martedì 28 giugno 2016
Orizzonti e prospettive per i centri studi
giovedì 23 giugno 2016
Israele. la destra al potere fino al 2019
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Dopo settimane di indiscrezioni che sembravano rendere imminente l’entrata nel governo della coalizione Unione sionista capeggiata dai laburisti, il primo ministro Benjamin Netanyahu, Bibi, ha sorpreso tutti alleandosi con Avigdor Lieberman, noto politico della destra nazionalista e ora nuovo ministro della difesa israeliana. Dietro lo strappo si cela il timore Con il sostengo della piccola fazione politica capeggiata da Lieberman, la coalizione governativa guidata da Netanyahu, che si reggeva sul voto di un singolo ministro, gode ora di una maggioranza di 66 su 120 seggi in parlamento (uno dei 6 ministri del partito di Lieberman ha rifiutato l’accordo con il Likud di Bibi.) Ciò rende probabile che sarà la destra, e solo la destra, a guidare il Paese sino alle elezioni del 2019, quando Netanyahu cercherà di conquistare il suo quinto mandato. Già ministro degli esteri nel precedente governo di Netanyahu, dal 2015 Lieberman è passato all’opposizione, divenendo il suo principale avversario politico e criticando ripetutamente l’operato del governo in tema di sicurezza, da sempre perno del consenso popolare in Netanyahu. L’alleanza - non inedita - con Lieberman è quindi dettata da un crudo calcolo politico. L’obiettivo di Bibi è quello di consolidare il suo ruolo di leader indiscusso della destra in Israele, preparando il terreno per il 2019. Sebbene Netanyahu sia riuscito ad ampliare la sua maggioranza governativa, il futuro politico del primo ministro rimane oggi più incerto che mai. Nuove forze politiche e generazionali nel centro-destra e anche nel vecchio partito dei laburisti israeliani sono in fermento. Non è da escludere l’emergere di nuovi partiti e coalizioni politiche, dentro le quali potrebbero defluire molti ministri del governo e dell’opposizione, creando quindi un'alternativa solida al Likud di Netanyahu nel centro-destra, insieme ad una nuova costellazione di partiti di centro e centro-sinistra. Esercito israeliano ed estremismo Noto soprattutto per le controverse dichiarazioni sulla necessità di ‘trasferire’ le popolazioni arabo-israeliane, Lieberman guiderà ora il più ambito e spinoso ministero israeliano. Non sarà compito facile. Proprio dall’esercito sono giunte dure critiche e moniti d’allarme. Il 4 maggio, giorno della memoria per la Shoà, il vice capo di stato maggiore Yair Golan, ha parlato di “tendenze di rivolta” nella società israeliana. Commento, il suo, che è solo l’ultimo di una lunga serie di dichiarazioni provenienti dagli alti ranghi dell’establishment israeliano, preoccupato per il crescere dell’estremismo e dell’intolleranza in Israele, evidenziato anche dalla brutta vicenda di un soldato israeliano ripreso mentre colpisce con un colpo di fucile al volto un attentatore palestinese ferito a terra. L’evento è stato fonte di ampi dibattiti in Israele. Il soldato è ora indagato per omicidio colposo, ma per molti, specie il ministro della difesa uscente Moshe Ya'alon e le più alte cariche dell'esercito, non sono arrivate prese di posizione abbastanza forti dal governo. Mediazioni esterne Alle prese con un’ondata di violenze e accoltellamenti, crescenti scandali politici e un coro incessante di critiche internazionali, in molti pensavano che con una giusta dose di incentivi Netanyahu avrebbe optato per una de-escalation. Un governo di unità nazionale Likud-Unione sionista avrebbe dato una maggiore copertura internazionale, migliorando i rapporti con Stati Uniti e Europa, ma anche con l’Egitto e le monarchie del Golfo. Attraverso un’unione delle forze di centro, i partiti più estremi del governo - in particolare quello di Naftali Bennett (8 seggi), ma ora anche quello di Lieberman (6 seggi) - avrebbero perso molto peso politico, aumentando la libertà di manovra del governo. Questa a grandi linee era la strategia che da mesi cercava di mettere in atto Tony Blair, ex primo ministro britannico e fino al 2015 capo del Quartetto per il Medio Oriente, composto dagli Stati Uniti, Russia, Onu e Ue. Dopo una lunga serie di contatti con i leader della coalizione Unione sionista (24 seggi) e del Likud (30 seggi), tutto sembrava pronto. In cambio dell’entrata nel governo, i leader dell'Unione avrebbero ottenuto il ministero degli esteri (dal 2013 nelle mani di Netanyahu), il dossier dei negoziati con i palestinesi e un impegno a limitare la costruzione di insediamenti nei territori occupati. Netanyahu ha però preferito un passaggio intermedio, optando per l’opzione Lieberman che coalizza tutti i partiti di destra all’interno del governo. Questo rafforza nettamente la sua posizione anche nel contesto dei negoziati, ancora in corso, per un accordo di unità nazionale con i leader dell'Unione sionista. Anche se molti ci sperano, sono altrettanti coloro che pensano che l’ultima mossa del Likud mostri che il vero obiettivo di Netanyahu sia semplicemente quello di prendere tempo, trarre profitto da un miglioramento dei rapporti con la comunità internazionale ed evitare di avanzare qualsiasi proposta concreta di negoziati con i palestinesi. È per questa ragione che l'Unione sionista insiste per mettere nero su bianco una serie di impegni che suggellino l’alleanza con Bibi, superando anche l’impasse che si era creata nei giorni antecedenti all’entrata di Lieberman nel governo. Non è chiaro se la deriva a destra della politica israeliana sia solo un passaggio tattico prima di una virata verso il centro. Non vi sono dubbi che in molte capitali mondiali, così come al recente incontro internazionale di Parigi, la speranza sia proprio questa: che Netanyahu scelga il buonsenso. La biografia personale e politica del leader israeliano riduce però l’ottimismo. Andrea Dessì è dottorando in relazioni internazionali alla LSE di Londra e ricercatore IAI nell’area Mediterraneo e Medioriente. | ||||||||
domenica 12 giugno 2016
martedì 31 maggio 2016
sabato 28 maggio 2016
venerdì 27 maggio 2016
Populisti e Xenofodi: quando prendono il sopravvento.
