200 dai
cramars “, venditori ambulanti girovaghi che cercavano fortuna, muniti dalla sola
“ crassigne “, mobiletto in legno con cassetti , carico di spezie, stoffe,
erbe, calzature e prodotti artigianali della zona.
La zona della Carnia, dove si trovavano
appostati 31 battaglioni, era talmente vitale da essere posta alle dirette
dipendenze del Comando Supremo. Il valore di tale zona consisteva nel fatto
che, realizzando uno sfondamento a Passo Monte Croce Carnico, l’esercito
austriaco avrebbe potuto avere zona libera nelle Valli del But e Chiarsò,
considerate le parti principali per invadere l’Italia. I 10.000 -12.000 uomini
che presidiavano la Carnia dovevano essere vettovagliati ogni giorno, forniti
di munizioni, medicinali. Quando il Comando Logistico e quello del Genio furono
costretti a chiedere aiuto alla popolazione, ma tutti gli uomini erano alle
armi , rimanevano a casa solo donne e bambini; le donne del Comune di Paluzza
furono le prime a presentarsi “ Anin “ dicevano
“ senò chei biadaz ai murin ancje di fan
“ ( andiamo, altrimenti quei poveretti muoiono anche di fame ). Le
portatrici avevano una età compresa tra
i 15 e 60 anni, munite di libretto personale, dove veniva segnato
presenza,viaggi compiuti, materiale trasportato con le gerle e unità militare
per la quale lavoravano. Ogni viaggio veniva compensato con lire 1,50 ( circa
3,50 € ) corrisposto ogni mese. Vettovagliamento, munizioni, materiale vario
venivano caricati ogni giorno all’alba nei magazzini militari nelle gerle ( zèi
– pronuncia gei in carnico , cesta di vimini intrecciati a forma di tronco di cono
rovesciato, aperto in alto, con due spallacci, per essere portati sulle spalle.
Nelle loro case venivano usate per trasportare fieno, legna, formaggio, vino,ecc.)
Partivano a gruppi di 15-20 senza guide,
imponendosi una tabella di marcia, dopo percorso il fondo valle, con la gerla
carica ( poteva pesare sino a 40 kg. ) “ attaccavano “ la montagna dirigendosi
a raggiungere il fronte, a raggiera; Pal Piccolo, Pal
Grande, Freinkofer. ( Alla fine di marzo durante violentissimi combattimenti
con furibondi scontri all’arma bianca, che portarono alla perdita ed alla
riconquista del Pal Piccolo, l’olocausto di sangue, largo e generoso dei battaglioni Tolmezzzo e Val Tagliamento,
per il superbo valore dimostrato già all’inizio della guerra, valse a far
conferire alla bandiera dell’8° Reggimento Alpini la medaglia d’argento al
valor militare ). Dalle 2 alle 5 ore di salita, superando dislivelli dai 600 ai
1.200 metri. Scaricato il materiale,sostavano pochi minuti, ( qualche volta al ritorno, portavano a valle,
in barella,i militari feriti o i caduti in combattimento ) poi la lunga discesa
per ritornare a casa dove stavano in attesa vecchi e bambini. Accudivano gli
animali nella stalla, nel cortile, facevano da mangiare. L’indomani all’alba si
ricominciava. Una identità patriottica, religiosa, laboriosa, tenace e dalle
esemplari tradizioni alpine, erano le doti delle portatrici carniche .Maria
Plozner Mentil, quattro figlie ed un marito al fronte, venne uccisa il 15
febbraio 1916, , da un “ cecchino “ austriaco, a quota 1619, alla Casera
Malpasso. Nello stesso anno, altre tre rimasero ferite : Maria Muser Olivotto,
Maria Silverio Matiz di Timau e Rosaria Primus di Cleulis. Soltanto mezzo
secolo dopo, il 1° ottobre 1997, il Presidente della Repubblica Oscar Luigi
Scalfaro, attorniato dalle più alte cariche dello Stato e della Regione, ha
consegnato ai figli della Maria Plozner Mentil, Dorina e Gildo, la Medaglia
d’Oro al Valor Militare concessa alla memoria della madre e baciata la mano a
Lina Della Pietra.