| Austria Hofer, un Le Pen dai toni moderati Francesco Bascone 14/05/2016 |
Ne sono una chiara dimostrazione le dimissioni di Werner Faymann dalla guida del Partito Socialista e del governo, da lui annunciate a sorpresa il 9 maggio.
Quello che preoccupa l'Europa non è questo. Bensì la prospettiva che al secondo turno Norbert Hofer, leader del partito di estrema destra, sia eletto presidente. Anzi, sia una sua vittoria, tutt'altro che improbabile, che una sua sconfitta di misura, sarà percepita come un campanello d'allarme. Che però va attentamente interpretato.
Travaso di voti a favore di populisti e xenofobi
Anzitutto sarebbe sbagliato vedervi una ricaduta verso nostalgie del passato nazional-socialista. Hofer, che ha 45 anni, è fra l'altro decisamente filo-israeliano e contrario a qualsiasi tolleranza nei riguardi dell'antisemitismo. Le sue posizioni su altri temi sono vicine a quelle della francese Marine Le Pen, ma con toni più moderati.
La sua elezione non significherebbe che oltre metà degli austriaci sia propensa a votare per il suo partito alle prossime politiche, consultazioni ben più importanti.
Si spiegherebbe piuttosto con gli errori strategici fatti dai partiti di governo, che hanno presentato candidati mediocri (hanno ottenuto un misero 11-12% ciascuno, perdendo metà del loro già eroso elettorato potenziale), piuttosto che concentrare il loro sostegno su una personalità indipendente, come la ex-presidente della Corte Costituzionale Irmgard Griss, la quale ha mancato di poco l'accesso al ballottaggio.
Socialisti e cristiano-democratici hanno così fatto all'outsider di destra il regalo di doversi battere soltanto contro un altro outsider, il rappresentante dei Verdi, partito cui fa capo il 12% circa dell'elettorato.
Quale che sia l'esito del ballottaggio, il dato più significativo è il risultato del primo turno: il 35% ottenuto da Hofer (con un forte distacco sul verde van der Bellen, arrivato al 21%) corrisponde ai consensi di cui ormai godono nei sondaggi il “partito della libertà” e il suo leader Heinz-Christian Strache. Questa crescita del partito, comunemente bollato come xenofobo, è ancora più preoccupante a fronte del calo nei sondaggi dei due partiti storici, oggi insieme al governo, scesi entrambi al 22% circa.
Il travaso di voti dai partiti popolari (Volksparteien) a quello populista (un anno fa oscillavano tutti e tre intorno al 25%) si spiega in massima parte con il diffuso timore di un afflusso incontrollato di rifugiati e migranti, soprattutto se musulmani, e con la crescente insofferenza verso gli eurocrati di Bruxelles (le due fobie sono chiaramente collegate, come avviene in altri paesi europei, a cominciare da Francia e Gran Bretagna).
Fattori secondari sono il logorio del potere e i dissensi fra i due partiti della coalizione, l'immagine giovanile e accattivante del 46enne Strache, l'aumento della disoccupazione.
Ribellione contro la casta
In questo successo di un movimento che cavalca la ribellione contro una casta politica sclerotizzata, la over-regulation comunitaria e il “politically correct” dell'accoglienza ai migranti non vi è nulla di specificamente austriaco.
L'Austria non fa che precedere (di poco) altri paesi europei. In Francia il Front National conta sul sostegno di almeno un quarto dell'elettorato; fra un anno Marine Le Pen potrebbe aspirare a un risultato simile a quello di Hofer al primo turno, ed è scontato che acceda al ballottaggio.
Fin qui il significato di questa elezione come rivelatore delle inquietudini dell'opinione pubblica. Ma quanto potrà influire sulla politica dell'Austria verso l'integrazione europea e verso i vicini italiani?
Agli Altoatesini doppia nazionalità?
Va ricordato anzitutto che, benché eletto dal popolo - e questa è una anomalia - il capo dello stato ha poteri limitati, come in Italia e in Germania. Hofer intende interpretarli in modo estensivo, ma non potrà sottrarre al Cancelliere quello di determinare l'indirizzo politico.
Ben più incisive sarebbero dunque le conseguenze di un avvento del suo capo, Strache, al Cancellierato. Una prospettiva che potrebbe concretarsi all'indomani delle prossime elezioni parlamentari, probabilmente anticipate al 2017, o forse già a questo autunno.
Per evitarla, socialisti e democristiani puntano a facce nuove, che proiettano un'immagine di dinamismo: rispettivamente il manager Christian Kern, cinquantenne a capo delle ferrovie nominato venerdì nuovo primo ministro, e il giovanissimo diplomatico Sebastian Kurz, che verrà utilizzato al momento ritenuto elettoralmente più opportuno.
Nell 'infausta evenienza di una coalizione di cui gli “azzurri” facciano parte o addirittura abbiano la guida (che molti in entrambi i partiti popolari non escludono), è da prevedere una linea più euro-scettica, il mantenimento del tetto all'afflusso di rifugiati, l'opposizione all'ingresso della Turchia nell'Ue e prese di posizione in favore dell'unità di tutti i tirolesi (recentemente invocata da Strache), incompatibili con gli accordi vigenti.
Senza probabilmente arrivare a concrete rivendicazioni territoriali contro l'Italia, ma forse giungendo a offrire la doppia nazionalità a tutti gli altoatesini e quindi entrando in rotta di collisione col nostro Paese.
Francesco Bascone è Ambasciatore d’Italia.
lunedì 16 maggio 2016
Un Doveroso Riconoscimento
15 MAGGIO 2016
SESSA AURUNCA RENDE ONORE A
DOMENICO FUSCO
EX INTERNATO MILITARE NEI CAMPI DI
CONCENTRAMENTO NAZISTI.
CONSEGNATA LA
MEDAGLIA IN ONORE CIVILE AL CITTADINO APRILIANO DOMENICO FUSCO
Nella giornata di domenica 15
maggio a Sessa Aurunca, nell'ambito della manifestazione celebrativa del 25
aprile festa della Liberazione Nazionale rinviata a tale data causa problemi
meteorologici, è stata consegnata una medaglia in onore civile a Domenico
Fusco, ex internato militare nei campi di concentramento nazisti, originario di
Cescheto di Sessa Aurunca, ma da molti anni cittadino di Aprilia.
La manifestazione è stata
organizzata da una Associazione culturale locale con il patrocinio del Comune
di Sessa Aurunca ed il contributo dei commercianti anche con la finalità di
rivitalizzare il centro storico della cittadina.
L'Associazione apriliana “Un
ricordo per la pace” che da anni opera sul territorio divulgando la storia
degli Internati Militari Italiani nei lager nazisti nel secondo conflitto
mondiale e la possibilità di accedere al conferimento della Medaglia d'onore
IMI, esprime soddisfazione per il riconoscimento consegnato al cittadino
apriliano.
La presidente Elisa Bonacini: “E'
stata una cerimonia commovente. Domenico Fusco fu internato per un periodo nel
campo IV B di Zeithain , poco distante da Dresda , lo stesso lager nel quale
combatté tra la vita e la morte mio padre Ernesto, catturato dai tedeschi in
Grecia e deportato in Germania nonostante gravemente malato di malaria. Il
povero Domenico porta ancora sul corpo le conseguenze delle bastonate dei
nazisti, e vive quotidianamente le sofferenze per tanta cattiveria subita. Mi
congratulo con gli organizzatori della bella iniziativa a Sessa Aurunca e con
l'Amministrazione locale ; manifestazioni come questa sono importanti per
trasmettere alle giovani generazioni l'importanza di valori quali libertà e
democrazia. Auspico che anche ad Aprilia siano sempre più frequenti le
occasioni per mantenere la memoria dei terribili avvenimenti del passato,
affinché non abbiano mai più a perpetuarsi”.
venerdì 6 maggio 2016
Seconda Guerra Mondiale. Ricerca
Massimo Coltrinari
(contatto ed informazioni coltrinari2011@libero.it)
ELENCO DELLE UNITA' CHE HANNO
PARTECIPATO ALLO SVOLGIMENTO DELLE OPERAZIONI ALLA FRONTIERA ALPINA OCCIDENTALE
DALL'11 AL 25 GIUGNO 1940
(
Al personale militare e militarizzato organicamente appartenente e presente,
nel suaccennato periodo di tempo, alle unità indicate in questo elenco va
riconosciuta la "partecipazione ad operazioni di guerra" ai fini dei
benefici e riconoscimenti previsti dalla legge a favore dei
"combattenti" ).
1.
Comandi di grande unità.
Comando
Gruppo Armate Ovest.
Comando
1° Armata (Stato Maggiore, Direzioni e Uffici dei servizi e Tribunale di
guerra).