A tutte le portatrici carniche venne
concessa la medaglia d’oro Cavalieri di Vittorio Veneto ed un assegno annuo
vitalizio di L.60.000 portato poi a L. 150.000.
La signora Elisabetta Zitelli che aveva
ospitato la nonna Lina Della Pietra nel 1974, mi raccontò la storia della sua
famiglia consegnandomi diverse fotografie, inedite, molto interessanti.
Lina Della Pietra, faceva la ricamatrice da
ragazzina,e dopo aver fatto parte delle portatrici carniche,come sua sorella
Virginia, lavoro pericoloso quando si arrivava vicino al fronte, perché dovevamo buttarci a terra per
schivare le pallottole del nemico; dopo l’ottobre 1917, rimasta a Zovello,
frequentava la parrocchia del paese,
dove aiutava il prete a insegnare
dottrina ( fatto inconsueto per i tempi di allora ); molto giovane ancora,
sposò un fabbro, Giuseppe Casanova, andando a vivere in Francia ad Arras capoluogo del Dipartimento del passo
di Calais dove aprì una officina per automobili.. Ebbe due figli, Ettore nato
il 4.4.1922 ed Elide nata il 30.10.1924, morta nel 1974,era mia madre aggiunse la signora Zitelli. Ritornata in Italia, per l’entrata in guerra
con la Francia, dopo essersi alloggiata nelle case destinate ai rimpatriati, a
Trieste, - nel 1974 trovò ospitalità a
casa mia in viale Miramare, 171 Mio
fratello Ettore andò negli Stati Uniti nel 1950 e ritornò in Italia per
festeggiare i 100 anni della nonna Lina, rientrando nuovamente in America.
Pochi mesi dopo morì anche la sorella Virginia ,portatrice carnica., . sorella di Lina . La signora Elisabetta
Zitelli, -aveva seguita sino sua alla
morte la nonna Lina, avvenuta nel 2005. . Aveva 104 anni. Alle celebrazioni funebri nella Chiesa S.Bartolomeo di Barcola, solo
i pochi parenti e amici, senza alcuna corona e messaggio da parte degli
amministratori locali e dalle autorità politiche venisse recapitato ai familiari..
La signora Zitelli , concluse
: La nonna Lina aveva ereditato dal suo
passato la fatica abituata da secoli per l’estrema povertà di quelle zone ad
indossare la “ gerla da casa “ ,- che mai come in questo caso , rappresentava
il simbolo della donna carnica – ora la metteva sulle spalle al servizio della
Patria. Sono comunque fiera di quello
che è stata e di quello che ha fatto “
Arrigo Curiel
lunedì 12 settembre 2016
Dalla Guerra alla Libertà.
“DALLA GUERRA ALLA LIBERTÀ”
LA CONFERENZA DELL'ASSOCIAZIONE “UN RICORDO PER LA PACE”
DAL SACRIFICIO DI UNA GENERAZIONE DURANTE LA SECONDA GUERRA
MONDIALE AL RICORDO DEL CAPORAL MAGGIORE MASSIMO DI LEGGE CADUTO IN UNA
MISSIONE DI PACE IN AFGHANISTAN
di Elisa Bonacini
unricordoperlapace.blogspot.it
Si è tenuta nel
pomeriggio di sabato 28 maggio presso la Sala Manzù – Biblioteca Comunale di
Aprilia la conferenza organizzata dall'Associazione “Un ricordo per la pace”
dal titolo: “DALLA GUERRA ALLA LIBERTÀ” - dalla liberazione dei campi di
concentramento alla scelta Istituzionale- (aprile 1945- giugno 1946) .
Per la conferenza è
stata scelta la giornata del 28 maggio, data commemorativa della Battaglia di
Aprilia del 1944, quest'anno nelle particolare ricorrenza dell'80esimo
anniversario della Fondazione di Aprilia (25 aprile 1936) e nelle vicinanze del
2 giugno, 70esimo anniversario della nascita della Repubblica Italiana. La
giornata in ricordo dei caduti della Battaglia di Aprilia è stata
istituzionalizzata nel 2013 su proposta dell’Associazione “Un ricordo per la
Pace” e l'adesione delle Associazioni d'Arma e Combattentistiche di Aprilia e
altre Associazioni locali, tra cui la Croce Rossa Italiana.
All'iniziativa è stato concesso il logo ufficiale delle
celebrazioni del 70° Anniversario della Repubblica Italiana che accredita
l’iniziativa quale progetto rientrante nel Programma ufficiale delle
celebrazioni del 70° Anniversario della Repubblica italiana a cura della
Presidenza del Consiglio dei Ministri - Struttura di Missione per gli
Anniversari di interesse nazionale.
La finalità dell'iniziativa, che ha avuto il patrocinio del Comune
di Aprilia, era commemorare le vittime militari e civili della seconda guerra
mondiale con particolare riferimento ai cittadini di Aprilia, e rievocare il
percorso che portò l'Italia alla nascita della Repubblica il 2 giugno 1946 .
Elisa Bonacini presidente di “Un ricordo per la pace” ha aperto il
convegno illustrando l'iniziativa e introducendo gli ospiti. E' intervenuta
l'Assessore alla Cultura del Comune di Aprilia Francesca Barbaliscia; relatori
il Generale Luigi Marsibilio e il Generale Massimo Coltrinari che da anni
affiancano l'Associazione in numerosi convegni presso gli Istituti Superiori di
Aprilia, affrontando diverse tematiche sulla storia dell'Italia dal primo
conflitto mondiale ai giorni nostri.
L'evento ha avuto tra le sue finalità anche quella di dare rilievo
al sacrificio degli IMI (Internati Militari Italiani) che dopo
l'armistizio dell'Italia l'8 settembre 1943, fedeli al giuramento alla Patria,
vennero deportati nei campi di concentramento nazisti. Presenti alcuni
familiari degli insigniti apriliani della Medaglia d'Onore IMI (Internati
Militari Italiani); dal 2012 grazie all'attività divulgativa dell'Associazione
“Un ricordo per la pace” sono 12 le Medaglie d 'Onore conferite a cittadini
apriliani, un numero cospicuo che vede Aprilia ai primi posti nel territorio
pontino per numero di onorificenze ricevute. In ordine cronologico di consegna
della medaglia, gli insigniti di Aprilia sono: Ernesto
Bonacini (deceduto); Alfio Fiorini (deceduto); Aldo Boccabella
(deceduto); Gino Forconi; Amedeo Luciani (deceduto);
Giuseppe Raggi (deceduto); Alfredo Federici (deceduto); Giuseppe Romani
(deceduto); Domenico Fusco; Sante Tantari (deceduto);
Guido Vitali (deceduto); Aldemiro Casoni (deceduto).
E' stato proiettato il filmato “IL FUTURO DELLA
MEMORIA - STORIA DEI MILITARI E CIVILI ITALIANI DEPORTATI NEI LAGER NAZISTI”
realizzato dall’Associazione “Un ricordo per la Pace” in cui sono incluse
alcune pagine significative del “diario di guerra e prigionia” di Ernesto
Bonacini.
Aldo Boccabella, classe 1923, è intervenuto
raccontando i suoi giorni di internato militare in Austria. In sala anche Armando
Fiorini il cui fratello Alfio morì a seguito dei bombardamenti in un campo di
lavoro in Germania. Assente per motivi di salute il cittadino apriliano Ennio
Borgia, deportato politico a 16 anni nel lager di Dachau in Germania.