Comando
4° Armata (Stato Maggiore, Direzioni e Uffici dei servizi e Tribunale di
guerra).
Comando
6° Armata (Stato Maggiore).
Comando
7° Armata (Stato Maggiore).
Comando
I Corpo d'Armata (Stato Maggiore, Direzioni e Uffici dei servizi e Tribunale di
guerra).
Comando
II Corpo d'Armata (Stato Maggiore, Direzioni e Uffici dei servizi e Tribunale
di guerra).
Comando
III Corpo d'Armata (Stato Maggiore, Direzioni e Uffici dei servizi e Tribunale
di guerra).
Comando
IV Corpo d'Armata (Stato Maggiore, Direzioni e Uffici dei serivizi e Tribunale
di guerra).
Comando
VII Corpo d'Armata (Stato Maggiore, Direzioni e Uffici dei servizi e Tribunale
di guerra).
Comando
VIII Corpo d'Armata (Stato Maggiore, Direzioni e Uffici dei servizi e Tribunale
di guerra).
Comando
XV Corpo d'Armata (Stato Maggiore, Direzioni e Uffici dei servizi e Tribunale
di guerra).
Comando
Corpo d'Armata Alpino (Stato Maggiore, Direzioni e Uffici dei servizi e
Tribunale di guerra).
Comando
Corpo d'Armata Corazzato (Stato Maggiore, Direzioni e Uffici dei servizi e
Tribunale di guerra).
Comando
Corpo d'Armata Autotrasportabile (Stato Maggiore, Direzioni dei servizi e
Tribunale di guerra).
Comando
div. ftr. "Granatieri di Sardegna" (Stato Maggiore e Uffici dei
servizi).
Comando
div. ftr. "Cuneo" (Stato Maggiore e Uffici dei servizi).
Comando
div. ftr. "Pinerolo" (Stato Maggiore e Uffici dei servizi).
Comando
div. ftr. "Acqui" (Stato Maggiore e Uffici dei servizi).
Comando
div. ftr. "Cremona" (Stato Maggiore e Uffici dei servizi).
Comando
div. ftr. "Assietta" (Stato Maggiore e Uffici dei servizi).
Comando
div. ftr. "Siena" (Stato Maggiore e Uffici dei servizi).
Comando
div. ftr. "Livorno" (Stato Maggiore e Ufici dei servizi).
Comando
div. ftr. "Pistoia" (Stato Maggiore e Uffici dei servizi).
Comando
div. ftr. "Ravenna" (Stato Maggiore e Uffici dei servizi).
Comando
div. ftr. "Modena" (Stato Maggiore e Uffici dei servixi).
Comando
div. ftr. "Forlì" (Stato Maggiore e Uffici dei servizi).
Comando
div. ftr. "Cacciatori delle Alpi" (Stato Maggiore e Uffici dei
servizi).
Comando
div. ftr. "Sforzesca" (Stato Maggiore e Uffici dei servizi).
Comando
div. ftr. "Cagliari" (Stato Maggiore e Uffici dei servizi).
Comando
div. ftr. "Legnano" (Stato Maggiore e Uffici dei servizi).
Comando
div. ftr. "Lupi di Toscana" (Stato Maggiore e Uffici dei servizi).
Comando
div. ftr. "Torino" (Stato Maggiore e Uffici dei servizi).
Comando
div. ftr. "Friuli" (Stato Maggiore e Uffici dei servizi).
Comando
div. ftr. "Cosseria" (Stato Maggiore e Ufici dei servizi).
Comando
div. ftr. "Superga" (Stato Maggiore e Uffici dei servizi).
Comando
div. ftr. "Firenze" (Stato Maggiore e Uffici dei servizi).
Comando
div. ftr. "Brennero" (Stato Maggiore e Uffici dei servizi).
Comando
div. ftr. "Pasubio" (Stato Maggiore e Uffici dei servizi).
Comando
div. ftr. "Piave" (Stato Maggiore e Uffici dei servizi).
Comando
div. ftr. motorizzata "Trieste" (Stato Maggiore e Uffici dei
servizi).
Comando
div. ftr. motorizzata ""Trento" (Stato Maggiore e Uffici dei
servizi).
Comando
div. alpina "Taurinense" (Stato Maggiore e Uffici dei servizi).
Comando
div. alpina "Cuneense" (Stato Maggiore e Uffici dei servizi).
Comando
div. alpina "Pusteria" (Stato Maggiore e Ufici dei servizi).
Comando
div. corazzata "Littorio" (Stato Maggiore e Uffici dei servizi).
Comando
div. corazzata "Ariete" (Stato Maggiore e Uffici dei servizi).
Comando
3° div. celere (Stato Maggiore e Uffici dei servizi).
Comando
1° settore costiero.
Comando
raggruppamento celere della 4° Armata (dal 15 al 25 giugno 1940).
Comando
raggruppamento da montagna "Gessi" (1°) (Stato Maggiore).
Comando
raggruppamento da montagna "Varaita-Po" (2°) (Stato Maggiore).
Comando
raggruppamento da montagna "Levanna" (Stato Maggiore).