Tra i cittadini di Aprilia morti nello svolgimento del dover
Patrio in guerra, Ettore Casoni ha ricordato con commozione lo zio, il soldato
Antonio Toffoli morto nel 1944, cui è stata conferita la medaglia d'argento
al V.M. Tra i cittadini di Aprilia scomparsi nell'adempimento del servizio
militare il Caporal Maggiore Massimo Di Legge che ha perso la vita nel
2011 a soli 28 anni in una missione di pace in Afghanistan. Presenti in Sala
Manzù i genitori del ragazzo e il collega dell'Esercito Italiano il Maresciallo
Nicola Rizzo, presidente della scuola calcio A.S.D. Esercito Calcio, che è
intervenuto con un commosso ricordo del giovane : “Massimo era un soldato
che, come tutti coloro che come me indossano una divisa, condivideva dei valori
che devono essere di riferimento per la rinascita del nostro Paese, che soffre
maggiormente per la disgregazione di essi ancor più che per la crisi economica.
Occorre educare i giovani alla pace, ma questo è un lavoro lento che necessita
di un'evoluzione spirituale, di un' educazione a valori più alti, di una
visione nuova della storia umana. Prima di salutare i genitori disse loro “Se
un giorno dovrò morire, lo farò per la Patria!”. Massimo operatore di pace ,
caduto in terra straniera, e tutti gli eroi caduti per la Patria ci esortano a
continuare a credere nei nostri ideali ed a trasmettere a tutti l'amore per la
Patria, la fedeltà alle Istituzioni e a dire a tutti : “Noi ci siamo”.
Il Maresciallo Rizzo ha poi anticipato la 3a edizione
del Memorial (torneo di calcio) a lui dedicato che si terrà ad Aprilia dal 30
maggio al 18 giugno prossimi.
E anche noi “ci siamo” e
non dimenticheremo mai Massimo e tutti gli italiani che hanno
sacrificato la vita per la nostra Patria, per quei valori di onestà e di
fedeltà alle Istituzioni.
Il nostro abbraccio alla mamma Antonella e al papà Franco lo
rivolgiamo virtualmente a tutte le persone, a tutte le famiglie che ogni giorno
faticosamente con grande coraggio scelgono la via della legalità, anche se ciò
comporta gravi sacrifici. A queste persone, la parte pulita e splendente della nostra Italia, vada il nostro rispetto,
ma ricordiamo che ognuno di noi, nessuno escluso, deve dare il proprio contributo. Perché questo mondo forse
può cambiare, ma occorre l'impegno di ognuno di noi.
Un doveroso ringraziamento a Elisabetta Casoni- Ciccotti per il
contributo alle spese organizzative della manifestazione.
(foto Associazione “un ricordo per la pace” e Stefano Bongarzoni)
giovedì 8 settembre 2016
sabato 3 settembre 2016
Armistizio Corto. Cassibile. 3 settembre 1943
IL 3 SETTEMBRE 1943 ALLE 17,45, SOTTO UNA TENDA NELLA PIANA DI CASSIBILE FU FIRMATO DAL REGNO D'ITALIA, ALL'INSAPUTA DELL'ALLEATO TEDESCO, IL COSIDETTO ARMISTIZIO CORTO, CON IL QUALE VENIVANO INTERROTTE LE OSTILITA' TRA L'ITALIA E GLI ANGLO-AMERICANI. NON PRESENTI I RAPPRESENTATI DELLA URSS, CHE DIMOSTRAVA QUANTO LA COALIZIONE ALLEATA NON FOSSE OMOGENEA.
INIZIAVA PER L'ITALIA E GLI ITALIANI UN PERIODO TRAGICO DURANTE IL QUALE OGNUNO DOVETTE PERSONALMENTE FARE LA PROPRIA SCELTA DI CAMPO.
IL VERTICE MONARCHICO-CONSERVATORE,
CON I FASCISTI LIQUEFATTI E SCOMPARSI DOPO IL 25 LUGLIO E LA LORO ULTIMA SEDUTA DEL GRAN CONSIGLIO DEL FASCISMO,
CHE AVEVANO VOLUTO E CONDOTTO LA GUERRA
DOVEVA GESTIRE L'ARMISTIZIO, GESTITO
E CONDOTTO COSì INVEROSIMILMENTE MALE
CHE FU UNA DELLE PAGINE PIU' TRAGICHE DELLA STORIA DELLA
PATRIA
CHE ANCORA OGGI INCIDONO SULLA NOSTRA VITA PUBBLICA.