Comandi
di Quartier Generale di Rep. Op. di Armata. Tutti quelli delle G. U. sopra
indicate.
Comandi
di Quartier Generale di Rep. d'Intendenza di Armata. Tutti quelli delle G. U.
sopra indicate.
Reparti
comandi di Quartieri Generale di Armata (del Reparto Operazioni del Reparto
Intendenza). Tutti quelli delle G. U. sopra indicate.
Comandi
di Quartier Generale di C. d.A. Tutti quelli delle G. U. sopra indicate.
Reparti
comando di Quartier Generale di C. d.A. Tutti quelli delle G. U. sopra
indicate.
Comandi
di Quartier Generale di Divisione. Tutti quelli delle G. U. sopra indicate.
Reparti
comandi di Quartier Generale di Divisione. Tutti quelli delle G. U. sopra indicate.
2.
Carabinieri
a) Comando gruppo di Aosta[1].
b)
Comandi di compagnia di Aosta e di Pinerolo.
c)
Comandi di tenenza di Aosta, di Pinerolo e di Ulzio.
d) Comando di sezione di Valdigna d'Aosta.
e)
Sezioni miste: 1° - 2° - 3° - 4° - 5° - 6° - 7° - 8° -
9° - 10° - 11° - 12° - 13° - 14° - 15° - 16° - 17° - 18° - 19° - 20° - 21° -
22° - 23° - 27° - 28° - 29° - 30° - 31° - 32° - 39° - 46° - 47° - 58° - 59° -
60° - 61° - 62° - 70° - 71° - 76° - 77° - 78° - 85° - 86° - 122° - 123° - 131°
- 132° - 133° - 160° - 161° - 164° - 165° - 171° - 175° - 176° - 177° - 178° -
179° - 181° - 182° - 183° - 184° - 185° - 186° - 187° - 188° - 193° - 194° -
195° - 196° - 203° - 204° - 205° - 209° - 231° - 232° - 233° - 234° - 235° -
236° - 237° - 238° - 239° - 240° - 241° - 251° - 254° - 255° - 353° - 356° -
361° - 262° - 363° - 364° - 372° - 381° - 383° - 388° - 402° - 411° - 412° - 413°
- 414° - 417° - 418° - 419° - 420° - 421° - 422°,
Sezione
alpina: 412° - Sezioni celeri: 353° - 387° - Sezioni motorizzate: 56° - 66° -
Sezione Autonoma CC. "Villa Italia".
f) Nuclei per uffici postali: 1° - 2° - 3° - 4° - 15° - 16° - 17° - 20° -
28° - 29° - 37° - 38° - 40° - 42° - 43° - 44° - 49° - 53° - 62° - 69° - 71° -
77° - 79° - 80° - 109° - 118° - 152° - 200° - 201° - 203° - 207° - 208° - 209°.
lunedì 2 maggio 2016
martedì 26 aprile 2016
Nella Terra dei Merli.
Buonasera a tutti,
oggi alle 21 andrà in onda su Sky Cinema Cult HD e su Sky TG 24
“Nella Terra dei Merli: tra passato e futuro”,
il nuovo docufilm di Andrea Bettinetti che racconta l’impegno
delle Forze Armate italiane in Kosovo con la missione KFOR.
La Redazione di Informazioni della Difesa Online
ha visto il documentario in anteprima proponendone una breve recensione:
Buona visione e buona lettura,
la Redazione di Informazioni della Difesa
lunedì 18 aprile 2016
Mercoledi del Nastro Azzurro. Nota a commento
LANZAROTTO
MALOCELLO
Alessio Pecce (alessio-p89@libero.it)*
Il 6 aprile 2016, la sede del Nastro Azzurro ha ospitato come
relatore il Dottor Licata per parlare di un pioniere dell'Atlantico, non da
tutti conosciuto e a cui si deve la scoperta delle Isole Canarie: Lanzarotto
Malocello. Il navigatore italiano, cercando la via delle Indie attraverso la
circumnavigazione dell'Africa, scopre le Canarie, già note con il nome di
“Isole Fortunate”. Il capitano ligure è nativo di Varazze, di discendenza
viscontile e di nobile famiglia, la quale è schierata con la fazione dei Guelfi
e quindi detiene un forte legame con il mondo ecclesiastico. Oltre ad essere
uno dei più grandi esploratori italiani della storia è considerato il precursore
di Cristoforo Colombo, ragion per cui con Malocello ha inizio la scoperta del
mondo. Nel periodo compreso tra il 1200 e il 1400 i genovesi sono considerati
come dei maestri nell'arte della navigazione, grazie alla quale apprendono
conoscenze al comando di navi proprie o straniere e strumenti come la bussola e
l'astrolabio permettono loro di avere una certa sicurezza in mare. Essi sono
convinti che possa esistere un canale comunicativo tra i due oceani che bagnano
le coste opposte del continente africano. I fratelli genovesi Vadino e Ugolino
Vivaldi sono i primi italiani a tentare questa impresa e nella primavera del
1291 partono dal porto di Genova alla volta delle Indie, ma ad un tratto non si
hanno più loro notizie. Alcuni anni più tardi, precisamente nel 1312,
Lanzarotto Malocello parte con l'intento recarsi in loro soccorso. L'abile
esploratore giunge nell'isola che in futuro avrebbe preso il suo nome, la Lanzarota
(oggi Lanzarote), precisamente a sud della più piccola “Alegranza”,
dove tra l'altro ha costruito un castello in nome della Repubblica di Genova.
Il suo epico viaggio, quindi, culminato con la scoperta delle Canarie ha
sfatato il mito delle Colonne d'Ercole, che fino ad allora rappresentavano il
limite invalicabile oltre il quale non era consentito transitare. Dal giorno in
cui vengono scoperte le Canarie molti navigatori di passaggio vi fanno tappa,
compreso Colombo prima di approdare in America.
Il nome di Malocello compare per la prima volta nel 1339
nella carta di Angelino Dulcert, nella quale è presente l'arcipelago delle
Isole Canarie e soprattutto è attribuito il nome di Lanzarotto all'isola
situata più a settentrione: Insula de Lanzarotus Marocellus.
Per onorare l'impresa del capitano ligure, la Regia Marina
Italiana ha dato il nome di Lanzarotto Malocello ad un esploratore leggero, il
quale è divenuto successivamente cacciatorpediniere. Esso è la quinta unità
della classe a prestare servizio nel 1930 come esploratore leggero.
Dottore magistrale in Scienze dello Sviluppo e della
Cooperazione Internazionale. Specialista nella progettazione, gestione,
valutazione e ricerca per conto di istituzioni politiche e sociali,
organizzazioni economiche, imprese ed enti internazionali.
venerdì 15 aprile 2016
L'Associazione Nazionale Reduci dalla Prigionia, dall'Internamento e dalla Guerra di Liberazione
Da
Storia della Memoria Popolare
ASSOCIAZIONE NAZIONALE REDUCI DALLA PRIGIONIA
Il Rastrellamento del Quadraro Roma 17 aprile 1994
www.anrp.it
La collaborazione con
L'Associazione Nazionale Reduci dalla Prigionia, dall'Internamento e dalla Guerra di Liberazione
nasce nell'estate del 1995
e si è sviluppata per oltre un ventennio dando eccellenti risultati
La Guerra di Liberazione è stata oggetto di profondi ed intensi scambi, con
la conoscenza di persone degne di nota.
Ricordo Attilio Brunetti, Medaglia d'Oro al Valor Militare,
che fu sempre affettuoso e disponibile, e tanti altri
Si plaude all'ultimo grande successo
la ricerca relativa al rastrellamento del Quadraro e
alla figura di Don Agostino Rey
Un plauso ad Enzo Orlanducci ed alla sua squadra
per il brillante risultato
Massimo Coltrinari
martedì 12 aprile 2016
mercoledì 30 marzo 2016
giovedì 24 marzo 2016
Valore MIlitare al Femminile
Proseguono con estremo interesse le ricerche relative al personale femminile decorato di Medaglia al Valor Militare
informazioni su www.valore militare cesvam.blogspot.com
o scrive a
direttore.cesvam@istitutonastroazzurro.org
mercoledì 9 marzo 2016
Corso di Alta formazione. Dal peacekeeping al peacebuilding . gestire i conflitti per costruire la pace. Bando e Scheda di Iscrizione. Scadenza 25 aprile 2016
per informazioni e per l'ottenimento d borse di studio scrive a massimo coltrinari all'indirzzo
coltrinari2011@libero.it
SCUOLA DI AGGIORNAMENTO E ALTA FORMAZIONE
“Giuseppe Arcaroli ”
Anno Accademico 2015-2016
Enti promotori
La Scuola di aggiornamento e alta formazione “Giuseppe Arcaroli”, istituita dall’ANVCG - Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra Ente Morale (D.C.P.S. 19 gennaio 1947) e dall’ANRP - Associazione Nazionale Reduci dalla Prigionia, dall’Internamento, dalla Guerra di Liberazione e loro familiari (Ente Morale D.P.R. 30 maggio 1949), è rivolta in particolare alla trattazione dei temi relativi ai diritti umani e ai conflitti, al fine di esaminare le conseguenze di questi ultimi nei confronti degli stessi belligeranti, dei prigionieri o feriti e della popolazione civile, nonché allo scopo di sottolineare che la violazione dei diritti umani, sempre di più, accende la responsabilità penale dei singoli di fronte alla Comunità internazionale in quanto tale.
Il tratto distintivo della Scuola è la multidisciplinarietà, caratteristica che permette di approfondire la tematica dei diritti umani nelle sue varie sfaccettature e di promuovere, inoltre, l'insieme delle attività formative in linea con le attuali dinamiche, volte ad assicurare un pieno rispetto dei diritti e dei bisogni delle vittime dei conflitti armati, a ridurre mali superflui e sofferenze inutili, nonché a facilitare il processo di riconciliazione e pace.