mercoledì 31 agosto 2016
giovedì 28 luglio 2016
sabato 9 luglio 2016
Il Problema della Immigrazione
Continente di emigrazione fino alla metà del secolo scorso, negli ultimi decenni l’Europa è diventata il punto d’approdo di un numero crescente di migranti, sia per motivi umanitari che economici. Le ragioni sono evidenti: in primis la guerra e l'instabilità nelle regioni vicine ai confini dell’Unione europea (Ue) - basti pensare alla Siria, l’Iraq e la Libia - ma anche le maggiori opportunità in termini di lavoro, istruzione e benessere che i paesi europei possono offrire rispetto ai paesi d’origine dei migranti. La gestione ordinata ed efficace dei flussi migratori è dunque una delle sfide principali che l’Ue ha oggi davanti a sé, e il modo nel quale tale sfida verrà affrontata avrà un impatto fondamentale sui suoi sviluppi futuri. Dalle misure di emergenza alle strategie di lungo termine La situazione attuale è caratterizzata da flussi importanti - più di un milione di persone solo nel 2015 - che hanno attraversato irregolarmente le frontiere esterne dell’Unione, in gran parte per motivi umanitari, facendo spesso ricorso all’aiuto di trafficanti e mettendo a rischio la loro vita. Questo ha fatto sì che l’azione dell’Unione europea nel 2015 e all’inizio del 2016 si concentrasse - inevitabilmente - sulle misure urgenti da prendere per la gestione dei crescenti flussi migratori alla frontiera sud e sud-est, con l’obiettivo di garantire l’asilo e la protezione umanitaria a chi ne ha diritto, di assicurare una distribuzione equa dei richiedenti asilo tra tutti gli Stati membri, e al tempo stesso scoraggiare la migrazione irregolare e contrastare l’azione dei trafficanti. È tuttavia evidente che una gestione efficace dei flussi migratori deve andare al di là delle misure d’emergenza e sviluppare azioni di medio-lungo termine che possano far sì che la migrazione non sia più un problema o una crisi da risolvere ma un elemento che contribuisce allo sviluppo e alla crescita futura delle nostre società. È interessante vedere come, in paesi di più lunga tradizione migratoria come il Canada, il concetto di migrazione sia legato strettamente a quello di ‘nation building’: le persone che accogliamo oggi, ed il successo (o meno) del processo di integrazione, determineranno quello che il nostro Paese sarà tra 20, 50, 100 anni. Fermo restando che la storia e la situazione geopolitica canadese sono completamente diverse da quelle europee, l’approccio alla migrazione come elemento fondante della società futura è indubbiamente un modo molto più razionale di percepire e gestire il fenomeno migratorio, dal quale l’Europa e i suoi Stati membri dovrebbero trarre ispirazione. Decrescita demografica e carenza di manodopera Tanto più che l’Europa è attualmente un continente in decrescita demografica, con una popolazione in età lavorativa in diminuzione: secondo le proiezioni Eurostat, tra due decenni in uno scenario senza migrazione esterna la popolazione europea in età lavorativa diminuirebbe di 40 milioni di persone, ponendo evidenti problemi di sostenibilità dei sistemi di welfare nazionali. Inoltre, pur in presenza di livelli elevati di disoccupazione in diversi Stati membri, è un dato di fatto che vi sono ovunque in Europa settori con carenza di manodopera, come ad esempio l’ambito delle tecnologie di informazione e comunicazione. È per questo che nell’Agenda europea sulla migrazione del maggio 2015, la Commissione ha sottolineato la necessità, nell’ambito di un approccio globale al fenomeno migratorio, che l’Unione europea sviluppi una politica volta ad attirare i talenti e le competenze necessarie a mantenere e accrescere la competitività dell’economia europea. Un passo importante in questa direzione è l’adozione il 7 giugno scorso delladirettiva “Carta Blu” europea, al fine di facilitare l’ingresso e la mobilità all’interno dell’Ue dei lavoratori di paesi terzi altamente qualificati, particolarmente in settori chiave per l’economia europea. Tale proposta segue di poco l’entrata