Corso di alta formazione anno accademico 2015-2016
Dal Peacekeeping al Peacebuilding:
gestire i conflitti per costruire la pace
gestire i conflitti per costruire la pace
Documentazione scaricabile:
gress
domenica 28 febbraio 2016
Coinvolti i ragazzi delle scuole superiori: Ricordati i dispersi della Battaglia
APRILIA - COMMEMORAZIONE
18 FEBBRAIO
L'OMAGGIO FLOREALE DELL'ASSOCIAZIONE “UN RICORDO PER LA PACE” E
DELLA
“ITALY STAR ASSOCIATION 1943-1945”
“RICORDIAMO LE
SOFFERENZE DELLA POPOLAZIONE NEL 1944 !”
Giuseppina Fiorini il cui corpo fu disperso è il simbolo della
crudeltà della guerra ad Aprilia
di Elisa Bonacini
unricordoperlapace.blogspot.it
Si è tenuta nella mattinata
di giovedì 18 febbraio nel piazzale del Liceo “A. Meucci” ad Aprilia la cerimonia organizzata dalla
Città di Aprilia presso l'obelisco in memoria del SottoTenente dei Fucilieri
Britannici Eric Fletcher Waters e dei Caduti dispersi della Battaglia di
Aprilia nel 1944.
La commemorazione, nel
72esimo anniversario della morte del soldato britannico, ha visto la
partecipazione delle Autorità Militari, civili e religiose, delle Associazioni
d'Arma e combattentistiche di Aprilia, della Croce Rossa Italiana e di
rappresentanti delle Associazioni di volontariato. In rappresentanza
dell'Amministrazione Comunale di Aprilia il Vice Sindaco Franco Gabriele. Hanno
presenziato studenti e Docenti del Liceo “A. Meucci” e dell' I.I.S. “C. e N.
Rosselli” con i Dirigenti Prof. Ferrone, Prof.ssa Bombonati.
Dopo la deposizione della
corona d'alloro Elisa Bonacini presidente dell'Associazione “Un ricordo per la
pace” ha deposto alla base dell'obelisco un omaggio floreale anche a nome di
Harry Shindler, rappresentante in Italia della “ITALY STAR ASSOCIATION
1943-1945”. Harry Shindler ed Elisa Bonacini sono stati i promotori
dell'iniziativa dei memoriali ai caduti dispersi inaugurati nel febbraio 2014
alla presenza della rock star Roger Waters. Il veterano britannico ha fatto
pervenire attraverso la Bonacini un breve messaggio che è stato letto durante
la cerimonia rivolto alle giovani generazioni apriliane “affinché - si
legge nella nota - non dimentichino quanto sangue è stato versato per
combattere uno dei più mostruosi regimi della nostra storia e dare all'Europa
la libertà e la democrazia”.
La
giornata commemorativa è proseguita all'interno dell'auditorium del Liceo “Meucci”
che accoglie l'esposizione dei reperti storici Bonacini “Un ricordo per la
pace” sul tema “Aprilia in guerra : La Battaglia di Aprilia”. A fare gli onori
di casa il Prof. Pietro Bernardo Del Buono. E' intervenuto il Vice Sindaco
Gabriele cui sono seguiti gli interventi del Prof Bruno Morabito e del Prof.
Giuseppe Fallea, che hanno illustrato ai ragazzi il periodo della guerra nel
nostro territorio, dopo lo Sbarco Alleato del 22 gennaio sul litorale di Anzio
e Nettuno. Gli studenti Giulia Moscatelli, Alice Nalesso
(voci), Valerio Ciccotti e Davide Zingaretti (chitarre) hanno eseguito alcuni
pezzi dei Pink Floyd che sono stati molto graditi dalla platea. La studentessa
Martina Acerbo ha letto un brano di Seneca.
L'Associazione “Un ricordo per la pace” a
cerimonia avvenuta rilascia il seguente comunicato : “In questo periodo
particolare che vede nel mondo sempre più violenza e guerra è doveroso per noi
evidenziare con amarezza le sofferenze della popolazione civile nelle guerre di
ogni tempo.
Immense furono le tribolazioni della
popolazione apriliana nel 1944, costretta a subire la prima aspra fase dei
combattimenti dopo lo sbarco alleato, ad abbandonare le loro case, i propri
sogni, e quanto avevano costruito con tanta fatica negli anni che precedettero
la guerra. Giuseppina Fiorini può essere considerata il simbolo della crudeltà
della guerra ad Aprilia . A soli 18 anni, il 2 febbraio 1944, fu colpita
mortalmente; anche il genero e la nipotina di due anni feriti gravemente
morirono pochi giorni dopo tra atroci sofferenze. La famiglia fu costretta a
fuggire abbandonando il corpo esanime della ragazza senza averne più notizie.
La Cerimonia del 18 febbraio presso il monumento
ai caduti dispersi della Battaglia di Aprilia speriamo rappresenti sempre più
negli anni a venire un' occasione per ricordare e rendere omaggio a tutte le
vittime tra la popolazione civile. Il nostro piccolo omaggio del 18 scorso lo
dedichiamo anche a quelle vittime innocenti ed al dolore delle loro famiglie ”.
Ad oggi pare non sia pervenuto alcun comunicato
di Roger Waters, che sembra aver dimenticato il legame con Aprilia. Ciò
nonostante attendiamo con trepidazione un suo saluto/gesto a sorpresa, a gratificazione
di quanto si sta facendo ad Aprilia per mantenere il ricordo delle vittime
della Guerra nel nostro territorio.
venerdì 12 febbraio 2016
15 febbraio 2013. Luigi Poli ci ha lasciato
Un ricordo ed una preghiera tra le sue montagne e i suoi alpini
Massimo Coltrinari
Ad un Maestro ed ad un Comandante, ad un Amico indimenticabile
martedì 2 febbraio 2016
Storia In Laboratorio. Scuola Media Toscanini Aprilia
ISTITUTO COMPRENSIVO TOSCANINI – APRILIA
CONTINUA NELLE SCUOLE IL PROGETTO DIVULGATIVO DELL'ASSOCIAZIONE
“UN RICORDO PER LA PACE” :
“CAPIRE L'ORRORE DELLA
DEPORTAZIONE NAZISTA ATTRAVERSO LE TESTIMONIANZE DEGLI ULTIMI SOPRAVVISSUTI”
EMOZIONANTE INCONTRO DEI RAGAZZI DELLA SCUOLA MEDIA TOSCANINI CON
ENNIO BORGIA SOPRAVVISSUTO A DACHAU
L'ACCORATO APPELLO DI ENNIO: “NEI VIAGGI DELLA MEMORIA NON
VISITATE SOLO AUSCHWITZ!”
Elisa Bonacini
Lunedì 1 febbraio
presso l'Istituto Comprensivo “A. Toscanini” in via Amburgo ad Aprilia
nell'ambito delle iniziative legate alla Giornata della Memoria si è tenuto
l’incontro tra Ennio Borgia, sopravvissuto alla prigionia per motivi politici nel
lager di Dachau ed i ragazzi di alcune classi della Scuola Media.
L'incontro proposto
dall'Associazione apriliana “Un ricordo per la Pace” ha avuto l'approvazione
del Dirigente Scolastico Enrico Raponi ed è è stato organizzato dalla Vice
Preside Enza Luisi, dalla Prof.ssa Maria Maggiore e dalla Prof.ssa Maria
Regnicoli con la collaborazione dei Prof. Laura Adamo, Giordana Cenedese, Marco
Giuratti, Gaetana Murgia, Maria Luisa Natale, Viviana Pagnoni, Claudia
Paravavvi, Loris Parisella, Anna Persico.
Anche in questa
occasione Ennio Borgia era accompagnato dalla moglie Speranza Botticelli e da
Elisa Bonacini presidente di “Un ricordo per la pace”. Presente anche Franco
Tantari di Campoloeone che lo scorso anno ha seguito i ragazzi delle Scuole di
Aprilia nel Viaggio della Memoria ad Auschwitz.
I ragazzi che sono stati preparati dai docenti in maniera veramente
encomiabile, hanno accolto Ennio con un caloroso applauso e hanno assistito con
attenzione alla proiezione del video “Ennio
Borgia
n°69791 - Un
sopravvissuto
a
Dachau” realizzato dall'Associazione
“Un ricordo per la pace”; il video nel 2015
ha ottenuto la concessione del logo ufficiale del 70° Anniversario della
Resistenza e della Guerra di Liberazione rientrando nel Programma di iniziative curato dalla Presidenza del Consiglio dei
Ministri - Struttura di Missione per gli Anniversari di interesse nazionale.
A fine proiezione i ragazzi hanno rivolto a Ennio
numerosissime domande; è intervenuta anche la Bonacini raccontando alcuni
particolari sulla prigionia a Dachau nella Baracca 25 che accoglieva in maggior
numero prigionieri italiani, tra cui molti ex militari. Commovente il ricordo
di Osvaldo Fiata, un compagno di prigionia originario di Roma che morì solo
pochi giorni prima della liberazione del campo, avvenuta il 29 aprile 1945 per
l'intervento della 45a divisione americana.
Un'esperienza indimenticabile e dall'alto valore educativo
questa vissuta dalle classi medie dell'I.C. “Toscanini” perché è solo il
contatto diretto con gli ormai rarissimi ex deportati ancora viventi che può
rendere veramente tangibile l'immane tragedia dell'Olocausto.
Durante l'incontro Ennio ha rivolto un appello alle
Istituzioni affinché il Giorno della Memoria si ricordino sempre anche i
deportati non ebrei e affinché i ragazzi delle Scuole non visitino solo
Auschwitz, ma anche gli altri campi meno noti dove sono morti migliaia e
migliaia di prigionieri “per tante motivazioni”. “E'
bene – sostiene Ennio - che i giovani
ascoltino anche la mia testimonianza perché questi tragici avvenimenti non
accadano mai più, in una società dove ognuno dovrebbe avere la possibilità di
esprimere in un pacifico confronto la propria opinione, senza per questo essere
considerato un nemico e sterminato come tale”.
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