in vigore della direttiva 801/2016, che facilita l’ammissione di studenti e ricercatori stranieri, promuovendone anche la mobilità intra-Ue, in particolare per coloro che siano beneficiari di programmi europei quali Erasmus+. Puntare sull’integrazione Sempre il 7 giugno, la Commissione europea ha adottato un Piano d’azione per l’integrazione dei migranti, con misure di sostegno pratico e finanziario agli Stati membri. È solo investendo in politiche efficaci d'integrazione - nel mercato del lavoro, nel sistema educativo e nella società più in generale che l’immigrazione potrà avere effetti positivi per il paese d’accoglienza. È altrettanto evidente che, al contrario, i costi della non-integrazione possono essere molto alti, non solo in termini economici, ma anche e soprattutto dal punto di vista della coesione sociale. Tale quadro sarà inoltre completato a breve da ulteriori misure che possano facilitare l’accesso legale a coloro che hanno un bisogno riconosciuto di protezione, limitando in tal modo i flussi irregolari e l’azione dei trafficanti, oltreché da una cooperazione rafforzata con i paesi d’origine e transito dei migranti, come indicato nella recenteComunicazione sulla creazione di un nuovo quadro di partenariato con i paesi terzi. È indubbio che la sfida più difficile per i prossimi anni sarà riuscire a superare le divisioni profonde e i riflessi nazionalisti che sono emersi negli ultimi tempi tra gli Stati europei sulle questioni migratorie, al fine di raggiungere un consenso politico ampio sulla strategia globale di medio e lungo termine che la Commissione ha sviluppato sinora e che continuerà con forza a promuovere. Laura Corrado è attualmente Capo dell’Unità responsabile per la Migrazione Legale e l’Integrazione della Direzione Generale “Migrazione e Affari Interni” della Commissione europea. Le opinioni espresse appartengono unicamente all’autore e non riflettono necessariamente l'opinione della Commissione europea, né possono essere considerate come posizioni ufficiali della stessa. |
martedì 28 giugno 2016
i 50 anni dell'IAI
Orizzonti e prospettive per i centri studi
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Soprattutto, l'Istituto fondato da Altiero Spinelli è riuscito a costruirsi una rete stabile di rapporti internazionali: a tutti gli effetti, ed in modo particolare per le questioni europee, lo IAI resta il punto di riferimento italiano. Si tratta di un ruolo davvero prezioso per il Paese. Ci sono molti modi in cui un centro-studi, un “pensatoio”, può rendersi utile. Anzitutto, offrendo un punto di incontro per il confronto libero tra idee diverse e l’articolazione di proposte concrete: da quando la politica europea è diventata nei fatti una politica "intra-domestica", questo ruolo è diventato al tempo stesso più delicato ma anche più utile. La tradizione europeista, così importante nella formazione dello IAI, è di fronte a sfide senza precedenti e nuove idee sono necessarie per preservare e rafforzare l'Unione europea. Al tempo stesso, la capacità di leggere i trend internazionali è diventata di estrema complessità, in un sistema internazionale dominato dal "disordine", dalla frammentazione e da aree di vera e propria implosione. La vitalità comparativa di unthink tank si misura quindi sul grado di innovazione, sia tematico che geopolitico. Da questo punto di vista, la traiettoria recente dello IAI dimostra una notevole sforzo di continuo adattamento. Si può aggiungere che è diventata più rilevante l'interazione tra il mondo degli studi (accademici e non) e il mondo del “policymaking”, cioè della politica attiva. Se l’Italia non ha (quantomeno non ancora) replicato un meccanismo di “revolving doors” di tipo americano, con un frequente scambio tra think tank e governo o alto funzionariato (e viceversa), vi sono stati casi del genere e il trend sembra in aumento. Si tratta di un circolo virtuoso che avvicina la società civile alle istituzioni e che facilita la selezione delle élites - cosa ancora più necessaria in una fase di grave indebolimento dei partiti politici come strutture per la formazione del personale politico-amministrativo. Un think tank internazionale può inoltre contribuire ad analizzare e spiegare il senso di eventi e fenomeni complessi (come tipicamente sono quelli globali, all'incrocio fra geopolitica, sicurezza ed economia) in modo non semplicistico. In sostanza, comprendere connessioni e implicazioni di fattori europei o globali significa rendere un paese come l’Italia più attrezzato ad agire e reagire con cognizione di causa. Ciò è vero sia al livello del business, che per i policy maker e i media: gli attori diversi e complementari, dunque, che un Istituto come lo IAI riunisce attorno al proprio tavolo. Naturalmente l'obiettivo deve restare anche quello di riuscire ad incidere sul livello più vasto dell’opinione pubblica “informata” o comunque interessata. Un compito arduo, appunto; ma indispensabile. Un’ultima funzione essenziale è relativa al graduale ricambio generazionale, e dunque all’innovazione intellettuale. Un centro-studi degno di questo nome attinge costantemente ai circuiti universitari e specialistici per rinnovarsi, pur mantenendo un forte radicamento nella tradizione (soprattutto quella europeista, nel caso dello IAI): è un mix necessario per garantire continuità, controllo della qualità, contatti internazionali ad alto livello, ma anche freschezza e originalità. In tal senso, un think tank funziona - quando riesce a dare il meglio di sè - come produttore di idee, incubatore e laboratorio. I giovani analisti e ricercatori che passano, magari soltanto per alcuni mesi, per tale esperienza acquisiscono non soltanto un metodo concreto di lavoro (che difficilmente si acquisisce nel percorso universitario) ma anche una forma mentis: aperta a nuovi modi di leggere i trend internazionali ma sempre attenta alla verifica dei dati e alla qualità delle fonti. Marta Dassù, direttore Aspenia, Aspen Institute Italia. Roberto Menotti, vicedirettore Aspenia e direttore scientifico Aspenia online (roberto.menotti@aspeninstitute.it). | ||||||||
giovedì 23 giugno 2016
Israele. la destra al potere fino al 2019
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Dopo settimane di indiscrezioni che sembravano rendere imminente l’entrata nel governo della coalizione Unione sionista capeggiata dai laburisti, il primo ministro Benjamin Netanyahu, Bibi, ha sorpreso tutti alleandosi con Avigdor Lieberman, noto politico della destra nazionalista e ora nuovo ministro della difesa israeliana. Dietro lo strappo si cela il timore Con il sostengo della piccola fazione politica capeggiata da Lieberman, la coalizione governativa guidata da Netanyahu, che si reggeva sul voto di un singolo ministro, gode ora di una maggioranza di 66 su 120 seggi in parlamento (uno dei 6 ministri del partito di Lieberman ha rifiutato l’accordo con il Likud di Bibi.) Ciò rende probabile che sarà la destra, e solo la destra, a guidare il Paese sino alle elezioni del 2019, quando Netanyahu cercherà di conquistare il suo quinto mandato. Già ministro degli esteri nel precedente governo di Netanyahu, dal 2015 Lieberman è passato all’opposizione, divenendo il suo principale avversario politico e criticando ripetutamente l’operato del governo in tema di sicurezza, da sempre perno del consenso popolare in Netanyahu. L’alleanza - non inedita - con Lieberman è quindi dettata da un crudo calcolo politico. L’obiettivo di Bibi è quello di consolidare il suo ruolo di leader indiscusso della destra in Israele, preparando il terreno per il 2019. Sebbene Netanyahu sia riuscito ad ampliare la sua maggioranza governativa, il futuro politico del primo ministro rimane oggi più incerto che mai. Nuove forze politiche e generazionali nel centro-destra e anche nel vecchio partito dei laburisti israeliani sono in fermento. Non è da escludere l’emergere di nuovi partiti e coalizioni politiche, dentro le quali potrebbero defluire molti ministri del governo e dell’opposizione, creando quindi un'alternativa solida al Likud di Netanyahu nel centro-destra, insieme ad una nuova costellazione di partiti di centro e centro-sinistra. Esercito israeliano ed estremismo Noto soprattutto per le controverse dichiarazioni sulla necessità di ‘trasferire’ le popolazioni arabo-israeliane, Lieberman guiderà ora il più ambito e spinoso ministero israeliano. Non sarà compito facile. Proprio dall’esercito sono giunte dure critiche e moniti d’allarme. Il 4 maggio, giorno della memoria per la Shoà, il vice capo di stato maggiore Yair Golan, ha parlato di “tendenze di rivolta” nella società israeliana. Commento, il suo, che è solo l’ultimo di una lunga serie di dichiarazioni provenienti dagli alti ranghi dell’establishment israeliano, preoccupato per il crescere dell’estremismo e dell’intolleranza in Israele, evidenziato anche dalla brutta vicenda di un soldato israeliano ripreso mentre colpisce con un colpo di fucile al volto un attentatore palestinese ferito a terra. L’evento è stato fonte di ampi dibattiti in Israele. Il soldato è ora indagato per omicidio colposo, ma per molti, specie il ministro della difesa uscente Moshe Ya'alon e le più alte cariche dell'esercito, non sono arrivate prese di posizione abbastanza forti dal governo. Mediazioni esterne Alle prese con un’ondata di violenze e accoltellamenti, crescenti scandali politici e un coro incessante di critiche internazionali, in molti pensavano che con una giusta dose di incentivi Netanyahu avrebbe optato per una de-escalation. Un governo di unità nazionale Likud-Unione sionista avrebbe dato una maggiore copertura internazionale, migliorando i rapporti con Stati Uniti e Europa, ma anche con l’Egitto e le monarchie del Golfo. Attraverso un’unione delle forze di centro, i partiti più estremi del governo - in particolare quello di Naftali Bennett (8 seggi), ma ora anche quello di Lieberman (6 seggi) - avrebbero perso molto peso politico, aumentando la libertà di manovra del governo. Questa a grandi linee era la strategia che da mesi cercava di mettere in atto Tony Blair, ex primo ministro britannico e fino al 2015 capo del Quartetto per il Medio Oriente, composto dagli Stati Uniti, Russia, Onu e Ue. Dopo una lunga serie di contatti con i leader della coalizione Unione sionista (24 seggi) e del Likud (30 seggi), tutto sembrava pronto. In cambio dell’entrata nel governo, i leader dell'Unione avrebbero ottenuto il ministero degli esteri (dal 2013 nelle mani di Netanyahu), il dossier dei negoziati con i palestinesi e un impegno a limitare la costruzione di insediamenti nei territori occupati. Netanyahu ha però preferito un passaggio intermedio, optando per l’opzione Lieberman che coalizza tutti i partiti di destra all’interno del governo. Questo rafforza nettamente la sua posizione anche nel contesto dei negoziati, ancora in corso, per un accordo di unità nazionale con i leader dell'Unione sionista. Anche se molti ci sperano, sono altrettanti coloro che pensano che l’ultima mossa del Likud mostri che il vero obiettivo di Netanyahu sia semplicemente quello di prendere tempo, trarre profitto da un miglioramento dei rapporti con la comunità internazionale ed evitare di avanzare qualsiasi proposta concreta di negoziati con i palestinesi. È per questa ragione che l'Unione sionista insiste per mettere nero su bianco una serie di impegni che suggellino l’alleanza con Bibi, superando anche l’impasse che si era creata nei giorni antecedenti all’entrata di Lieberman nel governo. Non è chiaro se la deriva a destra della politica israeliana sia solo un passaggio tattico prima di una virata verso il centro. Non vi sono dubbi che in molte capitali mondiali, così come al recente incontro internazionale di Parigi, la speranza sia proprio questa: che Netanyahu scelga il buonsenso. La biografia personale e politica del leader israeliano riduce però l’ottimismo. Andrea Dessì è dottorando in relazioni internazionali alla LSE di Londra e ricercatore IAI nell’area Mediterraneo e Medioriente. | ||||||||
domenica 12 giugno 2016
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